PODCAST · society
YAWP Festival
by Fondazione Francesco Morelli
YAWP Festival – In piedi sui banchi di scuola è un evento multidisciplinare dedicato al tema dell’educazione, alla sua evoluzione e al suo ruolo nella società.Il termine YAWP, tratto da una celebre poesia di Walt Whitman e reso noto dal film L’attimo fuggente, evoca un urlo liberatorio: un invito a prendere in mano il proprio destino, alla ricerca di autenticità e cambiamento.Attraverso incontri, dialoghi e laboratori aperti a studenti, insegnanti e cittadini, il Festival stimola una riflessione condivisa sul ruolo della scuola nel presente e sulle sfide che il sistema educativo è chiamato ad affrontare. Un’occasione di dialogo con la città, per immaginare insieme un’educazione più giusta, più libera, più ispirata.
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Lea Melandri, Renata Morizio - Il corpo a scuola
Se l’aula scolastica è il luogo del sapere istituzionale, è negli angoli meno esposti – dietro la cattedra e sotto il banco – che si relega ciò che da quel sapere viene escluso: il corpo di studenti e insegnanti. La vita intima, la storia personale, la sessualità e i sentimenti non trovano spazio nel discorso scolastico ufficiale. È necessario che l’educazione si rivolga alla persona nella sua interezza se si vuole che la scuola sia lo spazio collettivo in cui la condivisione delle esperienze e dei desideri può essere trasformativa.Lea Melandri è presidentessa della Libera Università delle donne di Milano. Negli anni ‘70 ha preso parte al movimento delle donne, di cui è divenuta una delle teoriche di riferimento. Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Le passioni del corpo (2001), Come nasce il sogno d’amore (2002, 2025), Amore e violenza (2011, 2024), Dialogo tra una femminista e un misogino (2025).Renata Morizio, nata a Bari, vive a Milano dal 2012 dove insegna Lettere in una scuola superiore. Crede nella scuola pubblica come strumento di costruzione di saperi plurali, coscienza critica e democrazia.
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Nicoletta Bortolotti, Gruppo CDE Creta, Stefano Laffi - Educare insieme. Verso un altro mondo possibile
Ci sono momenti in cui tutto sembra ancora possibile. Quando il futuro non è scritto, quando puoi essere chi vuoi. A scuola o in un centro di aggregazione giovanile alla periferia di Milano i ragazzi possono trovare la propria strada. La condivisione di scelte, amicizie, trasformazioni, sapere, passioni e valori è un passaggio fondamentale per sentirsi parte di qualcosa e cercare una risposta alla solitudine e alla rassegnazione. Un dialogo a più voci, un confronto tra ragazzi e adulti che cercano sé stessi e imparano a stare insieme.Nicoletta Bortolotti è scrittrice italo-svizzera. Tra i suoi libri, Sulle onde della libertà (Mondadori, 2013, 2024), da cui è tratto il film I bambini di Gaza di Loris Lai, nomination ai David di Donatello, Un giorno e una donna (HarperCollins, 2022).Gruppo CDE Creta è un Centro di aggregazione giovanile attivo nei quartieri milanesi Inganni, Baggio, Lorenteggio, che lavora sulle relazioni, sui legami affettivi, di vicinanza e di solidarietà Con Nicoletta Bortolotti è autore del volume Quando potevamo essere giovani (Fondazione Feltrinelli, 2025).Stefano Laffi, sociologo, lavora presso la cooperativa sociale Codici, a Milano. Ha collaborato al film Futura, selezionato per il Festival del cinema di Cannes (2021). Il suo ultimo libro si intitola Immagina. Antidoti contro la rassegnazione (Feltrinelli, 2025).
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Matteo Nucci - Platone: crescere nella bellezza
Tutto in Platone è paideia, ossia educazione dei ragazzi, formazione della loro identità, corpo e anima. In ogni dialogo e dietro ogni riflessione del grande filosofo, brilla la necessità di formare le nuove generazioni. Il modo migliore? Crescere immersi nella bellezza. La bellezza della città, nelle sue vie. La bellezza delle musiche e dei canti. La bellezza di tutto ciò che viviamo quotidianamente. Perché la bellezza plasma l’anima rendendola armonica a ciò che dobbiamo sempre inseguire: il bene.Matteo Nucci è nato a Roma nel 1970. Fra i suoi romanzi, Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie, 2009), È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie, 2017), finalisti al Premio Strega, e Sono difficili le cose belle (HarperCollins, 2022). Fra i saggi narrativi, Le lacrime degli eroi (Einaudi, 2013) e Il grido di Pan (Einaudi, 2023). Il suo ultimo romanzo è Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli, 2025).
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Elena Granata - Questa aula non ha più pareti ma alberi
Insegnare significa diventare – a partire dagli insegnanti – spiriti liberi, capaci di abitare le aule e di trasformarle in luoghi di creatività e di benessere. Basta poco e l’aula si dilata, incorpora lo spazio fuori dall’aula, non ha più solo pareti ma anche alberi, alberi infiniti: la piazza davanti alla scuola, le persone per strada, un giardino dove la disposizione di alberi e panchine suggerisce come progettare uno spazio pubblico. Spazi e relazioni, bisogna ripartire ogni volta da qui.Elena Granata, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, è vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata membro dello Staff Sherpa, Presidenza del Consiglio dei Ministri, G7/G20 (2020-21). È fondatrice di PLANET B, gruppo di ricerca intorno alla rigenerazione urbana, di ambiente e economia civile. Tra i suoi libri: Biodivercity (Giunti, 2019), Placemaker (Einaudi, 2021), Ecolove (con Fiore de Lettera, Ambiente, 2022), Il senso delle donne per la città (Einaudi, 2023).
