EPISODE · Aug 30, 2026 · 8 MIN
30-8-26 Domenica 22oa. Il male non avrà l'ultima parola se continuiamo ad amare, anche dalla croce.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
C'è una questione un po' complicata, difficile da dipanare oggi, ma proviamo a vedere come Gesù ce la spiega. Perché contrariamente quanto a volte pensiamo, il Signore le cose ce le dice, ma non è detto che quello che ci dice ci vada bene. Quindi, proviamo. C'è un modo con cui Lui ci parla e ci spiega della vita, che è proprio la vita proprio di Dio. Lui ci manifesta che Dio è un Dio amore, che ci comunica amore in quello che fa. E non si ferma nella sua scelta di amare, anche se viene per questo motivo perseguitato, condannato, ucciso, fino alla morte di croce. Quando Gesù dice questo, guardate lo zelo di Pietro è quello che ci vorrebbe togliere tutti i problemi. Lo dico in un modo spero ancora più semplice. Siccome tu sei un Dio buono e non vuoi il male, e qui evidentemente c'è del male, non permetterlo. Quindi, una resistenza naturale. Dio non voglia, Signore, questo non ti accadrà mai. Lecito, vero? Vai dietro a me, Satana, questa è la risposta. Cioè, peggio di così? Ma perché? E lo spiega, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini. Domenica scorsa gli aveva fatto quella bella lode: “Il padre mio ti ha detto queste cose, tu sei Pietro su questa pietra…” Perché gli aveva detto tu sei il Cristo. E non l'ha detto perché ha fatto due più due, ma perché il padre gli aveva suggerito nel cuore questo. Cioè, ha trovato conveniente al progetto di Dio la persona di Gesù. Benissimo. E che cosa gli è successo adesso? Perché se è successo a lui, succede anche a noi. Gli è successo che voleva salvarsi. Salvare Gesù, voleva dire salvare anche se stesso. Allora, Dio, possiamo stare certi, è uno che non sceglie il male. Mai. Neanche quel nostro detto che il fine giustifica i mezzi. Questo Dio non l'ha mai detto. È la sintesi un po' del principio machiavelliano, del principio, vabbè, lasciamo stare. Ma cosa mi interessa di questa situazione? Come mai anche la croce che Gesù sta dicendo, cioè il fatto che lui sarà perseguitato e ucciso, non vada evitato. Ma perché diventa il luogo massimo della manifestazione dell'amore di Dio. Penso a volte anche la scelta del matrimonio, come la scelta di un amore umano che voglia essere anche rivestito e illuminato dall'amore con cui Dio ama. E quindi c'è questa scelta. Il sacramento, l'uomo e la donna diventano immagine dell'amore tra Dio e la Chiesa. È l'umanità che risponde al suo amore. Ma noi ne abbiamo trovato anche tante soluzioni per dire no, abbiamo sbagliato. Per carità. Ma qual era il progetto iniziale? Che anche questo ci dovrebbe interessare. Il manifestare che l'amore non si ferma. L'amore è l'azione propria di Dio che per quanto ci possa essere del male, vuole manifestare un bene più grande. Allora, se noi in certe situazioni diremmo ma che guadagno c'è a continuare per questa strada? La risposta di Gesù è: c'è il guadagno di chi ama di più. La forza dell'amore che supera le semplici categorie umane “mi conviene, non mi conviene”. Quindi tutto sta convergendo su un significato. C'è un dono che Dio fa e quando il cuore dell'uomo se ne accorge assomiglia all'espressione che diceva Geremia mi hai sedotto, Signore. Detta in un linguaggio nostro moderno potremmo dire mai fregato. Cioè mi hai innamorato con questa cosa e mai fregato. Perché? Perché io l'ho scelta ma tutti mi vanno contro. Avete presente quelle situazioni? Allora, l'amore ci può fregare? Eh, no, ma in un certo senso sì perché a quel punto la tua vita o è donata o è consegnata o altrimenti dici ma chi me l'ha fatta fare? Allora, c'è un altro modo che lo vorrei utilizzare perché è un testo che io amo moltissimo e lo troviamo oggi nella seconda lettura, brevissima perché Paolo qui dice, fa un'esortazione in nome di che cosa? Dell'amore di Dio. Vi esorto per la misericordia di Dio cioè per l'amore proprio con cui Dio ama. Cosa dovete fare? Non dovete fare niente. Se volete, se permettete all'amore di Dio di abitare nei vostri cuori offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo, gradito a Dio, questo è il vostro culto spirituale. Guardate, questa è un'espressione sintetica per dire tutto quello che avevo detto prima. Man mano che queste parole non sono più termini evanescenti ma si concretizzano nella tua storia, nella tua croce in quello che stai portando adesso in quello che ti sembra non avere senso eppure tu ci puoi mettere tutto l'amore della tua vita riconoscendo che ha senso. Allora, alla tentazione di salvarci da soli, che vuol dire che dopo rimaniamo da soli, Dio risponde con il dono di sé perché chi fa così non sarà mai più solo ci sarà sempre l'amore con cui è amato dentro la sua vita che lo fa dono insieme a Dio ed è proprio il mistero che stiamo celebrando.
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30-8-26 Domenica 22oa. Il male non avrà l'ultima parola se continuiamo ad amare, anche dalla croce.
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