EPISODE · Aug 28, 2026 · 4 MIN
28-8-26 venerdì 21o La vita è luminosa perché amata e pronta ad amare.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Essere stolti o saggi, come abbiamo ascoltato, si vede che c'è differenza. Però vorrei dire che non è soltanto una differenza finale, è una differenza di come viviamo la vita. Perché le parabole ci servono, perché ci fanno un po' ragionare, anche se noi sentiamo già tante ingiustizie. Uno potrebbe dire, ma che gli costa dargli un po' del suo olio, no? È come se mi dovessi staccare un pochettino di cervello, come faccio a staccarmi il cervello? No, non funziona così. Cioè, quell'olio è la sua vita, è quello che fa con la sua vita. Se ciascuno fa una scelta nella vita, è la sua vita, la fa. Speriamo che non faccia troppi danni in giro. Ma mi verrebbe da dire, lo dico proprio come supplica, perché io non so se sto mettendo bene l'olio da parte, ma vorrei stare con chi quest'olio ce l'ha, ed è la Chiesa. Cioè, stiamoci, partecipiamo, viviamola. Non è un supermarket che prendi l'olio quando ti pare piace. Cerco di spiegarmi ancora meglio. Perché io avrei fatto così, non c'ho olio, ma io sto con te, entro con te. Entriamo con la tua lampada. Sostanzialmente può essere questa una sapienza, no? Cioè, se anche mi rendo conto che io sono corto e non ci arrivo, ma tu ci arrivi, io sto con te. E devo dire che questo, mirabilmente, in questi duemila anni di cristianesimo è successo tantissimo, verrebbe da dire sempre, è sempre successo. Di uomini assennati come Agostino, che è stato dissennato per un bel pezzo, poi a un certo punto, grazie ad Ambrogio, grazie alle preghiere di sua madre, grazie allo Spirito Santo che gli ha toccato il cuore, grazie alla Chiesa, lui si è messo a servizio e l'ha fatto con tutta la sua sapienza. Ci sarebbe da dire che è luminosissimo, ma molti hanno preso la luce di Agostino e ne hanno fatto altro. Eh sì, perché non dimentichiamo che anche un certo Martin Lutero era un agostiniano. Ma poi tutto concorre al bene, per carità. Ma quello che in tanti momenti ha spaccato è proprio un prendere per sé. E non funziona. Allora, visto che anche la prima lettera ai Corinti che abbiamo ascoltato parlava di sapienza e di stoltezza, ma io vorrei dire, io vorrei essere stolto con Cristo. Cioè, mi interessa poco di sembrare intelligente agli occhi degli altri. Mi interessa la sua sapienza, che tanto il massimo della sapienza umana non arriva alla sua. Però quello che vorrei fare è comprendere le cose al modo di Cristo. Perché lui è venuto a fare comunione tra cielo e terra, tra la vita di Dio e la vita degli uomini. Quando ci renderemo conto di questo, ecco, è il momento delle nozze. L'umanità trova compimento. A questo vorrei rimandare una riflessione personale di ciascuno. Perché ciascuno si deve chiedere, ma che cosa sto scegliendo io adesso, in questo tempo che mi è dato? Cos'è sapiente per me? A cosa sto donando la vita? Perché se la dono a cose che vengono soltanto consumate, finiscono e non ce n'è più, è finito l'olio. Le lampade di tutti si spengono, no? Ma c'è la sapienza di Dio, una sapienza che riaccende la nostra vita sempre. Il sapersi amati da Dio è quello che ti fa sempre avere una lampada pronta a bruciare questa luce. E la nostra vita spero che sarà così. Una vita luminosa perché amata e pronta ad amare. Ci conceda così il Signore di camminare in tutti i nostri giorni.
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