PODCAST · society
SONO SIONISTA
by ARIEL SHIMONA EDITH
Prima che il canarino scappi dalla miniera di carbone... Il 7 ottobre 2023 è avvenuto il massacro da parte palestinese verso gli israeliani: donne violentate, famiglie bruciate, bambini uccisi nei forni a microonde, uomini e donne smembrati, centinaia di rapiti rinchiusi nei tunnel di Gaza. Questo ha forse suscitato una reazione nell’occidente che ogni 27 gennaio fa dichiarazioni contro lo scempio della Shoah? Assolutamente no, nel giro di una settimana tutti hanno condannato Israele perché non si è arreso, ma anzi ha avuto l’ardire di difendersi e di colpire tutti coloro che hanno contribuito al massacro perpetuato il 7 ottobre. il nazifascismo ha vinto perché la sua ideologia ha preso il sopravvento, e l’Europa sia cristiana che illuminista ha piacevolmente accolto l’appello alla distruzione degli ebrei. Perché penso questo? Com’è possibile che facinorosi che brandiscono la bandiera terroristica palestinese possono monopolizzare impuniti ogni manifesta
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Trentaquattresima puntata - Vaicrà 19, 17-29 Amare è una scelta non un sentimento
"Perché la Torah mette insieme l'amore per il prossimo e il divieto di mescolare i semi? Scopriamo come il precetto del rimprovero e il limite alla vendetta disegnano un'ecologia dello spirito dove l'amore si misura nei fatti, non nelle parole. Una riflessione tagliente su come il 'volersi bene' universale sia spesso la scusa per non difendere chi ci è vicino."
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PUNTATA SPECIALE: Il canarino, la trappola e la seconda opportunità
Ungheria: svolta democratica o commissariamento mascherato? Péter Magyar sta liberando il Paese dal sistema di Viktor Orbán o lo sta riallineando a Bruxelles in cambio di fondi? Si può parlare di sovranità quando le scelte economiche e politiche dipendono dall’UE? Lo sblocco degli aiuti all’Ucraina è responsabilità o rinuncia alla propria leva negoziale? E soprattutto: che senso ha invitare Benjamin Netanyahu e allo stesso tempo rientrare nella CPI, che ne chiede l'arresto? Israele resta il canarino nella miniera: l’Europa vuole davvero ascoltare il segnale o lo sta ignorando? E noi, oggi, cosa stiamo scegliendo davvero: libertà o conformismo? Vita o propaganda? Questa volta è importante che lggiate il testo perché nella puntata non sono riuscita a dire tuttohttps://arielshimonaedith.wixs...-opportunità-ungheria-israele-e-il-bivio-spirituale-dell-euro Codesh Tov ve Shabbat Shalom
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Trentatresima puntata: Parashat Shemini: il coraggio di essere separati e il senso della redenzione.
Parashat Shemini ci porta nell’ “ottavo giorno”, il tempo che apre alla presenza divina. Attraverso il tema della kasherut, entriamo in una riflessione profonda su cosa significhi santità: non morale, non dualismo, ma relazione. La Torah non separa tra bene e male come fanno altri sistemi, ma ci chiama a vivere con emunah e bitachon anche quando non comprendiamo. Dalla distinzione tra tumah e chet, fino alla sfida concreta di essere kadosh oggi, questa puntata attraversa il rapporto tra identità, fede e quotidianità. Dopo il mare che si apre, arriva la vera domanda: come si vive la redenzione? Testo e fonti https://arielshimonaedith.wixs...
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Trentaduesima puntata: Il cuore che torna: Shabbat HaGadol e la redenzione delle relazioni
In questo Shabbat HaGadol entriamo in una delle promesse più profonde della Torah: prima della redenzione, qualcosa deve accadere nelle nostre case. La Haftarah parla dello Yom Hashem HaGadol VeHaNora e del ritorno dei cuori: padri verso figli e figli verso padri. Ma questo movimento non è astratto — è educativo, è concreto, è intimo. Attraverso la pedagogia del Seder e la figura dei quattro figli, scopriamo che la frattura tra le generazioni non è solo una realtà del nostro tempo, ma anche il luogo da cui può iniziare la geulah. Forse oggi, più che mai, sono i figli a richiamare i padri. E forse è proprio da questo ritorno che nasce la possibilità di essere davvero liberi. Vorrei approfittare di questo episodio per invitarci a sostenerehttps://levhaolam.com SHABBAT SHALOM Hag Pesach Kosher ve Sameach Sul mio sito trovate la puntata di oggi e le fonti https://arielshimonaedith.wixs...
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Trentunesima puntata: Va-Icrà Il sacrificio che viene da te: mikem, il sale e il desiderio di avvicinarsi
Iniziamo il libro di Vayikra/Levitico dalla sua prima parola: “e chiamò”. Una chiamata divina e profondamente personale. Cosa significa offrire davvero “da voi” מִכֶּם mikem? Il sacrificio non è solo un atto rituale, ma un percorso educativo che ci chiede di mettere qualcosa di noi stessi, di trasformarci per avvicinarci. Attraverso il simbolo del sale — Patto eterno — scopriamo che anche ciò che è lontano può diventare vicino, che ogni trasformazione autentica non riguarda solo il nostro rapporto con Hashem, ma, attraverso Lui, quello con la nostra famiglia e la nostra comunità. Nel tempo di Nissan, mentre ci prepariamo a Pesach, questa chiamata diventa concreta: rispondere, iniziare, tornare,fare. Sul mio blog trovate il testo ed i riferimenti https://arielshimonaedith.wixs... SHABBAT SHALOM
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Trentesima puntata- Parashat Tetzavhe: l'ulivo e la Luce che brucia
In questa trentesima puntata dedicata alla Parashat Tetzavhe, partendo dal versetto “VeAtah Tetzavhe”, riflettiamo sul simbolo dell’olio puro, dell’ulivo e della luce perpetua. Attraverso i commenti di Rashi, del Ramban e dei Midrashim, emerge un’immagine potente: Israele come ulivo, radicato, contorto, pressato, ma capace di dare luce. Che cosa significa essere eletti? Privilegio o responsabilità? Essere “luce per le nazioni” è forse un peso più che un onore? Una riflessione sull’identità, sulla separazione, sul senso dell’Unicità e sullo Shema come testimonianza che non impone, ma illumina. Potete leggere la puntata nel mio sito https://arielshimonaedith.wixs...
