PODCAST · religion
La Passione nei Vangeli
by Pregaudio
I racconti nella Passione recitati a più voci dai ragazzi del Puntogiovane. Ognuno dei quattro Vangeli contiene un racconto dettagliato della passione di Gesù. Confrontando le quattro versioni compaiono punti in comune che fanno pensare ad uno schema narrativo di base. Eppure, ogni testo possiede una sua originalità, sia sul piano letterario che su quello teologico. Inoltre alcune omelie sui giorni della Passione
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Passione secondo Giovanni
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Passione secondo Marco
Parola del SignorePassione di nostro Signore Gesù Cristo secondo MarcoMc 14,1-15,47 Testo del VangeloMancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io,...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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Passione secondo Matteo
Parola del SignorePassione di nostro Signore Gesù Cristo secondo MatteoMt 26,14 - 27,66 Testo del VangeloIn quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado lì a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a ...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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Sabato Santo
Meditazione sul Sabato Santo Recita:Don Franco Mastrolonardo Testo della meditazione:Una antica omelia dei primi secoli sosteneva che in questo giorno il Signore Gesù è andato a cercare negli inferi il primo padre Adamo, come il buon pastore la pecorella smarrita. E appena Adamo, il prigioniero, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà".Così continua quella suggestiva omelia:Io sono il Signore tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura".Alcune immagini sono davvero evocative.Il monito ai dormienti ad esempio. "Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno". Chi sono questi dormienti che oggi Gesù va a svegliare? Direi che siamo un po' tutti noi che volentieri ci addormentiamo piuttosto di stare svegli e prendere contatto con la realtà. I dormienti sono coloro che preferiscono non prendere impegni e responsabilità, che non prendono in mano la loro vita, che disattendono la loro vocazione di padri e di madri, che disilludono regolarmente i loro impegni di governo. "Svegliati" dice Gesù a costoro. Non lasciare andare la tua vita, costruisci dei progetti condivisi. Voi fidanzati perenni prendete il coraggio di una scelta di vita matrimoniale, voi coppie che tentennate decidete di aprire i vostri cuori alla nascita di un figlio, voi laici di periferia siate protagonisti nella parrocchia e nella chiesa. Svegliati tu che dormi. È Pasqua. Il Signore viene a svegliarti. Non rimanere addormentato per non pensare, costruite un pensiero politico, sociale, educativo. Non andare dietro agli impulsi della pancia, "fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza".Un' altra immagine evocativa dell'antica omelia riguarda i prigionieri. "A coloro che sono in carcere dico: uscite. Non ti ho creato perché rimanessi prigioniero dell'inferno".Chi sono i prigionieri che Cristo viene a liberare? Sono coloro che rimangono vittime della propria o altrui dipendenza. Sono i prigionieri degli idoli. Sono i dormienti che non hanno voluto svegliarsi e ad un certo momento si son dovuti svegliare prigionieri. E anche qui citerei il buon Dante: "chi è causa dei sui mal pianga se stesso". La Germania degli anni '30 ha scelto democraticamente il suo leader. Ma dormiva. Poi si è svegliata con un dittatore. Si comincia con un vizio, dicendo tanto smetto quando voglio...poi ci si sveglia ossessivi e compulsivi. Quando ci si sveglia prigionieri c'e solo da piangere la propria mediocrità. Eppure il Cristo viene a liberare i prigionieri dagli inferi, dagli inferi del gioco, dell'azzardo, della droga, del sesso, della pornografia. A tutti questi che hanno macchiato l'immagine di Dio nei loro cuori Gesù dice: "Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui!"Ma l'immagine più forte, più pasquale è la resurrezione dei morti. "Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani!" Cristo non solo sveglia gli addormentati, non solo libera i prigionieri, ma fa risorgere i morti.Fa risorgere dalle situazioni di morte. Dalle morti spirituali, dalle morti psicologiche, dalla morte fisica. Cristo questo giorno discende negli inferi per strappare i morti dalla morte, ha fatto così un tanaliberatutti, ha cost...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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La Lavanda dei piedi
