PODCAST · religion
Vita Creativa esoterica
by Enzo Comin
Ti è mai capitato di affrontare percorsi di crescita spirituale, approfondimenti religiosi, terapie... ma alla fine avvertire comunque che ti manchi un pezzo?Anch'io ero in questa situazione e mi pareva impossibile incontrare davvero me stesso. E raggiungere una piena felicità. Malgrado il mio impegno, la mia apertura mentale e la mia curiosità... Ecco la mia storia.O almeno fino a quando mi sono accorto quanto la creatività poteva traghettarmi al di là di tutte le conoscenze che potevo mai acquisire. Fidandomi così delle mie intuizioni, invece che solo di quel che leggo sui libri o che mi dicono gli altri....Una possibilità per raggiungere la verità su di me e sul mondo che ci circonda.Credi che stia esagerando? Secondo te come avrei potuto raggiungere qualcosa che andasse oltre la mia immaginazione se mi fossi basato solo su quel che avevo già visto e sperimentato?Conoscere il vero sé non è finalizzato a chissà quale particolare salto nella tua vita, per
-
54
Camminare insieme: alla ricerca di Dio
Camminare insieme: alla ricerca di Dio.Domenica 26 ottobre 2025, presso l’Oratorio San Michele di Monfalcone, si è tenuto un incontro promosso dall’Arcidiocesi di Gorizia in cui io ero invitato come relatore. Un pomeriggio di confronto e riflessione condivisa, dedicato al tema del cammino come esperienza umana e spirituale.Alcuni spunti emersi:Il cammino come metafora della fede e della vita: muoversi insieme, ascoltarsi, sostenersi reciprocamente.La ricerca come apertura del cuore e disponibilità al mistero.La dimensione comunitaria come forza che unisce e accompagna.Conferenza completa.
-
53
saggio Vangelo Pratico - presentazione, 6/1/2025, sulla manifestazione e i talenti
Con la Befana, tutte le feste terminano, lo sappiamo. E ci si libera, così, anche dello stress di tutti gli appuntamenti e gli impegni del periodo natalizio… Il 6 gennaio è, allora, un’ottima giornata per fermarsi e dedicarsi a sé… Specialmente perché è il giorno dell’Epifania, che significa… apparizione.Che cosa desideri che si manifesti in questo nuovo anno? Ti verrà proposto un orizzonte inusuale, solo per te: scoprire il percorso di conoscenza di sé, al di là del già visto e del già sentito. Nella pratica di qualcosa che avevamo sotto i nostri occhi da sempre… e non sapevamo che si poteva praticare.6 gennaio 2024, ore 18:00: presentazione del saggio “Vangelo Pratico” con l’autore, l’artista Enzo Comin.Maggiori informazioni: https://www.vangelopratico.com/p/presentazione.htmlRegistrazione di Mehdi.
-
52
AUTOSCIAMANO
Ultimo episodio.Esito finale.Scopriamo che cosa si diventa.
-
51
Quando si spiega l'inspiegabile
Le conoscenze che abbiamo colto fino adesso sono utili ad accompagnarci alla nuova persona che saremo. Però, proprio a causa di ciò, si può diventare critici con la persona che si era fino a questo momento... E contro chi non è ancora giunto a questi livelli di consapevolezza. Invece di diventare uno strumento di tale consapevolezza.Allo stesso modo, non si può raggiungere la conoscenza se si copia come ha fatto qualcun altro. Perché si seguirebbe il percorso che è ideale per quella persona specifica dalla quale si sta copiando. Non per noi. Ecco perché sono fondamentali le intuizioni. Ma per riuscire in ciò, bisogna fidarsi di sé e questo è possibile se si è onesti con sé stessi...
-
50
Vivere con e senza coscienza
Ci si accorge che si è, innanzitutto, una coscienza, e poi che si è tutti l'unica coscienza universale che si vorrebbe rintracciare attraverso percorsi psicologici o spirituali...La coscienza universale si può manifestare in questo mondo tramite me. Ma una persona può anche vivere senza tale connessione: senza coscienza. Sta a noi permettere le condizioni perché essa sia ospitata e agente in noi. Ciò ha a che fare con la consapevolezza, e qui entra in gioco il nostro lavoro su di noi.Quindi, tutti siamo predisposti a raggiungere i livelli più alti di coscienza, come i più bassi. In piena libertà.