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Ventinovesima puntata - Parashat Terumah - Il corpo come Mishkan: prendersi cura di sé come atto di Emunah.
Parashat Terumah – Il mio corpo è un Mishkan? In questa puntata parto da una consapevolezza personale: il corpo è una creazione meravigliosa di HaShem. Ogni organo funziona con un’intelligenza che non abbiamo progettato noi. Ogni respiro è un dono. La Parashat Terumah descrive nei minimi dettagli la costruzione del Mishkan, la dimora della Shekhinah. Ma i Maestri insegnano che quel Santuario può essere letto anche come il modello dell’essere umano. Rabbeinu Bachya vede il Santo dei Santi come il cuore. Rav Moshe Alshich insegna che l’uomo stesso è un Mishkan. Rav Chaim of Volozhin parla dell’uomo come “mikdash me’at”. Rav Tzadok HaKohen of Lublin collega i nostri organi alle mitzvot. Ogni scelta ha un effetto. Ma sopra ogni cosa c’è l’emunah: HaShem Itbarach agisce sempre per il bene. Se il Mishkan richiedeva cura, precisione e responsabilità, cosa dice questo del modo in cui tratto il mio corpo? Sto vivendo come se il mio corpo fosse davvero una dimora della Shekhinah? SHABBAT SHALOM Nel mio sito trovate i link ai riferimenti dei Rabbini citatihttps://arielshimonaedith.wixs...
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Ventottesima puntata - Parashat Mishpatim, non seguire la maggioranza per fare il male
Riflessione su Shemòt / Esodo 23:1–5 “Non porre la tua mano con il malvagio” (Shemòt 23:1). La Torah non parla solo di un gesto fisico. Parla di alleanze invisibili. Non unire la propria mano al male significa non diventare complici, nemmeno nel silenzio. Subito dopo ammonisce: “Non seguire la maggioranza per fare il male” (23:2). La verità non si misura con la maggioranza. Anche se molti scelgono una strada, ciascuno resta responsabile della propria scelta. Hillel insegna in Pirkei Avot 2:5: “B’makom she-ein anashim, hishtadel lihyot ish” — “In un luogo dove non ci sono uomini degni, sforzati di essere un uomo.” Essere “ish” non significa dominare, ma assumersi responsabilità morale. Avere il coraggio dell’integrità quando l’ambiente la smarrisce. Infatti il versetto prosegue dicendo nè fare falsa testimoniana in una causa appoggiandoti alla maggioranza che secondo te pronuncia giudizio ingiusto, in modo da torcere il giudizio. E poi in maniera sorprendente : Non essere parziale a favore del povero nel giudizio. Quante volte ci capita di vedere questo comportamento? Se incontri l’asino del tuo nemico smarrito, restituiscilo. Se vedi l’animale di chi ti odia crollare sotto il peso, aiutalo a rialzarsi (23:4–5). Non è solo una legge sulla proprietà. È una disciplina del cuore. Nachmanide insegna che questi precetti educano l’anima: aiutare il nemico spezza l’odio, restituisce equilibrio, ricostruisce umanità. L’azione esteriore modella l’interiorità. La Torah non chiede soltanto di evitare l’ingiustizia. Chiede di diventare persone che non si lasciano trascinare, che non si piegano al gruppo, che trasformano il risentimento in responsabilità. La giustizia, allora, non è solo un verdetto. È una forma di santità. È il coraggio silenzioso di scegliere il bene, anche quando siamo in pochi a farlo.
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Ventisettesima puntata - Parashat Ytrò, il padre di Tzipporà
Il nome di Ytrò compare per la prima volta quando Moshè conducendo il gregge, oltre il deserto, giunge al monte di Dio, a Khorev. Ma abbiamo già conosciuto il suocero di Moshè nel momento in cui Moshè fugge dall’Egitto e si ferma a Madian, al pozzo incontra le figlie del sacerdote madianita, ne abbevera il gregge e vine quindi invitato dal sacerdote ad unirsi a loro. Prenderà in moglie una delle figlie del sacerdote madianita: Tzipporà. La coraggiosa sposa che circoncise il proprio figlio, mentre, a seguito dell’incontro con Hashem stavano tornado in Egitto, nella notte in un luogo in cui poterono fermarsi, l’angelo tentò di far morire Moshè perché egli non aveva circonciso suo figlio. Da Rashi commento all’Esodo (ed Marietti 1820 p.32) Apprendiamo da una Baraità che R. Jose disse: “Dio ne guardi Moshè non fu trascurato nell'eseguire la circoncisione; egli pensava: "Se lo circoncido subito e mi metto in viaggio il bambino sarà esposto a pericoli per tre giorni. Se però io aspetto tre giorni non obbedisco al Santo Benedetto che mi ha comandato: - Va' ritorna in Egitto.-” Perché allora fu considerato meritevole di morire? Perché egli diede precedenza alle faccende relative alla sua prima tappa di viaggio. L'angelo si trasformò in un serpente che cominciò ad ingoiare Mosè dalla testa fino all’anca e, dopo averlo rimesso fuori, torna ad ingoiarlo dai piedi sino all'anca (cioè all'altezza del membro). Tzipporà allora capì che ciò era avvenuto a causa del rinvio della circoncisione. Talmud babilonese Nedarim 32a e Esodo Rabbah V,8 Tzipporà è una delle grandi donne d’Israele, comprese e accettò il Patto con il signore di Abramo, Isacco, Israele. Non ebbe esitazione e salvò Moshè, il proprio sposo. Da lei conosciamo la forza di chi sceglie di essere Madre d’Israele. Siamo nella porzione in cui il popolo ebraico riceve la Torah, l’intera Torah. Ognuno di noi, ogni anno leggendo il dono della Torah è esattamente lì con il popolo, il tempo come lo conosciamo si annulla e si contrae per riportarci lì. Con i figli d’Israele uscì un miscuglio di popolazioni composte da proseliti, lo capiamo da Shemot/Esodo 12, 38 come viene spiegato da Rashi. La questione resta aperta e controversa. Quello che impariamo è che perché avvenga il dono della Torah occorrono gher come Tzipporà e Ytrò che scelgono di abbandonare l’idolatria, il politeismo, che esplicitamente e con determinazione scelgono il Dio di Abramo Isacco, Giacobbe, il Dio che ha liberato Israele dalla schiavitù egiziana. Vi lascio all’ascolto Shabbat Shalom
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Ventiseiesima puntata - Beshalach. "Cantate ad Hashem, poiché è stato immensamente grandioso, cavallo e cavaliere ha gettato in mare!"
