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il posto delle parole
by livio partiti
Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Mauro Bonazzi "Filosofia antica"
Mauro Bonazzi"Filosofia antica"Un'introduzioneRaffaello Cortina Editorewww.raffaellocortina.itChe cosa è stata la filosofia greca? Di questo tratta Mauro Bonazzi, seguendo i filosofi antichi e ancora di più le loro idee e i loro ragionamenti. Dai presocratici a Platone, da Socrate a Aristotele e Epicuro, dagli stoici a Plotino, non c’è questione fondamentale che non sia stata affrontata, a partire da quella più importante: come vivere una vita felice, sempre che siapossibile? Una domanda a cui non è facile rispondere senza chiarire cosa siano la giustizia o l’amore, il bene o il vizio. E non si tratta di questo soltanto: possiamo sapere chi siamo e cosa dobbiamo fare senza capire il mondo intorno a noi, l’immenso universo che ci circonda? Inutile precisare che per affrontare tutte queste domande degnamente bisogna anche padroneggiare le arti del ragionamento e della discussione. Davvero, non c’è argomento che non sia stato affrontato da questi filosofi ed è forte la tentazione di concludere che ancora oggi non ci sia guida migliore di loro per orientarsi nel labirinto della vita. Mauro Bonazzi insegna Storia della filosofia antica presso l’Università di Bologna. Specialista del pensiero di Platone, è autore anche di libri rivolti al grande pubblico, tradotti in molti paesi. Collabora con il Corriere della Sera e La Lettura e tiene una rubrica settimanale di filosofia su Sette.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Carolina Bertolaso "Non chiamatelo amore"
Carolina Bertolaso"Non chiamatelo amore"Una guida per riconoscere e liberarsi da una relazione patologica con personalità disturbateHarperCollinswww.harpercollins.itSui giornali leggiamo di episodi eclatanti che per la loro gravità diventano immediatamente riconoscibili. Ma esistono dinamiche di abuso meno appariscenti, che non fanno notizia e non si impongono come violenza: si insinuano nella quotidianità, si strutturano nel tempo e minano progressivamente l’identità.È quello che accade nelle relazioni patologiche, veri e propri eventi traumatici che Carolina Bertolaso, “psicologa, criminologa e sopravvissuta”, come si definisce lei stessa, ha sperimentato in prima persona e poi studiato per anni, così da poter dare ai suoi pazienti quell’aiuto che allora non ha trovato.Ma come si finisce in una relazione di questo tipo? E soprattutto, perché non la si interrompe? Perché è così difficile uscirne? Partendo dall’analisi dei fattori di personalità patologici che formano la triade oscura - narcisismo, machiavellismo e psicopatia – Non chiamatelo amore esplora il funzionamento delle relazioni patologiche e dei legami traumatici che si instaurano con le persone che presentano queste caratteristiche. Attraverso una combinazione chiara e lucida di esperienza diretta e competenza professionale, Bertolaso offre al lettore degli strumenti fondamentali per comprendere e decodificare le zone d’ombra delle relazioni patologiche, aiutandolo a riconoscerle e ad acquisire consapevolezza."Mi chiamo Carolina Bertolaso,Sono laureata in Psicologia e la mia missione è quella di creare consapevolezza circa l'esistenza dell'abuso narcisistico. Per più di una decade sono stata vittima di abuso narcisistico in ogni ambito della mia vita, ed in particolare nelle relazioni romantiche. Dopo più di una decade di abusi mi è stato diagnosticato un disturbo da stress post traumatico e da ho intrapreso un percorso di consapevolezza spinta dal desiderio di comprendere a fondo la natura dell'abuso narcisistico. Il mio valore aggiunto è quello di avere vissuto direttamente sulla mia pelle l’abuso narcisistico e di potere offrire un punto di vista basato sulla reale e profonda comprensione delle dinamiche dello stesso."https://www.youtube.com/channel/UC9jBitrUH9NNGHxIw2pvAdA/aboutwww.carolinabertolasopsicologa.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Laura Garavaglia "Europa in Versi"
Laura Garavaglia"Europa in Versi"Festival Internazionale di Poesia"L'aura del gioco: poesie in campo aperto"XVI EdizioneDa venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026ComoIncontri, reading e una passeggiata poetica sulle rive del lago di Como Torna a Como, dall’8 al 10 maggio 2026, il Festival Internazionale di Poesia "Europa in Versi", organizzato dall’Associazione La Casa della Poesia di Como ODV e diretto da Laura Garavaglia.Il titolo della sedicesima edizione, “L’aura del gioco: poesie in campo aperto”, apre un dialogo originale tra sport e poesia: due linguaggi solo apparentemente lontani, ma uniti da ritmo, disciplina, tensione verso un traguardo, capacità di superare il limite e di parlare a pubblici, culture e generazioni diverse. Nel gesto atletico come nel verso poetico convivono misura, energia, concentrazione e ricerca di armonia. Lo sport, con le sue regole condivise e il suo valore universale, diventa metafora di incontro e confronto; la poesia, con la forza della parola, apre uno spazio di ascolto, relazione e riconoscimento reciproco.Non è casuale che il Festival si svolga nei giorni della Festa dell’Europa: sport e poesia incarnano il motto dell’Unione Europea, “Uniti nella diversità”, trasformando la competizione in dialogo e il campo di gioco in uno spazio aperto alle differenze. Laura Garavaglia, curatrice del Festival e direttrice della Casa della Poesia di Como, commenta: «Lo sport e la poesia condividono un elemento fondamentale: il ritmo. Nel gesto atletico come nel verso poetico c’è una ricerca di misura, armonia e superamento del limite. Con questa edizione di Europa in Versi vogliamo raccontare lo sport come una forma di epica contemporanea e la poesia come uno spazio libero in cui le culture possono incontrarsi e dialogare». A rafforzare il carattere di dialogo della manifestazione sarà anche il gemellaggio culturale con il Fondo Verri di Lecce, che unisce idealmente Nord e Sud d’Italia in un unico percorso poetico. Le parole della poesia attraverseranno così la penisola con gli interventi di Dario Goffredo, Ritanna Attanasi, Mario Badino, Rita Greco, Gianni Minerva, Cristina Carlà, Andrea Siano, Francesco Aprile, Claudia Di Palma, Gionata Atzori e Vanni Schiavoni. I POETI INTERNAZIONALI: DALL'UNGHERIA, DALLA FRANCIA E DAL MESSICOIn primo piano ci sono tre importanti voci internazionali: dall’Ungheria Pál Dániel Levente, dalla Francia Emmanuelle Malhappe e dal Messico Laura Hernández Muñoz. Tre presenze che confermano la vocazione internazionale di "Europa in Versi" e portano a Como geografie poetiche, lingue e tradizioni diverse, in un confronto aperto tra corpo, parola, memoria e identità culturale. PÁL DÁNIEL LEVENTE, dall’UngheriaPál Dániel Levente è poeta, autore, drammaturgo e librettista. Autore di otto volumi in lingua ungherese, con opere tradotte in oltre venti lingue, ha un percorso che intreccia letteratura, editoria, teatro e arti performative. È stato cofondatore e vicedirettore della rivista d’arte e casa editrice PRAE, direttore editoriale della ELTE University Press e direttore generale dell’Agenzia Culturale e Fondo Letterario ungherese “Petőfi”. Dopo un decennio come interprete e regista in gruppi indipendenti di teatro e performance, oggi lavora presso il Circo stabile di Budapest, dove ha contribuito a oltre 60 produzioni. Ha ricevuto premi letterari, artistici e professionali in numerosi Paesi. EMMANUELLE MALHAPPE, dalla FranciaEmmanuelle Malhappe è autrice, studiosa e psicoanalista. Dopo aver insegnato letteratura del XVIII secolo e poetica dei testi all’Università Sorbonne Nouvelle di Parigi, ha proseguito la propria ricerca sul linguaggio attraverso la pratica psicoanalitica e la scrittura. Ha pubblicato teatro, racconti, saggi, rubriche radiofoniche e poesia. Nel 2025 sono uscite una raccolta poetica per Éditions L’Harmattan, una raccolta tra poesia e filosofia per Ubik-Art Moresa e, con Antonio Rodriguez Yuste, una nuova raccolta poetica. LAURA HERNÁNDEZ MUÑOZ, dal MessicoPoetessa, narratrice, saggista, storica e drammaturga, è Fondatrice dell’Asociación de Literatura Infantil y Juvenil de México; è membro del Seminario de Cultura Mexicana, ambasciatrice letteraria dell’Observatorio de la Diplomacia del Regno di Spagna, membro del PEN e vicepresidente del Patronato della Filarmonica di Jalisco. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la Menzione d’Onore al VII Premio Internazionale di Poesia Dama de Baza, il Premio Escridunde a Madrid, la Medaglia d’Oro al Concorso di Poesia Mahatma Gandhi della WWCP di Chennai e il Premio di Teatro Miguel Marón. Ha partecipato a oltre 60 antologie e 50 opere collettive. LE VOCI POETICHE ITALIANELa sezione italiana riunisce voci significative della poesia contemporanea italiana. Tra questi, saranno presenti Mario Santagostini, una delle figure più autorevoli della poesia italiana contemporanea, autore di numerose raccolte e traduttore di classici tedeschi e latini, più volte premiato per la sua opera critica e poetica. Accanto a lui, Marco Corsi, poeta e studioso della poesia contemporanea, autore di diverse raccolte e recentemente selezionato tra i finalisti del Premio Strega Poesia con il libro Nel dopo (Guanda, 2025). Sarà inoltre presente Vincenzo Guarracino, poeta, saggista e traduttore, noto anche per le sue edizioni e studi dedicati ai classici della letteratura italiana e latina. Completa il gruppo degli autori italiani Kamil Sanders, artista e poeta veneziano attivo tra poesia e arti visive, vincitore della sezione giovani del Premio "Europa in Versi e in Prosa" nel 2024 e autore per "i Quaderni del Bardo Edizioni" di Stefano Donno della silloge dal titolo "Sillabario del terribile incanto".Ad affiancare il percorso del Festival Milo De Angelis, tra le voci più riconosciute della poesia italiana contemporanea; Roberto Galaverni, critico letterario e giornalista; Gianmarco Gaspari, docente dell’Università degli Studi dell’Insubria; e Fabio Tavelli, giornalista sportivo di Sky TV, che curerà l’incontro “Quando ero Cassius”, dedicato al rapporto tra immaginario sportivo, parola e racconto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Massimo Beltrame "Alla scoperta di chiese e basiliche milanesi"
Massimo Beltrame"Alla scoperta di chiese e basiliche milanesi"Meravigli Edizioniwww.meravigliedizioni.itUn sorprendente viaggio tra storia, architettura, pittura e scultura nel più grande “museo diffuso” della città.Gli edifici religiosi milanesi (ma ovviamente anche lombardi e italiani), oltre alla valenza architettonica in sé, sono scrigni preziosi a custodia di quadri, affreschi, sculture: questa preziosa guida tascabile – che propone un “ordinamento” geografico (3 i raggruppamenti principali:dentro la Cherchia dei Navigli,tra la Cerchia e i Bastioni,oltre i Bastioni) – ci prende per mano, accompagnandoci in un caleidoscopico racconto di epoche e artisti diversi.Massimo Beltrame (1975) nasce a Milano e dopo gli studi classici al Liceo Beccaria si laurea in filosofia all’Università degli Studi della medesima città. Grande studioso di storia dell’architettura, dal 2018 è membro del Council on Tall Buildings and Urban Habitat di Chicago (CTBUH), il più importante organismo internazionale nel campo degli edifici alti e della progettazione urbana sostenibile.Un forte legame di appartenenza lo unisce da sempre alla sua città natale, alla quale ha dedicato svariati libri nel corso degli anni, tutti pubblicati da Edizioni Meravigli:Milano guarda in alto – Storia dei grattacieli nel capoluogo lombardo(ultima ediz. 2017);Expo Milano 2015 – Storia delle Esposizioni Universali(2014);Milano viaggio nel Liberty(2016), percorso metropolitano tra le più significative architetture dello stile floreale;Milano e le sue Chiese(2023);L’insostenibile bellezza di Milano – Romanzo(2025);Alla scoperta di Chiese e Basiliche milanesi(2026).Non attinenti a Milano, altri due lavori di ricostruzione storica:Monte Rosa valsesiano(2017) eMonte Rosa 250 anni di scalate nella voce dei protagonisti(2022) entrambi per i tipi di Zeisciu.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Maria Antonella Pratali "Il passo del bacio"
Maria Antonella Pratali"Il passo del bacio"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itA Camogli una donna ritrova il suo maestro di pianoforte.E scopre che dopo ventidue anni, l’odio, che sembrava essersi trasformato, era ancora lì, intatto.Perché allora lei era una bambina, lui un predatore. Una storia potente e attuale per dare voce a chi non ha avuto il coraggio di far sentire la propria. “Lei voleva sapere perché ho smesso di suonare, e io glielo sto spiegando”.Un uomo di 52 anni muore precipitando dal Passo del Bacio sul “Sentiero dei tubi”, la ferrata che segue il percorso dell’antico acquedotto che riforniva di acqua la città di Camogli. Secondo la donna che era insieme a lui e che ha chiamato i soccorsi, l’uomo ha perso l’equilibrio ed è scivolato.Qualche giorno prima un incontro casuale sul treno che attraversa la Liguria riapre una ferita che Fulvia credeva di essere riuscita a rimarginare. Uno sguardo, un gesto, un passo familiare: basta un attimo perché il passato torni a imporsi con tutta la sua violenza. Fulvia si rivede a otto anni, caschetto biondo, gambette secche e vestitini colorati. Si rivede durante le lezioni di pianoforte che il suo maestro, Marco, allora trentenne, sapeva trasformare in un’avventura musicale. Note, melodie e carezze sempre più insistenti. Perché Marco era ed è un pedofilo. Un predatore, un devastatore di bambini. Ventidue anni dopo Fulvia non è più la ragazza fragile di allora, è una donna adulta, forte e fermamente decisa a impedire che altre giovani vittime possano cadere nella stessa rete di ambiguità e sopraffazione in cui era caduta lei da bambina. Nel continuo alternarsi tra presente e memoria, la sua storia prima si intreccia a quella dell’ex maestro di pianoforte, poi si dipana in un gioco parallelo di rimandi che prova a chiarire le radici e le dinamiche oscure dell’abuso e le sue devastanti conseguenze.Attraverso una narrazione lucida e misurata, mai retorica né indulgente, il romanzo affronta il dolore, la fatica della ricostruzione di sé e il coraggio della presa di coscienza. Sullo sfondo, Genova e la Liguria di levante: il mare, le scogliere a picco, i profumi intensi di una terra che accompagna, contrasta e dona sollievo al dramma interiore dei personaggi.Una storia potente, attuale, capace di scuotere e coinvolgere il lettore fino all’ultima pagina.“Io non ho ucciso, ma non provo pietà. Il destino ha deciso che non c’è redenzione per chi violenta l’innocenza. Solo silenzio. Ora posso respirare”.Spiega l’Autrice: «Questo libro nasce da ascolti attivi ed empatici, avvenuti nel corso di oltre trent’anni di insegnamento in scuole private e pubbliche, italiane e straniere. Le vicende narrate e le emozioni che attraversano i personaggi, totalmente inventati, sono state ispirate anche da dichiarazioni pubbliche, articoli, interviste e testimonianze di vittime di molestie o abusi. I possibili esiti patologici e le difficoltà relazionali che conseguono a esperienze di abuso, e che affiorano nei personaggi del romanzo, trovano riferimento in varie ricerche in ambito psicologico. Questo romanzo desidera dare voce anche a chi non ha avuto, o non ha ancora, il coraggio di far sentire la propria. E vuole invitare gli adulti a rendersi disponibili a un ascolto autentico e a uno sguardo aperto e attento, capaci di accogliere anche le verità più difficili e scomode».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Clelia Lombardo "La felicità del padre"
