EPISODE · Mar 4, 2025 · 16 MIN
5 Officina Geopolitica: Trump e Zelensky alla resa dei conti? il Commento di C. Bertolotti
from OFFICINA GEOPOLITICA di Claudio Bertolotti · host Claudio Bertolotti
"Ben ritrovati a Officina Geopolitica, il laboratorio dove analizziamo il mondo in movimento, smontiamo le notizie e ricostruiamo i fatti. Perché capire la geopolitica significa anticipare il futuro. Iniziamo!" La scelta di Trump di spingere verso una conclusione del conflitto, anche a discapito dell’Ucraina, è razionale e coerente con la sua promessa elettorale, cioè quello per cui è stato eletto. Ed è, soprattutto, "una leva con cui fare forza nei confronti di Zelensky affinché il presidente possa rispondere al proprio elettorato, al quale aveva promesso di porre termine alla guerra russo-ucraina. È quindi una scelta di politica interna rispetto a un costo che viene imposto ai contribuenti statunitensi". "Detto questo quello dell'amministrazione Trump è un passo certamente importante e significativo in quello che sarà lo sviluppo della guerra, perché andando a ridurre o a congelare gli aiuti l'Ucraina di fatto passerà da un livello di sufficienza minima (garantito dall'amministrazione Biden) al non avere più le risorse per condurre una guerra. Oltretutto, verrebbe a mancare anche la spinta morale, cioè l'assenza di un sostegno statunitense farebbe venir meno la volontà dei soldati stessi di combattere e degli stati maggiori di gestire la condotta sul campo di battaglia". Nulla da eccepire sul piano razionale: se la precedente amministrazione Biden non ha voluto porre l’Ucraina nelle condizioni di vincere la guerra, perché dovrebbe farlo l’amministrazione Trump? È semplicemente la chiusura di un dossier che Washington non reputa più conveniente sostenere.È un game over? "È sicuramente l'avvio di un processo di conclusione di una guerra che sarà sfavorevole all'Ucraina, in termini di cessione di territori a favore della Russia, ma lo sarà ancora di più a livello strategico, proiettato nel lungo periodo”, commenta Bertolotti. “La Russia utilizzerebbe - così come ha già fatto con la Crimea - la base territoriale conquistata come punto di partenza per la successiva possibile fase offensiva. Non avverrà domani né dopodomani, ma nei prossimi 5-10 anni, indipendentemente da quella che sarà la leadership russa".
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