EPISODE · Feb 3, 2026 · 5 MIN
A volte la salvezza ha la forma di una mano tesa. - Martedì 3-2-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
La ricchezza della parola di oggi andrebbe masticata a lungo, solo il Vangelo sono 23 versetti, con questi due segni importanti, due segni che dovrebbero interpellare la nostra fede, perché crediamo che Gesù sia un grande Taumaturgo, forse anche oggi desideriamo la benedizione della gola, “…ci preservi dal mal di gola e da ogni altro male!” Sì è un grande Taumaturgo, ma nelle due situazioni, se avete notato ciò che Gesù opera, lo fa a partire da una parola, la fede, alla donna le dice la tua fede ti ha salvato, forse aveva messo la fede in tante altre situazioni, i medici non me ne vogliano, ma anche loro ci provano, e molte volte fanno anche peggio di come era la situazione di partenza, non per cattiveria. C'è un ma importante che è il tuo coinvolgimento, questa donna che è anche un po' il segno di tutta l'umanità, che ha un emorragia che non finisce più, è un emorragia che non si ferma. Guardate che ci possiamo mettere veramente tante cose in questa emorragia, e non è soltanto femminile, perché sono tutti i nostri pensieri secondo il sangue e la carne, che pensiamo tante volte che potranno realizzare la nostra vita, se faccio così sarò contento, se riesco in questa impresa, lì sì che sarò felice, e poi vedi che c'è proprio uno scorrere: la vita ti scappa via e basta. Allora qual è l'atto di fede? L'atto di fede è che abbiamo proprio bisogno di avere questo rapporto con Gesù, ma non si ruba, si cerca di acchiappare, ma c'è bisogno di fare un passo in più, ed è Gesù a farlo verso di lei. Chi chiede chi? Perché secondo voi non lo sapeva chi era? Lo dico in un modo diverso, forse un nostro atto di fede ci ha cambiato la vita, però forse poi ce l'abbiamo tenuto un po' per noi. Non dico di vantarsi davanti agli altri assolutamente, ma di essere testimoni quella vita che quella fede mi ha salvato, cioè che non sono bravo, non sono capace, sono salvato semplicemente perché sono amato, senza meriti. Questo è il salto di qualità di cui ne abbiamo bisogno tutti, che indirettamente lo vediamo anche in Giairo, capo della sinagoga che si inginocchia davanti a Gesù. Non succede più, è successo una volta, non succede più che un capo di sinagoga si inginocchi davanti a Gesù, ma c'era un inizio di fede e Gesù, quello che dice a lui, lo dice anche a noi: non temere soltanto abbi fede, continua ad aver fede, non smettere. Non cominciare ad aver paura tanto da smettere di credere, questo sarebbe il secondo discorso, ma questo lo lascio un po' al vostro approfondimento perché credo che lì cambi la nostra vita. Gesù non fa dei gran segni, vedete, anche lì non stende le mani, la prende per mano, la rialza, volete sapere come ci possiamo rialzare della nostra vita? Sentendo che l'amore che ci perdona ci rialza, ci tende una mano, ma se non lo vogliamo stiamo lì, nei nostri pensieri, pensando di avere ancora ragione, però se potessi fare così, colà... Devo riconoscere che il Signore è veramente paziente, allora anche noi forse come la fanciulla possiamo accogliere questa mano tesa, alzati, sorgi, risorgi, inizia a vivere una vita nuova. Credo che da qui possa partire qualunque atto di fede dove non è semplicemente il buonsenso, ma è il Signore che viene a salvare la nostra vita.
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