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Parola di Pietro

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Parola di Pietro

Quante parole servono per raccontare un Paese complicato come l’Italia? Noi ne scegliamo una ogni settimana. “Parola di Pietro” è il nuovo podcast di Libero Quotidiano, con la voce e la firma di Pietro Senaldi. Un approfondimento puntuale, diretto, fuori dagli schemi, che parte da una parola per leggere i fatti più caldi della settimana: politica, cronaca, società, sport... Niente filtri, niente politicamente corretto. Solo il racconto dell'Italia che cambia, spesso in peggio, e che merita di essere guardata in faccia. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  1. 28

    Parola di Pietro - Il punto G del referendum

    La parola della settimana è giustizia. Alla vigilia del referendum, un tema che dovrebbe restare tecnico e giuridico è diventato inevitabilmente uno scontro politico: pro o contro il governo, pro o contro la magistratura. In questa puntata Parola di Pietro prova a riportare la discussione dentro il merito delle riforme, partendo dalle parole degli stessi magistrati, dalle contraddizioni emerse nel dibattito pubblico e dal ruolo che il referendum potrebbe avere nel ridefinire il rapporto tra pubblico ministero, giudice e sistema disciplinare.Il ragionamento tocca alcuni nodi centrali: la separazione delle carriere, il funzionamento del CSM, il tema della responsabilità dei magistrati e il divario tra numero di processi che non portano a condanna e numero di sanzioni disciplinari effettivamente applicate. Sullo sfondo resta la questione più ampia: se il referendum serva davvero a riequilibrare il sistema giudiziario o se sia diventato, come spesso accade, l’ennesimo terreno di scontro politico dove la giustizia finisce per essere il pretesto più che il vero oggetto del dibattito. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  2. 27

    Parola di Pietro - L'idolo sbagliato

    La parola della settimana è Pedro. Non il nome di una canzone o di un tormentone pop, ma quello di Pedro Sánchez, improvvisamente diventato un punto di riferimento per una parte della sinistra italiana. Un entusiasmo che nasce dalle sue dichiarazioni contro la guerra e contro l’uso delle basi militari, ma che si scontra subito con la realtà: poche ore dopo quelle parole, la Spagna si è allineata alla Nato esattamente come gli altri paesi europei. In questa puntata Parola di Pietro prova a smontare il mito del leader spagnolo, ricordando le contraddizioni della sua politica interna, le vicende giudiziarie che coinvolgono il suo entourage e il contesto politico in cui governa. Ma soprattutto allarga lo sguardo allo scenario internazionale: la crisi tra Israele e Iran, il ruolo degli Stati Uniti e quello – spesso raccontato in modo semplicistico – dell’Europa. Una riflessione sul divario tra narrazione e realtà geopolitica, tra idoli politici costruiti a tavolino e la complessità di un mondo in cui, al di là delle dichiarazioni, gli equilibri strategici restano sorprendentemente stabili. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  3. 26

    Parola di Pietro - Canzoni stonate

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  4. 25

    Parola di Pietro - Allarme deliri

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  5. 24

    Parola di Pietro - Askatasuna, la libertà non è sprangare un poliziotto

    La parola della settimana è libertà. Una parola abusata, invocata, piegata fino a diventare il contrario di ciò che dovrebbe rappresentare. Askatasuna, che in basco significa libertà, è il nome di un centro sociale e il simbolo di una stagione di violenza che a Torino è tornata a colpire lo Stato, le forze dell’ordine e la città. Cassonetti incendiati, poliziotti aggrediti, università occupate, slogan che legittimano l’odio: non dissenso, ma eversione rivendicata. In questa puntata Parola di Pietro prova a separare la libertà dal caos e la protesta dal crimine, mettendo in luce le ambiguità politiche e culturali che da anni offrono copertura a chi usa la violenza come linguaggio. Dall’ordine pubblico scambiato per sicurezza, alla scelta delle istituzioni di evitare lo scontro diretto, fino al ruolo dei cosiddetti “cattivi maestri” e delle reti di consenso che rendono possibile tutto questo. Una riflessione dura ma necessaria su responsabilità diffuse, ipocrisie trasversali e su una domanda che non può più essere evitata: quanta violenza siamo disposti a tollerare in nome di una libertà che libertà non è più. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  6. 23

