EPISODE · Oct 1, 2025 · 1 MIN
Azioni di sabotaggio contro tedeschi e fascisti
from Memorie di Resistenza fiorentina · host Memorie Resistenza fiorentina
Memorie dei lavoratori dell'Officina ferroviaria di Firenze Porta al PratoC'era il capotecnico Testaverde che fu proprio quello che formò la prima cellula del partito comunista. Poi c'era, esterni, il Fossi che stampava i volantini e serigrafava e si faceva la distribuzione clandestina di propaganda. La sorveglianza della milizia era abbastanza blanda, perché non ci capivano nulla, gli se ne combinava di tutti i colori: l'officina era un po' una zona franca. Quello schifo del tenente Richter aveva messo a far da interprete uno slavo che ci faceva da informatore a noi: “Guarda che cercano il tale.” E noi si faceva sparire. “Puntano il tal altro” E si faceva sparire anche quello. Particolarmente si sabotava le locomotive. Per evitare rappresaglie si metteva la rena nei cilindri dopo la corsa di prova. Poi c'era la strizzata, e stavano lì a guardare con il mitra puntato, ma tanto non ci capivano nulla, non erano mica ferrovieri! Una volta: “Via macchina pronta per la prova, via!” Un tedesco monta sopra, non si fidavano più dei collaudatori, agguanta il regolatore, vroom! Che successe? La vite di inversione di marcia era stata messa indietro invece che in avanti. Gli andò in fossa: la locomotiva appena riparata, gli andò in fossa tutta spaccata.Lettura tratta dal libro di Marco Da Vela, “Ferrovieri in tuta blu”, pubblicato da Editori riuniti nel 1990Memorie di Resistenza fiorentina è un progetto, realizzato dal Comune di Firenze, che raccoglie storie di persone che hanno contribuito alla Resistenza delle città con l’obiettivo di promuovere un patrimonio di memoria storica collettiva.
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