EPISODE · Feb 23, 2026 · 5 MIN
Anche dentro la stessa casa si può diventare stranieri, c’è da scegliere: accogli o rifiuti? Lunedì 23-2-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
L'occasione della festa di questi quarant'anni (anniversario di matrimonio) in un lunedì di quaresima che potrebbe sembrare come gli altri, però avete notato, oggi cerco di essere sintetico, due spunti. Nel libro del Levitico un invito, siate santi, perché io sono santo. E dici, ma hai visto? Siate santi, come, qua? Allora ti dice, aspetta, ti faccio capire meglio cosa vuol dire siate santi. Ecco il Vangelo, ed è un Vangelo in cui il discrimine, cioè la cosa che fa capire da quale parte va l'ago, è: ami o non ami? E questo ci dice qualcosa, perché amare non è semplicemente un sentimento, è un mettersi in gioco, per cui quarant'anni di matrimonio iniziano ad essere una certa cosa, no? Mettersi in gioco vuol dire riuscire a vedere l'invisibile, cioè imparare a riconoscere come la piccolezza dell'altro non è detto che sia qualche cosa di evidente, ma è proprio dell'amore il sapersi prendere cura. E lo traduco perché quando c'è questo giudizio finale avete sentito che cosa mette in evidenza il Signore, il Re. Dice, ho avuto fame. Ma quando? Io non l'ho mai visto. No, ogni volta che hai visto l'altro che aveva fame, hai sfamato me. Ho avuto sete, ero nudo, ero forestiero e a volte, anche se si sta nella stessa casa, è così. Cioè, saper accogliere la piccolezza dell'altro, saper accogliere la sua fragilità, la sua nudità, il suo essere estraneo, straniero anche ai tuoi pensieri e sentimenti. A te cosa genera? Accoglienza o rifiuto? E Gesù dice, ogni volta che l'hai fatta all'altro l'hai fatta a me. Per questo il sacramento del matrimonio avrebbe bisogno di un po' di quel grasso negli ingranaggi, cioè lo Spirito Santo è quel grasso che va in mezzo e gli permette di girare bene. Lo Spirito Santo è l'amore con cui Dio ci ama ed è quello che non soltanto fa funzionare i matrimoni, ma fa funzionare le relazioni. Perché uno è il comando che Dio ci ha dato. Non ce ne ha dati molti, uno. Dice semplicemente questo, sempre se vuoi. Comando non vuol dire un ordine, devi fare così, no. Comando vuol dire, io faccio questa strada, ti va di venire con me? Una cosa sola. E qual è sta cosa che va fatta? Ama. Solo questo. E questo riguarda tutti i rapporti. Allora si capisce che man mano che ami, anche se non è evidente fuori, ma diventa il tuo motore, come il battito del cuore, è quello che fa funzionare tutto. Se non batte il cuore si ferma tutto. E man mano che ami tu vivi una vita che noi abbiamo scoperto che è la vita di Dio. Cioè inizi a vivere qualche cosa che avrà a che fare con l'eterno. Cosa sarà la vita eterna? Amare. Quindi la palestra quotidiana della casa, del matrimonio, della famiglia, delle nostre relazioni, questa palestra non è altro che un rendersi conto che puoi “coniugare”, (termine degli sposi, sei coniuge), puoi continuamente portare il peso con amore dovunque tu ti trovi, sentendo che sei portato mentre lo porti. Tu porti qualcuno, qualcosa, qualche situazione, ma mentre tu la porti c'è qualcuno che ti porta in quella fatica. Allora lasciamoci così precedere, accompagnare e incontrare dalla grazia di Dio. Perché, forse ve ne sarete accorti ma forse no, abbiamo ripetuto un versetto nel Salmo: Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. Quindi queste parole, man mano che le lasciamo veramente agire nella nostra vita, ci vivificano, ci portano e ci orientano ad una vita secondo lo Spirito. Di questo ringraziamo il Signore e continuiamo a fare il suo cammino.
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