    Parola di Pietro - Viva Niscemi, abbasso gli scemi

    La parola della settimana è sabbia: materia invisibile e decisiva della nostra civiltà, risorsa senza la quale non esisterebbero vetro, cemento, tecnologia. Ma anche elemento fragile, instabile, che quando viene ignorato presenta il conto. È da qui che parte il racconto di Niscemi, una città costruita su un terreno friabile, segnata da frane annunciate, evacuazioni, allarmi rimasti per anni sulla carta e una tragedia che oggi colpisce migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case. In questa puntata Parola di Pietro prova a spostare lo sguardo oltre l’emergenza e oltre lo sciacallaggio politico, interrogandosi sulle responsabilità reali: l’abusivismo tollerato, i progetti firmati dove non si doveva costruire, le istituzioni locali prive di mezzi e competenze, i professionisti che hanno certificato l’impossibile. Senza negare il dovere dello Stato di intervenire e aiutare chi ha perso tutto, il ragionamento mette in discussione l’idea che ogni disastro possa essere risolto a posteriori con fondi pubblici, trasformando la sabbia in ferro. Una riflessione scomoda su prevenzione, responsabilità diffuse e sull’abitudine italiana di cercare colpevoli solo quando il danno è ormai fatto. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  7. 22

    Parola di Pietro - Stop America

    Chi è davvero il cattivo, nel mondo che si sta ridisegnando sotto i nostri occhi? Donald Trump, Volodymyr Zelensky, Vladimir Putin, l’Europa che arranca o quella che pretende di giudicare? La parola della settimana diventa una lente per osservare un cambio di scenario profondo, in cui le categorie morali tradizionali faticano a reggere l’urto della realtà geopolitica. L’Europa scopre di non essere decisiva, l’America di non voler più sostenere il peso da sola, l’Ucraina di dover alzare la voce anche con chi l’ha sostenuta, mentre i leader si muovono tra debolezze interne e ambizioni globali. In questa puntata Parola di Pietro mette in discussione la semplificazione del bene contro il male, mostrando come il conflitto tra “buoni” e “cattivi” sia spesso una scorciatoia narrativa più che una chiave di lettura efficace. Dallo scontro Trump–Macron alla marginalità europea nei negoziati di pace, dalla Groenlandia al Medio Oriente, fino al confronto strutturale tra Stati Uniti e Cina, emerge un mondo in cui la durezza non è sempre sinonimo di malvagità e l’indignazione non coincide con la lucidità. Una riflessione scomoda sul potere, sull’ipocrisia delle alleanze e su ciò che accade quando la storia accelera e chiede di scegliere, non di giudicare. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  8. 21

    Parola di Pietro - Chi si compra la Groenlandia?

    La parola della settimana è Groenlandia. Donald Trump rilancia una provocazione che sembra assurda solo a chi dimentica la storia: comprare territori non è una novità per gli Stati Uniti, dalla Louisiana all’Alaska. Ma dietro l’uscita spiazzante si muove una partita molto più grande, che riguarda l’Artico, le rotte commerciali, le materie prime e l’equilibrio tra le potenze globali.Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, la Groenlandia diventa il pretesto per mettere a nudo le contraddizioni dell’Unione Europea, l’ipocrisia di una sinistra pacifista a corrente alternata e la fragilità del diritto internazionale quando entra in collisione con la geopolitica reale. Dalla Danimarca alla NATO, dalla Cina alla Russia, fino al Venezuela e al controllo del petrolio, il racconto mostra come le grandi decisioni non passino mai dai buoni sentimenti ma dagli interessi strategici. E alla fine resta una domanda semplice, scomoda e molto politica: se a decidere fossero davvero i groenlandesi, chi direbbero di voler “vendere” il proprio futuro? Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  9. 20

