Ambasciatori quaresimali per Cristo - Omelia mercoledì delle ceneri episode artwork

EPISODE · Feb 19, 2026 · 10 MIN

Ambasciatori quaresimali per Cristo - Omelia mercoledì delle ceneri

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Voglio partire da una parola di san Paolo che mi colpisce molto: «Siamo ambasciatori per Cristo». Per spiegare questa immagine mi soffermo su cosa fa un ambasciatore. È una persona che rappresenta qualcun altro, che parla a nome di un re, di un governo, di un popolo. Non dice cose sue, ma porta messaggi, annunci, aiuti, proposte di pace. Rappresenta fedelmente chi lo ha mandato. Paolo dice che questo vale per tutti noi: siamo ambasciatori non di uno Stato, ma di Cristo. In questo giorno di Mercoledì delle Ceneri, all’inizio della Quaresima, mi accorgo che questa parola non è solo bella, ma impegnativa. Vuol dire che ho una missione: rappresentare Cristo, parlare e agire a suo nome. Esortare e consolare: il cuore della missione Paolo aggiunge una cosa decisiva: «come se Dio esortasse attraverso di noi». L’ambasciatore di Cristo non fa politica, ma esorta. Esortare vuol dire invitare, incoraggiare, spingere con delicatezza, consolare. Vuol dire stare accanto a chi è triste, dare coraggio a chi è scoraggiato, offrire una parola buona a chi ne ha bisogno. Mi rendo conto che spesso non mi sento capace di consolare davvero. Quando un amico è triste, magari dico solo: “Dai, non essere triste”. Ma anche stare vicino, giocare insieme, ascoltare, può diventare un modo concreto di essere ambasciatore. Dio si serve di noi, anche se siamo fragili e poco esperti: non fa tutto da solo, ma passa attraverso le nostre mani e le nostre parole. Lasciarsi riconciliare con Dio Il messaggio centrale dell’ambasciatore, dice Paolo, è questo: «vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». La riconciliazione è fare pace, riavvicinarsi, ritrovare un abbraccio. Vale tra le persone che litigano, ma vale soprattutto nel rapporto con Dio. Capisco che tutti abbiamo bisogno di questa riconciliazione. Siamo spesso dispersi, tirati da tante parti, un po’ smarriti. Abbiamo bisogno del perdono e della pace di Dio. Essere ambasciatori significa aiutare gli altri – e anche noi stessi – a tornare a questo abbraccio, a rimettere Dio al centro. La palestra della Quaresima: elemosina, preghiera e digiuno Il Vangelo ci offre una sorta di “palestra” per diventare un buoni ambasciatori. Gesù indica tre atteggiamenti da vivere nel segreto, senza proclami: elemosina, preghiera e digiuno. L’elemosina non è solo dare soldi, ma dare tempo, ascolto, simpatia, gioco, attenzione. È uno stile di generosità. La preghiera è fondamentale perché, se devo rappresentare qualcuno, devo ascoltarlo: devo sapere cosa dire, restare in contatto con chi mi manda. Il digiuno significa privarsi di qualcosa, accettare un po’ di fame o di mancanza, per vivere con sobrietà e semplicità e gustare meglio ciò che conta davvero. Questi non sono “armi”, perché l’ambasciatore di Dio non usa armi, ma atteggiamenti interiori che rendono efficace la missione. Ambasciatori nella vita quotidiana Questa chiamata vale per tutti, piccoli e grandi. A scuola, con gli amici, in famiglia, tra marito e moglie, con i nonni: ovunque posso essere attento a chi è triste o scoraggiato, portare una parola buona, favorire la riconciliazione con Dio e tra le persone. La Quaresima diventa così un tempo attivo, non passivo. Convertirsi non è solo cambiare idea, ma cambiare il cuore e mettersi in movimento verso la Pasqua, sentendoci collaboratori del Signore. Un attivismo del Vangelo che consola tutti Mi colpisce l’idea che Dio abbia fiducia in noi. Non ci lascia in panchina, ma ci manda in campo. Ci chiama a un vero “attivismo del Vangelo”, fatto di piccoli gesti, di parole semplici, di presenza. E alla fine capisco una cosa importante: anche noi abbiamo bisogno di essere consolati e incoraggiati. Ma se iniziamo a farlo per gli altri, questo bene ritorna anche a noi. In questi quaranta giorni, provando davvero a vivere da ambasciatori, potremo scoprire non solo che è possibile, ma anche che è bello.