Clelia Lombardo"La felicità del padre"Avagliano Editorewww.avaglianoeditore.itÈ inverno, un violento terremoto si abbatte sui paesi della Valle del Belìce, in Sicilia. Una bambina viene condotta dal padre a Santa Margherita, paese del Gattopardo, dove si trova la casa dei nonni materni. È un giorno freddissimo, il paese è un mucchio di rovine, la casa tutta lesionata. A questa tragedia collettiva fa eco il dolore privato per la morte della moglie dell’uomo e madre della bambina, avvenuta solo un anno prima, un evento spartiacque che ha segnato le loro esistenze. Il paese distrutto e le stanze ferite della casa diventano così lo scenario per ripercorrere le storie di famiglia lungo più generazioni. Al desiderio di annientamento a cui il padre vuole abbandonarsi si contrappongono i racconti poetici della nonna, le memorie di guerra del nonno, uno dei ragazzi del ’99 nella Prima guerra mondiale, il canto e il suono della fisarmonica della zia, la voce degli oggetti e della casa, l’abitudine della bambina di nominare le cose ripetendo la lettera iniziale delle parole, creando in questo modo un alfabeto intimo. Si contrappone, in sostanza, il bisogno di sopravvivere. E così, tra le macerie, nell’arco di una giornata, padre e figlia riannoderanno i fili del passato, ricostruiranno la storia famigliare, cercheranno piano piano di riaffacciarsi alla vita e di abbracciare una felicità possibile. Il ritratto di un padre e di una figlia e il racconto del loro intenso e delicato legame arrivano ai lettori e alle lettrici grazie alla penna di una scrittrice attenta e generosa, che combina sulla pagina esattezza ed eleganza.Clelia Lombardo è nata in provincia di Messina, vive a Palermo. Insegna nei licei. Ha pubblicato poesie, racconti e opere teatrali, alcune delle quali sono state rappresentate, tra cui Andromaca (Premio Efesto – Città di Catania 2014). Ha curato i testi del docu-film Bambina, go home con la regia di Alberto Castiglione (2017). Scrive anche per ragazzi e ragazze. Con La ragazza che sognava la libertà ha vinto il premio Rita Atria, Kaos Festival 2020. Nel 2020 con Avagliano ha pubblicato il romanzo Cadere, volare. Ha partecipato a diversi progetti culturali e letterari tra cui “L’officina dell’orca. Nel centenario della nascita di Stefano D’Arrigo”. Progetta e coordina iniziative scolastiche a favore della lettura. Fa parte de Le Ortique, un collettivo di autrici che ridà voce alle artiste dimenticate. Cura il blog parole periferiche.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Viola Veloce "Il talento di Margherita"
Viola Veloce"Il talento di Margherita"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itMargherita Fiori ha sessant’anni e agli altri è sempre sembrata una donna senza qualità. Impiegata al tribunale, immersa nei suoi appunti costellati di piccoli schemi, per anni ha continuato a essere dipinta come la definivano a scuola: stramba, distratta, poco portata. Solo più tardi ha dato un nome a quelle etichette: dislessia. Un ostacolo, ma anche un modo diverso di leggere il mondo. Margherita non segue le righe, le attraversa, e facendolo vede crepe dove chiunque vedrebbe muri, sente le stonature nelle versioni troppo perfette. Poi c’è il desiderio di una nuova vita, che ritorna quando meno te lo aspetti. Tra una chat e un appuntamento al buio, Margherita riscopre il corpo, il gioco, la libertà di scegliere. Ogni incontro è un piccolo azzardo, ogni carezza una dichiarazione. Non è mai troppo tardi per sentirsi viva. Ma è in questo tempo nuovo che riaffiora il passato, nella figura del magistrato Pietro Pecorari. Grande amore della giovinezza, con lui Margherita ha condiviso il letto e molti casi, aiutandolo a risolverne la maggior parte grazie al suo insospettabile talento. Poi la storia finisce, ma, dopo venticinque anni, Pecorari le chiede una mano per venire a capo della misteriosa morte di un professore universitario. Sembrerebbe trattarsi di un suicidio, eppure troppe cose non tornano. A partire dalle equivoche frequentazioni del professore.Il talento di Margherita è un romanzo arguto e irriverente in cui la trama gialla diventa un manifesto gioioso sulla seconda età, sul diritto al piacere e sulla forza di uno sguardo fuori dalla norma. Viola Veloce mette in scena una protagonista antitradizionale, una donna che vede ciò che sfugge agli altri, e che proprio per questo riesce a scovare, tra le crepe delle storie e delle persone, la verità più scomoda e al tempo stesso più sincera.Viola Veloce è lo pseudonimo di un’impiegata dislessica con la passione per la scrittura. Ha conquistato il pubblico in rete con la serie “Omicidi”, quattro gialli ironici ambientati in ufficio, in condominio, a scuola e in parrocchia. Con la sua dark comedy ha trasformato la routine in un teatro degli equivoci a colpi di crimini e humor nero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Gian Piero Piretto "Il paese di Putin"
Gian Piero Piretto"Il paese di Putin"20 parole russe al servizio della propagandaRaffaello Cortina Editorewww.raffaellocortina.itC’erano una volta parole che raccontavano l’identità di un popolo. Sobórnost’, l’unione spirituale tra individui, prostór, lo spazio sconfinato che attraeva e respingeva con la sua immensità, stabíl’nost’, la stabilità e l’attendibilità di un sistema governativo. Per secoli questi concetti hanno improntato di sé letteratura, filosofia e memoria collettiva russa. Oggi quelle parole parlano un’altra lingua. Con sottile violenza la propaganda del potere le ha svuotate, travisate, trasformate in slogan. La spiritualità è diventata moralismo di Stato. L’identità popolare è stata ridotta a nazionalismo. La memoria si è ristretta a un mito glorioso, utile al presente. Gian Piero Piretto esplora qui venti parole chiave della cultura russa, evidenziandone il senso originario e mostrando come siano state reinterpretate e strumentalizzate dalla propaganda putiniana. Smonta stereotipi e narrazioni monolitiche, mette a confronto passato e presente e offre un ritratto inedito della Russia contemporanea, al di là delle manipolazioni ideologiche e dei cliché consolidati.Gian Piero Piretto ha insegnato Cultura russa e Metodologia della cultura visuale all’Università degli Studi di Milano. Nelle nostre edizioni ha curato Memorie di pietra (2014) e pubblicato Gli occhi di Stalin (2010), Quando c’era l’URSS (2018), Vagabondare a Berlino (2020), Eggs Benedict a Manhattan (2021) e L’ultimo spettacolo (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Franca Rizzi Martini "Parole d'acqua"
Franca Rizzi Martini"Parole d'acqua"Diciotto fontane per TorinoNeos Edizioniwww.neosedizioni.it Diciotto racconti per diciotto fontane di Torino (e dintorni): opere d’arte a cielo aperto che, umili o magnifiche, nascondono un cuore di sapienze. Antiche o contemporanee, in ogni loro zampillo vivono epoche, storie e personaggi colti con talento in queste pagine. Cascate, rivoli, polle, zampilli. Fra i loro giochi si muovono figure come due commissari che cercano la soluzione dei loro casi tra simboli alchemici e chiavette USB. Alcune fontane narrano con aristocratica ironia o toni burberi, vicende di cui sono state testimoni; altre custodiscono destini fragili: il disabile che cerca la libertà perduta, un ingegnere innamorato o un anziano che torna al suo toret per misurare la distanza tra l’infanzia e il presente. Ci sono amori che sul bordo dell’acqua sfidano il tempo, sospesi tra leggenda e realtà, incontri inattesi e colpi di scena. E poi desideri antichi, come quello dell’esule valdese, o battaglie moderne, per riattivare o ripulire fontane trascurate.Ogni autore, con il proprio stile – noir, introspettivo, umoristico, storico – ci conferma che l’acqua delle fontane non è solo un piacevole chiacchiericcio di fondo, ma custodisce storie, emozioni e segreti, restituisce identità e scorre anche quando tutto sembra fermarsi.Le fontane sono simboli viventi della memoria storica e culturale di Torino, uniscono passato e presente, evocano ricordi di persone, eventi e trasformazioni urbane. «Come ogni opera d’arte, anche le fontane sono espressione del loro tempo, per cui possiamo ammirare lo stile medievale della Fontana del Melograno, rifatta, è vero, ma molto evocativa, quello barocco dalle linee sinuose delle fontane di Nereide e dei Tritoni dei Giardini Reali e del Grand Rondeau di Villa della Regina, lo stile razionalista delle fontane ottocentesche di piazza Statuto e dei Giardini Sambuy, o quello Rococò e Liberty della Fontana dei Dodici Mesi, fino alla Fontana Angelica e al Po e alla Dora di epoca fascista, dal classicismo monumentale, mentre gli anni Duemila propongono linee e materiali poveri, come l’Igloo o strutture cinetiche, come il Locus of Rain del Lingotto o la fontana interattiva del Parco Di Vittorio. Oltre a Torino, ci siamo spinti anche nella provincia, dove risaltano la fontana monumentale di Rivoli, il piccolo specchio d’acqua immerso nella simmetria del giardino alla francese della Reggia di Venaria, la fontana del Nettuno nella bella piazza moncalierese e la fontana di Pragelato che ricorda l’antico dominio francese» (Franca Rizzi Martini). A cura di Franca Rizzi MartiniRacconti di: Rinaldo Ambrosia, Giovanni Balcet, Ada Brunazzi, Loredana Cella, Silvana Copercini Cazzaniga, Licia Guiati, Maria Montano, Eva Monti, Patrizia Monzeglio, Francesco Oriolo, Bruna Parodi, Aida Pironti, Giorgio Pogliano, Elisabetta Rava Granozio, Nella Re Rebaudengo, Franca Rizzi Martini, Franca Santagiuliana, Alessandra Zanettini.Copertina di Tina SalvatoI diritti d’autore saranno devoluti a sostegno delle attività umanitarie di International Help onlus. Le fontane che ispirano queste pagine: Fontana di Nereide e dei Tritoni, Fontana di Santa Chiara, Fontana del Grand Rondeau, Fontana del Traforo del Frejus, Fontana Angelica, Fontane Dora e Po, Fontana del Giardino Sambuy, Il Toret fontanella cittadina, L’Igloo, Fontana del Melograno, Fontana dei Dodici Mesi, Fontana del Parco Ruffini, Fontana Locus of Rain, Fontana interattiva del Parco Di Vittorio, Fontana del Giardino a Fiori - Venaria Reale, Fontana del Castello di Rivoli, Fontana di Granges, Fontana del Nettuno, Moncalieri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Paola Zannoner "La sfida"
Paola Zannoner"La sfida"Gallucci Editorewww.galluccieditore.comPaolo ha 13 anni e un grande talento per il disegno. Quel manga con protagonista l’Uomo Aquila l’ha disegnato lui, ma non avrebbe mai pensato che la sua passione potesse diventare bersaglio delle prese in giro dei compagni. Un gruppo di ragazzi che emula uno youtuber sta infatti pubblicando sui social sfide sempre più pericolose, e ben presto la cattiveria e le offese colpiscono anche Paolo. Stretto nella morsa delle minacce e dei ricatti, il ragazzo accetta una sfida estrema per dimostrare a tutti quanto vale. Ma le sue amiche intuiscono la gravità della situazione ed escogitano un piano per salvarlo.Non ha più scelta, non c’è più tempo. Un’ombra si sta materializzando alle sue spalle, forse è il Demone pronto ad avvinghiarlo per farlo precipitare, in caduta libera, fino a sfracellarsi nel fiume nero che serpeggia laggiù, rombante ma invisibile come l’Inferno.Paola Zannoner, scrittrice e formatrice, vive a Firenze dove si è laureata in Lettere. È stata bibliotecaria, critica letteraria, consulente editoriale e da oltre 25 anni pubblica libri per ragazzi, tradotti in molte lingue. Ha ricevuto i più importanti premi letterari italiani, tra i quali il Premio Strega Ragazzi e Ragazze nel 2018. Con Gallucci ha già pubblicato un racconto nella raccolta Le farfalle nello stomaco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Tito Livraghi "Sangue nero azzurro"
Tito Livraghi"Sangue nero azzurro"Delitti a San SiroMeravigli Edizioniwww.meravigliedizioni.itIl noto medico scrittore milanese Tito Livraghi ci sorprende con un nuovo romanzo… giallo! Anzi, per la precisione: due “gialli” in uno, con tanto di serial killer e uccisioni destinate a rimanere insolute se non fosse per la caparbietà di un ispettore della Squadra Omicidi di Milano che ama dipanare le matasse particolarmente ingarbugliate. Siamo nel 2010: lo stadio di San Siro è teatro di assassinî apparentemente inspiegabili, che poi però si verificano anche in altre parti della città. Ma nella trama, che tiene col fiato sospeso, c’è spazio anche per una storia d’amore, per gustose digressioni gastronomiche, per passeggiate tra i luoghi della memoria milanese oltre che in montagna, per conoscere il mondo delle farfalle…Tito Livraghi (Milano, 1942), medico di fama internazionale nel campo della radiologia interventistica, è un appassionato cultore della storia di Milano. Ha al suo attivo svariati volumi fotografici. Con Meravigli ha pubblicato la trilogia di romanzi storiciLa Riviera di Milano(Premio Letterario Brianza 2017),All’Osteria del FalconeeGiulia Samoyloff La Leonessa di Milano;Il romanzo di Milano; i volumiMilano La città e la sua storia,Milano nasce celtica,l’album illustratoMilano dipinta – Viaggio pittorico(che fa parte anche del cofanettoMilano Viaggio pittorico, assieme al volumeI Navigli di Milano – Viaggio pittoricodi Edo Bricchetti),Milano in 52 oggetti; l’album fotograficoGuerra e Pace Milano 1940-1945, per ricordare l’80° anniversario della Liberazione; il gialloSangue neroazzurro – Delitti a San Siro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Umberto Matino "Laguna Limes"
Umberto Matino"Laguna limes"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itI nuovi padroni scrivono il futuro della laguna col cemento.Al mattino, dalla terrazza del garage comunale di piazzale Roma, Venezia si apre come un sipario: la laguna brilla e, all'orizzonte, l'intero arco alpino sembra a portata di mano. È da questo luogo sospeso tra acqua e cielo che prende avvio un intrigo in cui il Nordest mostra il suo doppio volto: operoso e feroce, luminoso in superficie e torbido nel profondo. Due enigmatici omicidi e un suicidio che puzza di messinscena scuotono la quiete apparente della città. Gli indizi si rincorrono tra le valli e la sconfinata campagna polesana, rispettabili studi professionali e bar equivoci, antiche miniere d'argento e impenetrabili boschi che rimandano alla remota identità cimbra, l'anima nascosta dell'Altovicentino, l'eredità germanica che incarna il Nordest più autentico e misterioso. Il maresciallo Piconese e il commissario Bonturi, due investigatori lontani per origine ma accomunati dalla stessa testardaggine e dal medesimo istinto, inseguono una verità che scivola tra le calli e i campielli della Serenissima. “Laguna Limes” è il mega-appalto che può ridisegnare il profilo di un pezzo di territorio. Ed è anche la chiave di volta di un sistema di favori, tradimenti, ricatti e avidità senza freni. Il confine tra politica, impresa e affarismo si assottiglia fino a sparire e il benessere si confonde con la brama compulsiva dei schei: i soldi, sovrani occulti di ogni scelta. E mentre le acque si intorbidiscono, anche i morti tornano a reclamare verità e giustizia. Umberto Matino è uno dei più originali interpreti della crime fiction italiana. Nei suoi libri, il passato e il presente si rispecchiano, rivelando inattese continuità. Laguna Limes è il j'accuse implacabile dell'anima nera di una regione, e una controstoria perturbante capace di demolire le retoriche ingannevoli che ammantano il mito del suo buongoverno. I nuovi padroni scrivono il futuro della laguna col cemento. Un'indagine nel cuore del Nordest, dov'è custodita la memoria dei Cimbri, il popolo dei boschi, delle miniere e del ferro.Umberto Matino è considerato un autore di culto che ha svelato i rimossi inconfessabili del Nordest e raccontato le storie delle minoranze di antica origine alemanna: i cosiddetti Cimbri. La valle dell’orco (2007), L’ultima Anguàna (2011), Tutto è notte nera (2015), I Rossi (2018) e Giallo Palladio (2022) sono alcuni dei suoi libri, editi da Biblioteca dell’Immagine. Per Italian Tabloid (Sem, 2024) ha pubblicato La cattiva terra.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Giuseppe De Rita "L'Italia che conosco"