-
49
La coscienza prodotta o produttrice
Analizziamo come funziona il cervello, dato che abbiamo con costanza trattato la coscienza. Ciò perché si ha l'abitudine di vedere le attività mentali come strettamente collegate a quelle del cervello. In realtà, non vi è alcuna prova di tale collegamento. Forse il pensiero è autonomo rispetto alla parte fisica? Domande simili, sono gli stessi scienziati e medici a porsele.Dobbiamo notare che ci sono testimonianze di persone che erano coscienti anche in condizioni di totale assenza di attività cerebrale. E se allora il cervello servisse a qualcos'altro? Di certo, la coscienza esiste a prescindere dal cervello e, quindi, dal corpo. Rimarremmo coscienti indipendentemente da quello che ci succede; o meglio, che succede al nostro corpo.
-
48
L'indefinibile che sta dietro al definito
Comprendiamo meglio perché si è provato a spiegare la realtà come una illusione. Per capirsi, usiamo il paragone tra un oggetto e l'ombra che proietta. Quale sarebbe la vera realtà? Lo sono entrambe, ma una è solo una proiezione dell'altra. L'esistenza terrena è un modo per poter sperimentare entrambe le esperienze. E così cogliere la Verità. Questo è il vero senso di quel che si intende per "fusione".Nella nostra diretta esperienza, quindi, c'è tale fusione. Materia e spirito sono facce della medesima medaglia... In ogni cosa che si fa e in ogni incontro, si è anche in presenza dello spirito.
-
47
L'inevitabilità dell'amore
Ogni elemento in questa realtà è in reciprocità con un secondo. Mettere a fuoco questa inevitabile relazione è mettere a fuoco come è e come funziona questa realtà. E pure noi stessi.Ed è impossibile anche evitare la relazione con quanto sta dietro a tutto ciò che funge da "sfondo". Questo è l'assoluto considerato fino ad adesso...Le relazioni permettono non solo i contatti tra gli elementi, ma la loro trasformazione (che ne sarebbe, appunto, la diretta conseguenza).La maggiore relazione e quindi la maggiore trasformazione avviene tramite l'amore. Quest'ultimo, allora, non è da vedersi come un mero sentimento. Osserviamolo meglio, nel profondo. Difatti, notiamo che trasformazione equivale non solo a cambiamento ma, conseguentemente, alla creazione. Come avviene la trasformazione? E, pertanto, come posso creare?
-
46
Il sé è l'unico maestro per... sé
Lo scopo dell'incarnazione su questa terra è lo svincolarsi dalla incarnazione stessa. Proprio come lo scopo di un un ponte è quello di essere oltrepassato. Vedere tali similitudini e contraddizioni è tipico nell'abitante della vera realtà. Egli non si opporrà, ma amerà ogni evento. Dietro a tali contraddizioni, infatti, vi è la vera realtà. E così dietro a tutti i nomi e a tutte le forme... Questo viaggio, difatti, ti porterà oltre alle forme e ai nomi e definizioni che potresti (causalmente) avere.A questo punto, fidarsi delle proprie intuizioni è seguire il percorso ideale per sé. Proprio perché ci si rivolge a questa parte divina...Seguire maestri è utile quando ci si accorge che non sono sufficienti. La verità si raggiunge esclusivamente da soli.
-
45
Il tesoro
Il "tesoro" è la metafora per indicare qualcosa di inestimabile e sconvolgente. Ovvero, la Verità e la conoscenza piena della propria coscienza.Tale tesoro, abbiamo visto che non sarà rinvenibile davvero in questa realtà. Neppure analizzando il proprio passato. Il passato, come il presente, sono dettagli che mutano e che sono arbitrari. Dovremmo immaginare la vita come una spedizione alla ricerca di un tesoro. Così, ci si focalizzerebbe solo su quello, sul tesoro. Senza distrarsi su tutto il resto, che a quel punto acquisirebbe un valore ridimensionato.Concentrarsi su simili dettagli, significa fermarsi a metà strada. Qualsiasi cosa, anche se giudicata importantissima, sarebbe solo una tappa intermedia, in confronto al tesoro...
-
44
Rispondere alla domanda "chi sono?"
Siamo giunti ad avvicinarci come non mai all'assoluto, all'infinito, all'eterno, all'ineffabile. Ora ci possiamo anche accorgere di... esserlo. Scopriamo, così, che non possiamo in verità dire di essere Dio. Perché quando finalmente lo saremo, sapremo di non essere nient'altro, dato che Dio equivale a quell'infinito (unità e totalità)... Non ci sarebbero, cioè, punti diversi (esterni) per poterlo vedere o scoprire...Allora, la coscienza di una persona equivale a quella di Dio. Che è appunto l'unica e universale. E' andando a fondo della mia coscienza, che potrò raggiungere simili sviluppi. E non allontanandomene o cercando all'esterno da me.