Dal Vangelo secondo Giovanni 13, 1-15 Testo del VangeloPrima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». MeditazioneSiam giunti alla cena finale. Si dice sia ultima, ma certo non è così, dato che ogni anno la riviviamo e anche ogni giorno, fino alla fine dei tempi.Ultima cena, ma mai ultima. Un mistero che apre un dramma: la passione di Cristo.Nè in Eschilo o in Dante, quei grandi maestri di tenerezza, né in Shakespeare, il più puramente umano tra tutti gli artisti, o in tutto il mito o la leggenda celtica, dove la bellezza del mondo è mostrata attraverso un velo di lacrime, e la vita dell'uomo non è più della vita di un fiore, non c'è nulla che in pura semplicità di pathos sposata e fusa con una sublimità d'effetto tragico, si può dire equivalga e nemmeno si avvicini all'ultimo atto della passione di Cristo.Sono parole di Oscar Wilde a riguardo della passione di Gesù. Bellissime! Ed è proprio in questa cena tra amici che si consuma il dramma del mistero. L'Eucarestia condensa in un sol atto tutto il Triduo pasquale, perchè già oggi annunciamo la morte di Gesù e proclamiamo la sua Risurrezione. Nell'Eucarestia c'è tutto: il dono, la vita, la morte, la Risurrezione, la vita eterna. Tutto il mistero di Gesù è concentrato in questa cena.Ma il mistero del dramma sacrificale si coniuga nel Vangelo di Giovanni con la lavanda dei piedi. Nello stesso cenacolo si intrecciano mistero e servizio, slancio verso il cielo e inchini alla terra. Nello stesso cenacolo, nella stessa cena, nella stessa assemblea.Non c’è un’Eucaristia dentro e una Lavanda dei piedi fuori perché l’una e l’altra sono operazioni complementari da esprimere, ambedue, negli spazi dove i discepoli di Cristo si radunano e vivono.Oggi in ogni assemblea si vive la Lavanda dei piedi all'interno dell'Eucarestia affinché nelle comunità ci si lavi i piedi gli uni gli altri. Non partiamo da fuori, ma da dentro.Brocca, catino e asciugatoio devono diventare arredi da sistemare al centro della nostra esperienza di fraternità, con la speranza che non rimangano suppellettili semplicemente ornamentali. Non ci sarà Eucarestia piena se non sapremo lavarci i piedi gli uni gli altri.Preti, educatori, catechisti, operatori, ministri e laici tutti e a tutti noi che formiamo l'assemblea Gesù ci richiama al servizio vicendevole.Servire non significa aspettare che qualcuno prima o poi farà. Il servizio gioca di anticipo, non misura i pro e i contro ma agisce prontamente, più col cuore che con la testa.Chi...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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"Sono forse io, Signore?"
Dal Vangelo secondo Matteo 26, 14-25 RecitaFederica Lualdi Musica di sottofondoArrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri MeditazioneDon Franco Mastrolonardo Testo del VangeloIn quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». MeditazioneSiamo nel cenacolo. È l'Evangelista Matteo a presentarci la Cena Pasquale di Gesù con i suoi discepoli. Centrale è l'affermazione di Gesù, che scende come lampo improvviso nelle tenebre dell'inconsapevolezza dei discepoli.In verità, in verità vi dico uno di voi mi tradirà. Come non vorremo mai sentirci dire una cosa così da Gesù...i discepoli entrano in tilt. Per loro andava tutto bene fino a quel momento. Non si erano neppure accorti del tradimento di Giuda. Troppo autocentrati i discepoli, troppo narcisisti e un po' fra le nuvole. All'affermazione di Gesù, l'unica loro preoccupazione è di pensare a se stessi. Siamo ben lontani dalle lacrime di Maria a Betania che piange, perchè il suo amato va a morire per lei. Qui siamo di fronte ad un gruppo di immaturi che pensano a salvar prima se stessi. Ma presto arriverà per loro come per Pietro il canto del gallo.Nella Passione secondo Matteo di Bach c'è da rimanere incantati per come le parole e la musica rendano la situazione del momento.Le parole di Gesù sono accompagnate da un violino. Bach le inserisce in una atmosfera misteriosa, soprannaturale, utilizzando molti bemolle ed una serie di bruschi salti di note e accordi discendenti. La parola "tradirà" è a sua volta sottolineata da un vocalizzo.I discepoli, in coro, chiedono: "Signore sono io?"Alla misteriosa sacralità della affermazione di Gesù corrisponde da parte dei discepoli una reazione terra terra. Le loro voci si accalcano preoccupate, cercando di sopraffarsi e la domanda: bin ich's? Sono io ? risuona undici volte, una per ogni discepolo, tranne Giuda che farà a parte la sua domanda. La preoccupazione dei discepoli è centrata con una fine notazione psicologica: undici volte è ripetuta la parola Signore, ma ben ventiquattro volte le due sillabe "sono io". Il "sono io" è la vera angoscia dei discepoli. Non è tanto il fatto che il maestro sia tradito, ma l'idea che il colpevole possa essere proprio io. Non possono accettare questo e cercano in ogni modo di trovare in se stessi l'innocenza e la giustificazione. Le note corrispondenti sono sempre disposte con un intervallo ascendente, che mette in rilievo la parola "io": il vero centro del pensiero dei discepoli.Caro Gesù non invidio questo momento. Sono confusi i tuoi discepoli, rastornati e anche senza pensieri. Cosa sta succedendo? L'uomo cerca continuamente fino all'ostinazione un centro di gravità permanente, una roccia sicura un luogo dove non poter morire.Questi uomini avevano trovato in te Gesù il porto sicuro, indistruttibile dove ormeggiare le barche della propria vita.Come un bambino si attacca al papà e lo...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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La notte del tradimento
