EPISODE · Aug 27, 2026 · 7 MIN
27-8-26 giovedì 21o Vigilare è ricordare davanti a chi sto vivendo.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Abbiamo una provvidenza nel celebrare l'eucaristia (con questi testi). siamo passati stamattina dal meditare sul combattimento interiore all'essere svegli, vigilanti. Chi si chiama Gregorio dovrebbe essere contento, nome che vuol dire colui che veglia, colui che vigila. Forse c'è un qualche trucchetto da dover svelare su questa vigilanza perché attraverso le parabole che Gesù dice oggi siamo messi un po' in guardia. Sembra quasi che ci sia una furbizia uno è furbo, l'altro è un po' meno furbo no, non si tratta di una furbizia ma di aver colto cosa c'è dietro una certezza che il modo con cui il Signore viene riguarda un po' il senso della nostra vita quale senso hai scoperto della tua vita? se è quello semplicemente del prolungare una vita biologica mantenendo il benessere fisico, del piacere delle cose ma facendolo non con gli altri ma contro gli altri allora vedete questa è la dinamica di quel servo che viene a considerare la venuta del Signore come beh lui tarda, io intanto faccio così poi quando sarà, sarà diciamo un vivere la vita semplicemente per quello che riesco a cogliere. Viene evidenziato questo contrasto come il percuotere i compagni e a mangiare e bere con gli ubriaconi, cioè nei confronti degli altri essere in una condizione di contrasto, sempre in combattimento per tornare alle parole di stamattina contro l'altro, l'altro è il problema perché io, io, io allora c'è un qualcosa che però ci potrebbe aiutare che non è semplicemente il non essere colti in fallo ma dentro di te, davanti a chi stai vivendo? cioè il rapporto con il Signore non è qualcosa di estrinseco è una conseguenza di quello che io vivo dentro il cuore. Quel servo fidato e prudente che il Signore metterà a capo di tutti i suoi veri è vero, è così il Signore ci dice che sarà così. Se il tuo criterio è il condividere l'amore con cui ti senti amato tu lo metti già adesso nelle cose che fai qualunque siano tu metterai comunione e benevolenza nelle scelte della tua vita qualunque sia la tua situazione fisica, psichica, lavorativa, interiore è lo stesso perché hai colto di essere in comunione con Dio. Non è una cosa estrinseca. anche il ripartire l'Eucaristia come la comunione che il Signore vuole con lui e tra di noi oggi come una condivisione questo ci dà di anticipare già adesso il nostro essere in una collaborazione per un bene di tutti. San Paolo anche lui ci diceva qualcosa oggi perché dice che la grazia di Dio che vi è stata data è perché siate arricchiti di tutti i doni quelli della parola e della coscienza. sta parlando ad una comunità se avete voglia, questo è proprio l'inizio della lettera dei Corinzi sta dicendo che hanno già tutti i doni poi farà anche una ripresa di tutte le situazioni perché sembra che questa comunità abbia ogni tipo di demonio cioè le hanno fatte di tutti i colori e questa non è una specie di come dire gli faccio due carezze però dopo arrivo col bastone no dice la verità cioè come anche per noi il Signore ci ha già fatto tutti i doni si tratta poi di viverli di condividerli, di viverli. Questi doni ci sono la testimonianza di Cristo è stabile e salda in mezzo a noi come lì non ci manca nessun carisma e Lui ci renderà saldi fino alla fine in questi doni se diventeranno anche il nostro stile di vita. Quando ce li dimentichiamo quindi viviamo altre dinamiche e quindi arriviamo agli scontri a quello che voi sapete allora guardate come anche queste parole diventano un aiuto per ritornare a fare quel combattimento per cui sa distinguere il peccato dal peccatore e il fratello e non il nemico in colui che la pensa diversamente da me. Stare svegli, vegliare perché in queste dinamiche nella vita che stiamo vivendo tutti i giorni nelle prove e nelle gioie ci sia sempre quello spirito di comunione con cui siamo amati dal Signore. allora avremo sempre la gioia e la forza di affrontare e superare ogni prova. Chiediamo al Signore di saperci far forti del suo amore e della sua fedeltà. Anche di saperla condividere non imporre condividere cioè porre nelle situazioni in cui siamo come il criterio con cui il mio cuore oggi deciderà scegliere. Forse diventerà anche quel suggerimento che l'altra persona quella che in quel momento era più nella difficoltà e nel buio aveva proprio bisogno di ritrovare accogliere e vivere. Dalla comunione con cui siamo amati anche noi diventiamo dono di comunione gli uni per gli altri.
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