La parola BeShallach da cui il titolo della Parashat significa letteralmente “quando egli mandò” o “quando lasciò andare” Il termine deriva dalla radice שלח shin lamed chet che significa mandare o inviare ha diversi significati profondi nella tradizione ebraica, sia linguistici che spirituali. 1. Inviare/Mandare in Missione Il significato più diretto è mandare o inviare. Nella Bibbia, chi è "mandato" spesso riceve una missione o un incarico da parte di Dio o di una figura autorevole. Ad esempio, Mosè viene "inviato" dal Signore dal roveto ardente a liberare Israele. La radice esprime quindi fiducia e compito. 2. Libertà e Distacco Nella parashah BeShallach, il riferimento è al Faraone che "lascia andare" il popolo. Qui non significa concedere la libertà, sciogliere i vincoli. La Mishnah usa la stessa radice per il "divorzio" - get גט שליחין cioè, la liberazione dal legame matrimoniale Gittin 1:1. 3. Distacco per una Causa Superiore Nel pensiero chassidico e nelle opere di Mussar, viene identificato anche con il lasciare andare ciò che ci trattiene (paure, limiti, abitudini negative) per avanzare verso una meta elevata. Uscire dall'Egitto personale" richiede - sapersi liberi e orientarsi al futuro. 4. Rappresentanza e Delegazione "שליח" La Mishnah parla di (shaliach, 'inviato' o ‘messaggero'): chi agisce al posto di un altro, sottolineando il senso di fiducia e responsabilità affidata a qualcuno Kiddushin 2:1. In sintesi: שליח racchiude l'idea di spingere verso il cambiamento, conferire fiducia, compiere una missione e liberare per qualcosa di più alto. Il suo senso spirituale racchiude l'idea di spingere verso il cambiamento, conferire fiducia, compiere una missione e liberare per qualcosa di più alto. Il suo senso spirituale è l'invito a lasciar andare le proprie "schiavitù" interiori per diventare artefici della propria redenzione e messaggeri di una missione divina. Sono debitrice per questa riflessione a questo bellissimo brano che vi consiglio di leggerehttps://breslev.com/345903/ La Cantica di Moshè si trova in Shemòt/Esodo 15, 1 - 19 Quella di Miriam Shemòt/Esodo 15, 20 - 21 Da dove impariamo che “Per merito delle donne virtuose di quella generaizone gli erbei furono redenti dall’Egitto”? Trattato Sotà 11b Talmud Babilonese per chi possiede la traduzione in italiano del progetto Talmud la trovate a pag 107 Invitando a gioire con il popolo ebraico che loda Hashem Shabbat Shalom
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Venticinquesima puntata - Parashat Bo, il tempo che ci libera.
Siamo nella Parashat dell'uscita dall'Egitto, qui viene data inducazione per la Pesach...si tratta di un momento fondamentale. Oggi io desiderio puntare la mia attenzione su una cosa: il tempo. In questa Parashat viene data al popolo ebraico l'indicazione di come contare i mesi, riconoscere ed imparare a determinare il capo mese. Si tratta di una mitzvah, un precetto fondamentale che determina il momento nel quale il rapporto col tempo viene cambiato completamente. In Shemot 12, 2 vediamo che la parola לכם compare due volte per mettere in risalto il nuovo rapporto tra gli ebrei e il tempo. Quando erano schiavi, appartenevano ai loro padri che determinavano il loro tempo, da questo momento gli ebrei sarebbero stati padroni del loro tempo, unico loro signore Hashem (Sforno). Quanto bisogno abbiamo noi oggi di liberarci dalla schiavitù della pessima gestione del nostro tempo? Quanto è fondamentale per noi sempre riconoscere la Santità del tempo perché impariamo a distinguere la libertà del tempo separato dalla schiavitù del tempo ordinario? Shabbat Shalom
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Ventiquattresima puntata Vaerà “Vi libererò… Vi salverò… Vi redimerò… Vi prenderò…”
Siamo chiamati ad uscire dalla schiavitù, non solo quella che ci viene imposta dall'esterno ma anche quella che imponiamo a noi stessi, ogni giorno. Un intenso percorso che non è mai compiuto ma che attraverso l'incontro con Hashem rende evidente la differenza tra schiavitù e libertà. Perché sembra molto più facile restare schiavi delle cattive abitudini, della pigrizia, della superficialità, del potere...che essere liberi facendo quello che Hashem ci chiede di fare e non facendo ciò che ci chiede di non fare. Shabbat Shalom
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Ventitresima puntata Shemot: la forza dei bambini, la fede nel futuro.