-
43
Vedere la separazione per vedere l'unione
Rendersi conto della separazione aiuterà ad accorgersi che tutto è invece unione.Siccome realizziamo di essere coscienti per mezzo dei pensieri e ragionamenti, ci viene spontaneo poi identificarci con la mente. Ma la mente è uno strumento come qualsiasi altro. Sarebbe paragonabile a un identificarsi con le proprie gambe quando ci si accorge di poter... camminare.Noi siamo la coscienza, tutto il resto sono strumenti che la coscienza adopera per manifestarsi e fare esperienze.Al di là del corpo fisico, mentale, emozionale... vi è una parte che è oltre a tutto ciò e che è quindi oltre i limiti di questi corpi. La nostra parte divina, universale... l'unica coscienza. Diventare coscienti di sé, conoscere il proprio vero sé equivale a diventare coscienti di tale unicità e globalità.La meditazione è un processo che favorisce il capacitarsi di tutto questo.
-
42
Strumenti che si ha e che si è
Le informazioni trasmesse in questo podcast servono solo per stimolare delle intuizioni. Non bisogna credere troppo alle porole in sé o che siano le parole a essere importanti... Perché ciascuno di noi vive una realtà diversa, a causa di un livello distinto di consapevolezza.E, ugualmente, non è sufficiente, per raggiungere la Verità, avere accesso alla conoscenza più alta. La differenza passa per il desiderio sincero di Verità. Ciò non è frutto di una decisione o una logica mentale... Ma è qualcosa di "oltre" la mente: tramite il cuore. Scopriamo, così, cosa succede se per davvero si prega e si medita.
-
41
Dove può non esserci la vita?
Siamo coscienza e non abbiamo una coscienza. Cioè lo siamo, e allora siamo fatti di coscienza...La coscienza universale fa l'uomo (o vive l'uomo) per potersi riconoscere.La vita è quindi oltre lo spazio e il tempo. E' solo per poter percepire la vita, che facciamo esperienze contrarie alla realtà.Il creato e il creatore sono, pertanto, la medesima cosa. Quindi, non solo riunirsi al divino è qualcosa di possibile... ma lo saremmo già. Tutto ciò prende senso quando concretizziamo relazioni. Cioè amore.
-
40
Se la conoscenza è un ponte, deve essere superato
Se la conoscenza viene trasmessa, deve per forza subire le leggi della realtà materica. E quindi deve mostrarsi per forza contraria a qualcos'altro. Ecco perché pure la più alta filosofia o la religione più diffusa devono sottostare ad avversità e variabilità. E' inevitabile.Ma la Verità, non è finalizzata a sapere di più, tutto o con certezza.Non è detto che la conoscenza faccia diventare speciali. Ma potrebbe indurci a qualcos'altro. Ad andare oltre a tutto ciò, ad esempio.Raggiungere la Verità è quando non si crede più in questa contrapposizione. E si è nella pace, nella libertà assoluta.
-
39
Il Vangelo porta al di là di tutto, anche del Vangelo
Siamo arrivati al punto di accettare che la vita è caratterizzata da incertezza e indeterminatezza. Quindi anche la conoscenza e una religione o una ricerca spirituale. Pure in questo podcast utilizziamo un linguaggio che si riconosce come quello del Cristianesimo, ma è solo come espediente, come strumento per suscitare delle intuizioni. Dobbiamo ricordarci che la vera verità sta oltre ciò che è descrivibile (e identificabile con la mente razionale). La stessa figura di Cristo è stata in tanti modi modificata a seconda delle esigenze e dei tornaconti.Questo ci fa capire che neppure il Vangelo deve essere visto come punto di arrivo, se no sarebbe un credo come un altro... Come punto di partenza, semmai...
-
38
Lo scopo della tua intera vita
Abbiamo analizzato che il dare giudizi favorisce il creare differenze e separazioni. La realtà così osservata diventa imperativa e ci pare l'unica se ci si sofferma a credere e ad alimentare tali differenze... A cosa servirebbe? A permetterci di diventare sempre più grandi! Un ingrandimento continuo, possibile grazie a un distinguersi sempre più dall'assoluto. Ingrandirsi significa tentare di occupare più spazio possibile.Facendo così, ci si impegna in una vita devota a idee, pensieri, credenze... Perché i giudizi non sono altro che questo...E queste idee sono finalizzate a come deve essere la nostra vita nel tempo. E il presente... nel frattempo?