    Parola di Pietro - L'oroscopo della Repubblica

    Per inaugurare il 2026 Pietro Senaldi sceglie la lente più antica e più italiana di tutte: l’oroscopo, trasformato in una mappa del potere. Segno dopo segno, dall’Unione Europea “baby pensionata” a Trump e Xi Jinping gemelli rivali del mondo, passando per Merkel, Draghi, Putin, Macron e i leader della politica italiana, il racconto diventa un bilancio spietato dell’eredità lasciata dal passato e delle incognite che attendono il futuro. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, l’ironia serve a dire cose serie: un’Europa senza identità, una sinistra che divora i propri leader, un Occidente diviso, una guerra che continua a pesare sulle scelte politiche e un’Italia che, tra Meloni e Salvini, resta al centro di polemiche permanenti più che di analisi reali. Canzoni, segni zodiacali e personaggi pubblici diventano il pretesto per leggere il 2026 come un anno pre-elettorale, fragile e decisivo, in cui più che alle stelle conviene guardare ai fatti. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  10. 19

    Parola di Pietro - Si Salvini chi può

    La parola della settimana è giudici. Ma il centro del racconto è Matteo Salvini e il processo che per sei anni lo ha accompagnato come un’ombra politica e giudiziaria. Dalla nave Diciotti al caso Open Arms, Senaldi ricostruisce una vicenda che nasce e si sviluppa non sul terreno del diritto, ma su quello degli equilibri politici: un procedimento che esiste solo perché è cambiata una maggioranza e che non sarebbe mai partito se i rapporti di forza in Parlamento fossero rimasti gli stessi.Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, l’assoluzione definitiva, “il fatto non sussiste”, non chiude davvero la storia. Perché nessuno restituisce a Salvini gli anni persi, il danno politico, l’impossibilità di tornare al Viminale, né risponde di un processo portato avanti nonostante segnali evidenti di fragilità giuridica. Senaldi riflette sul corto circuito tra giudici e pubblici ministeri, sul ricorso automatico come riflesso corporativo e su un’informazione che amplifica le accuse ma minimizza le assoluzioni. Una vicenda che va oltre Salvini e riguarda la credibilità stessa della giustizia e del racconto pubblico. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  11. 18

    Parola di Pietro - Natale, istruzioni per l'uso

    La parola della settimana è Natale. E come ogni anno, più che una festa diventa un processo: al consumismo, ai regali, allo champagne, a chi spende “troppo” mentre altri hanno poco. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, Pietro Senaldi smonta l’ipocrisia di un dibattito che si ripete identico ogni dicembre: i media che fanno audience mettendo sotto accusa il Natale degli italiani benestanti, ma ignorano sistematicamente il Natale dei poveri, delle parrocchie, delle mense e della carità silenziosa. Perché la povertà fa morale, ma non fa ascolti. Senaldi riporta il Natale al suo significato originario: una festa religiosa, cattolica, fondata su famiglia, identità e sacro. Non è il regalo costoso a tradirne lo spirito, ma il politicamente corretto che lo svuota, lo rinomina, lo nasconde. E riflette sul corto circuito moderno tra ricchezza e colpa, tra Vangelo e ideologia, tra crescita economica e demonizzazione del denaro. Perché senza produzione, senza consumi e senza un Paese che cresce, non c’è redistribuzione possibile. Né a Natale, né durante il resto dell’anno. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  12. 17

