EPISODE · Jul 17, 2026 · 1H 6M
A come...Affetti con Giorgio Granara
from A come... · host Francesco Congiu
In questo episodio di “A come puntini puntini”, Francesco Congiu ospita Giorgio Granara, ingegnere “un po’ architetto”, sportivo e grande sostenitore della riscoperta della civiltà nuragica.Giorgio racconta il suo percorso di studi in ingegneria con indirizzo il più vicino possibile ad architettura, la scelta di restare in Sardegna da “mammone” invece di trasferirsi, e come la formazione tecnica gli abbia dato una forma mentis orientata alla risoluzione dei problemi, che poi ha portato in ogni ambito della vita.Ripercorre cinque anni fondamentali di pratica nello studio dell’ingegner Luciano Deplano, figura carismatica e creativa che progettava villaggi turistici e altre opere disegnando tutto a mano, con una capacità quasi artistica di immaginare e costruire spazi, vissuti da Giorgio come una vera scuola di architettura sul campo.Si discute del rapporto tra ingegneri, architetti, commercialisti, medici e avvocati, dei diversi momenti “formativi” e di come la professione tecnica possa risultare “pallosa” nella vita quotidiana proprio perché spinge a vedere problemi e soluzioni ovunque, mentre il lavoro creativo sull’architettura gli ha dato un’altra dimensione estetica e culturale.Giorgio parla anche della collaborazione professionale con Francesco, di un periodo lavorativo molto particolare e di crescita condivisa, in cui si sono contaminati a vicenda tra progettazione, idee sulla città e ricerca di un modo diverso di guardare al territorio sardo.Verso la fine, il discorso si sposta sugli affetti: la scelta sua e di Noemi di fregarsene dei soldi e privilegiare relazioni, tempo, famiglia; le vite dei due figli, Giuseppe (ingegnere, trader di energie rinnovabili in Germania) e Marta (biologa marina che lavora sui nidi di tartarughe), e il suo modo di sostenerli nel seguire ciò che li fa stare bene.C’è spazio anche per una riflessione sul dialogo nei social, sulle discussioni frequenti di Giorgio su temi energetici e ambientali, sulla frustrazione nel vedere quanto poco si pensi davvero prima di scrivere, e sul bisogno di riportare la conversazione pubblica a un livello più consapevole.Alla richiesta di scegliere una parola con la A, Giorgio propone “A come affetti”, perché considera affetti, famiglia, amici e legami umani la cosa più importante e ciò che alla fine rimane davvero nella vita.
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