-
37
Dare vita alla vita
Non giudicare è il calcio d'inizio di una libertà assoluta. Senza giudicare non si possono fare differenze e non si possono creare separazioni. In questo modo, si può solo accogliere e non si può mai respingere.Respingere apparirà come un'azione di chi non si prende responsabilità o è vigliacco.E' solo se giudico che posso focalizzarmi sui limiti e gli ostacoli. Se non giudico essi scompaiono dalla mia coscienza.Questo è il momento in cui si può cadere in una crisi. La quale è dovuta a un essere abituati, semmai, a una vita scandita dalla prevedibilità. E, inoltre, ci si rende conto che si ignora pure il proprio mondo interiore. Tale crisi, infatti, ci segnala che ci si sta avvicinando alla novità. Le scoperte ti attirano o ti spaventano?
-
36
Come vedermi se posso vedere solo di fronte a me?
Apriamo meglio gli occhi su cosa succede nell'accettare che non si può conoscere ogni cosa. E predisporsi al mistero piuttosto che il dover credere a tutti i costi a quel che ci si convince... di star vivendo.Questo è un abituarsi a uscire dal relativo e aggiungere l'assoluto nella nostra quotidianità. Addirittura, l'essere un individuo convinto di star vivendo una sofferenza è un incredibile errore di lettura sulla realtà.Il me che vive esperienze relative non esiste, è "solo" il testimone del me assoluto. Il quale è totale, universale e quando lo vediamo, ce lo potremo ricordare.Notiamo che una credenza è espressione di un pensiero, come potrebbe un pensiero portarci oltre la mente, ovvero oltre il relativo? Non potremmo che precluderci da noi l'accesso all'assoluto; al proprio vero sé.
-
35
Intervenire nel tempo e oltre il tempo
Facciamo le esperienze tenendo presente di approcciarci con attesa dell'ignoto e dell'imprevedibilità. Allora, come affrontare la nostra quotidianità che, invece, è caratterizzata da comportamenti sempre uguali e da impegni prevedibili? Di certo, non opponendoci, come sembrerebbe spontaneo credere al fine di liberarsene.Una simile preoccupazione è la conseguenza di un volersi focalizzare sul tempo. Volere agire su di esso e fermarsi all'idea del passare del tempo... Come in un'assurda credenza di poter modificare o contrastare il trascorrere del tempo.Piuttosto, accorgiamoci che ogni cosa che capita è giusta così com'è, e, quindi, che... il tempo non esiste...
-
34
L'uomo è il modo in cui Dio è in questa realtà
Possiamo partire dal presupposto che la mente ci permette di innalzare i nostri ragionamenti. Ma ci permette pure di vedere i limiti.Abbiamo già dovuto adattare la nostre interpretazioni su quanto viviamo e comprendiamo alla stregua di una visione. A questo punto, possiamo avanzare con l'accorgerci che c'è un collegamento tra quanto realizziamo nei nostri pensieri e quanto sperimentiamo nella nostra quotidianità. E' nostro dovere considerare dubbi e sospetti sulla effettiva attendibilità della realtà. Da qui in avanti, osserveremo ciò che ci succede attorno e anche ciò che ci succede interiormente come frutto della mente. Ma noi siamo la mente? Lo è la realtà?
-
33
Accedere alla vera realtà
Se abbiamo scorto che lasciarci andare porta a ricordarsi chi si è veramente, cioè la nostra vera natura, allora la questione fondamentale da osservare, che ci condizionerebbe nella nostra vita, è lo... scordarsi. Non sarebbero allora gli eventi esterni di per sé a condizionarci, neppure quelli negativi seppure hanno come effetto la sofferenza. Perché questi sarebbero sostanzialmente dei fatti, siamo noi poi a dare loro un peso a causa del giudizio...E come qualsiasi fatto, anche il male può avvenire (e così lo possiamo affrontare) come opportunità di realizzazione. Uno sprone per farci accorgere, appunto, della vera realtà, ovvero della nostra vera natura.L'assoluto è già qui, già lo siamo, altrimenti non sarebbe assoluto.
-
32
Si è sempre al servizio, ma si può scegliere di chi
Ma cosa si intende essere al servizio?E' difficile comprendere questo punto perché, nel nostro profondo, abbiamo l'abitudine di considerarci slegati da tutto e tutti, in verità. Pertanto, se non c'è unione ma tutto è distinto, si ignora che si è parte di qualcosa di infinitamente più grande. Non vedendolo, non vediamo neppure che se siamo componenti di qualcosa di infinito, allora... noi siamo quell'infinito: l'assoluto non ha confini.Convinti che, a contrario, sia fondamentale inscrivere ogni cosa in confini, si tende a leggere come prevaricazione ogni gesto che paia un oltrepassare i propri confini.Potrei pensare che così, sono libero, perché non entra nessuno e posso fare quello che voglio, ma sarei al servizio di un limite.