    Parola di Pietro - Garofani e complotti, forza lupi so’ finiti i tempi cupi

    “Garofani” è la parola della settimana: non il fiore, ma il cognome del consigliere del Quirinale finito nel ciclone per le frasi pronunciate durante una cena romana. Tre legislature nel PD alle spalle, un ruolo istituzionale presente e un commento privato che diventa caso nazionale: serve un’alleanza di tutta l’opposizione e forse uno scossone per fermare la Meloni. Da qui si apre il paradosso italiano: la caccia al complotto, le richieste di smentite, le interpretazioni fantasiose – fino al presunto “agente russo” in terrazza pronto a registrare. Nel mezzo, chi difende il “diritto alla privacy” di un discorso fatto davanti a sedici persone e chi accusa il centrodestra di vedere fantasmi. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, Senaldi analizza il cortocircuito politico-mediatico della settimana: la sinistra che difende le frasi rubate quando riguardano gli altri, ma invoca il silenzio quando riguardano i propri; il Quirinale costretto a ricomporre; le narrazioni che oscillano tra gaffe, strategia e fantapolitica. Un episodio che fotografa l’Italia per quello che è: un Paese in cui un garofano scatena un putiferio, e dove ogni parola diventa subito un caso nazionale. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  13. 16

    Parola di Pietro - La sinistra vuole i soldi che non sa fare

    La parola di Pietro è soldi. Una parola semplice, ma che per certa sinistra resta un tabù. Pietro Senaldi parte dalla manovra economica e smonta l’eterna illusione del cattocomunismo italiano: chiedere più welfare senza capire che i soldi, prima di redistribuirli, vanno creati. Tra Landini che definisce “ricco” chi guadagna 2.000 euro e un’opposizione pronta a tassare chi ancora lavora, Senaldi fotografa un Paese che punisce chi produce e premia chi pretende. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro è un invito a rimettere i piedi per terra: perché la ricchezza non nasce da una piazza, ma dal lavoro e dal coraggio di chi non ha paura di farla. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  14. 15

    Parola di Pietro - Stalin e Allah si mangeranno New York

    La parola di Pietro è “New York”. Una città simbolo dell’Occidente che cambia volto, dove da Sinatra a Mandami, il nuovo sindaco musulmano e socialista, il sogno americano sembra aver cambiato colonna sonora. Pietro Senaldi racconta come la metropoli che voleva “essere in cima al mondo” oggi si scopre laboratorio di un nuovo progressismo radicale: trasporti gratis, salari minimi da sogno e un realismo economico tutto da verificare. Tra Trump che attende il fallimento e una sinistra che applaude a distanza, New York diventa il teatro perfetto per capire dove può portare l’ideologia quando sostituisce la realtà. E come sempre, il confronto con l’Italia non manca: Greta Thunberg che sciopera contro la manovra, l’Albanese che si ricicla dopo il caos su Gaza, Ranucci che usa la Rai come scudo personale. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  15. 14

    Parola di Pietro - Indietro miei Prodi

    La parola di Pietro è “Prodi”. Un nome che in Italia evoca coraggio e moderazione, ma anche compromessi, nostalgie e una sinistra che non sa più chi è. Pietro Senaldi parte dall’intervento di Romano Prodi, che bacchetta la segreteria Schlein e il suo PD sempre più a immagine dei Cinque Stelle, per raccontare la parabola di una sinistra divisa tra due anime: quella ex comunista e quella ex democristiana. Due mondi che hanno condiviso il potere, ma mai la visione. Tra ironia e memoria, Senaldi ricorda il “professore” che fu due volte tradito dai suoi, e analizza un partito che oggi non ha più né i Prodi né i prodi. Nel frattempo, da Fiano bloccato a Ca’ Foscari alla nuova “gaffe” di Ranucci, fino alle piazze di Landini, il copione resta sempre lo stesso: parole grandi, coraggio poco. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro è un viaggio dentro la sinistra italiana — quella che predica cambiamento, ma continua a inciampare nella sua stessa storia. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  16. 13

    Parola di Pietro - Ranucci, tasse e Putin: è l’ora della Sveglia!

