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Poesie per l'insieme vuoto

Una Musa di bell'aspetto si rivela una cantonata quando millanta contenuti e qualità  che non le appartengono. Queste poesie sono scritte pensando a lei, che come Musa si è dimostrata vuota più dell'insieme vuoto e come persona poca cosa. Un miraggio, cui non si può attribuire colpa alcuna se non quella di voler sembrare più di quello che è. Ma chi non lo fa?

  1. 13

    Il Riso

    Il riso   Scosso da un tumulto incontenibile Sghignazzo a più non posso. Travolto da goduria inarrestabile Sto per pisciarmi addosso. Sgangherato dal convulso sollazzo. Con le lacrime agli occhi e privo di fiato Ebete come oca giuliva schiamazzo. Squassato dal ridere muoio beato.

  2. 12

    L'Albero

    L’Albero.   Né Davanti, né Dietro Ma Sopra e Sotto. Come medusa secca Conficcata in terra.   In alto per nutrirmi Di vapori zuccherini Nella luce del giorno.   Di notte unito a te Nel respiro bocca a bocca Solidale e inscindibile. Nel corpo nutrito e sanato. Tu? Inconsapevole e ingrato…   In basso do udienza Ai miei figli, ai miei fratelli Sparsi attorno che, si sa, Il frutto mai cade lontano. È tutto un cicaleccio Un telegrafo di menti comari Scavatrici nel buio odoroso E fertile e duro di sasso.   Sono lento assai, è vero, Dovrei muovermi? Perché mai? Tutto attorno c’è cibo E vento per il mio seme.   E tu, sempliciotto Che mi stringi a stento In un abbraccio fasullo, Infelice idiota, Perché non freni invece il morso Delle tue frastornanti Motoseghe puzzolenti?   Vegetale, si, lo sono, eccome. Ma vivo, e  certo non in coma. Da un lato simbolo di saggezza Dall’altro fiamme nel camino, E porte e armadi e sedie.   Vergognati ingrato Persino l’ombra ti sei fregato.

  3. 11

    Isola

    Isola   Confine coronato di mare Di altrove e di altrui. Più piccola sei Più isola sei.   Isola misteriosa Di pirati immaginari Di tesori immaginari Isola del giorno prima Isola che non c’è.   Zona franca deserta Approdo per naufragi Dell’anima mia dolente.   Remoto ufficio postale Per bottiglie riempite Di scarsa speranza Di esser trovate E raccolte da un te. E ancor meno comprese.

  4. 10

    Il Vulcano

    Il vulcano.   Dormo in fervida introspezione, Aspro e brullo in ciclotimica letargia. Senza ronfare sembrerei un morto Se non fosse per qualche scureggia.   Osservo sfolgorare il mio sé In mille borborigmi fiammanti. Sento segnali omeostatici A salire in coro dal magma.   Teso come corda di violino Ascolto ogni volta sorpreso Il crescendo sprovvisto d’intento Dell’amore piroplastico del Me.   Mi guardo estatico scoppiare. Tu resta con me, non ti voltare. Dispiego la coda del pavone. Lava e lapilli son solo per te.   Infine il sonno dopo l’orgasmo Mi lascia quieto, cocente e arido. Torno ad amarmi maestoso e solenne Anche stavolta appieno indifferente.

  5. 9

    Il Rosso

    Rosso.   Rosso mobile e cangiante Dell’emoglobina nelle palpebre Chiuse di fronte al sole.   Rosso il sangue dolente Scorso dal mio cuore ferito e prontamente rimarginato.   Rosso splendente del pomodoro Nato a bordo di un profumo umido e salato nel sudore della macaia.   Rosso pulsante e gonfio Sino a scoppiare nel collo Della mia collera omerica.   Rosso il tuo vestito che svesto E rossa la mia lussuria furibonda Allo sventolare della tua muleta.   Rosso mozzafiato nel tripudio del tramonto Di sole annegato nella buia metafora Di un dopo privo di certezza del ritorno.

  6. 8

    La Sorgente

    La sorgente   Calmo fluire, senza preavviso Dal buio carsico di una mente Smarrita nel dedalo snervante Del tu e dio, a portar lume, Di uomo cercato con lanterna E infine trovato, perché assente.   Vulcano esploso in luce brutale, Come lava colata dal chakra Del cuore in smanioso affanno. Deflagrati: dio, gene, la botte E tutto l’Ambaradam del filosofo, Spazzato via come strada di notte.   Torno da te Piccolo me. Ormai maturo Mi schiudo. A vita persa, Dormo sereno.

  7. 7

    I Colori

    I colori   Tenaci sfere emotive Se presi uno a uno. Visti assieme siamo Tutt’altro affare.   Schierati in parata Come un’arcobaleno Nell’ordine confortante Del ventaglio Pantone.   Come cassetta da pittore Appena comprata. Come sfilza di matite nuove In meticoloso corteo.   Oppure a vestire Santi, preti e figuranti In processione.   Del tutto confacenti Alla parata del Gay Pride.   Perfettamente a nostro agio Come abiti e maschere Nel caos di carnevale.   Mirabili dall’alto Su una spiaggia affollata Di corpi nudi come coriandoli.   Come fiori fiamminghi Come ola allo stadio Come quadro di Seurat Come ressa al mercato.   Allegro affollamento Nei disegni infantili Primari e puerili come Poesie di adolescenti

  8. 6

    La fragiltà della vita

    La fragilità della vita   Una chiocciola ebbra di pioggia Scrocchia sotto tacchi distratti. Un braccio intento al lavoro Scrocchia dentro un ingranaggio. Un'ombra improvvisa, forse un cane, Fracassata sotto le ruote di un TIR. Un'ombra in-attesa nella radiografia Di un routinario check-up.   Corpo fragile sotto i colpi della vita. Vita fragile sotto i colpi della sfortuna.   Morte veloce o lenta agonia Poco importa... Presto o tardi morte sicura. Raro caso di probabilità uno.

