EPISODE · Sep 3, 2026 · 4 MIN
3-9-26 giovedì 22o. Chi sta parlando alla mia vita?
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Il primo ad essere pescato è Pietro, questo Simone che sa tante cose, sa che ha attraversato la notte e non ha preso nulla, però ha accolto il Signore nella sua barca e lo ha ascoltato. E qui ci sarebbe la prima questione. Chi accogliamo nella barca della nostra vita? Chi parla alla nostra vita? Chi è il nostro interlocutore? Perché alla fine il nostro interlocutore sarà anche il suggeritore, quello che ci dà i consigli, sarà quello a cui rivolgiamo le nostre richieste, quello di cui ci fidiamo. Chi sta sulla nostra barca? A chi ci rivolgiamo? E forse il modo con cui è salito nella sua barca non dipendeva dalla scelta di Simone. Forse è proprio Gesù che si è proposto, ma nel momento in cui senti e impari a fidarti riesci a fare anche cose che non avresti mai fatto prima, nel caso del pescatore andare a quell'ora del giorno a buttare le reti, che ormai non era più tempo. Sì, forse anche nella nostra vita e in tante relazioni pensiamo che ormai sia troppo tardi. Troppo tardi per cambiare, troppo tardi per prendere un'altra decisione, un'altra scelta, troppo tardi per fidarsi di qualcuno, troppo tardi. No, con Gesù non è mai troppo tardi. Per me questo è veramente un passo fondamentale riguardo al nostro cammino di fede che smette di pensare che sia troppo tardi e si fida di Gesù. Non è mai troppo tardi per lui. Allora, solo chi fa questo si rende conto che a un certo punto vale la pena seguirlo. Ma vale la pena al punto di lasciare tutto. Su questo vorrei specificare che non riguarda semplicemente chi sceglie la vita consacrata, ministeriale o vita religiosa. Quello è un modo di lasciare tutto, ma non è l'unico. Lascia tutto anche chi pensa che quel tipo di lavoro, quel tipo di relazione o quella scelta di vita sia tutto. Invece capisce che non è così. Alla fine ti rendi conto che tutto è lui, il resto ci arrangiamo in un qualche modo. Se volete, anche oggi il Signore ci invita forse a fare delle scelte importanti, a gettare delle reti sulla Sua parola, a ripartire da una fiducia in Lui che è presente nella nostra vita. A te dice dai, getta le reti. Se avremo il coraggio di seguirlo, forse ci renderemo conto della sproporzione dell'essere con Lui rispetto al fare la nostra vita senza di Lui. Ci sono delle sproporzioni. Infatti a volte diciamo, no, Signore, è un po' troppo, ridimensioniamo le cose. No, e quello è quando vuoi guidare tu. Tu segui, che vuol dire continua ad ascoltarlo e a vedere come è Lui che provvede, non sei tu. È Lui che salva, non tu. È Lui che riempie le reti, non tu. Se questo sarà parte della nostra vita, ci renderemo conto che non abbiamo più da temere nulla, perché Lui veramente, quando è il Signore della nostra vita, provvederà.
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