    La parola di Pietro è “sveglia”. Perché, come racconta Pietro Senaldi, l’Italia sembra dormire in piedi — ipnotizzata da un racconto pubblico che confonde le coscienze e cancella la realtà. Dalla bomba sotto l’auto di Sigfrido Ranucci al teatrino politico che ne è seguito, fino ai paradossi economici di un Paese che discute solo su come prendere soldi invece di chiedersi come crearli: un viaggio dentro l’Italia che si indigna a comando e si dimentica di pensare. E poi Putin, Trump, il Medio Oriente, la Cina: un mondo che cambia mentre noi restiamo fermi, incapaci di leggere i segnali. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  17. 12

    Parola di Pietro - Cortigiana di destra e di sinistra

    La parola di Pietro questa settimana è “cortigiana”. Una parola antica, rilanciata con disinvoltura dal segretario della CGIL Maurizio Landini — che ha definito Giorgia Meloni “la cortigiana di Trump”. Peccato che, come ricorda Pietro Senaldi, “cortigiana” nel vocabolario significa tutt’altro. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro smonta la gaffe di Landini e l’imbarazzato silenzio delle paladine del femminismo progressista. Da Boldrini a Schlein, nessuna ha trovato il coraggio di difendere una donna insultata da un uomo della loro parte politica. Un racconto tagliente sull’ipocrisia della sinistra, sui due pesi e due misure del pensiero “woke” e su un’Italia in cui la libertà di parola vale solo quando conviene. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  18. 11

    Parola di Pietro - Se vuoi la pace vinci la guerra

    La parola di Pietro di questa settimana è “pace”. Ma la pace, quella vera, non arriva con gli striscioni, arriva quando qualcuno vince la guerra.Pietro Senaldi racconta una settimana che ha spiazzato i pacifisti di professione: la tregua a Gaza non è frutto delle marce e delle bandiere arcobaleno, ma della linea dura di Trump e dei fatti sul campo. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro smonta il mito del pacifismo da salotto, i Nobel assegnati per simpatia e le morali a senso unico. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  19. 10

    Parola di Pietro - Lo sciopero anticostituzionale

    La parola di Pietro questa settimana è “sciopero”. Un diritto garantito dall’articolo 40 della Costituzione, trasformato in arma politica da Landini e compagni: 800 scioperi già dichiarati nel 2025, oltre quattro al giorno, senza che nulla cambi davvero. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, Pietro Senaldi smonta la retorica della sinistra: scioperi per Gaza, contro la Meloni, per ogni pretesto possibile. Ma a pagarne il prezzo sono sempre i cittadini, privati del diritto a studiare, lavorare, muoversi. E quando si invoca la Costituzione per giustificare tutto, si dimentica che la stessa Carta ripudia la guerra e pone limiti chiari al conflitto e al caos. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  20. 9

    Parola di Pietro - Tutti pazzi per Gaza

    Come la crisi in Medio Oriente incrocia direttamente la politica italiana? Dalla flottilla con a bordo i nostri parlamentari, al dibattito infuocato tra governo, opposizione e Quirinale. Gaza diventa terreno di scontro elettorale nelle Marche e banco di prova per la leadership di Schlein e Meloni. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  21. 8

    Parola di Pietro - Bagarre per chi suona il martello

    La politica italiana come un ring permanente: applausi e contestazioni in Aula, Gaza trasformata in parola d’ordine buona per ogni occasione, comizi incomprensibili tradotti solo da slogan, accuse reciproche che ignorano i contenuti. Nel nuovo episodio di "Parola di Pietro" con Pietro Senaldi, si parte dalla parola “bagarre” per raccontare una settimana di caos: dalle risse parlamentari alle piazze, fino al dibattito sull’omicidio di Charlie Kirk e al silenzio imbarazzato della sinistra. Tra contraddizioni, slogan abusati e poteri che fanno i propri affari, il ritratto di un Paese dove la confusione è diventata regola. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  22. 7

    Parola di Pietro - chi si piglia la Flottilla

    La parola di questa settimana è imposta dall'attualità: è Flottilla. Noi sappiamo che sono partite queste 50 imbarcazioni alla volta di Gaza per rompere l'imbarco israeliano. Sono rappresentanti pro-Pal di 44 Paesi diversi e sono partiti anche dall'Italia. La sinistra ci ha messo subito il cappello chiedendo al governo Meloni di proteggere gli italiani e il governo si è impegnato. Poi non si sa in cosa può consistere questa protezione". Nell'ultima puntata del podcast "Parola di Pietro", Pietro Senaldi riflette sulla nuova trovata degli attivisti sul conflitto in Medio Oriente. Un'iniziativa che però viene sfruttata dalla sinistra italiana per fare propaganda contro il governo Meloni. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  23. 6