-
31
La memoria del vero sé
La più grande difficoltà nel percorso di realizzazione è il "rischio" di giungervi sapendo troppo... Paradossalmente, la conoscenza più profonda (anche su di sé) la si raggiunge sintonizzandoci con altro. Piuttosto che basarci sulle cose che possiamo osservare e capire o che già sapiamo.Se ci riconosciamo dimoranti nell'assoluto o addirittura un tutt'uno, allora anche la conoscenza, la Verità la si trarrebbe con una operazione di "ricordo".Ricordarci chi siamo, ricordarci la Verità sulla realtà.Ricordarcelo ci permetterà di realizzarlo. Realizzare il proprio percorso.
-
30
In principio c'è la fine
Partiamo dall'analisi dell'evento che mostra il maggior esempio di fine: la morte. Giungiamo a cogliere, così, le caratteristiche trasformative che vi è in ogni cosa ed esperienza. Pure in qualcosa che parrebbe priva di trasformazione come la morte. Ma quante trasformazioni sono possibili? Il movimento e la possibilità sono continue. La trasformazione e quindi ogni cosa che viviamo, cela l'infinito.Convincersi di essere solo qualcosa di finito, come l'essere la persona che siamo, sarebbe una sorta di distorsione della lettura sulla realtà.Ci succedono cose differenti se si vive costantemente immersi in pensieri rivolti all'assoluto o immersi in pensieri rivolti ai limiti.
-
29
Come la realtà viene creata
Esistono attorno a noi degli stimolatori di coscienza, basta intercettarli e accettarli... Sono simboli, dopodiché è la nostra mente, che è in grado di recepurare e trasformare la conoscenza così trasmessa. Per questo, è importante mantenere la propria mente atta a elevarsi. E non accontentarsi di quanto viene proposto facilmente o dell'omologazione.Quindi, più ancora che un credo o un libro, sono l'osservazione, la sensibilità e la vita pratica a renderci maggiormente predisposti e preparati alla Verità. A questo punto, noteremo che allora una credenza, una cultura o una religione può essere vissuta considerandola più giusta o più efficace di un'altra. Quindi in competizione...
-
28
Dio è una persona, e quella persona sei tu
Se siamo giunti a vedere che è per opera nostra che la realtà assume una forma, allora vuol dire che siamo nella condizione di captare da noi, la Verità. Su ogni cosa. Ciò avverrebbe a seguito del processo di riconoscersi come l'assoluto di cui si va in cerca, di solito, al di fuori di noi. In questo episodio, approfondiamo questo momento di consapevolezza.Ciò è possibile se iniziamo ad accettare qualcosa di strano: che quello che trattiano non sono conoscenze, ma è qualcosa di vivo. Vive di vita propria, indipendentemente da noi e dalla nostra capacità di comprensione. Si manifesta come una informazione, una matrice, ma il fatto che prende una forma, come un concetto, ad esempio, una conoscenza... è solo un dettaglio. Non lo possiamo possedere... non sono solo parole.Ha una propria esistenza e capacità di creare.
-
27
Vita paradisiaca
La vera libertà è quando si sperimenta l'autosufficienza. Cioé, non avere per forza bisogno di qualcosa di esterno a me per raggiungere traguardi o risoluzioni. A questo punto, non paiono più azzardate tali considerazioni, se ricordiamo che nel precedente episodio abbiamo osservato la considerazione della realtà che viviamo... come illusione.In questa totale libertà, allora, è per opera nostra che viviamo in questa realtà. Fa parte del nostro processo di consapevolezza fare questa esperienza. Ciò permette di diventare coscienti di chi siamo e di come è l'assoluto (che caratterizza la mia libertà).Quello che viviamo è una concatenazione di scelte mai casuali.
-
26
Se la coscienza è totale, come non farne parte?
In questo episodio, viene proposta una metafora per cogliere come noi tutti siamo connessi all'universo. E, approfondendo: il considerarci, innanzitutto, una coscienza che è tutt'una con una coscienza totale, universale. E' grazie a una separazione da essa che sarebbe possibile la cosidetta presa di coscienza. Questa avverrebbe proprio perché, divenendo una cosa separata dalla matrice, la possiamo... vedere. Con tale processo, noi vedremo anche noi, e così convincerci di essere una cosa a sé. Ma tale separazione è, appunto, un espediente temporaneo finalizzato solo a questa funzione: accorgerci dell'unità.Tuttavia, scopriamo che un percorso di crescita personale o di crescita spirituale non è utile a tale fine. Anzi, lo impedirebbe.