Shemot, che significa Nomi è il secondo libro della Torah. Viene tradotto Esodo. Di cosa parla la prima porzione di questo libro? Vi invito a leggerla e soprattutto a lasciare che vi interroghi e che vi provochi, che vi faccia venire il desiderio di conoscere Hashem, di provare a conoscere il meraviglioso popolo che non può fare a meno d'essere il Suo: Israele. Contraddizioni, dolori, gioie, forza, passione, resistenza...tutto ciò che abita la Vita è nella Torah, scritta e orale...nel dialogo ininterrotto che il popolo ebraico ha con Hashem. SHABBAT SHALOM
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Ventiduesima puntata Khayè Sarà, lui è la mia casa, Lui è la nostra casa.
In pochi versi, Bereshit/Genesi 24, 63-67, troviamo la dimensione dell'unione tra uomo e donna, la scelta di essere casa per il Signore. Noi siamo casa per Lui quando siamo disposti ad unirci, l'un l'altra e a rinunciare ad essere per noi stessi impariamo ad essere per l'altro o l'altra da noi. L'accettazione della differenza, la comprensione del nostro bisogno di qualcuno che è completamente altro da noi, per accogliere Dio nella nostra vita. Per poter essere casa per noi e per Lui. Shabbat Shalom Qualche consiglio di lettura se volete oltre alla Torah https://it.chabad.org/library/... https://www.chabad.org/library... https://www.chabad.org/parshah...
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Ventunesima puntata - La tenda di Abramo è aperta
Oggi partendo dalla Parashat in cui troviamo Abramo in attesa di ospiti e ci addestramento nello sviluppo della storia di Israele e delle nazioni rifletto sugli eventi di questi giorni, l'adesione del Kazakistan ai patti di Abramo, l'incontro voluto dagli Stati Uniti avvenuto ad Atene tra Israele Cipro Grecia, il riconoscimento conferito da Putin al Rabbino capo di Russia Lazar. Spero che, chi vive in Europa, sia in grado di comprendere quanto questi eventi stiano davvero costruendo le basi per una pace vera e duratura. Possiamo considerare quella del Kazakistan un'adesione indiretta al progetto dei patti d'Abramo da parte della Federazione Russa? In merito a questo considerariamo con attenzione l'onorificenza che ha ricevuto il Rabbino capo di Russia, Rav Lazar il 4 novembre da Putin. Stiamo vedendo nei fatti il delinearsi di una nuova Yalta? Possiamo essere abbastanza onesti da auspicare che questo avvenga e divenga argine al terrorismo ed al mondialiasmo woke? Certamente l'adesione del Kazakistan sta facendo pressione anche sull'Arabia Saudita, che vede diluire il proprio peso di fronte ad altri paesi islamici pronti ad aderire, i benefici li determina chi aderisce prima anche per i successivi... Non sottovalutiamo il vertice energetico ad Atene tra Israele Cipro e Grecia. Gli Stati Uniti potrebbero presto avere anche il via libera del Venezuela al fatto che le compagnie statunitensi riprenderanno il controllo dei giacimenti, la Russia potrà commerciare il proprio gas liberamente con chi non attua sanzioni nei suoi confronti con gasdotti sicuri attraverso patti con gli USA, vedi il corridoio in Armenia. Israele potrà trasportare gas in Europa tramite Cirpo e Grecia. Chi potrebbe opporsi e quindi scegliere di avere danni e non benefici? Canada, Europa (o meglio UE) e Groenlandia ( indispensabile per il raffreddamento dei server per le criptovalute). La Cina rimane l'incognita.... dobbiamo capire se si accontenterà delle terre rare dell'Africa, e come riuscirà a gestire il terrorismo islamico al suo interno e quello in Africa. Vedo, nel delinearsi di questi sviluppi, l'opportunità offerta dal Signore per la costruzione di relazioni di collaborazione e pace tra le nazioni e Israele. L'opportunità di una rettifica delle azioni commesse nel corso della storia contro il popolo ebraico da parte delle nazioni. Vedo qui l'importanza di un dettaglio interessante che apprendiamo dalla voce di Shlomo Rizel: in Kazakistan risiede il divino cabbalista Rabbi Levi Yitzhak Schneerson, padre del Rebbe di Lubavitch, che vi fuggì dopo essere stato esiliato dai comunisti durante il periodo in cui il Kazakistan faceva parte dell'Unione Sovietica. Nel paese operano sei case Chabad, la più grande delle quali si trova nella città di Almaty, vicino a Sion, sotto la guida del rabbino di stato e capo emissario Rabbi Yeshayahu Cohen Shlita. A fronte di questa dobbiamo avere attenzione per chi si opporrà, per chi, persona o nazione, vorrà scegliere il terrorismo, l'odio, la distruzione di Israele attraverso la diffusione di menzogne, ma anche di quanti fingendosi interessati ai "poveri del mondo" spingeranno verso posizioni che di fatto azzerano identità, libertà religiosa, diritto alla difesa ed all'autodeterminazione. Sempre leggendo la nostra Parashat possiamo vedere quale può essere lo scenario di chi asseconda le provocazioni dell'oppositore... Il nostro Creatore ci lascia liberi di scegliere, ci chiede sempre di scegliere il Bene, noi possiamo farlo Lui invece certamente lo farà, anche quando noi non lo capiamo. Shabbat Shalom
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Ventesima puntata - Il coraggio di credere in Dio
La fede ebraica è da sempre, da subito, una sfida. Abramo riconosce Dio e decide di non tacere, di affermare la propria fede, di condividerla. Tutto ciò che ci accade come individuo e come nazione, ci pone davanti alla necessità di continuare a vivere e mostrare la nostra fede e la nostra identità. L'ebraismo non fa proseliti, non è necessario. L'ebreo, Israele, esiste perché la Torah possa essere incontrata, perché il mondo possa scegliere di fare ciò che il Signore chiede e credere ed essere felice. #ShabbatShalom #LechLecha #Torah #ArielShimonaEdith #gioia #fede #chessed #amore #emunah #bitachon
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Diciannovesima puntata "Dio mi ama sempre e desidera io abbia sempre e solo il bene "
https://arielshimonaedith.wixs... Questa volta vi chiedo di leggere Shabbat Shalom
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Diciottesima puntata: Non abbiamo bisogno di odiare, perché diciamo la verità.