Voglio partire da una parola di san Paolo che mi colpisce molto: «Siamo ambasciatori per Cristo». Per spiegare questa immagine mi soffermo su cosa fa un ambasciatore. È una persona che rappresenta qualcun altro, che parla a nome di un re, di un governo, di un popolo. Non dice cose sue, ma porta messaggi, annunci, aiuti, proposte di pace. Rappresenta fedelmente chi lo ha mandato. Paolo dice che questo vale per tutti noi: siamo ambasciatori non di uno Stato, ma di Cristo. In questo giorno di Mercoledì delle Ceneri, all’inizio della Quaresima, mi accorgo che questa parola non è solo bella, ma impegnativa. Vuol dire che ho una missione: rappresentare Cristo, parlare e agire a suo nome. Esortare e consolare: il cuore della missione Paolo aggiunge una cosa decisiva: «come se Dio esortasse attraverso di noi». L’ambasciatore di Cristo non fa politica, ma esorta. Esortare vuol dire invitare, incoraggiare, spingere con delicatezza, consolare. Vuol dire stare accanto a chi è triste, dare coraggio a chi è scoraggiato, offrire una parola buona a chi ne ha bisogno. Mi rendo conto che spesso non mi sento capace di consolare davvero. Quando un amico è triste, magari dico solo: “Dai, non essere triste”. Ma anche stare vicino, giocare insieme, ascoltare, può diventare un modo concreto di essere ambasciatore. Dio si serve di noi, anche se siamo fragili e poco esperti: non fa tutto da solo, ma passa attraverso le nostre mani e le nostre parole. Lasciarsi riconciliare con Dio Il messaggio centrale dell’ambasciatore, dice Paolo, è questo: «vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». La riconciliazione è fare pace, riavvicinarsi, ritrovare un abbraccio. Vale tra le persone che litigano, ma vale soprattutto nel rapporto con Dio. Capisco che tutti abbiamo bisogno di questa riconciliazione. Siamo spesso dispersi, tirati da tante parti, un po’ smarriti. Abbiamo bisogno del perdono e della pace di Dio. Essere ambasciatori significa aiutare gli altri – e anche noi stessi – a tornare a questo abbraccio, a rimettere Dio al centro. La palestra della Quaresima: elemosina, preghiera e digiuno Il Vangelo ci offre una sorta di “palestra” per diventare un buoni ambasciatori. Gesù indica tre atteggiamenti da vivere nel segreto, senza proclami: elemosina, preghiera e digiuno. L’elemosina non è solo dare soldi, ma dare tempo, ascolto, simpatia, gioco, attenzione. È uno stile di generosità. La preghiera è fondamentale perché, se devo rappresentare qualcuno, devo ascoltarlo: devo sapere cosa dire, restare in contatto con chi mi manda. Il digiuno significa privarsi di qualcosa, accettare un po’ di fame o di mancanza, per vivere con sobrietà e semplicità e gustare meglio ciò che conta davvero. Questi non sono “armi”, perché l’ambasciatore di Dio non usa armi, ma atteggiamenti interiori che rendono efficace la missione. Ambasciatori nella vita quotidiana Questa chiamata vale per tutti, piccoli e grandi. A scuola, con gli amici, in famiglia, tra marito e moglie, con i nonni: ovunque posso essere attento a chi è triste o scoraggiato, portare una parola buona, favorire la riconciliazione con Dio e tra le persone. La Quaresima diventa così un tempo attivo, non passivo. Convertirsi non è solo cambiare idea, ma cambiare il cuore e mettersi in movimento verso la Pasqua, sentendoci collaboratori del Signore. Un attivismo del Vangelo che consola tutti Mi colpisce l’idea che Dio abbia fiducia in noi. Non ci lascia in panchina, ma ci manda in campo. Ci chiama a un vero “attivismo del Vangelo”, fatto di piccoli gesti, di parole semplici, di presenza. E alla fine capisco una cosa importante: anche noi abbiamo bisogno di essere consolati e incoraggiati. Ma se iniziamo a farlo per gli altri, questo bene ritorna anche a noi. In questi quaranta...

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Ambasciatori quaresimali per Cristo - Omelia mercoledì delle ceneri

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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This episode is 10 minutes long.

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