-
25
La mente razionale come spinta o freno
La mente ci permette di cogliere, accettare e sperimentare oltre i limiti che consideriamo inviolabili nella nostra vita. E della stessa mente... Non abbiamo altri strumenti per avere a che fare coscientemente della nostra coscienza...Se imparassimo come la mente funziona e come la possiamo adoperare nel modo corretto, avremo uno strumento ideale per il nostro viaggio.Per lo più, la ragione viene usata per avere ragione sui ragionamenti degli altri. Invece, può essere un aiuto per pensare in modo imprevedibile, come è mai stato prima. Come quando si arriva a fare qualcosa di illogico come amare il proprio nemico.Tuttavia, paradossalmente, sarà in tale modo che il nemico, una problematica (la propria "croce") muteranno in qualcos'altro, svaniranno, evolveranno facendoci evolvere.
-
24
Tutto ciò che per te è inviolabile, ti controlla
Approfondiamo il vero strumento per permettere una vita creativa. Che rende liberi e creatori.Si tratta dell'amore, e che cosa si intende per "amore" quando è spogliato dai suoi più immediati significati sentimentalistici?Addirittura, si diventerà consapevoli di essere creatori (e quindi responsabili) di tutto ciò che ci capita. Perciò, pure le esperienze negative o ciò che abbiamo chiamato con il termine "croce".E' tutta opera nostra, sarebbe un'illusione il convincerci di essere in balia di un fantomatico aguzzino per ogni cosa nefasta o di un benefattore per un colpo di fortuna... Semmai, focalizziamoci sulla possibilità di adattare a quel che siamo veramente ciò che viviamo, grazie a tale consapevolezza.
-
23
Essere una manifestazione
L'essere umano è costituito dalla stessa sostanza di ogni cosa che è comparsa, che è presente e comparirà null'universo. Ci si accorge, allora, di una equanimità e equivalenza tra questa realtà e il suo creatore. E quindi tra l'uomo e Dio.E' indispensabile in una pratica che ci renderà indipendenti e non passivi, nella vita, passare per l'accorgersi di questo stato di unione. Che è sia fusione che compartecipazione.Siamo nel cuore della consapevolezza di che cosa si intende per vera creazione nella propria vita.La vita di tutti i giorni ci mostra, invece, il perfetto opposto (e, pertanto, che non si avrebbero simili libertà). Ma solo così, ci possiamo rendere conto della vera verità, delle nostre vere capacità...
-
22
Chi si nasconde dietro alle nostre sofferenze
Ottenere la libertà dalla sofferenza significa non attaccarcisi. Regola da seguire in ogni circostanza, ma che non funziona se ciascun evento viene considerato separato da noi. In altre parole, portarci a osservare che tutto è unito e si presenterebbe, la nostra realtà, come un unico singolo evento.In questo episodio, sarà necessario comprendere che cosa si intende con l'amore. E come fa a essere trasformativo, come quando si ama qualcosa che sarebbe spontaneo, invece, da respingere.Osservando come si fa ad amare un proprio problema o una sofferenza, ci rendiamo conto di cosa vi sta dietro...
-
21
Molti nemici, molto amore
Analizziamo cosa accade quando portiamo le osservazioni fin qui fatte nella nostra vita di tutti i giorni. Essa è lo strumento adeguato o è strutturata in un modo più rigido e prevedibile di come si presenta a noi?La società è strutturata per alimentare le possibilità di realizzazione? Oppure i propri sforzi per realizzarsi sono un modo per alimentare la società?Un individuo, infatti, nel progettare la propria vita spende tutto sé stesso nella società. E, quindi, per la società. Anche se non otterrà quanto auspicato... La società, però, ha ottenuto qualcosa dal personale impegno dell'individuo.Sono scommesse che si fanno... sul proprio futuro. Di certo, il banco vince sempre.Foto di opere esposte nel museo PAFF nel 2021.
-
20
La propria croce
Cosa succede quando odiamo qualcosa nella nostra vita? Lo sappiamo bene, perché ci viene spontaneo allontanare e non accettare quanto non ci piace, consideriamo fonte di disagio o addirittura di problemi. Ma facendo così, si riesce davvero a superare tale problema?Oppure più lo contrasto e più mi convinco che sia forte? E più mi convinco che sia forte, più lo considero effettivamente sovrastante?Cosa succede se invece di costrastare, io amassi il mio problema. Scopriamo veramente il significato del concetto di "portare la propria croce".Questo è, in sintesi, il modo di affrontare qualsiasi condizionamento interno ed esterno (ad esempio, imposto dalla società, come i doveri e i divieti quando visti con inviolabili).