Preparando la challot penso alla forza della gioia della Torah, all'intensità di una vita spesa per dire la verità. Raccolgo il profumo e la pazienza del pane per condividere la consapevolezza della grandezza del Creatore che rinnova in ogni istante la creazione rendendo possibile l'esistenza. Il dolore per l'uccisione di Charlie Kirk si traduce nel desiderio di portare avanti il suo prezioso impegno. Impariamo dal Talmud a dibattere con pienezza e forza, soprattutto impariamo l'importanza di confrontarci con chi la pensa diversamente, accogliere ma anche contraddire perché sia possibile attraverso l'ascolto reciproco non smettere d'interrogarsi di desiderare di conoscere. Che il Signore possa accogliere l'anima di Charlie e che possano molte persone raccogliere la sua eredità. La sua uccisione divenga un appello alla libertà, un appello alla rinascita, una spinta per il popolo ebraico ad approfondire la propria identità, le proprie radici, il contenuto di Verità e libertà che risiede nel rispetto gioioso delle mitzvot, dei precetti. Shabbat Shalom
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Diciassettesima puntata - Palliwood: invidia patologica.
La mia riflessione di questa mattina è scaturita dalla notizia nella quale il CAI annuncia orgogliosamente di avere intitolata una via aperta sul Gran Sasso alla richiesta di eliminare Israele dalla faccia della terra: letteralmente "dal fiume al mare". L'ennesima esempio di questa ceca adesione alla narrativa fantomatica dei pallllestinesi, palliwood, che ormai pare avere contagiato il mondo intero. Si tratta di una campagna di condivisione e diffusione di odio gratuito e totalmente immotivato verso il popolo ebraico. L'invidia che da sempre muove l'antisemita ( in tutte le sue declinazioni) ha raggiunto il parossismo: ci invidiano il fatto di essere stati oggetto di sterminio! Ci invidiano così tanto il dolore delle nostre perdite da fingere di essere oggetto di un massacro che loro stessi hanno fatto e che vogliono perpetrare e alimentano con le proprie dimostrazioni ovunque sia concesso loro. Si tratta di qualcosa di assolutamente perverso e malato, o forse demoniaco per questo viene condiviso da molti ma altrettanto viene rigettato decisamente da molti di più. Nella Parashat di questa settimana troviamo una indicazione che pare essere contraddittoria, ci viene detto di ricordare e cancellare Amalek. Cancellare non significa dimenticare significa andare oltre, sopra: scegliere di essere altro di non farsi ridurre al male per reagire al male. Dobbiamo lottare per restare Israele, essere Israele in Eretz, nella Terra che ci è stata data, e in diaspora. Noi siamo ovunque, restiamo ovunque perché nonostante sappiamo di essere in pericolo a causa di chi ci odia, altrettanto sappiamo di non avere nulla da temere perché Hashem è con noi. “Ma il Signore, Iddio tuo, non ha voluto dare ascolto a Bilam; anzi il Signore, Iddio tuo, ti convertì la maledizione in benedizione, poiché il Signore, Iddio tuo, ti ama.” Devarim 23,6 Ma anche: Dopo aver esaminato la situazione, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non abbiate paura di loro. Ricordatevi del Signore, grande e tremendo, e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli, per le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case". Neemia 4, 8 Shabbat Shalom ✡🇮🇱 Ps: nell'audio faccio riferimento alla storia del CAI esempio di, tardiva per non dire assente, autocritica ed evidente incapacità di gestire il senso di colpa per l'adesione alle leggi razziali, ne parla il sito stesso:https://www.cai.it/associazion...
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Sedicesima puntata Shabbat Va'etchanan
La Parashat, porzione, della Torah di questa settimana contiene lo Shema Yisrael, la ripetizione dei 10 comandamenti e si apre con la struggente preghiera in cui Moshe chiede di nuovo di poter entrare in Eretz Israel in Terra d'Israele. L'importanza del legame tra Terra e Popolo è manifesta. Ci troviamo nelle settimana che porta dal digiuno del 9 di Av Tu BeAv, giorno festivo e speciale, tanto che nel Talmud è scritto: "Non vi furono giorni tanto gioiosi per Israele come il quindicesimo di Av e il Giorno di Kippur". Tu BeAv non è in origine la festa delle coppie, ma piuttosto la festa di chi sta cercando la sua anima gemella. Il Talmud racconta che in questo giorno le ragazze di Gerusalemme uscivano nei vigneti vestite di bianco, con abiti presi in prestito, così da non creare differenze di status o invidia, alla ricerca del proprio compagno. Oggi, molti utilizzano questo giorno per pregare e fare richieste personali, soprattutto chi è ancora in cerca della propria “metà”. Nella Kabbalah, il 15 di Av è segnato come l’inizio dei giorni di teshuvah (pentimento e ritorno), due settimane prima del mese di Elul. Alcuni iniziano già da ora ad augurare: KTIVA VEHATIMA TOVA "Che il tuo nome sia inciso per sempre nel Libro della Vita e custodito nel bene" Qual è il filo conduttore? Da millenni, questo è un giorno di connessione, riconciliazione e amore. Che possiamo sentirlo anche oggi. Shabbat Shalom e felice Tu BeAv!