Giuseppe De Rita"L'Italia che conosco"Raccontare il Paese, il ceto medio e la sua crisicon Mirko GrassoCarocci Editorewww.carocci.it«Una volta, scherzando, l’avvocato Agnelli mi chiese: “Ma quanti sono gli italiani del ceto medio?”. Io gli risposi: “Guardi sono tutti, tranne lei e qualche disperato”»: è l’incipit ironico e veritiero con cui Giuseppe De Rita avvia le sue conversazioni con Mirko Grasso sulla realtà italiana che ha indagato, interpretato e conosciuto come nessun altro. Queste pagine hanno il sapore di un mosaico della nostra identità, una mappa attraverso cui ripercorrere i tratti di continuità e discontinuità del Paese, riconoscere il cambiamento, prima, e i fattori di ripiegamento della società italiana, dopo. De Rita ci spiega il complesso fenomeno nella dimensione contemporanea e prospetta sempre possibili vie d’uscita, ancora non disposto a rassegnarsi a quel che sembra un inevitabile declino.Giuseppe De RitaPresiede il CENSIS (Centro studi investimenti sociali) che ha contribuito a fondare nel 1964. È tra i più autorevoli e acuti osservatori delle trasformazioni dell’Italia contemporanea in termini economici, sociali e culturali.Mirko GrassoÈ storico e saggista. Nel 2024 ha pubblicato con Carocci editore L’oppositore. Matteotti contro il fascismo (Premio nazionale di divulgazione scientifica “Giancarlo Dosi” del cnr per la sezione Scienze dell’uomo).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Roberto Emanuelli "Scegliti sempre"
Roberto Emanuelli"Scegliti sempre"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itQuesto è un romanzo sull'invisibilità emotiva, sulla forza silenziosa delle donne che resistono troppo a lungo. Ma soprattutto è una storia di rinascita, lenta, reale, imperfetta.Beatrice ha quarantuno anni, un figlio adolescente e un matrimonio che lentamente sembra incrinarsi. Per Matteo aveva rinunciato a tutto: l'università, la musica, i sogni; per costruire con lui quella famiglia che da piccola le era mancata. Negli anni, stretta fra il ruolo di madre e un lavoro che non ama, ha messo da parte se stessa, e ora si scopre noiosa, svuotata, senza una vita propria. Quando Matteo la tradisce e la lascia, Beatrice crolla. Il dolore non è solo la fine di un amore, ma la consapevolezza di aver consegnato vent'anni della propria vita a qualcuno che non l'ha mai davvero scelta. Precipita in una spirale di dolore che la porta a toccare il fondo. Accanto a lei, però, ci sono le amiche di sempre, ancore di salvezza che la riportano alla realtà. E poi c'è la madre, con la sua forza silenziosa, che le mostra che si può sopravvivere anche all'abbandono più devastante. Beatrice comincia a guardarsi indietro, a collegare i fili, a fare i conti con quello che ha dentro. A raccogliere i pezzi, a prendersi per mano. Nella scoperta che l'amore non è sacrificio. Non è mettersi da parte. È poter scegliere. Prima di tutto, scegliere se stessi.E mentre guardo il mare, col vento che mi spettina i capelli e mi rimette a posto i pezzi nel cuore, vedo che nel muro di dolore che mi schiaccia si è aperta una crepa, e da lì, adesso, entra una luce."Mi chiamo Roberto Emanuelli e faccio lo scrittore. Racconto di amore, relazioni, felicità e rinascita dopo le cadute, partendo da esperienze vissute in prima persona, tra cui una storia tossica che mi ha insegnato molto sull’amore malato e sulla crescita personale. Parlo di autostima e di amore per sé stessi, temi che continuo a esplorare nel mio percorso umano e creativo. Sono nato e vivo a Roma. Ho provato mille cose senza eccellere in nessuna. L’unica che mi è riuscita davvero è scrivere: la mia cura, la mia urgenza, quello che mi salva ogni giorno."Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Riccardo Nuziale "Gli uccelli" Frank Baker
Riccardo Nuziale"Gli uccelli"Frank BakerEdizioni Cliquotwww.cliquot.itAnni Trenta. È un caldo e tranquillo pomeriggio estivo quando migliaia e migliaia di uccelli discendono all’improvviso sulla città di Londra. Si radunano sulle piazze e sulle strade, sommergono edifici e monumenti, e… non fanno nulla: semplicemente stanno lì, indugiano, osservano. Appaiono belli e variopinti, creature dolci e innocue. Ma la curiosità e il divertimento con cui inizialmente sono accolti scompaiono subito quando, importunati, i sinistri invasori si abbandonano a episodi di terrificante violenza, scarnificando e dilaniando brutalmente i disturbatori. E comincia l’orrore. Chi sono questi spaventosi esseri? Da dove vengono? Perché sono arrivati? E quando se ne andranno? Sono il frutto di un aberrante errore di Madre Natura o appartengono a ignote dimensioni della realtà? Non esistono risposte, e solo una cosa è certa: nessuno ha idea di cosa fare per scacciarli…Romanzo apocalittico, psicologico e allegorico insieme, Gli uccelli uscì per la prima volta in Gran Bretagna nel 1936, quasi trent’anni prima del celebre film di Hitchcock. E sebbene il regista abbia sempre negato ogni relazione, e Baker sia stato all’epoca sconsigliato dai suoi legali a intentare causa per plagio, un sottile filo rosso sembra comunque legare le due opere. Questa è la prima traduzione in lingua italiana, basata sul testo rivisitato e corretto dall’autore che, rimasto a lungo inedito, è stato pubblicato postumo nel 2013 dall’editore americano Valancourt Books.Traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei.Prefazione di Riccardo Nuziale, docente e divulgatore cinematografico.Frank Baker (Londra 1908-1983) è stato autore di quindici romanzi fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, a lungo dimenticati e oggi in via di riscoperta. Da giovanissimo trovò impiego nel settore delle assicurazioni marittime nella City di Londra, mentre in seguito lavorò come organista di chiesa.Entrambe le esperienze confluirono nel romanzo Gli uccelli (The Birds, 1936), che sebbene alla pubblicazione vendette solo trecento copie, fu in parte rivalutato dopo l’uscita del celebre film omonimo di Alfred Hitchcock nel 1963. L’opera che tuttavia diede maggiore notorietà all’autore fu Miss Hargreaves (1940), altro romanzo dai toni fantastici. Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker si dedicò alla saggistica e a scrivere testi per la televisione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Tiziano Fratus "Il passero buddhista"
Tiziano Fratus"Il passero buddhista"Meditazioni selvaticheEdizioni Ubiliber,https://gategate.it/shop/libri/il-passero-buddhista/Seguendo un passero tra boschi, silenzi e fragilità umane, il cammino nella natura diventa pratica di attenzione e meditazione. E così la spiritualità si esercita senza perfezione, restando nel mondo ferito con compassione e responsabilità, cercando un equilibrio possibile tra interiorità e realtà.Con la premura di una guida forestale saggia e discreta, Tiziano Fratus ci conduce per sentieri che riconosciamo ma che il tempo ci ha fatto dimenticare. Con gentilezza ci invita a guardarci attorno per ritrovare nella natura una sorgente di verità essenziali, a riscoprire così la più antica forma di meditazione. Il passero, emblema di semplice umiltà, diventa compagno e modello per attraversare la complessità di un pianeta ferito da guerre, brutalità e sopraffazioni. È un richiamo a praticare il buddhismo senza l’ansia della perfezione, con la volontà di restare umani, fallibili e contraddittori, ma capaci di cercare il bene in un mondo che vacilla.In questa nuova prova di lirismo e compassione, Fratus si rivela un custode dei boschi interiori, offrendo un’intima raccolta di meditazioni naturali sul senso della vita, sulla ricerca spirituale e sulla nostra fragile condizione, intrecciando esperienze personali e riflessioni che spaziano dai pini alle cascate, dalla letteratura alla musica, dalla poesia alla politica.Tiziano Fratus è nato a Bergamo nel 1975, figlio di un falegname e di una cucitrice, è cresciuto nella pianura lombarda e tra le colline del Monferrato, quindi ha pellegrinato in foreste maestose, meditando nei tronchi cavi delle grandi sequoie californiane quanto dei castagni e degli ulivi monumentali, ha attraversato riserve naturali, parchi storici, orti botanici e coniato concetti quali Homo Radix, Dendrosofia, Selva itinerante, buddismo agreste. Ne sono nate opere parte di un unico “silvario” composto di raccolte di poesie, storie per giovani lettori, libri di viaggio per cercatori di grandi alberi, atlanti e manuali, raccolte di meditazioni. Nomade editoriale, ha pubblicato per Mondadori-Rizzoli (Einaudi, Mondadori e Solferino), Feltrinelli (Universale Feltrinelli, Idee Feltrinelli – Gribaudo, Zoom), Giunti (Bompiani) e Laterza, nonché presso marchi indipendenti – Aboca, Ediciclo, Piano B, Mimesis, Ubiliber, Anima Mundi, Libreria della Natura, Lindau, Pelledoca, Editoria & Spettacolo, Fusta, Bolis, La vita felice. Ha firmato rubriche e articoli per La Stampa, la Repubblica, Green & Blue, Il Manifesto, Natural Style, La Verità, La Provincia, Gate e Piemonte Parchi, ha condotto trasmissioni radiofoniche per Radio Francigena e da cinque anni realizza documentari per Geo di Rai 3. Ha tenuto numerose personali fotografiche mentre le sue poesie sono state tradotte in 11 lingue e pubblicate in 20 paesi. Ha fondato e diretto il festival e le edizioni Torino Poesia, ha ideato e condotto il Premio La Ghianda per Cinemambiente, co-fondato la Poeteca di Pinerolo. Appassionato lettore di autori novecenteschi quali Jean Giono e Georges Simenon ne ha scritto in saggi, articoli e libri. Per il suo percorso ha ricevuto alcuni riconoscimenti quali il Premio speciale Ceppo Natura, il Premio Foreste, il Premio Ninfea, il Premio Montale fuori di casa – sezione Ambiente ed è stato finalista al Vallombrosa, al Montano (due edizioni), al Città di Como e candidato allo Strega Ragazzi. Abita ai piedi delle alpi di fronte a un bosco.https://studiohomoradix.com/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Riccardo Azzali "Il gatto che mi ha spiegato l'universo"
Riccardo Azzali"Il gatto che mi ha spiegato l'universo"Mondadori Editorewww.mondadori.itUna storia appassionante che unisce il rigore di un saggio alla leggerezza di un romanzo, ricordandoci che a volte le risposte più luminose alle domande più profonde possono arrivare anche da chi, in apparenza, sta solo dormendo accucciato sul divano.Per Leonardo Brezzi, giovane e brillante fisico teorico, conoscere l’universo vuol dire osservarlo attraverso la lente di un telescopio oppure analizzarlo con un’astrusa equazione scritta su una lavagna. La sua missione è sempre stata quella di cercare un ordine nel caos del cosmo, fidandosi dei numeri più che delle sensazioni; Leonardo, infatti, considera ogni fenomeno, il tempo, lo spazio, la materia, la vita stessa, come un problema da risolvere. Finché un mattino come tanti, il suo pelosissimo gatto bianco, Epidoro, decide di infrangere la regola più semplice dell’universo: quella secondo cui i gatti non parlano. Ed Epidoro non si limita a parlare: ragiona, osserva, collega, provoca. Cita Sartre, Seneca, Einstein, smonta ogni certezza di Leonardo, gli fa domande personali che pesano come macigni per poi leccarsi una zampetta come se niente fosse. All’inizio la razionalità del fisico combatte con questa nuova realtà surreale in cui Epidoro si dimostra molto più saggio, colto e arguto del suo padrone. Poi, però, piano piano Leonardo si arrende all’evidenza e il gatto per lui diventa un mentore, un Virgilio che lo costringe a vivere davvero gli interrogativi sull’universo che aveva sempre studiato con distacco, a immergersi e conoscere in prima persona la fisica quantistica o l’idea di tempo, il concetto di libero arbitrio o il nulla, l’entropia che disordina ogni cosa e la necessità umana di dare un senso al cosmo e alla nostra esistenza. Il gatto che mi ha spiegato l’universo è un libro in cui filosofia e scienza non sono esercizi astratti del pensiero, ma saperi vitali, strumenti fondamentali che ci insegnano a scoprire e vivere le meraviglie dell’universo. Riccardo Azzali è un fisico teorico appassionato di filosofia ed è anche uno dei divulgatori italiani più seguiti; nel suo profilo “filosofiascienza” ogni giorno, con uno stile semplice e diretto, prova a illustrare al suo pubblico le grandi domande che per millenni hanno incuriosito le menti dei maggiori scienziati e filosofi della storia. Nel 2025 per Mondadori ha pubblicato L’accademia delle grandi domande.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Rita Svandrlik "Scrivere per esistere"
Rita Svandrlik"Scrivere per esistere"Vita e opere di Ingeborg BachmannCarocci Editorewww.carocci.itFornendo un nuovo sguardo d’insieme, completo e aggiornato, sulla vita e sulle opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973), il volume invita alla lettura dei suoi testi, molti dei quali composti durante i vari periodi di soggiorno in Italia, a Ischia, a Napoli e soprattutto a Roma. Ampiamente tradotta in italiano, oggi Bachmann sta riscuotendo l’attenzione di nuove generazioni, dopo l’appassionata ricezione degli anni Ottanta e Novanta da parte della cultura femminista. Intellettuale cosmopolita ed europea, viene considerata ormai un’autrice classica del Novecento, con una produzione che dalle prime raccolte liriche di grande risonanza arriva, attraverso radiodrammi, saggi e due libretti d’opera, alla straordinaria prosa narrativa. Anche i momenti di crisi personale non le hanno impedito di dedicarsi completamente alla scrittura, accettando la sfida rappresentata dal linguaggio corrotto delle opinioni e delle frasi fatte, per allargare l’orizzonte del dicibile e del possibile: chi scrive può infatti «rappresentare l’epoca sua e presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora venuto». Memoria del passato e meticolosa analisi dei meccanismi del potere creano nei suoi testi «un regno aperto al futuro di cui non conosciamo i confini».Rita SvandrlikHa insegnato Letteratura tedesca all’Università di Firenze. Si è occupata di costruzioni mitiche del femminile, di letteratura austriaca (Grillparzer, Stifter, Musil) e di varie autrici, tra cui Jelinek, Wolf, Haushofer. Con Carocci editore ha pubblicato, tra l’altro, la monografia Ingeborg Bachmann: i sentieri della scrittura. Poesie, prose, radiodrammi (1^ rist. 2024); ha curato il volume Das dreißigste Jahr (2020) dell’Edizione di Salisburgo delle “Opere e Lettere” di Bachmann.Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.È grazie alla poesia che Bachmann inizia a scrivere. Alla parola Bachmann chiede di essere “libera, chiara, bella”, alla parola si affida per essere salvata. Per la scrittrice la poesia, come del resto la letteratura, deve perseguire il vero, usare il linguaggio in modo responsabileDi Ingeborg Bachmann (1926-1973) Adelphi ha pubblicato Malina (1973), Tre sentieri per il lago (1980), II trentesimo anno (1985), Il caso Franza - Requiem per Fanny Goldmann (1988), Il buon Dio di Manhattan - Un negozio di sogni - Le cicale (1991), Il dicibile e l'indicibile (1998) e Il libro Franza (2009). Diario di guerra è apparso postumo in Germania nel 2010 e viene pubblicato da Adelphi nel 2011.Ingeborg Bachmann muore nel 1973, nel reparto grandi ustionati dell’ospedale romano Sant’Eugenio, dopo ventidue giorni di agonia. Le circostanze della sua morte rimangono a tutt’oggi misteriose, impenetrabili.«Se siamo veri, lo siamo di notte, appena stiamo completamente soli.» - Non conosco mondo migliore, Ingeborg BachmannDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Alessandra Castellazzi "La radura"
