EPISODE · Aug 5, 2026 · 8 MIN
Black Gold: come il rap ha fatto l'aliyah in Israele e ha cancellato i palestinesi. Tamer Nafar e Kobi Shimoni
from Musica e Mondo · host Giovo
Dal 21 luglio la televisione pubblica israeliana trasmette Black Gold, docu-serie in sette puntate sui quarant'anni di hip hop israeliano. Nella scheda di presentazione c'è una parola precisa: aliyah, l'immigrazione ebraica in Israele, alla lettera "ascesa". Il testo dice che il genere, in Israele, ha fatto la aliyah. Il 2 agosto uno dei rapper che quella scena l'ha fondata spiega su Haaretz perché ha rifiutato di comparire. Si chiama Tamer Nafar, palestinese con cittadinanza israeliana, nato nel 1979 a Lod. Nel 2000 fonda i DAM, probabilmente il primo gruppo hip hop palestinese di sempre. Nel suo articolo usa un paragone netto: immaginate un rapper bianco che racconta la storia dell'hip hop senza mai nominare schiavitù, segregazione, polizia. L'hip hop israeliano, dice, vuole l'estetica della protesta senza la sua politica. C'è un precedente che rende tutto più pesante. Nel 2003 esce Channels of Rage, di Anat Halachmi: segue proprio Nafar e Subliminal, la voce più nazionalista del rap israeliano, amici prima della seconda Intifada, poi separati dalla politica. Quel film vinse un premio in Israele. Ventitré anni dopo, la stessa storia non si può più raccontare allo stesso modo. Nel mezzo, lo scontro del 2016 con la ministra della Cultura Miri Regev, che chiese di escludere Nafar da un festival pubblico. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.📢 RSS per gli altri servizi audioIG: @giovodust / @musicaemondo_news
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