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Quindicesima puntata: "Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà." Salmi 121, 4
Genesi 28, 10-21 "Giacobbe partì da Beer-Sceba e andò verso Caran. Giunse ad un certo luogo e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, se la mise per capezzale e lì si coricò. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. Il Signore stava al di sopra di essa e gli disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abraamo tuo padre e il Dio d’Isacco. La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a meridione, e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto». Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!» Preso da un senso di venerazione disse: «Quanto è venerando questo luogo! Indubbiamente è la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!» Giacobbe si alzò la mattina di buon’ora, prese la pietra che aveva messa come capezzale, la pose come monumento e vi versò sopra dell’olio. [19] E chiamò quel luogo Beth-El, mentre prima la città si chiamava Luz. Giacobbe fece un voto, dicendo: «Se Dio è con me, se mi protegge durante questo viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore mi sarà Dio questa pietra che ho posto come monumento sarà Casa di Dio" Questa puntata doveva essere pubblicata ieri pomeriggio, per problemi tecnici, esce oggi...
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Viaggio a Cracovia 4
Si conclude il mio racconto di questo viaggio che ha coinvolto la mia anima, mi ha addolorata, tormentata ma anche colmata di gratitudine perché in ogni esperienza posso vedere il bene e scegliere di benedire. Con gratitudine raccolgo in me ogni istante, volto, silenzio e sguardo. Riconosco anche in questo viaggio chi percorrendo Cracovia ha saputo apprezzarla, ha saputo entrare in contatto con la traccia lasciata dalla presenza e soprattutto dell'assenza del mio popolo. Restiamo nella consapevolezza della ferocia che abita l'essere umano, dell'indifferenza in cui si è potuta compiere la Shoah ed oggi si scatena nuovamente l'odio contro di noi, ma altrettanto riconosciamo l'amore, l'amicizia la lealtà che è ancora più grande anche se meno rumorosa. Israele è un miracoloso ed esiste, il popolo d'Israele vive e vivrà in Eretz ed in diaspora, come noi i molti che pregano per e con noi perché il Signore è fedele sempre. Shabbat Shalom 🇮🇱🩵
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Viaggio a Cracovia 3
La Galizia è stata luogo di grande sviluppo ebraico, per circa 500 anni, tra tempi favorevoli e sfavorevoli, una grande comunita ebraica ha visto fiorire spiritualità, importanti studi talmudici, narrativa, musica... Non si trattava di una comunità opulenta, era composta per lo più da persone certamente non ricche, eppure ha saputo restituire vita a villaggi disabitati rendendoli floridi, ed ha offerto il proprio ingegno e la propria operosità perché tutte le popolazioni, polacchi, ucraini e non solo, potessero sviluppare una crescita economica e culturale significativa. A Cracovia, un tempo abitata da circa 70000 ebrei, oggi fatico a trovare qualcosa di ebraico. Percorro le vie di Kazimierz l'ex quartiere ebraico con una guida turistica che racconta una storia che non riconosco, di chi sta parlando? Di cosa sta parlando? Resto e litigo o vado per la mia strada? Ho scelto la seconda ipotesi e quando l'app nella quale è stato prenotato il tour chiede spiegazioni a fronte delle mie osservazioni sull'ignoranza e la "sterotipizzazione" degli ebrei, mi risponde che "la guida racconta le cose che piacciono alla gente" ... Che genere di turista vuole ospitare Cracovia? Una città, una nazione che non vuole fare i conti con la propria storia, con le proprie responsabilità, che plagia, che si finge vittima quando è carnefice... evidentemente preferisce raccontare una storia dell'ebraismo, degli ebrei inventata. Nel frattempo l'urlo feroce degli assassini del mio popolo mi giunge dalla terra, troppo carica di sangue innocente per accogliere il riposo di chi ne ha le mani ancora sporche. Israele è viva, ci sono ebrei nel mondo che parlano, pregano, scrivono anche in yiddish, se volete conoscere il popolo ebraico rivolgetevi a noi, non agli eredi dei nostri assassini. Se visitate Auschwitz o altri campi di sterminio fatelo in silenzio, con rispetto e ricordate che è accaduto perché allora, come ora, c'era chi accusava il popolo ebraico dei propri crimini, per legittimarne la crudele uccisione, ma soprattutto c'erano molte "brave persone" che vedendo ciò che stava accadendo ha scelto di credere alle menzogne, oppure ha semplicemente taciuto, ha lasciato fare...allora come ora!
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Viaggio a Cracovia 2
Procedo nella scoperta di Cracovia, attraversando le strade, i parchi e i giardini. Come è avvenuto che si sviluppasse il florido turismo di questa città (e forse di tutta la Polonia)? Che cosa offriva e forse offre di sé, della propria identità, della propria storia Cracovia? Cosa è nascosto e vietato? Perché?
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Viaggio a Cracovia 1
Da oggi per qualche episodio vi porterò con me attraverso Cracovia, bellissima città polacca con una importante storia che non sempre è possibile riconoscere attraverso i tour proposti. Un passato complesso ed un presente altrettanto significativo che sfugge al primo sguardo. Che cosa è disposta a dire di sé Cracovia? Cosa cerchiamo percorrendo le sue strade? Si lasciano incontrare i suoi abitanti?