  9. 5

    La Nostalgia

    La Nostalgia   Prima di tutto:   Giunture flessibili, Muscoli d’acciaio, Memoria repentina, Veglia illimitata, Sonno ininterrotto, Stomaco di struzzo, E cazzo a scatto.   E di gran lunga dopo:   Del cielo stellato nell’oceano indiano, Del blu profondo dei settanta metri, Della lettera d’amore a sorpresa Di una ragazza sconosciuta, Di un sorriso ricambiato per strada Da una ragazza sconosciuta, Di una nave all’orizzonte Che chissà dov’è diretta, Della coda rotante di Sonny Ad accogliermi sul cancello, Della barba ispida di mio nonno Quasi morente mentre lo rado E dice di avermi voluto bene, Di un bacio a una fanciulla russa Senza tregua sotto il diluvio Interminabile e disperato Per mancanza di futuro.   E al disópra di tutto questo:   La nostalgia del futuro.

  10. 4

    La Fedeltà

    La fedeltà   Un contratto Una promessa Una rinuncia Una scelta Un voto Un obbligo Un impegno Uno spazio della mente E uno spazio del corpo Un lucchetto al sesso Riservato ed esclusivo Frustrazione del desiderio Priva di alcun motivo Eccetto il possesso.   Ma se lo spazio concesso Non fosse occupato Come sedia vuota a teatro? Oggetto di rinuncia? Oppure di impotenza?   Monogamia, strategia evolutiva Dallo scarso utilizzo, Devozione rara in natura Ché i geni sono egoisti E ogni lasciata è persa     La lealtà prende forma Soltanto quando, Priva di contenuti ormonali, É rispetto É dono gratuito di ricchezza É amore nonostante É amore al disopra É amore per chi Se lo merita.   Non è miseria condivisa Dal notaio.

  11. 3

    Il Mare

    Il mare   Beccheggio feroce botta di prua Barriera di venti metri che avanza Crestata di civettuoli merletti E trine del tutto fuori luogo. Il mio cuore sbigottito naviga Paralizzato dall’atroce incanto. Alla cappa nel Golfo di Biscaglia.   Paciosa abluzione maldiviana. Ferita di luce verde turchese Pantone trecentoventuno, A miniare la mente in bonaccia.   Diamante dalle innumerabili facce Sbriluccicante, quasi insopportabile, Socchiuso sotto palpebre estasiate E rosse di emoglobina cangiante A indurre gaio e raggiante torpore.   Guizzo a sorpresa di squalo martello, Spettro che sale dal buio pesto del fondo Sino al blu dei cinquanta metri Sino al giallo delle mie extrasistole Soffuse nella luce opalina dell’alba.   Veliero spadaccino Occhio da pazzo Ti inganno Ti catturo Ti uccido E mi nutro di Te Riverente e grato Per il tuo sacrificio.   Come nibbio, mi piacerebbe dall’alto sorvolare commosso un coro guizzante di delfini. In verità, deluso e impacciato, Al loro cospetto mi sento una boa.   E tu, madre benigna E tu, padre nostro. Impassibile amatissimo mare. Avvolgi il mio corpo in debito Che rimetterò a te, grato, Fra un pugno di istanti!

  12. 2

    Carcassa

    CarcassaNessuna paura.Finché i miei dentiAffonderanno ancoraNella fracassata carcassa,Nelle frattaglie benigneE fumanti di una poesia,Allora la morte moriràSquassata di paura.E io, vivo, alzeròMento e sguardoInsanguinato e vogliosoD’innata bellezzaPer volare altroveNell’arte mia travagliata,Precaria unica salvezza.

  13. 1

    Omaggio a Mogol (e anche a Fedro)

    Omaggio a Mogol (e anche a Fedro).La cipolla, alla prima bucciaTi appare come Charlize TheronAlla seconda buccia si presentaCome una bimba traumatizzata.Alla terza si vende come mente acutaCome letterata, forse una poetessa...Poi la osservi raspare in terra,Allegra, a becchettar nell'aia.Nella magia a caso razzolare gaiaSbirciando un po' qui e un po' lì.Spunta un galletto all'improvviso,Con svolazzo sgangherato di piumeLe salta sopra rapido e nel finaleA squarciagola spara trionfanteChicchirichì! Chicchirichì!Poi scopri il sorriso beato di lei,Un po' ebete in verità, ma appagato,Soprattutto prontamente postato.Come di Madonna stupefatta,Del Santo Spirito sotto la botta.Altro che amore come opera d'arte...Poi tutto diventa cristallino, terso.Come lama fitta sotto l'ombelico,Come pianto da cipolla denudata,Come linfa acre di nocciolo svelato,Come chiodi piantati nel bulboIncredulo e bruciante dei tuoi occhi.Altro che amore come opera d'arte...Quanta species, ma cervello poco.Solo una maschera tragica,Solo una gallina tripla carinaSolo starnazzo gioioso su InstagramSolo Coccodè! Coccodè!

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