Alessandra Castellazzi"La radura"edizioni e/owww.edizionieo.it«Con un esordio pieno di inquietudine e meraviglia, Castellazzi ha la spavalda tenerezza di chi sa raccontare l'incanto come forma di resistenza».Veronica RaimoUna piccola città di pianura, un’estate di siccità soffocante, una serie di giovani donne scomparse. Da dove prende il suo nutrimento quella radura misteriosa che solo Viola sembra poter trovare? Perché sembra chiamare soltanto lei, e respingere tutti gli altri? Il mistero e la magia dell’adolescenza si confondono con elementi soprannaturali in un romanzo d’esordio che parla di crescita, di perdita, di natura, di scelte e libertà.È l’inizio dell’estate in un paese in pianura in cui non piove da mesi. Gli abitanti aspettano la fine della siccità con impazienza e timore, perché l’ultima pioggia risale all’anno precedente e ha causato una piena spaventosa: una tragedia collettiva ma anche privata, che ha portato alla scomparsa una ragazza, Greta. Sua sorella minore, Viola, è la protagonista: ha appena terminato la seconda media e non ha elaborato la scomparsa della sorella. Il tempo vuoto e torrido dell’estate è il palcoscenico in cui Viola vive un’avventura misteriosa, che la inebria e la illude. La scoperta di una radura nascosta e rigogliosa potrebbe essere la chiave per ritrovare la sorella e riportare la pioggia nel villaggio. Nel corso di questa ricerca, Viola dovrà anche fare i conti con i passi fondamentali della sua vita di giovane donna: l’amore, l’amicizia, l’indipendenza.Alessandra Castellazzi ha scritto un esordio pieno di tenerezza e mistero, un’avventura che tiene insieme il new weird e la climate fiction.Alessandra Castellazzi è traduttrice e editor. Ha tradotto, tra gli altri, Maggie Nelson, Mark O'Connell, Lidia Yuknavitch e Olivia Laing. È stata caporedattrice del Tascabile di Treccani. Dal 2022 è editor della collana Not di NERO Editions.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Helga Dentale "Che gran casino diventare grandi"
Helga Dentale"Che gran casino diventare grandi"Edizion Lindau www.lindau.itAlice ha dieci anni e tutti, intorno a lei, non fanno che ripeterle: sei pronta per la scuola dei grandi? Ma cosa significa diventare grandi? Alice non lo sa. Sa che quando le prende l’ansia è come se avesse un frullato nella pancia e che vivere in due case a volte è pesante. Sa anche di avere rimedi magici per superare la tristezza. Alice ci prende per mano e ci porta con sé, nelle avventure con i suoi amici del cuore, nel rapporto complicato con la madre, nelle chiacchierate filosofiche con la vicina di casa. Con lei ridiamo, ci arrabbiamo e ci facciamo domande. Scopriamo che un padre e un nonno possono essere adulti «stratosferici», capaci di ascoltare. E poi c’è il laboratorio teatrale che si svolge a scuola e mette tutti davanti a una grande domanda: i nostri sogni possono cambiare il mondo? Una storia incentrata sulle emozioni, sul cambiamento, sul potere dell’amicizia e dei sogni.Helga Dentale è docente per la formazione e ideatrice del Metodo Teatro in Gioco®. Esperta di pedagogia teatrale e linguaggi espressivi, che utilizza per educare alle emozioni, all'ascolto, all'inclusione, conduce seminari e corsi di formazione a Roma e in altre città. È autrice di libri di pedagogia teatrale e di articoli pubblicati in riviste scientifiche e in diversi blog. Coordina la Rete Teatro in Gioco® formata da insegnanti, educatori, operatori teatrali per bambini.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mariano Sabatini "Mutevoli nascondigli"
Mariano Sabatini"Mutevoli nascondigli"Indomitus Publishingwww.indomitus-publishing.itNel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita.Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve.Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi?Nell’attesissimo terzo capitolo della serie con protagonista Leo Malinverno, Mariano Sabatini tesse un thriller mozzafiato, duro e scioccante, dove anche il lettore finirà per non fidarsi di nessuno.Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie e proposto una novella per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica” (Chiaredizioni, 2021). Dopo diversi libri saggistici, con “L’inganno dell’ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Pemio Città di Como. Entrambi sono tradotti all’estero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Francesca De Sanctis "Gli eroi della nostra Repubblica"
Francesca De Sanctis"Gli eroi della nostra repubblica"1946-2026 80 anni di libertàIllustrazioni di Alice IuriGallucci Editorewww.galluccieditore.comIl campione di ciclismo impegnato a salvare vite umane, la scienziata Premio Nobel, il magistrato antimafia e la ragazza che ha detto “no” al matrimonio forzato: sono le persone a forgiare la società, figure come loro che, in 80 anni di vita della Repubblica italiana, hanno contribuito con genialità, umanità e soprattutto senso della giustizia e della democrazia ad affermare i diritti inviolabili dell’uomo e i valori costituzionali di libertà, solidarietà, uguaglianza. In occasione degli 80 anni della Repubblica, ecco 12 ritratti di donne e altrettanti di uomini visti da un’angolazione personale e diretta, che non è solo la Storia, ma un’avventura fatta di volti, di sfide impossibili e di scelte coraggiose.In queste pagine sono custodite le storie esemplari di chi ha contribuito a fare la Storia. Vicende che hanno molto da dire e da insegnare, soprattutto ai giovani lettori e alle giovani lettrici.Francesca De Sanctis (Cassino, 1976) è giornalista professionista, critica teatrale, autrice televisiva. Dopo anni nella redazione dell’Unità, oggi scrive principalmente per l’Espresso (dove ha una rubrica settimanale dedicata al teatro) e per il Venerdì di Repubblica. Ha ideato e diretto il Festival di teatro civile CassinoOff . Il suo esordio nella narrativa, Una storia al contrario, semifinalista al Premio John Fante Opera Prima, è diventato uno spettacolo teatrale.Alice Iuri (Udine, 1986) è un’illustratrice e designer editoriale. Il suo lavoro spazia tra disegno, progetto grafico e identità visiva, con una particolare attenzione al mondo della cultura, dell’editoria e del cinema. Collabora con case editrici, riviste e realtà culturali italiane.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Alberto Bertoni "L'Alzheimer, i cavalli, la poesia"
Alberto Bertoni"L'Alzheimer, i cavalli, la poesia"Un memoirMarietti1820www.mariettieditore.itC’è tutta la poesia di Alberto Bertoni nella sua prosa delicata, dolorosa e ironica che racconta la malattia del padre Gilberto. L’Alzheimer, che cancella i ricordi dell’essere umano che abita, crea uno spazio di accoglienza per quelli di chi al malato sta accanto. E di ricordo in ricordo scorrono, sulla lunga durata della passione precoce dell’autore per la poesia, le corse dei cavalli e l’Inter, la vita famigliare e gli anni della formazione, i percorsi della parola e delle lingue, i maestri di letteratura e quelli di vita – o di entrambe. Episodi di storie particolari che si intrecciano ai grandi movimenti e mutamenti culturali di una generazione divisa tra quotidianità e sconvolgimenti. Attraverso Modena, «stanza di vita quotidiana», la Bologna degli studi e delle bombe e un Oltreoceano già oltre la soglia della rivoluzione tecnologica, il memoir di Bertoni è una continua danza sul filo dell’immanenza.Alberto Bertoni (Modena, 1955) è saggista e poeta. Ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all’Università di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano, per la saggistica, Poesia italiana dal Novecento a oggi (Marietti1820, 2019), Una questione finale. Poesia e pensiero da Auschwitz (Book Editore, 2020), Voci del grande stile. Prose e poesie fra due secoli (Il Mulino, 2023). Il tema dell’Alzheimer è stato già affrontato nell’opera poetica Ricordi di Alzheimer (in quattro edizioni per Book: 2008, 2012, 2016 e 2024), nel 2018 molte delle sue raccolte sono confluite nel volume Poesie 1980-2014 (Aragno). Il suo libro più recente è Semplici abbandoni (Einaudi, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Luca Sanfilippo "Le sardiniere" Lucie Colliard
Luca Sanfilippo"Le giardiniere"Lucie ColliardEdizioni In Transitowww.edizionintransito.itUn grande sciopero di donne in Bretagna di più di cento anni fa. Alla fame, al freddo, alla stanchezza le operaie addette alla lavorazione delle sardine nell’industria conserviera sono abituate da una vita. Ora però che hanno osato alzare la testa dovranno battersi anche contro la rabbia e il disprezzo dei padroni e la violenza dei loro scagnozzi. In uno sciopero durissimo che prosegue a oltranza per molte settimane sperimenteranno l’importanza di restare unite e la solidarietà concreta dei loro uomini e delle lavoratrici di tutta la Francia.Lo sciopero del 1924 è raccontato in diretta dalle sue protagoniste: le sardiniere di Douarnenez, una cittadina in cui ogni attività è dedicata alla pesca, la lavorazione e la conservazione delle sardine.Le condizioni di lavoro delle operaie nei conservifici, la quasi totalità della manodopera, sono terribili: niente limiti orari, nessuna igiene e un salario ridicolo, insufficiente a ripagare le privazioni di sonno, salute e affetti. Quel grande sciopero, proprio perché duro e vittorioso, diventerà in Francia una bandiera e un manifesto per il riscatto delle donne.Le immagini che accompagnano la storia sono di Frans Masereel (1889-1972) e sono tratte dai suoi libri senza parole e dai suoi lavori xilografici.Lucie CoillardNata in Alta Savoia nel 1877, Lucie Colliard lavorava come istitutrice quando è stata processata, condannata e incarcerata per le posizioni dichiaratamente antimiltariste che aveva assunto durante la Prima guerra mondiale.Diviene in seguito militante sindacale e partecipa in prima persona allo sciopero delle sardiniere di Douarnenez. Oltre all’attività nel sindacato, Lucie Colliard si impegnerà nelle battaglie per i diritti delle donne e aderirà al Partito comunista dal quale però verrà espulsa nel 1928.Frans MasereelNato a Blankeberge nel 1889 e morto a Avignone nel 1972.Pittore, editore, incisore e illustratore fiammingo, è stato un importante anticipatore del fumetto come arte sequenziale e della graphic novel. Celebre soprattutto per le sue incisioni su legno e di grande successo popolare, Masereel ha iniziato a dedicarsi ai suoi romanzi per immagini (Il libro delle ore 1918, Il sole 1919, L’idea 1920, La città 1925, L’opera 1928) dopo la prima guerra mondiale.Luca Sanfilippo ha curato per Feltrinelli la pubblicazione (nel 2019) di due romanzi per immagini di Frans Masereel: Il libro delle ore e Il sole.In precedenza ha diretto una collana di narrativa per la casa editrice Analogon mentre, nella primavera del 2022, ha promosso e curato la ripubblicazione presso Iperborea del volume illustrato Viaggio verso Nord di Karel Capek.Inoltre, dall’autunno 2022, scrive recensioni teatrali per Stanze sul mare, blog di arte e psicanalisi. Per In transito ha curato la pubblicazione delle novelle L’obbligo di Stefan Zweig e La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, l’antologia sul patriottismo Patrie Lettere con i disegni satirici di Frans Masereel e i due volumi di Apollinaire, Pasmo e Il passante di Praga, illustrati da Josef Čapek. Inoltre ha curato la riedizione del volume Gli stivali del dittatore di Josef Čapek e la scelta dei racconti Storie di polizia di Karel Čapek. Ha tradotto la pièce di teatro Monserrat di Emmanuel Roblès, La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde e, insieme a Gianna Guidoni, la novella Esther Kahn di Arthur Symons. Infine, insieme a Vera Somerova Cordublas, ha curato la versione in italiano delle seguenti opere di Karel Čapek: Avevo un cane e anche un gatto, Dašenka e il Mal bianco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Elisa Giunchi "Pakistan: una storia politica e religiosa"
Elisa Giunchi"Pakistan: una storia politica e religiosa"Carocci Editorewww.carocci.itSituato nel cuore dell’Asia, in un’area di grande rilevanza geostrategica, il Pakistan è uno dei paesi musulmani più popolosi al mondo e l’unico a essere dotato di armi nucleari. Stretto alleato della Cina e in perenne dissidio con l’India, è al centro di una complessa rete di interessi che coinvolgono anche altri paesi dentro e fuori la regione. La sua storia resta però poco conosciuta in Italia. Il volume, che si avvale delle più recenti acquisizioni della ricerca, ripercorre gli avvenimenti che hanno visto protagonista il Pakistan dal momento in cui fu immaginato, negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, fino ai giorni nostri. Ci si sofferma in particolare sui fattori che hanno contribuito a trasformare quello che era stato concepito come un laboratorio che coniugasse fede e progresso in uno Stato dominato dall’antagonismo con l’India e attraversato da profonde tensioni etniche e religiose. Il libro evidenza il ruolo che l’islam ha avuto nella costruzione dello Stato e, successivamente, come strumento politico in funzione di dinamiche interne e regionali.Elisa GiunchiÈ professoressa ordinaria all’Università degli Studi di Milano, dove insegna Storia e geopolitica del Medio Oriente. Tra i suoi libri, Il pashtun armato: la diffusione di armi in Afghanistan e il declino dell’impero britannico (1880-1914) (Mondadori, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Costanza F. "Ragazzi con l'aureola"