-
19
Ricordare la verità
Non possiamo invidiare qualcuno per qualcosa che ha e noi non abbiamo. Perché noi abbiamo la stessa opportunità dell'altra persona, avendovi accesso allo stesso modo. Ovvero, tramite la vita.Semmai, ciò che c'è di differente non è ciò che uno ha e l'altro non ha, ma la personale predisposizione alla vita. La personale consapevolezza che si ha della vita...La vita si manifesta in noi in modo differente. Per le forme diverse che siamo e le diverse esperienze che ci capitano. Tuttavia, è un'illusione credere che la vita sia solo questo.Un ulteriore passo in avanti nell'accorgerci di non essere delle comparse passive in questa realtà. Ma anche non dei padroni nell'arroganza di fare ciò che più ci piace...
-
18
La vera realtà e la vera irrealtà
Viviamo in un universo concretamente infinito o finito? Non importa, perché si vive convinti che è finito, limitato e così lo è anche la nostra vita... Ma siamo obbligati a leggerlo in questo modo, e perché succede?Considerando di essere una vita che non cessa mai, riconosciamo l'equilibrio generale. Cosa impossibile se ci si intestardisce a credersi esseri viventi per solo una manciati di decenni...Si giunge, così, a cogliere meglio come funziona la complementarietà.Non è che allora vivere nei panni di esseri limitati è la via per renderci conto della vera realtà? La quale sarebbe, invece, assoluta...
-
17
La complementarietà
Scopriamo una nuova legge: la complementarietà. La quale ci inserisce e fa diventare consapevoli in un equilibrio che pervade ogni cosa. A contrario, la cosiddetta "legge di attrazione", ci impedirebbe di raggiungere le nostre mete proprio perché ci sforza solo al nostro volere, ai nostri desideri ignorando l'armonia generale. Meglio, piuttosto, entrare per prima cosa in quell'armonia.La scoperta ci ciò, avviene gradualmente, nell'abitudine di considerarci parte di qualcosa di infinitamente più grande. E che è l'armonia di tale totale equilibrio. E' la vita stessa.Questo vale sia nei singoli individui che nelle nazioni intere.
-
16
La conoscenza
La difficoltà di capire visioni più profonde si presenta perché cerchiamo di capirle, invece che "vederle" e "viverle". Ovvero, quanto siamo orgogliosi delle nostre conoscenze e capacità intellettuali. Ma sono vere conoscenze se non ci permettono di procedere verso nuove scoperte?Quandi saremo pronti a cogliere anche l'astratto, comprenderemo il senso di come è composta la nostra realtà. Innanzitutto, com'è veramente il tempo. Esiste un tempo transitorio e uno assoluto (eterno).Un unico eterno attimo.Foto tratta da un opera di Pasquale Luongo.
-
15
Essere il proprio sé o la propria ombra
Se creiamo all'interno di questa realtà, ciò che creiamo avrà le caratteristiche di questa realtà: temporaneità, transitoreità, parzialità, finitezza... Per questo, anche se forniti delle maggiori conoscenze, ricchezze e possibilità, non potremo mai creare soluzioni totali e permanenti. Nè nella nostra vita di tutto i giorni, né a livello globale.Cosa succederebbe se, invece, imparassimo a creare con quanto intercettiamo al di là di questa realtà? Ovvero l'assoluto? Si otterrebero esperienze, soluzioni, ecc... caratterizzate, appunto, da assolutezza, totalità...Cominciamo a cogliere sempre più come funzioniamo e come funziona la realtà.
-
14
Noi a sua immagine, Dio a nostra immaginazione
Se ciò che ci siamo fin da bambini abituati a identificare con il termine "Dio", lo consideriamo come assoluto, riusciremmo a riconoscerlo? Se è assoluto, come faccio a descriverlo o dire com'è o dove sta?Forse saremmo più onesti se affermassimo che Dio non esiste, a questo punto. Perlomeno, secondo i parametri logici in cui siamo abituati. E che ci spingono, appunto, a definire per forza come stanno le cose. Vi invito a cominciare a notare che differenziamo l'uso dei termini "fedele" e "credente".
-
13
In pausa finché non ci si scopre eletti
Pensare andando oltre la logica e, nell'illogicità, sperimentare l'oltre la mente. Questo c'è richiesto dai grandi maestri del passato. E in questo modo, pertanto, lasciare che sia altro ad agire. Il quale è dentro di noi come fuori da noi. Assoluto, appunto.Osserviamo, allora, così, come volontariamente ce lo si preclude credendo solo a quel che è logico oppure già conosciuto.
-
12
Tu sei l'eletto
Scoprire di essere la manifestazione di qualcosa di infinitamente più grande di noi. E' ciò è possibile proprio perché esso è infinito, ma anche: se è infinito, come potrei non farne parte, esserlo pure io? Attraverso di me, esso si può manifestare.C'è in noi qualcosa di divino, quindi, e i limiti in cui incappiamo possono essere interpretati come un aiuto al renderci conto di ciò... Oppure possiamo convincerci, invece, che i limiti (e pertanto la materialità) è l'unica verità su di noi.
