PODCAST · religion
XXXII Giornata Mondiale del Malato 2024
by Salvatore Martinez
Oggi, nel giorno della festa della Madonna di Lourdes – a cui tanti ammalati nel corpo enello spirito ricorrono, per ottenere da Dio consolazione e guarigione – ci è dato di fermarcie di considerare “il valore della sofferenza”, la sua forza unitiva e salvifica.Chi di noi vuole soffrire?Chi di noi, dinanzi a una malattia, la propria o di una persona cara, non fa esperienza diuna fragilità mai provata, di un dolore dell’anima mai sentito, di un’apertura nuova almistero della vita?Il dolore ci umanizza.La sofferenza ci rende finalmente capaci di socializzare la nostra dignità umana e, indefinitiva, ci rende persone migliori, specie siamo privati del bene incommensurabile che èla salute.A tal proposito, il grande pensatore russo cristiano ortodosso Fëdor Dostoevskij si spinsead affermare: “Per un dolore vero, sincero, anche gli imbecilli qualche volta sono diventatiintelligenti”.Si avverte un grande bisogn
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XXXII Giornata Mondiale del Malato 2024
11 febbraio“Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen 2, 18)XXXII Giornata Mondiale del Malato 2024Oggi, nel giorno della festa della Madonna di Lourdes – a cui tanti ammalati nel corpo enello spirito ricorrono, per ottenere da Dio consolazione e guarigione – ci è dato di fermarcie di considerare “il valore della sofferenza”, la sua forza unitiva e salvifica.Chi di noi vuole soffrire?Chi di noi, dinanzi a una malattia, la propria o di una persona cara, non fa esperienza diuna fragilità mai provata, di un dolore dell’anima mai sentito, di un’apertura nuova almistero della vita?Il dolore ci umanizza.La sofferenza ci rende finalmente capaci di socializzare la nostra dignità umana e, indefinitiva, ci rende persone migliori, specie siamo privati del bene incommensurabile che èla salute.A tal proposito, il grande pensatore russo cristiano ortodosso Fëdor Dostoevskij si spinsead affermare: “Per un dolore vero, sincero, anche gli imbecilli qualche volta sono diventatiintelligenti”.Si avverte un grande bisogno di recuperare il concetto di “cura”.Ora, se curare chi soffre spetta al personale medico e paramedico, prendersi cura è unimpegno morale e sociale che spetta a ciascuno di noi: tutti siamo allo stesso tempocustodi del “ben-essere” dell’uomo.Ma né curare, né prendersi cura saranno mai possibili se rimarremo estranei a un nuovoamore per l’uomo, per la nostra stessa umanità sempre più ferita da orgogli nazionalisticiche generano nuove guerre, da interessi capitalistici che generano nuove povertà,dall’incapacità di vivere in società che genera nuove malattie.Sì, un nuovo amore, che ci ponga in una vera e feconda relazione di prossimità con glialtri.Quanto bisogno di guarigione hanno le nostre relazioni, in casa come in comunità, negliambienti di lavoro come negli ambienti sociali!Lo scrittore francese cattolico Georges Bernanos scrisse: “L’uomo può guarire da tutto, manon dall’uomo”.Inguaribile è il desiderio di comunione e di fraternità che è nell’uomo che soffre.Inguaribile è la sete di guarigione che è nella persona malata.Per la XXXII Giornata Mondiale del Malato, che oggi ricorre, Papa Francesco ci riporta allanotte dei tempi, al libro di Genesi, dove si ode la voce di Dio che sentenzia: “Non è beneche l’uomo sia solo” (Gen 2, 18).È questa una Parola antica e mai caduta in disuso.Una Parola capace di segnare anche i tempi moderni, allorquando siamo capaci di unapastorale della salute e di politiche socio-sanitarie a servizio dell’uomo, a servizio della suasacra dignità umana: creato da Dio, l’uomo non può, non deve mai rimanere solo, speciequando soffre e ha bisogno di cura.Oggi è anche il 40esimo anniversario della Lettera Apostolica Salvifici Doloris di sanGiovanni Paolo II, “sul senso cristiano della sofferenza umana”.Un documento prezioso, ancora oggi profetico, che lo stesso Papa Wojtyla avrebbe perprimo incarnato lungo un Pontificato che è stato “icona della sofferenza”.Scrive il Pontefice polacco nelle conclusioni della Salvifici Doloris: “La sofferenzacertamente appartiene al mistero dell'uomo. Questo è il senso veramente soprannaturaleed insieme umano della sofferenza. È soprannaturale, perché si radica nel mistero divinodella redenzione del mondo, ed è, altresì, profondamente umano, perché in esso l'uomoritrova se stesso, la propria umanità, la propria dignità, la propria missione” (n. 31).C’è una riserva di preghiera inesauribile nel mondo, che risana il cuore ferito della storia eche libera la Chiesa dall’individualismo proprio dello spirito del mondo: è l’intercessione ditutti i santi, di coloro che incessantemente pregano, sulla terra e in cielo.È un esercito grande, smisurato di donne e di uomini, di bambini, giovani, adulti e anzianiche sanno stare in relazione con Dio e con gli uomini mediante la preghiera, che non siarrendono e perseverano nell’intercessione.Scrive, infatti, Giacomo, nella sua Lettera: “Pregate gli uni per gli altri per essere guariti.Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza” (Gc 5, 16).La Madonna, Madre di preghiera, interceda con noi e per noi e, nel tempo della prova, ciaiuti a non rimanere mai soli e a non far rimanere mai solo chi ci sta accanto e chi a noi si farà prossimo.
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