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Laura Silvia Battaglia al-Jalal, Mirea D’Alessandro - A scuola di sopravvivenza, resilienza, resistenza
Dall’alto delle nostre società opulente e in pace, guardiamo con pietà o con sufficienza quei luoghi del mondo dove la scuola è una prima linea per gli studenti e dove insegnare è una scelta politica. Dal Rwanda allo Yemen, dalla Palestina al Bangladesh, i genocidi, le guerre, le dittature, il cambiamento climatico e la povertà fanno delle scuole i luoghi dove il sonno della ragione può generare mostri, oppure dove il seme della dignità e del perdono possono attecchire per future società in pace.Laura Silvia Battaglia al-Jalal, giornalista freelance e documentarista, lavora come reporter in aree di crisi dal 2007 ed è conduttrice e autrice per Rai Radio 3. Dal 2007 insegna in diverse istituzioni italiane ed europee. Dirige il Master in Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano.Mirea D’Alessandro, nata in Puglia nel 1999, è giornalista e fotografa freelance specializzata in Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. Si occupa di diritti umani, crisi umanitarie e conflitti. Ha collaborato con Il Fatto Quotidiano e Skytg24.
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Eraldo Affinati, Espérance Hakuzwimana - Costruire ponti: storie di inclusione e voci per la nuova scuola italiana
Sempre più la scuola ha a che fare con una realtà multietnica, eppure generazioni di studentesse e studenti sono invisibili e con loro origini, radici, identità. In questo periodo di trasformazione sociale e culturale, cosa significa educare? E come immaginare una nuova scuola plurale e aperta? Eraldo Affinati e Espérance Hakuzwimana proporranno esempi di ascolto e responsabilità civile, navigando tra le falle e le speranze del sistema scolastico e provando a suggerire immaginari e possibilità sul futuro.Eraldo Affinati, scrittore, ha fondato insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, la «Penny Wirton», una scuola gratuita di italiano per immigrati. Tra i suoi libri, Le città del mondo (Gramma Feltrinelli, 2024), Testa, cuore e mani (EV, 2025), Per amore del futuro (Edizioni San Paolo, 2025).Espérance Hakuzwimana (1991) vive a Torino. Per Einaudi ha pubblicato Tutta intera (2022) e Tra i bianchi di scuola. Voci per un’educazione accogliente (2024). Nel 2023 è uscito il romanzo per ragazzi La banda del pianerottolo (Mondadori), nel 2025 Mentirosa. Storia di una bambina che inventava la verità (Mondadori).
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Luigina Mortari - Imparare a prendersi cura
Il livello di civiltà di una comunità si misura dall’attenzione che essa riserva all’educazione, che nella tradizione antica, con la paideia, era intesa come formazione spirituale per acquisire l’arte di vivere. Per restituire respiro alla scuola occorre ritornare al significato profondo di educare che, nella sua etimologia latina, indica il coltivare e l’allevare, ma soprattutto l’avere cura: aver cura dell’altro perché impari ad aver cura di sé, nella prospettiva della realizzazione di un tempo buono.Luigina Mortari insegna Filosofia dell’educazione e Filosofia della cura presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona. Le sue ricerche hanno per oggetto la filosofia dell’educazione, la formazione dei docenti e dei professionisti sociali, educativi e sanitari. Tra i suoi ultimi lavori: Filosofia della cura (2015), La sapienza del cuore (2017), Aver cura di sé (2019), La sapienza politica (2024), usciti per Cortina; A scuola. L’arte di educare, uscito per Mimesis.
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Roberto Battiston - AI in classe: da minaccia percepita a opportunità educativa
Per superare diffidenze e paure, la scuola non può ignorare l’intelligenza artificiale, ma deve integrarla come strumento didattico consapevole. Non si tratta di “nascondere” l’AI agli studenti, bensì di accompagnarli in un percorso che trasformi la sfida tecnologica in un’occasione di crescita culturale ed etica. L’obiettivo è formare cittadini capaci non solo di utilizzare gli strumenti, ma di comprenderne i limiti, le responsabilità e le potenzialità nella società contemporanea.Roberto Battiston è professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università degli Studi di Trento e fra i maggiori esperti di Intelligenza Artificiale. Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) dal 2014 al 2018, è stato recentemente nominato presidente dello European Space Science Committee (ESSC). Nel 2017 gli è stato dedicato l’asteroide 21256 Robertobattiston. Tra i suoi libri: La prima alba del cosmo (Rizzoli, 2019), L’alfabeto della natura (Rizzoli, 2022), Energia (Cortina, 2025).
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YAWP Festival – In piedi sui banchi di scuola è un evento multidisciplinare dedicato al tema dell’educazione, alla sua evoluzione e al suo ruolo nella società.Il termine YAWP, tratto da una celebre poesia di Walt Whitman e reso noto dal film L’attimo fuggente, evoca un urlo liberatorio: un invito a prendere in mano il proprio destino, alla ricerca di autenticità e cambiamento.Attraverso incontri, dialoghi e laboratori aperti a studenti, insegnanti e cittadini, il Festival stimola una riflessione condivisa sul ruolo della scuola nel presente e sulle sfide che il sistema educativo è chiamato ad affrontare. Un’occasione di dialogo con la città, per immaginare insieme un’educazione più giusta, più libera, più ispirata.
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Fondazione Francesco Morelli
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