Costanza F. "Ragazzi con l'aureola"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itÈ il 1998, crepuscolo inquieto e decadente di un secolo tumultuoso. A Vico, immaginaria cittadina della sonnacchiosa provincia toscana, vive Marco, diciott’anni, una brillante carriera scolastica al liceo e di famiglia benestante. Una perfezione tuttavia solo apparente: per evadere dalla banalità claustrofobica della quotidianità, Marco e altri tre amici appassionati di letteratura costruiscono un universo letterario in cui la realtà si confonde con l’immaginazione, le persone con i protagonisti dei loro romanzi preferiti, ogni conversazione con una citazione. Il bisogno di evasione, la passione e la stravaganza, si trasformano ben presto nel più allucinato e violento dei deliri: di notte i quattro ragazzi si trasformano nei personaggi spietati di Mago, Probo, Martire e Beirut, capaci di uccidere donne sconosciute. Fino a che, in un folle gioco al rialzo, non sceglieranno come vittime due compagne di scuola, Milena e Corinna. E sarà quest’ultima, carismatica e ribelle, capofila nella contestazione studentesca di quegli anni, a cambiare inaspettatamente il corso della storia… Costanza F. è nata e vive a Prato. Laureata al DAMS di Bologna, lavora nelle politiche sociali, settore immigrazione. Autrice di racconti finalisti in numerosi concorsi, prima di Ragazzi con l’aureola ha pubblicato i romanzi Giallo come le rose (2022) e Favole senza morale (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Caterina Schiavon "Casa è famiglia"
Caterina Schiavon"Casa è famiglia"Storie e voci di Casa Famiglia San Pio XNeos Edizioniwww.neosedizioni.itIl corpo accusa il colpo. La mente ripercorre frammenti di ricordi sparsi e dolorosi, gli occhi rivedono scene, la paura gira a vuoto, il futuro è piatto. Come si può approdare in un porto che abbia delle sembianze di sicurezza? Di quest’urto si deve poter parlare. Va raccontato a qualcuno perché i segreti, specie quelli grossi, fanno solo male. Restano incastrati dentro e fanno funzionare mani, testa e cuore in modo interrotto, grigio, squallido. Se sappiamo trovare qualcuno che sa ascoltare senza giudizio, quello è un potenziale porto sicuro. Ma bisogna sceglierlo bene perché lì comincia la rinascita. Tremeranno un po’ le mani, i pensieri saranno confusi, il cuore si fermerà ma, con calma, bisogna andare avanti col racconto. Chi ascolta sa che oltre quell’urto, al di là di quell’incidente, c’è ancora molto altro. Che chi racconta è molto altro. Sa che in quel momento c’è nebbia ma che, un po' alla volta, quella nebbia si alzerà e sarà possibile recuperare. Mettendo quel ricordo in un posto e poi tornando a vivere tutto il resto.Prefazione di Pietro Del Soldà.Introduzione di Roberto Scarpa.Testi narrativi di Cristiano Dorigo e Caterina Schiavon.Testi di approfondimento di Elisabetta Baldisserotto, Paola Benvegnù, Moreno Blascovich, Giovanna Brait, Paola Fattor, Rossella Giolo. A Venezia, dal 1910, esiste una realtà che accoglie e supporta giovani madri con storie drammatiche alle spalle, insieme ai loro figli. Un progetto unico nel suo genere, di simbiosi tra impegno civile e competenze professionali. Una Casa che è Famiglia. In queste pagine le storie e le voci per raccontarla. Questo volume è un affresco corale che nasce dall’urgenza di narrare un’esperienza di accoglienza per madri e bambini in difficoltà. Un’esperienza speciale, ultracentenaria.Casa Famiglia San Pio X è uno spazio dove la vita può ricominciare. In questo contesto, la protezione si fonde con la convivenza, generando un tempo sospeso cruciale per trasformare il passato e dare forma a un nuovo cammino. Il modello è unico grazie alla presenza inestimabile dei Familiari, la cui determinazione si intreccia al lavoro delle operatrici.Il libro è un attraversamento di prospettive, un invito a non temere le storie difficili, ma a riconoscerne le possibilità di rinascita, promuovendo un impegno in cui la cura è, soprattutto, relazione profonda fra esseri umani. Vi si intrecciano registri e linguaggi differenti che alternano le narrazioni dei curatori, i contributi di esperti (psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali), e una scelta selezione di scatti fotografici, unendo così l’emozione della scrittura narrativa e delle immagini alla lucidità della riflessione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Marina Montesano "Ars magica"
Marina Montesano"Ars magica"Una storia in venti oggettiCarocci Editorewww.carocci.itDa una bacchetta d’avorio proveniente dall’antico Egitto, intagliata con figure divine a protezione dei nascituri, a un feticcio sottratto a un villaggio del Mali e finito in un museo francese, il volume esplora la magia attraverso venti oggetti, scelti per la loro capacità di raccontare rituali, credenze e pratiche trasversali a epoche e culture. In un dialogo continuo tra fonti scritte, testimonianze archeologiche e riflessioni antropologiche, ognuno di essi viene indagato non solo come manufatto, ma soprattutto come strumento attivo in riti di guarigione, maleficio, protezione o divinazione. Alcuni, come il Libro dei morti, sono celebri; altri, come una scarpa murata in un pub di York, umili; alcuni, come una bandiera fatata, servono per scacciare il male; altri, come una figurina trafitta dagli spilli, per nuocere. L’ars magica che ne emerge non è un sapere marginale o residuale, ma una forma di conoscenza operativa, in cui si intrecciano fede, tecnica e desiderio. In fondo, ciò che questi oggetti ci restituiscono è una domanda sempre attuale: a cosa ricorriamo per dare forma all’invisibile, proteggerci dall’incertezza e trasformare simbolicamente la realtà?Marina Montesano insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Messina ed è stata Cornerstones Visiting Chair in History all’Università di Richmond (va). Si occupa di storia culturale, con particolare riguardo alla magia e alla stregoneria. Tra le sue pubblicazioni: Donne sacre. Sacerdotesse e maghe, mistiche e seduttrici (con F. Cardini; Il Mulino, 2023), Cross-dressing in the Middle Ages (Routledge, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Ottavio Fatica "Operazione Shylock" Philip Roth
Ottavio Fatica"Operazione Shylock"Philip RothPrefazione: Emmanuel CarrèreAdelphiwww.adelphi.it«Un libro infernale, che non si riesce a smettere di leggere. Una riflessione sul giudaismo, su Israele, sull’invecchiare, sulla menzogna, sull’invenzione, sulla letteratura – su tutto ciò che conta nella vita. Assolutamente vertiginoso. Leggetelo» (Emmanuel Carrère). Traduzione di Ottavio FaticaTraduzione della prefazione di Emmanuel Carrère: Ena MarchiNella sua burrascosa carriera, Philip Roth ci ha abituato alle più spericolate acrobazie narrative, ma mai ha osato tanto quanto in Operazione Shylock, dove, per dire e fare tutto ciò che vuole, ha sentito il bisogno di misurarsi con il suo più temibile avversario: un altro Philip Roth – stesso nome e stessi connotati, solo il nomignolo Moishe Pipik a distinguerlo da sé. Mai il tema del Doppio è stato usato in un romanzo con un tale autolesivo virtuosismo. Roth azzanna sé stesso come essere umano, come ebreo, come Philip Roth, e non si accontenta di una libbra di carne. Come congegnare, altrimenti, una spy story che tiene insieme il Mossad, il processo al mostro di Treblinka, il recupero dopo un crollo psichico da Halcion, l’incontro-scontro con ebrei e palestinesi in una Gerusalemme pattugliata dall’esercito israeliano, il faccia a faccia ustorio con l’altro Philip Roth – un megalomane che per salvare gli ebrei ashkenaziti da un probabile prossimo sterminio si fa propugnatore di una nuova diaspora, uno spregiudicato controesodo verso i paesi europei d’origine – e con la sua procace, concupita compagna? Sfoggiando una lingua viscerale e insieme altamente speculativa, Roth combina in queste pagine la più spiritata, isterica commedia nera con il dramma di popoli e di singoli individui lacerati, e mette in scena una mirabolante due-giorni a Gerusalemme che – incredibile a dirsi – fa anche ridere.Philip Milton Roth nasce a Newark, nel New Jersey, il 19 marzo del 1933 in una famiglia della piccola borghesia ebraica. Si laurea alla Bucknell University e fa un master in letteratura inglese all'Università di Chicago. Pubblica i primi racconti sulla Paris Review, su Esquire e sul New Yorker. Il suo capolavoro è Pastorale Americana, con cui vince il Premio Pulitzer nel 1997 e da cui è stato tratto un film da Ewan McGregor, che interpreta anche il ruolo del protagonista. Il libro fa parte una trilogia che comprende Ho sposato un comunista e La macchia umana. Il suo esordio avviene nel 1959 con Addio Columbus. Dieci anni dopo la fama con Il lamento di Portnoy, in cui il protagonista, un trentenne ebreo, Alexander Portnoy, racconta all’analista le proprie nevrosi sessuali.Autore di trentuno libri, Roth è stato un critico feroce della società americana, della sessualità maschile e dei falsi miti dell’uomo occidentale (in Complotto contro l’America del 2004 immagina che alle elezioni per la presidenza americana del 1940 venga eletto Charles Lindbergh anziché Roosevelt, e che questo trasformi gli Stati Uniti in un alleato della Germania nazista). Nel 2009 annuncia il suo ritiro dall'attività di romanziere. Il suo nome è apparso spesso nella lista dei concorrenti al premio Nobel per la letteratura. Muore a New York il 22 maggio 2018.Ottavio FaticaFamoso per le sue numerose traduzioni, ricordiamo: il Moby-Dick di Melville, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear, Céline, Henry James. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, Le omissioni (2009) e Vicino alla dimora del serpente (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Barbara Frale "La regola segreta di San Francesco"
Barbara Frale"La regola segreta di San Francesco"Sulle tracce di un documento perdutoUtet Libriwww.utetlibri.itAgli inizi del Trecento, a meno di un secolo dalla morte del santo, l’ordine francescano è in guerra. Da una parte i “conventuali”, una fazione diventata ormai ricca e potente, insediata nei palazzi del potere e nelle università; dall’altra gli “spirituali”, un’agguerrita minoranza di frati che accusa i vertici di aver tradito il messaggio originale del fondatore.Al centro della contesa c’è un mistero che dura da un secolo: l’esistenza di una “Regola perduta”, un testo autografo di Francesco d’Assisi, prima che le ingerenze della Curia romana e i compromessi politici ne annacquassero la portata rivoluzionaria.Barbara Frale, storica e paleografa nota a livello internazionale, attraverso documenti inediti, pergamene dimenticate e protocolli segreti della cancelleria apostolica, ricostruisce la vera storia di quel foglietto “scandaloso” che Francesco portò a Roma nel 1209.Cosa accadde davvero quando il santo si trovò faccia a faccia con Innocenzo III, il papa più potente del Medioevo, tra gli ori e i mosaici del Laterano? Perché quel primo testamento, basato sulla povertà assoluta e sull’imitazione letterale del Vangelo, fu respinto e poi insabbiato per decenni? E quale ruolo giocarono cardinali ambiziosi e manovre di palazzo nel trasformare una fraternità di “pazzi di Dio” in un ordine disciplinato al servizio della Chiesa?Dal “conciliabolo delle latrine” che decise un conclave alle strategie per screditare i testimoni scomodi come Ubertino da Casale e Angelo Clareno, l’autrice svela i retroscena di una battaglia secolare. La Regola segreta di san Francesco non è solo la storia di un documento scomparso, ma il racconto vivido di un dramma umano e politico: la lotta impari tra il sogno radicale di un uomo che voleva vivere “senza nulla di proprio” e la realpolitik di un’istituzione millenaria che governava il mondo intero.Barbara Frale, storica e paleografa nota a livello internazionale, dove ha potuto approfondire gli studi sui Templari e la storia della Chiesa direttamente sulle carte originali. Ha collaborato con quotidiani ed emittenti televisive per la realizzazione di servizi e documentari. Autrice di fortunati romanzi storici, tra i suoi numerosi saggi ricordiamo: I Templari e la Sindone di Cristo (il Mulino, 2009), Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (Mondadori, 2011), Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti, 2014) e La congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici (con Franco Cardini, 2017).Per Utet ha pubblicato anche L’inganno del gran rifiuto. La vera storia di Celestino V, papa dimissionario (2013) e La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (2016).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Marina Marazza "Il rosso del re"
Marina Marazza"Il rosso del re"La saga dei BaroloSolferino Libriwww.solferinolibri.itFare sempre di più per la città di Torino, per i suoi miserabili, per le carcerate, per i bambini abbandonati a se stessi: nei primi decenni dell’Ottocento Giulia, marchesa di Barolo, assieme al marito Tancredi, allarga il raggio delle sue attività benefiche. Ma oltre all’impegno e al tempo occorrono sempre più soldi, che possono venire dalle vigne della loro tenuta, dove stanno sperimentando metodi innovativi per produrre finalmente un vino «serbevole», capace di invecchiare, pregiato e dunque redditizio. Un vino che deve conquistare innanzitutto il re Carlo Alberto, l’unico che può davvero decretarne il successo. Certo, il giovane sovrano è distratto da molti altri eventi: un incendio a corte che mette a rischio la vita del suo erede, una presunta medium che sostiene di poter comunicare con la sua defunta madrina e non ultimo i moti e gli attentati dei carbonari, decisi a costruire l’Italia unita, con o senza i Savoia. Giulia e Tancredi rischiano di venir travolti dai venti di libertà e salvano Silvio Pellico, uscito spezzato dallo Spielberg, assumendolo come loro bibliotecario. Ma il caso più caro al cuore di entrambi rimane quello di Angela Agnel, la popolana detenuta per l’assassinio del marito violento: mentre lei è chiusa in carcere, le sue figlie crescono tra amori, ambizioni, tormenti e vere e proprie tragedie.Giulia resta sempre loro accanto, instancabile sostenitrice del diritto di tutte le donne a essere realizzate e felici.La saga di successo dei Barolo continua con un movimentato romanzo corale e ricco di sfumature: amori proibiti, passioni politiche, efferati omicidi, intrighi di corte. Al centro di un’epoca turbinosa, la figura della marchesa di Barolo risalta con tutta la sua forza, la sua modernità e la sua eccezionale umanità.Marina Marazza è specializzata in tematiche di storia, di società e di costume.Collabora con diverse riviste, tra cui «Io Donna».È autrice di romanzi, saggi e narrative non fiction. Tra i titoli usciti con Solferino: “L’ombra di Caterina” (2019), “Io sono la strega” (2020, vincitore del Premio Salgari, del Premio Asti e del Premio Selezione Ban-carella 2021), “Miserere” (2020), “La moglie di Dante” (2021, Premio Internazionale «Il Sigillo di Dante»), “Le due mogli di Manzoni” (2022, vincitore del Premio Acqui Storia), “Il bambino di carta” (2023), “Il segreto della monaca di Monza” (2024) e “Sangue delle Langhe” (2025), il primo volume della saga dei Barolo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Giovanni Bietti "Beethoven. Sinfonia n. 6 Pastorale"