    Parola di Pietro - I francesi si incazzano e gli italiani svolazzano

    Parigi cambia governi come fossero stagioni: Macron è ai minimi storici, lo Stato sociale pesa più dell’economia e le piazze non perdonano. Mentre la Francia scivola nella sua crisi istituzionale, l’Italia si scopre — paradossalmente — più stabile, con un governo che i mercati giudicano solido. Pietro Senaldi nel suo nuovo podcast, Parola di Pietro, racconta il crollo del modello francese e il curioso ribaltamento dei ruoli: i francesi si arrabbiano mentre gli italiani, per una volta, galleggiano. Un confronto che è anche un monito su quale strada evitare. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  24. 5

    Parola di Pietro - Giallo regionali ma il killer già si conosce

    Le prossime elezioni regionali attraversano sei territori chiave: Veneto, Calabria, Puglia, Campania, Toscana e Marche. Una sfida che sulla carta riguarda i governi locali, ma che in realtà diventa un banco di prova nazionale per centrodestra e centrosinistra, tra compromessi, candidati incerti e strategie di sopravvivenza. Pietro Senaldi nella nuova puntata di Parola di Pietro racconta come, dietro la trama di questo “giallo politico”, il finale sia già scritto: a prevalere non sono i territori, ma le logiche della politica romana. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  25. 4

    Parola di Pietro - Volenterosi... Ma di cosa?

    Si chiamano “volenterosi”, ma basta il nome per trasformare l’Europa in un attore credibile sul fronte ucraino? Nel nuovo episodio di Parola di Pietro, il condirettore di Libero Pietro Senaldi racconta il vertice di Washington tra Trump, Zelensky e i leader europei: promesse di unità, spese militari raddoppiate, accordi sui dazi ancora segreti. Sette capi di Stato che si presentano come protagonisti ma finiscono nella caricatura dei “sette nani” della politica comunitaria. Un’analisi ironica e spietata su un’Europa che si illude di guidare i giochi mentre continua a seguirli… e neanche nel migliore dei modi. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  26. 3

    Parola di Pietro - T'amo pio Bova

    Tradimento, tra gossip e costume. Nella terza puntata di Parola di Pietro, Pietro Senaldi parte dal caso Raoul Bova per raccontare come il tradire — e l’essere traditi — sia diventato materia prima per spettacolo, vendette e pubblicità. Dal messaggio “scandalo” alla denuncia per estorsione, dai personaggi di contorno alle reazioni di un sistema che si nutre di fragilità private, Senaldi smonta con ironia e lucidità il circo mediatico che trasforma ogni caduta in un’occasione di lucro. Perché, alla fine, il tradimento più grande non è quello che pensiamo. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  27. 2

    Parola di Pietro - Ursula vien dal Lago

    Non piace a nessuno ma resta al suo posto. Ursula von der Leyen, o vien dal Lago che dir si voglia, è l’immagine fedele di un’Europa che procede tra ambiguità, compromessi e responsabilità rinnegate. In questa puntata, Pietro Senaldi parte dalla parola “Ursula” per raccontare il paradosso di una leader votata da tutti e scaricata da ciascuno. Tra dazi, retroscena e giochi di prestigio diplomatici, il ritratto di un continente che ha sempre bisogno di un colpevole. La parola è Ursula. Ma il problema è l’Unione. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

  28. 1

    Parola di Pietro - Luci a San Sala

    Una storia vera di Milano che parte da via Correggio 18: la casa dei nonni, l’occupazione punk, il centro sociale Virus, lo sgombero del 1984. Tra fabbriche scomparse, speculazioni immobiliari e appartamenti da 2 milioni, Pietro Senaldi racconta come la città ha cambiato volto e ha cacciato via la sua borghesia operaia. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

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