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Quattordicesima puntata - Miracoli ogni giorno
Questo tempo così difficile per Israele ci sta donando moli miracoli, dobbiamo essere grati e consapevoli del fatto che tutto ciò che sta accadendo dal 7 ottobre ad oggi è sempre meno peggio di quanto sarebbe potuto. Ogni singolo evento ci mostra spesso la cattiveria dei nostri nemici l'ostilità o l'indifferenza di quanti ritenevamo magari non amici ma possibili alleati, ma soprattutto vediamo che di fronte ai piani dei malvagi, agli attacchi più feroci la risposta ci viene dal Santo Benedetto sia, che sventa i loro piani... Miracolo: Il piano dell’ospedale che è stato colpito era stato sgomberato ieri su indicazione del direttore dell’ospedale. Quando gli chiedono perché abbia deciso ieri di evacuare proprio quel piano, risponde: “Per maggiore cautela, avevo la sensazione che quel piano fosse più vulnerabile.” Inoltre, un medico dell’ospedale rivela: “Proprio ieri è stato evacuato l’edificio chirurgico vecchio che oggi ha subito un colpo diretto. È un grande miracolo.” Grazie a questa decisione, nonostante i gravi danni all’ospedale Soroka, si registrano solo alcuni feriti lievi 🙏
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Tredicesima puntata : Perché scegliete il suicidio sostenendo il terrorismo islamico?!
Un'altra occasione persa, mi aspettavo qualche espressione di solidarietà, qualche parola di condanna verso il regime degli ayatollah...in un mondo di senso questa mattina tutti giornali televisione persone ovunque sparse dovrebbero chiedere a gran voce che si aiuti e sostenga Israele con tutte le forze. Perché non lo fate? Perché restate in silenzio? Perché le donne non sono solidali almeno con le donne iraniane, chiedendo l'abbattimento del regime teocratico iraniano? Almeno questo...Israele sta facendo il lavoro più duro, basterebbe poco... Perché i gay sostengono gli ayatollah Hamas, l'islam che li uccide ed è contro Israele? Perché non capite che Israele lotta per la propria sopravvivenza e se cede verrete travolti dall'inferno del terrorismo islamico?!
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Parashà Behaalotechà: la Menorah
Preparando lo Shabbat, nella consapevolezza della situazione delicatissima d'Israele con tutto il mio amore una riflessione a partire da Bamidbar/Numeri 8, 4
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Dodicesima puntata - la grande farsa: i poveri bambini di Gaza!
È facile credere a ciò che è stato creato per compiacere. La narrativa propal piace perché è confezionata per compiacere le emozioni, gli istinti più bassi. Prodotta per assolvere un Occidente che non ha mai voluto fare i conti con la propria storia antigiudaica/antisemita. Propone un nuovo tipo di ebreo da odiare: il sionista. La presa che le bugie hanno dispone i creatori del mito del "popolo palestinese vessato, oppresso, sterminato dai cattivi sionisti" forte e capace di ampliare fino all'estremo la propria narrazione mortifera. Il pubblico chiede sangue vero per sangue falso, il pubblico chiede sangue ebraico, senza vergogna... Foto da https://www.open.online/2023/1...
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Undicesima punta - Perché si espone orgogliosamente la bandiera dei terroristi?
Mi stupisce il consenso che viene offerto al terrorismo palestinese, al terrorismo islamico, mi chiedo come sia possibile esporre orgogliosamente una bandiera che è l'attestazione della legittimità del terrorismo? È questo che vogliamo? Sostenere il terrorismo islamico palestinese? Io non credo che sostenere il terrorismo palestinese sia una dimostrazione di libertà, altrimenti la libertà diventa il diritto di compiere attentati terroristici ... Quelli che espongono la bandiera dei terroristi palestinesi stanno sostenendo gli attentati terroristici? Vogliono vivere con il rischio che il bus in cui salgono i loro figli per andare a scuola salti per aria? Che i loro genitori vengano travolti da un'auto in corsa? Che le donne possano essere stuprate nel nome della jihad? O si illudono che mettendo fuori la loro bandiera i terroristi palestinesi li risparmieranno?!
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Decima puntata - Shabbat נשא
La Birkat Kohanim.
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Nona puntata: FERMIAMO LA CACCIA ALL'EBREO!!!
Gli stessi partiti che organizzano per il 6 e 7 giugno 2025 le manifestazioni contro Israele sono i medesimi che erano al governo in italia il 24 marzo 1999 quando per 78 giorni vennero scaricate 2700 tonnellate di esplosivo sui civildi di Belgrado e della Serbia. Quelli che oggi chiedono la tregua ad Israele, sono gli stessi che non concessero la tregua neppure per la pasqua ortodossa nonostante le richieste del papa. Quel governo mandò i militari italiani a combattere contro qualcuno che non aveva neppure vagamente minacciato l’italia esponendo il territorio serbo, le popolazioni ed i militari italiani inviati in missione ai danni causati dall’utilizzo di uranio impoverito. Ebbene gli stessi criminali che allora di fatto legittimarono ed aiutarono i terroristi islamici dell’UCK oggi stanno manifestando per legittimare l’aggressione dei terroristi palestinesi contro Israele. Sono le stesse “anime belle” che hanno, senza pietà bombardato civili inermi, distrutto le città della Jugoslavia, impegnata in un conflitto interno che non minacciava l’italia né tanto meno gli altri paesi nato che intervennero, ma che ora si permettono di chiedere conto ad Israele che è impegnata a difendersi per la propria sopravvivenza. Con che coraggio osano farlo?! Forse sempre con il coraggio che da millenni guida ogni antisemita? Bene, ora dovete ben ricordarvi che gli ebrei ci sono e si difenderanno con ogni mezzo a disposizione, gli imperi sono caduti ma AM YISRAEL CHAI 🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱🇮🇱"Israele Vive".
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Ottava puntata: Scegliete la vita, scegliete Israele!