Giovanni Bietti"Beethoven. Sinfonia n.6 Pastorale"ùCarocci Editorewww.carocci.itFra tutte le sinfonie di Beethoven, la Pastorale occupa un posto unico: è la sola a cui il compositore ha voluto dare un esplicito carattere extramusicale attribuendo a ogni suo movimento un titolo che evoca precise sensazioni e ricordi “della vita in campagna”. Con un linguaggio accessibile e chiaro, il volume esamina il contesto storico e artistico nel quale vide la luce e ne analizza la composizione, soffermandosi in particolare sulla diffusione della musica “descrittiva” e sulle strategie compositive con le quali Beethoven riproduce ruscelli, paesaggi e fenomeni naturali attraverso le note. Il lettore potrà così seguire il percorso della Sesta Sinfonia passo dopo passo e, grazie alle tracce audio che corredano il libro, entrare nel vivo di questo capolavoro scoprendone le melodie e i materiali musicali.Giovanni BiettiÈ uno dei migliori divulgatori musicali italiani e voce storica delle Lezioni di musica di rai Radio Tre. Ha pubblicato libri su Beethoven, Mozart, Haydn, Schubert, Verdi e ChopinDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Laura Fusco "Terra di sola andata"
Laura Fusco"Terra di sola andata"Edizioni Ensemblewww.edizioniensemble.itPresentazione di "Terra di sola andata"Mercoledì 22 aprile 2026, ore 18.00Sala delle Colonne, Palazzo Civico, TorinoCon Laura Fusco, Lorenza Patriarca, Livio PartitiCon Survival International Italia Greenpeace ItaliaViaggiatori di sola andata. Su una Terra di sola andata. La bellezza di una natura che ci insegna a (ri)nascere. Il lutto per foreste, ghiacciai, fiumi, che sono parti di noi. La Groenlandia degli Inuit, le foreste pluviali, Hong Kong, le città discariche, l’America latina, la Birmania. Immagini di mondi già senza ritorno e paesaggi che affascinano promettendo “futuri” da rendere possibili, sfidando l’oggi. La voce potente di L’aura, la poetessa Laura Fusco, tradotta in molte lingue e paesi, ridisegna il pianeta e ne trasforma l’agonia in una visione di rinascita. Un canto appassionato alla Terra e una dedica alle donne minacciate o uccise per aver difeso, con essa, la propria dignità. «In un Pianeta travolto dalla nostra furia autodistruttiva, i più fragili sono destinati a cadere per primi. Ma come donne e uomini che a questo Pianeta tengono, possiamo resistere. “Chi sarà il prossimo?” Global Witness ci ricorda che dal 2012 al 2024 sono stati uccisi circa 2253 tra donne e uomini difensori dell’ambiente. Le prossime vittime saremo noi, se non ci uniamo a difendere la nostra, unica, Madre Terra, come scrive la poetessa L’aura nella sua raccolta toccante, che ci riguarda tutti. Insieme possiamo farcela. Dobbiamo».Alessandro Giannì, Greenpeace Italia, Relazioni Istituzionali e ScientificheL’aura (Laura Fusco). Poetessa, regista, drammaturga, “una delle voci più originali della poesia orale”, tradotta in Europa, UK, Asia, US. Nei suoi reading la sua poesia incontra arte, danza e musica su palcoscenici internazionali, ispira concerti, apre festival di cinema. Dà voce con la sua arte alle donne e sostiene campagne per i diritti, l’acqua e l’ambiente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Michela Graziani "Rivisitazioni dell'ebreo e della tradizione biblica"
Michela Graziani, Salomé Vuelta Garcìa"Rivisitazioni dell'ebreo e della tradizione biblica"Nella letteratura e nel teatro italo-iberici (secc. XVI-XVIII)Olschki Editorewww.olschki.itLa rappresentazione dell’ebreo come figura dell’alterità è stata presente nella penisola iberica fin dall’epoca medievale, e sempre da tempi remoti tale figura emergeva nell’immaginario letterario iberico in opere polemizzanti, satiriche o moraleggianti. Ma oltre ai testi teatrali e narrativi stereotipati, scritti da autori di origine non ebraica, esisteva una altrettanto vasta e spesso meno conosciuta letteratura giudaica – prodotta da ebrei italiani, spagnoli o portoghesi, da ebrei convertiti (marrani), o in forma anonima – che permette di studiare da una prospettiva diversa la figura dell’ebreo e la sua cultura. Il presente volume esamina le varie raffigurazioni dell’ebreo per la sua natura multisfaccettata e non univoca, e le rivisitazioni della tradizione biblica in ambito letterario e teatrale italiano, portoghese e spagnolo di epoca moderna.Michela Graziani insegna Letteratura Portoghese e Brasiliana all’Università di Firenze. Tra gli studi di epoca moderna, si segnalano i saggi su autori portoghesi del Cinquecento e Seicento. -Salomé Vuelta García insegna Letteratura spagnola all’Università di Firenze. Le sue ricerche vertono sulla ricezione della letteratura spagnola nell’Italia del Seicento e primo Settecento.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Flora Giuliano D'Errico "La gabbia"
Flora Giuliano D'Errico"La gabbia"Bompiani Editorewww.bompiani.itRoma, 2017. Elettra è una donna insicura, segnata dalla morte del fratello Oreste avvenuta quando lei era ancora bambina. La sua vita è stretta tra le sbarre di gabbie invisibili: l’ostinato silenzio dei suoi genitori, il peso del suo corpo troppo florido, e l’ideologia ereditata dal padre, che lei non ha scelto ma che le consente di lavorare in un ambiente, quello neofascista romano, i cui esponenti hanno raggiunto posizioni amministrative e politiche di prestigio. E proprio attraverso il piccolo giornale in cui lavora, Elettra entra in contatto con Claudio Bonanni detto il Conte, ex picchiatore nero negli anni Settanta, divenuto una carismatica e potentissima eminenza grigia: con lui inizia una storia d’amore travolgente, che la fa fiorire ma al tempo stesso la sconvolge. Roma, 1977. Oreste è un liceale che si avvicina agli ambienti dell’estrema destra con tutta la purezza della gioventù. Mentre la tensione politica aumenta, però, si innamora di Daniela, militante di sinistra, e apre gli occhi su quello che per lui conta davvero. Oreste e Daniela hanno tutta la vita davanti, ma sono giovani e innamorati nel momento sbagliato... Sullo sfondo di una Roma tragica – quella degli anni di piombo ma anche quella recente del sovranismo che ritorna –, Flora Giuliano D’Errico ci racconta il bene e il male attraverso gli occhi di una protagonista dolente, che non a caso porta il nome di un’eroina antica. E scrive un romanzo nel quale risuonano gli echi di un passato con il quale i conti sono ancora aperti, ma che al tempo stesso celebra il coraggio di chi, anche al prezzo più alto, vuole cercare giustizia, spezzare ogni gabbia, vivere la libertà. “Può immaginarli insieme, Oreste e Daniela. Sono talmente giovani da darle una fitta al cuore. Tutti, persino Claudio, erano troppo giovani. Ragazzini andati nel mondo come adulti. Ha ammirato quella generazione, l’ha creduta per tanto tempo migliore della propria. Ma oggi sa che nessuna lo è. Ognuna paga il prezzo di quella precedente.”Flora Giuliano D'ErricoNata e cresciuta a picco sul mare di Napoli, si è poi trasferita a Roma, dove vive da molti anni. Ė laureata in Lettere e insegna nel liceo. La gabbia ha ricevuto la menzione speciale al Premio Calvino 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Francesco Zani "Come ti difendi"
Francesco Zani"Come ti difendi"Mondadori Editorewww.mondadori.it“Sentirsi addosso la responsabilità di far parte di una famiglia e dover compiere lo stesso destino” è ciò che accomuna le vite di Sergio e Armando. Li conosciamo ragazzi, negli anni Settanta, in un borgo di pescatori. Li seguiamo mentre cercano una strada che li porti a diventare chi sono, fino agli anni Duemila, fino al crocevia. Sergio, ultimo erede di una dinastia di pescatori di tonni del mar Adriatico, porta il peso ineluttabile del mestiere di famiglia. Armando, giovane promessa del tennis, consuma i campi alla ricerca di uno spazio per sentirsi libero. Due uomini che crescono a una grande distanza, dibattendosi come pesci nella rete della provincia sonnacchiosa. Intorno a loro un paesaggio pieno di voci, personaggi, colori che fanno apparire un paese di poche strade grande quanto il mondo. Quasi un coro felliniano, ad animare la storia su cui svetta il memorabile Messico, che pedala instancabile avanti e indietro tra una vicenda e l’altra e interroga i protagonisti, «Ma tu, come ti difendi?». Francesco Zani inventa una voce e reinventa un luogo con incantata e ruvida sapienza, come se il mondo ricominciasse da lì, da lui. Con noi.Francesco Zani è nato a Cesena nel 1991. Dopo la laurea in Filosofia, ha studiato Editoria e Scrittura. Ha lavorato e scritto per la televisione e il teatro e adesso collabora con il podcast Tintoria. Scrive per “La Stampa”, “Rivista Studio” e “Rivista Undici”. Cura il programma di alcuni festival culturali. Nel 2023 è uscito Parlami (Fazi Editore), il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Cinzia Cognetti "Note a margine del mio dolore"
Cinzia Cognetti"Note a margine del mio dolore"Harper Collinswww.harpercollins.itQuando Eva, giovane praticante avvocata a Roma, è costretta a tornare a Bari perché il padre ha deciso di vendere la villa di famiglia, la morte della madre Ambra riemerge in modo dirompente.A casa, l’odore è lo stesso di sempre, e a Eva sembra di sentire ancora lo schiocco del bacio di sua madre sulla fronte, l’acciottolio dei bicchieri che impilava nel pensile, la voce di lei che la chiama. Ora Eva deve scegliere cosa buttare, cosa conservare. Gonne, giacche in tartan, pantaloni di seta, abiti sapientemente cuciti dalle mani agili di Ambra. E in fondo all’armadio, un diario nascosto rivela un amore segreto e un passato che Eva non sapeva esistesse, intrecciato con un uomo di nome Fabio e con gli orrori dell’assedio di Sarajevo. Il nome di quell’uomo sconosciuto diventa per Eva un mistero e una soglia, l’inizio di un viaggio dentro una storia che non le è stata mai raccontata, ma che esisteva ben prima di lei.Eva, però, non è sola. Accanto a lei c’è Valentina, conosciuta al Vanilla Lips, un labirinto di velluto e luci soffuse in cui valgono regole diverse da quelle del giorno. Ed è proprio qui, in questo luogo ai margini, che prende forma un legame tra donne fatto di ascolto e responsabilità reciproca, uno spazio di fiducia in cui Eva imparerà a riconoscersi.Nel suo romanzo d’esordio, Cinzia Cognetti, con una scrittura vivida ed evocativa, firma una storia di formazione intensa e luminosa, in cui il lutto e il dolore sono il varco attraverso cui costruire la propria identità. Diventare adulti, sembra dirci, significa accettare che le persone che amiamo non coincidano con il nostro racconto di loro. E solo riconoscendone il mistero possiamo, forse, riconoscere noi stessi.Cinzia Cognetti è pugliese e vive a Bari. Fa il suo esordio letterario nel 2010 con lo pseudonimo di Alexis C. ed è tra i vincitori del concorso di microletteratura indetto da Feltrinelli Editore.Nel 2017 crea il blog “Living 108”, in cui intervista esponenti del mondo della cultura, e nel 2018 pubblica la raccolta di racconti Scatole nere con Les Flaneurs Edizioni di Bari.Dal 2022 è editorialista per il magazine «Amazing Puglia» e nel 2024 è tra i vincitori del concorso “18 anni di Gelsorosso”.Ha scritto svariati racconti pubblicati in antologie e testate giornalistiche non solo nazionali.Nel corso degli anni ha sempre partecipato attivamente a eventi letterari in librerie, programmi televisivi, trasmissioni radio e festival, non solo come scrittrice ma anche in veste di direttrice artistica, intervistatrice o ospite.È docente di scrittura creativa ed editor.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Giulia Della Cioppa "La mancina"
Giulia Della Cioppa"La mancina"Bompiani Editorewww.bompiani.it“Molto di quello che so l’ho imparato in un recinto, un rettangolo perimetrato da una rete d’acciaio, verde e spessa, che si intrecciava in lungo e in largo in triangoli annodati come carte di caramelle. A terra linee bianche e intersezioni, angoli e corridoi tracciati su una superficie lenta e terrosa, o così liscia e veloce da ricordare il ghiaccio. Nel campo ho passato anni a decifrare le intenzioni sulla faccia di mio padre. Se ne stava fuori dalla recinzione con le mani in preghiera, mi guardava colpire e scivolare, rintanarmi negli angoli per riprendere fiato.” Aleni è una bambina quando entra per la prima volta in un campo da tennis. Il suo corpo impara presto a misurarsi con quella geometria fatta di disciplina e ritualità, e comincia a plasmarsi come argilla sulla terra rossa. Muoversi dentro le regole feroci del tennis è per Aleni un modo per chiudere fuori l’universo delle relazioni, misterioso e conturbante come il corpo del gatto rosso che una volta ha trovato in giardino, e rimanere soli tra la terra e il cielo, sotto gli occhi di un padre convinto che lei sia una predestinata. Ma nonostante la tenacia con cui si allena, Aleni cova dentro di sé una forza centrifuga, una tentazione all’altrove che si manifesta nella sua indole selvatica e, forse, anche in un dettaglio che la rende speciale: è mancina. Attingendo al vissuto autobiografico di una stagione di impegno agonistico nel tennis, Giulia Della Cioppa racconta con voce ferma una formazione fatta di allenamenti, tornei, sponsor, sogni, vittorie, sconfitte. Ci conduce in un viaggio letterario dentro il corpo di un’atleta e la sua devozione assoluta, esaltante e distruttiva al tempo stesso. E, sullo sfondo di un sud abbacinante e immobile come il fondale di un mito, fa del tennis un filtro attraverso cui misurarci con il nostro desiderio di essere riconosciuti e con quello, tanto più esigente, di dare tregua al corpo per liberarsi.Giulia Della Cioppa è nata a Caserta nel 1996. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla rivista Il primo amore. Nel 2023 ha pubblicato Ventre (Alter Ego Edizioni).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Francesco Viliani "Il ponte di Barbiana"
Francesco Viliani, Sara Cimarosti"Il ponte di Barbiana"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.itTra i boschi del Mugello, a Barbiana, c’è una piccola scuola di montagna dove don Lorenzo Milani accoglie i ragazzi che la scuola tradizionale ha lasciato indietro.Ogni giorno Luciano attraversa il bosco per raggiungerla. Per arrivare alla scuola deve passare su un tronco appoggiato sopra un torrente. È il suo cammino quotidiano, finché un mattino il piede scivola e Luciano cade nell’acqua gelida.È lui a bagnarsi, ma alla scuola di Barbiana si impara che il problema di uno riguarda tutti.Per don Milani quell’incidente diventa una lezione concreta: non basta studiare, bisogna imparare a cambiare le cose. Insieme ai suoi ragazzi trasforma allora l’accaduto in un percorso di pensiero, responsabilità e partecipazione, finché saranno pronti ad andare in Comune a chiedere la costruzione di un ponte.Ispirato a una storia vera raccontata da Michele Gesualdi, tra i primi allievi di don Milani, Il ponte di Barbiana mostra come dalla cura per uno possa nascere un ponte tra i ragazzi e il loro diritto allo studio.Dall'autore di Ci sono maestre, ci sono maestri e dall'illustratrice di Flora, la staffetta partigiana, un nuovo illustrato che racconta ai più piccoli una storia vera di scuola, coraggio e diritti.Età di lettura dai 6 anni.Francesco VilianiLaureato in Scienze della formazione, è maestro di scuola primaria. Da sempre appassionato di letteratura per l’infanzia, dopo aver frequentato la Scuola di Teatro di Calenzano, si è specializzato in letture sceniche per bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nel 2024 ha pubblicato con Lapis Ci sono maestre, ci sono maestri, un titolo amatissimo da insegnanti, genitori, alunni.Sara CimarostiNata a Mantova nel 1973, lavora anche come grafica freelance. Dopo il diploma all'Istituto d'Arte, ha proseguito gli studi all'ISIA di Urbino, specializzandosi in Progettazione grafica. Oggi vive a Bologna, da dove collabora con importanti case editrici, come Zanichelli e Feltrinelli Scuola. È docente di Illustrazione presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. Ha illustrato numerosi libri per bambini e ragazzi, tra cui Una bella Resistenza di Daniele Aristarco, pubblicato da Mondadori nel 2023. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mirna Mastronardi "Sarò la tua voce"