-
11
Il giorno della salvezza
Il periodo utile per prepararsi. A che cosa?Alla conoscenza, alla Verità assoluta, e quindi di sé stessi pure. Realizzare sé stessi può quindi essere considerato equivalente a realizzare l'assoluto, se vogliamo: Dio.La relazione con l'infinito.
-
10
Non viviamo da irresponsabili
La conoscenza di sé non è qualcosa in più che si raggiunge, si ottiene... che si ha. Ma qualcosa che si è.La realtà come conseguenza dei propri pensieri, quindi siamo tutti responsabili del mondo in cui viviamo e di quello che ci succede. Credere che nulla dipende da me è vivere da irresponsabili, pertanto.Un vero percorso di conoscenza di sé porta alla pienezza, alla totalità.
-
9
Con la mente si scopre il mondo, non la felicità
Quando scoprirai come liberarti da ciò che ora pensi impossibile da liberarti, tutto ti sarà più chiaro. Potrai vedere che aveva senso solo per farti scoprire come essere libero, e non vincolato a qualcosa per forza.Se la mente non è predisposta per fare esperienza di ciò che è oltre me, allora è un altro, lo "strumento" a cui ricorrere. E giungere così a cogliere anche il motivo di quello che ci succede nella vita.Limiti e assenza di limiti.
-
8
Il giusto ruolo per ogni cosa, anche in noi
Il significato dell'espressione "Regno di Dio" che troviamo nei testi antichi e come orientarci per viverlo e non adoperarlo per fare discorsi da "catechismo".Vi si può abitare accedendo alla realtà oltre la mente. La mente registra, infatti, solo quanto è finito, come accedere allora all'infinito?Io posso diventare un punto di contatto e realizzazione dell'assoluto con la realtà finita. In una vita tagliata apposta per me.
-
7
Consumismo e spiritualità si equivalgono
Non è scontato che crescita materiale coincide con crescita di consapevolezza. E, allo stesso modo, un percorso di consapevolezza può essere una esperienza superficiale ed esteriore.Paradossalmente, si può arrivare ad accumulare beni o "like" come si farebbe in una religione quando si accumulano meriti. In entrambi i casi abbiamo a che fare solo con... idee.
-
6
Non astenersi da nulla
Un novità molto interessante: trovare sicurezza nell'insicurezza totale. Libertà come accoglienza della vita, e pertanto dell'inaspettato.Riconoscere le esperienze varie della vita al pari del procedere di un processo "ideale" per ciascuno di noi. E prendendovi parte (e senza rinunciare a nulla).Se rinunciassimo a qualcosa, infatti, staremmo giudicando...
-
5
Intuizioni
Intuizione e vita al di fuori del destino. La vita che fluisce e noi siamo il flusso. Relazione con l’ego e quanto questa possa ostacolare tale flusso. Per quale motivo voler vivere una vita prevedibile? Una vita impegnata a soddisfare i propri bisogni. Una vita simile può impietosire gli altri e far ottenere la loro attenzione, ma sarà una vita ferma solo a questo. La sofferenza è un bisogno di attenzioni. Non cercare il tuo destino, ma la libertà.
We're indexing this podcast's transcripts for the first time — this can take a minute or two. We'll show results as soon as they're ready.
No matches for "" in this podcast's transcripts.
No topics indexed yet for this podcast.
Loading reviews...
ABOUT THIS SHOW
Ti è mai capitato di affrontare percorsi di crescita spirituale, approfondimenti religiosi, terapie... ma alla fine avvertire comunque che ti manchi un pezzo?Anch'io ero in questa situazione e mi pareva impossibile incontrare davvero me stesso. E raggiungere una piena felicità. Malgrado il mio impegno, la mia apertura mentale e la mia curiosità... Ecco la mia storia.O almeno fino a quando mi sono accorto quanto la creatività poteva traghettarmi al di là di tutte le conoscenze che potevo mai acquisire. Fidandomi così delle mie intuizioni, invece che solo di quel che leggo sui libri o che mi dicono gli altri....Una possibilità per raggiungere la verità su di me e sul mondo che ci circonda.Credi che stia esagerando? Secondo te come avrei potuto raggiungere qualcosa che andasse oltre la mia immaginazione se mi fossi basato solo su quel che avevo già visto e sperimentato?Conoscere il vero sé non è finalizzato a chissà quale particolare salto nella tua vita, per
HOSTED BY
Enzo Comin
CATEGORIES
Loading similar podcasts...