EPISODE · Jan 4, 2026 · 2 MIN
Autorizzazione al rientro in Italia dopo l’espulsione: il parere del Consiglio di Stato
from Diritto dell'Immigrazione · host Avv. Fabio Loscerbo
Autorizzazione al rientro in Italia dopo l’espulsione: il parere del Consiglio di StatoBuongiorno, io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo e questo è un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione.In questa puntata parliamo di autorizzazione al rientro in Italia dopo l’espulsione, prendendo spunto da un parere reso dal Consiglio di Stato, Sezione Prima, nel dicembre 2025, nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.Il caso riguarda un cittadino straniero che, dopo essere stato destinatario di più provvedimenti di espulsione, aveva chiesto di poter rientrare in Italia. Il Ministero dell’interno aveva respinto l’istanza, rilevando che non era ancora decorso il periodo di divieto di reingresso previsto dalla legge e che le motivazioni addotte, in particolare quelle di tipo lavorativo, erano generiche e non adeguatamente documentate.Il ricorso straordinario si è protratto per molti anni, anche a causa di ritardi e inerzie amministrative. Nonostante ciò, il Consiglio di Stato ha ritenuto di dover comunque decidere la controversia, affrontando sia i profili procedurali sia il merito della richiesta.Sotto il profilo procedurale, è stato chiarito che, in assenza di una prova certa sulla data di presentazione del ricorso all’estero, non è possibile dichiararlo irricevibile per tardività. L’incertezza, in questi casi, non può ricadere sul ricorrente.Nel merito, però, la risposta è stata netta. Il Consiglio di Stato ha ribadito che lo straniero espulso non può rientrare in Italia senza una specifica autorizzazione e che il divieto di reingresso opera, di regola, per un lungo periodo di tempo. Se tale periodo non è ancora scaduto, il diniego dell’amministrazione è pienamente legittimo.È stato inoltre sottolineato che l’autorizzazione al rientro è un provvedimento discrezionale. Questo significa che non basta richiamare il lavoro o un percorso di integrazione per ottenere automaticamente il rientro. Se il divieto è ancora efficace, l’amministrazione può dire no, e quel no è difficilmente contestabile.Il messaggio è chiaro e va detto senza ambiguità: il rientro in Italia dopo un’espulsione non è un diritto e non è una scorciatoia. Prima vengono le regole e il rispetto dei tempi fissati dalla legge, solo dopo possono entrare in gioco le valutazioni personali.Per oggi è tutto. Continua a seguire il podcast Diritto dell’Immigrazione. Alla prossima puntata.
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