Mirna Mastronardi"Sarò la tua voce"La storia di Dea e il dolore di una generazioneMondadori Editorewww.mondadori.itIl 4 ottobre 2024 Dea, l’unica figlia di Mirna, si toglie la vita a soli quindici anni. Un gesto inaspettato, che sconvolge l’esistenza di Mirna in modo irreparabile. Sprofondata nel dolore, Mirna vive un tempo sospeso, in balia dei sensi di colpa e degli interrogativi che Dea ha lasciato dietro di sé. Così, nel tentativo di trovare un senso a questa nuova vita senza di lei, inizia a scriverle. Un racconto intimo e coraggioso, che segue a ritroso le loro impronte, di madre e di figlia, tra le difficoltà di vivere in una piccola frazione della Basilicata, i sacrifici di una mamma single, la paura della malattia e l’amore indissolubile che lega Dea alla sua famiglia. Attraverso i ricordi di Mirna, la voce di Dea ci parla. Ci racconta la spensieratezza di una bambina intelligente, buffa e generosa, e la dolce fragilità di un’adolescente alla ricerca della propria identità. Ma ci svela anche un mondo sotto la superficie, fatto di solitudine e insicurezze, di disegni inquietanti e contenuti online che alimentano l’autolesionismo, amplificando le vulnerabilità dei più giovani. Mentre raccoglie i tasselli della storia di Dea, Mirna scopre il suo nuovo cammino: fonda l’associazione “Dea per sempre”, per proteggere i ragazzi più fragili e denunciare i pericoli invisibili che li circondano. Perché se lei non è riuscita ad aiutare in tempo sua figlia, forse sarà proprio la storia di Dea ad aiutare chi, come lei, è sprofondato nel buio. E a riaccendere una luce.Mirna Mastronardi è nata e cresciuta in provincia di Matera. Giornalista pubblicista fino al 2022, prima della nascita di Dea ha lavorato per «il Quotidiano della Basilicata» e il Tg di BluTv. Dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, ha promosso la creazione dell’associazione “Agata – Volontari contro il cancro” e, per il suo impegno, nella primavera del 2023 è stata nominata cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella. Nel 2024, dopo la perdita di sua figlia, ha fondato l’associazione “Dea per sempre”, per provare a tendere una mano agli adolescenti e alle loro famiglie e per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui temi del disagio giovanile e della prevenzione del suicidio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Gabriele Sol "Vivi in tre dimensioni"
Gabriele Sol"Vivi in tre dimensioni"Un saggio, un manuale, un'esperienzaMind Edizioniwww.mindedizioni.comE se la tua vita avesse semplicemente bisogno di essere riallineata? Vivi in Tre Dimensioni è un invito ad armonizzare ciò che spesso procede separato: Essere, Sentire-Pensare e Agire. E a intraprendere un intenso viaggio attraverso nuove consapevolezze, con l’impiego di strumenti concreti. È arrivato il momento di allineare le tue Tre Dimensioni per compiere un radicale salto evolutivo. Riconnettiti a ciò che sei e trova il tuo spazio nel mondo!Vivi in Tre Dimensioni ti accompagna in un profondo percorso di consapevolezza orientato all’allineamento tra ciò che sei, ciò che senti e pensi e ciò che fai, con un approccio che riprende in chiave evolutiva l’originario concetto di psyché. Essere, Sentire-Pensare e Agire divengono così piani interconnessi. Neuroscienze, filosofia, coaching e tradizioni sapienziali si intrecciano dando vita a una visione coerente e accessibile, capace di restituire senso, direzione e centratura. Alla cornice concettuale si affianca una ricca dimensione esperienziale: contenuti audio, esercizi trasformativi, mappe visuali e pratiche guidate ti condurranno attraverso un potente lavoro su focus, intenzione e presenza. Concepito come un saggio, un manuale e un’esperienza, Vivi in Tre Dimensioni ti incoraggia a smettere di rincorrere obiettivi privi di valore per costruire un progetto di vita fondato su autenticità e coerenza interiore. Un libro per chi desidera crescere esplorando territori sorprendenti.Gabriele Sol è master mental coach, formatore e divulgatore. Da oltre trent’anni esplora il funzionamento dell’essere umano nei suoi snodi fondativi: identità, consapevolezza e scelta. Un percorso che attraversa mondi diversi – lo sviluppo personale, la comunicazione, lo sport, la leadership e confluisce in una visione unitaria. Fondatore e direttore scientifico della Three Dimensional Coaching® Academy e presidente dell’Associazione 3D Coaching Italia, ha ideato il Three Dimensional Coaching® , approccio evolutivo che invita ad armonizzare Essere, Sentire-Pensare e Agire, restituendo coerenza al progetto di vita e profondità all’azione. Nel suo lavoro neuroscienze, coaching, filosofia, suggestioni quantistiche e tradizioni sapienziali si uniscono a uno stile radicato nell’esperienza diretta, per tradurre concetti complessi in strumenti vivi, capaci di ispirare e trasformare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Paolo Calvino "Binari imprevedibili"
Paolo Calvino"Binari imprevedibili"Quattordici racconti in movimentoFusta Editorewww.fustaeditore.itC’è un momento in cui una linea ferroviaria smette di essere solo una tratta e diventa una promessa: quella di incontrare qualcuno, o qualcosa, che non avevi previsto. Da qui nasce Binari imprevedibili: quattordici racconti ispirati al ritorno del treno tra Savigliano, Saluzzo e Cuneo, un viaggio breve ma capace di spalancare mondi. Ogni storia è una carrozza: pendolari e sognatori, ricordi che riaffiorano, desideri che ripartono, coincidenze che cambiano rotta. Il tempo si piega tra una fermata e l’altra. Questo libro è un invito a prendere posto. Perché il treno fa una cosa che la strada non sa fare: ti mette accanto agli altri.I racconti sono stati scritti da Gianni Audisio, Filippo Bessone, Paolo Calvino, Michele Cerutti, Serena Covella, Marco Craveri, Pierfrancesco Di Noia, Cinzia Dutto, Giorgio Enrico Bena, Alessandra Gondolo, Luisa Pessina, Sergio Racca, Roberto Rossi Precerutti, Sergio Soave.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Adele Costanzo "Luna di carne" Gabriele Galloni
Adele Costanzo"Luna di carne"Gabriele GalloniChi Più Ne Art Edizioniwww.chipiuneartedizioni.euLa presente raccolta, costituita in buona parte da testi finora inediti, vuole essere una testimonianza del precocissimo, audace e straordinario talento di Gabriele narratore.Perché cercare e immaginare l’opera sua in un futuro che non c’è, quando c’è un passato in cui ha scritto tanto, tantissimo, senza scendere mai da un livello per altri inimmaginabile?Roberto RennaGabriele Galloni (Roma, 1995-2020), frequenta l’Istituto Cine TV R.Rossellini e dopo il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere moderne. Pubblica su siti letterari testi narrativi, drammaturgici e poetici e nel 2015 l’atto unico Superfici è inserito da ChiPiùNeArt Edizioni nell’antologia teatrale Artigogolo 2015. Le raccolte poetiche Slittamenti (Augh 2017), In che luce cadranno (RPlibri 2018), Creatura breve (Ensemble 2018), L’estate del mondo (Marco Saya Edizioni 2019) e le liriche de La luna sulle case popolari (ChiPiùNeArt 2021) sono confluite nel volume Sulla riva dei corpi e delle anime (Crocetti 2023). Ricordiamo inoltre la raccolta postuma Bestiario dei giorni di festa (Ensemble 2021). Per la narrativa ha pubblicato Sonno giapponese (racconti, Italic Pequod 2019). Ha curato la rubrica Cronache dalla fine. Dodici interviste con malati terminali per la rivista Pangea (2018). Ha vinto numerosi premi letterari ed è stato tradotto in diverse lingue.Adele Costanzo è nata in Calabria, ma vive a Roma. Laureata in Filosofia, sposata, due figli, insegna presso l’Istituto Cine TV Rossellini e si dedica alla scrittura da alcuni anni. Ha pubblicato la raccolta di racconti L’isola di Paris, 2009 e il romanzo Cronache della città capovolta, 2011, con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Di entrambe le opere, pubblicate con il marchio PerroneLab, ha poi rilevato i diritti e alcuni racconti sono attualmente distribuiti in ebook. Il Grand Tour è risultato secondo al Premio al Premio Kultural ed è stato successivamente segnalato al Premio Calvino 2014.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Leonardo Piccione "Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico"
Leonardo Piccione"Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itAl largo della costa settentrionale dell’Islanda, là dove si celebra l’unico incrocio tra il Circolo Polare Artico e il territorio islandese, c’è un’isola piccola e misteriosa: Grímsey. Abitata da molti più uccelli che persone, è stata definita «il più ignoto degli insediamenti islandesi, che la nebbia delle epoche passate ha conservato come un oggetto da collezione». Leonardo Piccione ha trascorso a Grímsey diversi mesi, alternando l’esperienza della solitudine alla condivisione della vivace quotidianità di una comunità di pescatori a rischio di estinzione. Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico è il multiforme resoconto di un’avventura ai confini del mondo, in cui si succedono incontri, camminate, partite a scacchi, ricette per preparare il merluzzo e soprattutto storie, tra le quali si staglia quella di Daniel Willard Fiske, un pittoresco bibliofilo ottocentesco che è ancora oggi il riverito “patrono” di Grímsey, e che di questo libro finisce con il diventare il coprotagonista.Ricomposto lo sguardo in un ghigno inquisitore, lo sportellista mi sottopose due quesiti, un paio di interrogativi taglienti come il vento del Nord: «Che vai a farci a Grímsey? Non hai sentito che perfino Dio li ha abbandonati?»Leonardo Piccione (1987) è nato in pieno inverno a Corato. Dopo un dottorato di ricerca in Scienze Statistiche ha pensato fosse il momento di affiancare ai numeri le parole. Autore di reportage narrativi e sportivi per diverse riviste cartacee e digitali, è stato al seguito di sette Giri d’Italia. Coltiva da tempo un rapporto d’elezione con l’Islanda, terra che ha raccontato ne Il Libro dei vulcani d’Islanda (Iperborea 2019). È autore anche di Tutta colpa di Venere (Neri Pozza 2022) e di Insegnare a nuotare a una foca (Utet 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Renato Pettoello "Il giovane Goethe" Ernst Cassirer
Renato Pettoello"Il giovane Goethe"Ernst CassirerMorcelliana Editricewww.morcelliana.netIn fuga dalla Germania nazista, Ernst Cassirer trova riparo in Svezia e lì, all’Università di Göteborg, tra il 1940 e il 1941, realizza il sogno di tenere un corso su Goethe. Nelle lezioni qui proposte, rinuncia allo sguardo del filosofo e del filologo, per condurre chi ascolta alla scoperta di Goethe uomo e artista, con luci e ombre, lasciando parlare il più possibile le sue opere: Götz von Berlichingen, I dolori del giovane Werther e la prima stesura del Faust, le poesie, gli scritti autobiografici e scientifici, le lettere e i diari. Ripercorrendo l’evoluzione della personalità di Goethe fino ai ventisei anni, le sue esperienze di vita e il modo in cui queste hanno trovato espressione in letteratura, Cassirer svela il legame profondo che sente con un genio la cui grandezza non è sminuita dal suo essere, prima di tutto, uomo. Così, di fronte alle nubi che si addensano sul futuro, grazie a Goethe egli sente lontani «il peso e la cupa oppressione dell’esistenza» e si rischiara «il buio in noi e attorno a noi».Ernst Cassirer (1874-1945) è stato uno dei maggiori filosofi del Novecento. Tra le sue opere nel catalogo Morcelliana ricordiamo: Goethe e il mondo storico. Tre saggi (2025 2ed.); Descartes. Dottrina, personalità, impatto (2024); Natura e filosofia in Descartes, Leibniz e Spinoza. Lezioni e conferenze 1933-1937 (2023); Il concetto di sostanza e il concetto di funzione (2018).Renato Pettoello, ordinario di Storia della filosofia all’Università di Milano, per Scholé ha pubblicato (con N. Moro) Dizionarietto di tedesco per filosofi (20182) e curato l’edizione di I. Kant, Prolegomeni ad ogni futura metafisica che possa presentarsi come scienza (2018). Presso Morcelliana ha curato la traduzione di Kant spiegato a Napoleone (2019) di Ch. de Villers e di opere di Cassirer, Simmel, Kroner e Gilson.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sara Belancini "Ellis"
Sara Belancini"Ellis"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.itPer quante miglia si può viaggiare per inseguire un sogno?Quanta vita si può chiudere in una valigia?Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, milioni di persone attraversano l’oceano lasciandosi alle spalle tutto ciò che conoscono. Ad accoglierle c’è un’isola: Ellis Island.E questa volta è lei a raccontare.Con voce solenne, dolce e a tratti amara, Ellis ricorda ciò che ha visto: volti stanchi e pieni di speranza, lingue che si intrecciano, bambini smarriti, attese sospese. Racconta i sogni trattenuti, le visite mediche, le separazioni, le possibilità che si aprono — o si spezzano — oltre una porta.Il testo di Sara Belancini, lirico e potente, restituisce tutta la complessità di un’esperienza collettiva trasformandola in racconto intimo. Le illustrazioni di Aneta Lukianska, dense ed evocative, danno forma a una moltitudine di storie: volti, gesti, attese che restano impressi e accompagnano la lettura.Pagina dopo pagina prende forma un racconto corale e intimo allo stesso tempo, in cui la grande Storia si intreccia alle storie di milioni di vite. La memoria si fa voce, e la voce si fa esperienza viva, capace di parlare a lettrici e lettori di ogni età.Ellis Island non è solo un luogo: è uno sguardo che ha incrociato speranza, paura, forza di ricominciare.Non è una storia del passato: è qualcosa che ancora oggi ci riguarda.E ci chiede di non voltare lo sguardo.Età di lettura dai 5 anniSara BelanciniSi definisce un’amante delle parole a tutto tondo. Da anni lavora dietro le quinte come editor, correttrice di bozze e grafica editoriale. Il suo ultimo albo, Il signor Salvatempo, è pubblicato da Il Gatto Verde Edizioni.Aneta LukianskaPluripremiata artista di origine polacca, vive nel Regno Unito. Prima di conseguire un Master in Illustrazione alla Falmouth University, ha lavorato come medico nell’ambito della salute mentale. Le sue opere, frutto dell’incontro tra tecniche digitali e analogiche, le hanno valso un posto tra i vincitori della Mostra Illustratori della Bologna Children’s Book Fair.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Erica Cassano "Duramadre"