Dal Vangelo secondo Giovanni 13,21-33.36-38 Testo del VangeloIn quel tempo, mentre era a mensa con i suoi discepoli, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte». MeditazioneCi spostiamo sula cartina geografica da Betania a Gerusalemme, da casa di Lazzaro, Maria e Marta al Cenacolo, la casa dei discepoli. Pochi sono i chilometri di distanza, ma un abisso di emozioni li separano rispetto alla missione di Gesù. Rientrare a Gerusalemme equivale a dire: condanna a morte.Gesù è consapevole di ciò. A Betania lascia l'amicizia di Lazzaro, la tenera compagnia di Marta e le lacrime consolatrici di Maria. Maria ricordiamocelo anticipa con il gesto del balsamo sul corpo di Gesù la sua sepoltura, cioè coglie con lucidità che Gesù morirà a breve e piange in anticipo la sua morte. A Gerusulemme nel cenacolo invece Gesù è con un gruppo di uomini inconsapevoli e testardi, che prima di riconoscere ciò che stava accadendo dovranno toccare con mano il fallimento al canto del gallo. Solo allora piangeranno con Pietro nel giardino.Eppure è nel cenacolo, nella notte del tradimento che Gesù compie il gesto di donazione più potente della storia: l'Eucarestia!In quella casa di Gerusalemme Gesù, prima di essere consegnato alle guardie, si consegna Lui stesso agli uomini e lo fa per sempre. Lo fa con quella magia perenne che è l'Eucarestia. Con il pane che riceviamo ogni Domenica siamo certi di avere con noi quel Gesù che si è legato a noi per sempre.Eppure quella sera, nel Cenacolo non deve essere stato facile per Gesù compiere il suo atto di amore.Non deve essere stato facile sparare a freddo quella frase orribile: uno di voi mi tradirà.Solo Giovanni trova l'audacia della confidenza e chiede al suo maestro chi sarà.Pietro invece non ne ha il coraggio e i suoi meccanismi di difesa si spostano verso la presunzione di voler risolvere tutto ad ogni costo.Adesso basta con gli scherzi, sembrerebbe dire Gesù di fronte agli atteggiamenti bambineschi dei suoi discepoli. E con molta chiarezza e severità ammonisce Pietro rimandandolo al canto del gallo. È proprio stonato l'ardire di Pietro in questo momento così solenne. È un continuo musicare note stonate nell'apice della sinfonia della Storia della Salvezza.Questa notte è solo tua Gesù. Non è tempo per noi, per noi uomini fragili e vigliacchi.Fai pure tu Signore, fai tutto tu.Sei solo tu che vincerai questa sfida è qu...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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L'unzione di Betania
Dal Vangelo secondo Giovanni 12, 1-11 Testo del VangeloSei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. MeditazioneLa Settimana Santa, la Settimana di Passione comincia qui a Betania, in casa di Lazzaro, di Marta e di Maria. Sono gli amici di Gesù, da sempre. Qui a Betania Gesù si sente a casa. Ha sempre avuto bisogno di questi amici, ha sempre avuto bisogno di un'accoglienza speciale e oggi ha proprio bisogno di Maria, della sua audacia, della sua femminilità, della sua tenerezza. Maria compie un gesto a rischio, va a cospargere i piedi di Gesù, li asciuga con i suoi capelli: c'è una sensualità profonda, una sensualità pura, una sensualità femminile che tanto bene fa a Gesù. Eppure i discepoli ne rimangono scandalizzati. Giuda che grida: "Questi soldi andavano dati ai poveri!" strumentalizza i poveri. I discepoli non sono da meno. Nessuno incoraggia questa donna. Nella Passione di Bach il profumo è tradotto letteralmente con Wasser (acqua). Bach interpreta questo profumo come l'acqua delle lacrime. La Passione comicia così, col versare lacrime su Gesù. Sono le lacrime di Maria, ma sono anche le lacrime della Chiesa penitente, della Chiesa capace di prendere consapevolezza dei propri peccati, della Chiesa umile, della Chiesa che si mette ai piedi di Gesù, della Chiesa che sa riconoscere quello che Gesù sta facendo per lei. Prima delle lacrime di Pietro, le lacrime del tradimento, le lacrime al canto del gallo... Ecco, prima di quelle lacrime ci sono le lacrime di Maria. Sono le lacrime che coinvolgono Gesù nel Mistero Pasquale. Sono le lacrime che cominciano la Settimana Santa. Cominciano la Storia della nostra Salvezza. RecitaCristian Messina Musica di sottofondoArrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri MeditazioneDon Franco MastrolonardoAscolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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Passione secondo Luca
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca (Lc 22,14-23,56) Testo del VangeloQuando venne l’ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio».Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi». «Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». Gli rispose: «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». «Nulla».«Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». «Signore, ecco qui due spade». «Basta!».Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel t...Ascolta Pregaudio. Scarica la app sugli Store. CLICCA
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ABOUT THIS SHOW
I racconti nella Passione recitati a più voci dai ragazzi del Puntogiovane. Ognuno dei quattro Vangeli contiene un racconto dettagliato della passione di Gesù. Confrontando le quattro versioni compaiono punti in comune che fanno pensare ad uno schema narrativo di base. Eppure, ogni testo possiede una sua originalità, sia sul piano letterario che su quello teologico. Inoltre alcune omelie sui giorni della Passione
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