È già accaduto che con falsità venisse sostenuto il massacro del popolo ebraico, lo stanno facendo di nuovo. Diffondono notizie false, sostengono notizie false per legittimare l'invito al massacro del popolo ebraico. Scegliete la Via, la Verità, la Vita, scegliete Israele. Opponetevi con coraggio alle bugie di chi vi vuole soltanto riempire di odio, di violenza, di terrore. Nella foto i piccoli Bibas, uccisi a mani nude dai terroristi palestinesi e la loro mamma, uccisa dagli stessi mostri.
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Settima puntata: cosa è la Libertà per me?
Condivido una parte del Messaggio quotidiano di Sivan Rahav Meir Parashat Bamidbar Questo Shabbat iniziamo a leggere un nuovo Chumash, un nuovo libro della Torah: Bamidbar. La prima parashà del libro ne prende il nome. Ogni persona ha il suo posto nel mondo e la sua missione da compiere, anche durante un lungo viaggio nel deserto, mantenendo e delle regole ben precise. Molti commentatori scrivono che il libro di Bamidbar dà forza e ispirazione alla nostra vita che può essere per lo più intesa come un viaggio, sia a livello nazionale che personale. È un libro fatto di salite, di ricadute e di una fedeltà lunga 40 anni, fino all’arrivo alla meta – la Terra d’Israele. All'uscita dello Shabbat terminiamo il conteggio dell’Omer. Conteremo l’ultimo dei 49 giorni di preparazione che vanno da Pesach – in cui siamo usciti dall’Egitto – fino a Shavuot, il giorno in cui abbiamo ricevuto la Torah. E domenica sera: Shavuot. Attenzione: non è solo un giorno per commemorare il dono della Torah, è un giorno in cui davvero la riceviamo di nuovo, come se fosse la prima volta. Ogni anima si presenta nuovamente ai piedi del Monte Sinai, per ricevere il dono più grande. Shabbat Shalom e Hag Sameach
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Sesta puntata - Ravid Chaim z''l
Il dolore che domanda silenzio e preghiera
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Quinta puntata. Fingere che i non problemi divengano problemi per non affrontare i veri problemi.
Partendo dall'attacco all'Ungheria di Orban, qualche considerazione sull'ipocrisia europea.
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Quarta puntata 27/5/25 29 Iyar 5785...è possibile verificare le notizie?
Tutto quello che sanno fare i pallllestinesi ed i loro sostenitori è mentire...ma se realmente vivono una situazione tragica che bisogna hanno di continuare a produrre false storie con false foto e falsi video?!? Tutti i media e i contro-media che si prestano a raccontare le stesse bugie per sostenere il proprio odio nei confronti d'Israele, non hanno proprio nessun senso della dignità, almeno umana se non professionale!?
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Yom Yerushalaim 5785
Canto dei gradini di Davide. Mi sono rallegrato quando mi hanno detto: «Andiamo alla casa del Eterno ». I nostri piedi potevano sostare all'interno delle tue porte, o Gerusalemme; Gerusalemme, che sei costruita come una città nella quale tutti sono uniti. Dove salgono le tribù, le tribù dell'Eterno, come testimonianza della fede d'Israele, è tempo d'essere grati nel Nome dell'Eterno. Qua infatti furono eretti i troni per amministrate la giustizia, i troni della casa di Davide. Pregate per la pace di Gerusalemme! Possano avere la Pace quelli che ti amano. Possa regnare la Pace all’interno delle tue mura e serenità nei tuoi palazzi! Per amore dei miei fratelli e dei miei amici, io dirò: «La pace sia dentro di te!» Per amore della casa dell'Eterno, il nostro Signore, io cercherò il bene per te popolo di Israele. Salmo 122
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Terza puntata 25 5 25 o 27 Iyar 5785- la bottiglietta di plastica nell'umido!?!
Perché è disdicevole confondersi nella differenziata ma non inneggiare all'uccisione dell'ebreo o addirittura ucciderlo? Il cortocircuito etico, avvalorato dalla propaganda dei terroristi che viene riportata dai media come fosse la verità... Quando decideremo che ciò che davvero conta, per la sopravvivenza nostra e dei nostri figli, è essere in grado "differenziare" una notizia dalla propaganda dei terroristi eredi e continuatori dei nazisti?!
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Seconda Puntata 23 maggio 2025 - 25 Iyar 5785. Am Yisrael Chai! Shabbat Shalom!
* un piccolo refuso ho detto "ambasciata americana" ma intendevo ovviamente ambasciata israeliana negli Stati Uniti 😉
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Prima puntata. 22 maggio 2025 24 Iyar 5785.m4a
Prima che il canarino scappi dalla miniera di carbone...
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ABOUT THIS SHOW
Prima che il canarino scappi dalla miniera di carbone... Il 7 ottobre 2023 è avvenuto il massacro da parte palestinese verso gli israeliani: donne violentate, famiglie bruciate, bambini uccisi nei forni a microonde, uomini e donne smembrati, centinaia di rapiti rinchiusi nei tunnel di Gaza. Questo ha forse suscitato una reazione nell’occidente che ogni 27 gennaio fa dichiarazioni contro lo scempio della Shoah? Assolutamente no, nel giro di una settimana tutti hanno condannato Israele perché non si è arreso, ma anzi ha avuto l’ardire di difendersi e di colpire tutti coloro che hanno contribuito al massacro perpetuato il 7 ottobre. il nazifascismo ha vinto perché la sua ideologia ha preso il sopravvento, e l’Europa sia cristiana che illuminista ha piacevolmente accolto l’appello alla distruzione degli ebrei. Perché penso questo? Com’è possibile che facinorosi che brandiscono la bandiera terroristica palestinese possono monopolizzare impuniti ogni manifesta
HOSTED BY
ARIEL SHIMONA EDITH
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