Erica Cassano"Duramadre"Garzanti Editorewww.garzanti.itIl primo giorno di scuola, Celeste entra in aula e non trova nessuno ad aspettarla. Nessun bambino. Nessuna famiglia ha avuto il coraggio di mandare i figli dalla nuova professoressa: una donna, nubile, quasi quarantenne, venuta da Napoli. In quel paese della Calabria basta un dettaglio per segnarti, uno sguardo per condannarti. Celeste è arrivata lì per amore. Credeva che accanto a Tonio avrebbe trovato un approdo sicuro. Invece anche nella nuova casa nessuno la vuole: la madre la sopporta appena, le sorelle la escludono e persino Tonio, giorno dopo giorno, sembra sfuggirle. A tratti Celeste non lo riconosce. A tratti non riconosce nemmeno sé stessa. Fuori, l’Italia corre verso il boom economico: arrivano i telefoni, cresce la speranza. Ma non lì. Non in quella terra aspra e dura come una madre che non perdona. Non in quel paese immobile, dove una maledizione grava sulla famiglia di Tonio. Celeste è un corpo estraneo: troppo moderna, troppo diversa. Più volte è tentata di andarsene. Eppure, lei ha passato la vita a cavarsela da sola. È fatta per resistere, non per fuggire. Ma questa volta porta in sé una verità che non ha avuto il coraggio di confidare a Tonio. Una verità che potrebbe cambiare ogni cosa. E che presto non potrà più restare taciuta.Con La Grande Sete Erica Cassano è diventata un’autrice rivelazione. Il romanzo ha esordito primo in classifica. Tutti i lettori ne hanno parlato per mesi dando vita a un passaparola senza fine. Dopo aver conquistato la fiducia dei librai e il plauso della stampa, Erica torna con un libro che cala una protagonista controcorrente in un paese pieno di mormorii, in una famiglia dove nulla è come sembra, in una tradizione che esclude il nuovo. Celeste vuole essere accettata per quello che è, ma allo stesso tempo è spaventata. Accanto a lei, Tonio sta cercando la sua strada, ma le sue radici lo ostacolano. Una storia sulle curve lungo il cammino per diventare sé stessi. E sulla forza per superarle.Erica Cassano è nata a Maratea (PZ) il 19 agosto del 1998. È cresciuta tra Tortora Marina e Praia a Mare, ha vissuto a Napoli, Parigi, Torino. Attualmente abita a Genova. Quando le chiedono da dove viene la risposta è: una somma di tutti questi luoghi. Dopo il liceo classico ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la magistrale in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Ha frequentato un master in scrittura e narrazione a Torino. Ama ciò che riguarda i libri, l’arte, la fotografia e i gatti, di cui si è sempre circondata. Per Garzanti ha pubblicato anche La Grande Sete (2025). Duramadre è il suo secondo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Marica Branchesi "Ascoltare l'universo dal sottosuolo"
Marica Branchesi"Ascoltare l'universo dal sottosuolo"Biennale Tecnologiawww.biennaletecnologia.itBiennale Tecnologia, TorinoGiovedì 16 aprile 2026, ore 12:00Incontro con Marica Branchesi, Michele Punturo"Ascoltare l'universo dal sottosuolo"https://www.biennaletecnologia.it/evento/ascoltare-luniverso-dal-sottosuolo/Sotto le montagne della Sardegna potrebbe nascere il più grande osservatorio di onde gravitazionali al mondo. Si chiama Einstein Telescope e cambierà il modo in cui esploriamo il cosmo. Marica Branchesi e Michele Punturo raccontano come e perché l’Europa sta costruendo un orecchio puntato sull’universo.Marica Branchesi è Professoressa ordinaria di Astrofisica presso il Gran Sasso Science Institute e membro corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana e ricercatrice associata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.È coordinatrice dell’Observational Science Board dell’Einstein Telescope, che sviluppa il programma scientifico del futuro osservatorio di onde gravitazionali di nuova generazione. Ha contribuito alla prima osservazione delle onde gravitazionali nel 2015 e ha avuto un ruolo di primo piano nella nascita dell’astronomia multimessaggera, che combina onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica e particelle.Per questo motivo è stata inclusa dalla Nature nella lista annuale delle dieci persone che hanno avuto il maggiore impatto sulla scienza nel 2017 e dalla Time nella lista annuale delle 100 persone più influenti al mondo nel 2018. Nel 2025 è tra i sei vincitori del prestigioso premio europeo di ricerca Into Change European Research Award per la scoperta di come si formano gli elementi pesanti nell’Universo.Einstein Telescopehttps://www.einstein-telescope.it/einstein-telescope/È uno dei principali progetti di ricerca europei con impatto scientifico di livello mondiale, e l’Italia è candidata a ospitarlo in Sardegna nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese. Si tratta della grande infrastruttura sotterranea per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione. ET sarà in grado di osservare un volume di universo almeno mille volte maggiore rispetto agli attuali strumenti di seconda generazione, gli interferometri LIGO negli Stati Uniti e Virgo in Italia, le cui collaborazioni scientifiche hanno osservato per la prima volta, nel 2015, le onde gravitazionali, previste cento anni prima da Albert Einstein. La scoperta è stata premiata con il Nobel per la fisica nel 2017.Einstein Telescope si chiama così perché è uno strumento che servirà a “osservare” le onde gravitazionali che arrivano sulla Terra dallo spazio profondo. È dedicato ad Albert Einstein, che per primo ne ipotizzò l’esistenza, come conseguenza della sua teoria della relatività generale. In realtà, ET, più che in osservazione, sarà in ascolto dell’universo, perché le onde gravitazionali è come se fossero la voce, l’eco dei più estremi eventi astrofisici che accadono nel cosmo, come la coalescenza di buchi neri o di stelle di neutroni, o le esplosioni di supernovae.Il progetto ET prevede la costruzione di una grande infrastruttura sotterranea che ospiterà un rivelatore di onde gravitazionali tra i 100 e i 300 metri di profondità per preservarlo in condizioni di “silenzio”, isolandolo dalle vibrazioni prodotte sia dalle onde sismiche, sia dalle attività umane, che costituiscono quello che viene chiamato “rumore”, in quanto fonte di disturbo per le misure che ET dovrà realizzare.L’idea di progetto di ET si fonda sui successi da Nobel di Virgo e LIGO che, grazie alle osservazioni realizzate dal 2015, anno della scoperta delle onde gravitazionali, ad oggi, hanno rivoluzionato il nostro modo di studiare l’universo, aprendo l’era dell’astronomia gravitazionale – lo studio dei corpi celesti e del cosmo attraverso le onde gravitazionali – e dell’astronomia multimessaggera – lo studio dello stesso fenomeno astrofisico attraverso le informazioni provenienti da più messaggeri cosmici: onde gravitazionali, radiazione elettromagnetica, neutrini. Le scoperte sulle onde gravitazionali, di cui l’Italia è stata protagonista grazie all’esperimento Virgo, che si trova allo European Gravitational Observatory (EGO) vicino a Pisa, hanno reso questo settore della ricerca fondamentale uno dei più promettenti.Rispetto agli attuali interferometri, ET osserverà un volume di universo circa mille volte maggiore e, per le prospettive che potrà aprire in termini sia di nuove conoscenze scientifiche, sia di innovazione tecnologica, è ritenuto un progetto di punta a livello internazionale, tanto da essere incluso nella Roadmap di ESFRI 2021 (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie ad una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.Einstein Telescope è un progetto di ricerca fondamentale e dunque la sua missione primaria e prioritaria è di carattere scientifico: il suo obiettivo è la conoscenza, è studiare l’universo con le onde gravitazionali, attraverso la sua storia, ripercorrendola indietro nel tempo fino all’epoca in cui è comparsa la luce, per capirne l’origine, come si è formato ed evoluto e quale sarà il suo futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Maria Rosaria Taddeo "L’etica per il futuro delle democrazie digitali"
Maria Rosaria Taddeo"L'etica per il futuro delle democrazie digitali"Biennale Tecnologiawww.biennaletecnologia.itDomenica 14 aprile, 2026Biennale Tecnologia, TorinoIncontro con Maria Rosaria Taddeo e Guido Saraccohttps://www.biennaletecnologia.it/evento/letica-per-il-futuro-delle-democrazie-digitali/Nelle nostre democrazie, il digitale è oramai un’infrastruttura imprescindibile che ne modifica processi produttivi, dinamiche sociali, cultura e arte, a volte anche valori e diritti fondamentali. Queste trasformazioni sono profonde, portano nuove opportunità ma anche rischi. Il digitale può far bene e male allo stesso tempo all’ambiente, ai processi democratici, alla stabilità internazionale. In questa lectio, la celebre filosofa dell’Università di Oxford, Mariarosaria Taddeo, discuterà del ruolo strategico dell’etica dell’intelligenza artificiale per guidare la trasformazione delle democrazie digitali e assicurarci che questa porti a democrazie giuste e pluraliste, promotrici di stabilità e sostenibilità.Mariarosaria Taddeo è professoressa di Etica digitale e Tecnologie della difesa presso l'Oxford Internet Institute dell'Università di Oxford, dove dirige il gruppo di ricerca su Etica digitale e Tecnologie della difesa. È autrice del volume The Ethics of Artificial Intelligence in Defence (Oxford University Press). Dal 2020 è membro del Comitato consultivo sull'etica presso il Ministero della Difesa del Regno Unito.La sua ricerca è stata pubblicata su riviste scientifiche di primo piano come Nature, Nature Machine Intelligence, Science e Science Robotics. Il suo lavoro si concentra principalmente sull'analisi etica dell'intelligenza artificiale, sull'etica dell'IA nella difesa nazionale, sulla sicurezza informatica, sui conflitti cibernetici e sull'etica dell'innovazione tecnologica nell'era digitale.Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 2023 il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella le ha conferito il titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ha inoltre ricevuto il Simon Award per la ricerca eccellente in informatica e filosofia nel 2010 e il World Technology Award per l'etica nel 2016. Nel 2018 InspiringFifty l'ha inclusa tra le 50 donne italiane più influenti nel settore tecnologico e ORBIT l'ha inserita tra le 100 donne più rilevanti a livello globale nell'etica dell'IA. Nel 2020 è stata inoltre nominata tra i dodici "Outstanding Rising Talents" dal Women's Forum for Economy and Society.Dal 2016 è direttrice delle riviste Minds & Machines (SpringerNature) e Philosophical Studies Series (SpringerNature).Maria Rosaria Taddeo"Codice di guerra"Etica della Intelligenza Artificiale nella difesaRaffaello Cortina Editorewww.raffaellocortinaeditore.itLa digitalizzazione della difesa nazionale, iniziata con la prima guerra del Golfo, ha trovato nella guerra in Ucraina il suo punto di non ritorno. In questi anni è diventato evidente che la grande quantità di dati che produciamo ogni giorno unita all’intelligenza artificiale (IA) ha una notevole importanza nei processi decisionali e operativi della difesa e sicurezza nazionale: dall’intelligence alle operazioni cibernetiche a quelle cinetiche (i veri e propri combattimenti). Tuttavia, al potenziale dell’IA si accompagnano seri rischi etici, sociali e legali, che spaziano dalle difficoltà di attribuire la responsabilità per le azioni compiute dai sistemi IA alla loro limitata predicibilità e sicurezza, al problematico rapporto tra uso dell’IA nella difesa e Teoria della Guerra Giusta. Se la difesa è il banco di prova del rispetto dei valori democratico-liberali, l’adozione dell’IA in questo settore non può prescindere da una valutazione di tipo etico per un suo sviluppo responsabile.Mariarosaria Taddeo presenta un’analisi concettuale e sistematica dei problemi che derivano dall’uso dell’IA, aprendo il dibattito su opportunità e rischi per la difesa e offrendo raccomandazioni pratiche a decisori politici e professionisti. Perché senza una governance etica dell’IA sarà impossibile mitigarne la pericolosità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mariolina Bertini "Adieu" Honoré de Balzac
Mariolina Bertini"Adieu"Honoré de Balzacil ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itEstate del 1819. Nel parco di un antico convento in rovina nel cuore dell’Île de France un’apparizione folgora due cacciatori di passaggio: una donna misteriosa e bellissima, dai lunghi riccioli incolti e dal pallore spettrale, che sembra incarnare la natura selvaggia del luogo. Il suo passato è una storia d’amore, di follia e di morte che condurrà il lettore in Russia, sulle rive della Beresina, facendogli rivivere la disfatta e la tragica ritirata dell’esercito napoleonico. “Adieu” è uno dei racconti della Commedia umana in cui più completamente viene in luce la complessità e la ricchezza del genio di Balzac. Vi troviamo il romanziere che gareggia con i pittori suoi contemporanei nella rappresentazione dell’“armonioso disordine” di un paesaggio fiabesco. Accanto a questo Balzac dall’ispirazione tutta visiva c’è il “grande storico” caro a Baudelaire, attento a raccontare la ritirata di Russia traducendo fedelmente in immagini il racconto di testimoni e memorialisti. E c’è infine il Balzac appassionato ai misteri della scienza, che si interroga sul linguaggio segreto della follia e sui rapporti tra la vita delle nostre emozioni e la forza del pensiero.«La donna si lasciò sfuggire un grido di dolore e si alzò del tutto. I suoi movimenti si succedevano con tanta grazia ed erano così rapidi che non pareva una creatura umana ma una di quelle figlie dell’aria celebrate dalla poesia di Ossian. Andò verso uno specchio d’acqua, scosse leggermente una gamba per sbarazzarsi della scarpa e parve immergere con piacere il piede bianco come l’alabastro in quella sorgente […] Poi si inginocchiò sul bordo della fontana e si divertì, come una bambina, a immergervi i lunghi capelli e a tirarli fuori bruscamente, per veder cadere goccia a goccia l’acqua di cui si erano imbevuti e che, attraversata dai raggi del sole, formava come dei rosari di perle.»Mariolina Bertini ha insegnato Letteratura francese all’Università di Parma dal 1988 al 2017. Ha curato edizioni italiane di Proust e di Balzac e il volume dei Meridiani Mondadori dedicato ai saggi di Giovanni Macchia. Tra le sue opere ricordiamo Proust e la poetica del romanzo (Bollati Boringhieri, 1996), il memoir Torino piccola (Pendragon, 2018), L’ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac (Carocci e Classiques Garnier, 2019), che ha vinto il premio Italiques nel 2021, e Su Liala (Nuova Editrice Berti, 2022). È socia nazionale residente dell’Accademia delle Scienze di Torino.Alessandra Ginzburg è psicoanalista con funzioni didattiche della Società Italiana di Psicoanalisi e membro della International Psychoanalytic Association. Ha studiato letteratura francese con Francesco Orlando e Arnaldo Pizzorusso. Allieva di Ignacio Matte Blanco si è impegnata nell’applicazione e nella diffusione anche letteraria della sua opera. Sul versante clinico, oltre a vari saggi, ha pubblicato La stoffa di cui sono fatti i sogni e le emozioni. Per un’applicazione clinica del pensiero di Matte Blanco (Alpes, 2020). Sul versante letterario, oltre a molteplici introduzioni a romanzi e racconti di Balzac, ha pubblicato Il miracolo dell’analogia. Saggi su letteratura e psicoanalisi (Pacini, 2011) e La Recherche di Proust e gli esiti del bacio negato (Alpes, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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