EPISODE · May 28, 2026 · 7 MIN
Bramate ardentemente il latte spirituale - Omelia giovedì VIII settimana TO
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
Nel percorso della Prima Lettera di Pietro ci soffermiamo su un versetto che 21 colpisce profondamente: «Se avete gustato com’è buono il Signore». Pietro parte da un’esperienza concreta, da qualcosa che abbiamo vissuto davvero. Ci invita a guardare dentro il nostro cuore e a ricordare quando abbiamo sperimentato la bontà del Signore, quando ci siamo sentiti avvicinati, aiutati, sostenuti da lui. A volte possiamo pensare che Dio sia lontano, chiuso nel cielo, disinteressato alla nostra vita. E invece Pietro ci ricorda che abbiamo fatto esperienza del contrario: abbiamo gustato la sua bontà. È proprio questo incontro che fa nascere in noi un desiderio nuovo. Come bambini appena nati desiderio riamo il nutrimento vero Pietro usa un’immagine fortissima: siamo come bambini appena nati, anzi letteralmente come neonati appena nati. Siamo all’inizio di una vita nuova e, proprio come un neonato desidera il latte della madre, così anche noi desideriamo ardentemente il genuino latte spirituale. Questo latte, nella lingua originale, è chiamato un latte “logico”, legato al Logos, alla Parola. È un nutrimento che dà senso, ragione, significato e pienezza alla vita. È un latte genuino, senza inganno, che non ci illude e non ci avvelena dopo averci attratti. È qualcosa che ci nutre davvero e ci fa crescere verso la salvezza. Ci rendiamo conto allora che basta avere gustato anche solo un poco della bontà del Signore perché in noi nasca questo desiderio. Pietro insiste: desiderate ardentemente. E ci domandiamo se il nostro cuore desidera ancora davvero oppure se siamo diventati pallidi, abitudinari, stanchi anche della fede. Possiamo venire all’Eucaristia per abitudine, pensando che sia sempre la stessa cosa. E invece il cuore che ha gustato il Signore desidera tornare ancora a quel nutrimento, perché sa che lì trova ciò che lo fa crescere verso la salvezza. Per questo veniamo all’Eucaristia: perché abbiamo gustato la bontà del Signore e desideriamo ritrovarla ancora. Una nuova identità come pietre vive Pietro continua descrivendo tutta una crescita spirituale. Ci invita ad avvicinarci a Cristo, pietra viva, per diventare anche noi pietre vive. In lui diventiamo parte di un edificio santo e siamo chiamati a offrire il nostro sacrificio spirituale. La nostra identità cambia completamente. Eravamo “non popolo” e ora siamo diventati popolo di Dio. Un tempo eravamo esclusi dalla misericordia, ora invece abbiamo ottenuto misericordia. Tutto questo nasce dall’incontro con il Signore che abbiamo gustato e che continuiamo a desiderare. L’Eucaristia è proprio questo ritorno continuo a quella sorgente di misericordia che ci ha cambiato la vita e ci ha dato un’appartenenza nuova. Il grido di Bartimeo Questo stesso desiderio attraversa anche il cuore di Bartimeo. Lui è un uomo senza possibilità: cieco, mendicante, seduto lungo la strada mentre Gesù sta già uscendo da Gerico. Sembra che abbia perso l’occasione della sua vita. Gli altri cercano di farlo tacere, lo sgridano, ma lui continua a gridare ancora più forte. Ha bisogno di Gesù e lo invoca chiamandolo per nome: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me». Questa diventa l’immagine stessa della preghiera: il grido di chi desidera la misericordia e l’incontro con il Signore. Bartimeo non ha nulla da offrire. Non ha meriti, non ha ricchezze, non ha potere. È un mendicante, l’ultimo tra gli ultimi. Eppure continua a gridare con forza, perché sa di avere bisogno di Gesù. “Che cosa vuoi che io faccia per te?” Alla fine Gesù si ferma e dice: «Chiamatelo». Ed è bellissimo sentire quelle parole: «Coraggio, ti chiama». Gesù gli rivolge una domanda sorprendente: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Anche noi ci sentiamo raggiunti da questa domanda. Che cosa desideriamo davvero? Che cosa ci sta più a cuore oggi, questa sera, nella situazione concreta che stiamo vivendo? Dopo le fatiche e le giornate che portiamo dentro, che cosa vogliamo chiedere al Signore? Bartimeo non cerca potere o privilegi, come avevano fatto i discepoli nei giorni precedenti. Chiede semplicemente: «Che io veda di nuovo». Gesù allora gli dice: «La tua fede ti ha salvato». È la fede di chi desidera veramente, di chi grida con tutto il cuore, di chi sa di avere bisogno della misericordia di Dio. Seguire Gesù lungo la strada Bartimeo recupera subito la vista e si mette a seguire Gesù lungo la strada. Diventa un nuovo discepolo. Non è stato soltanto un incontro occasionale destinato a finire. Adesso il suo cammino continua insieme a Gesù, verso Gerusalemme. Di Bartimeo poi non sappiamo più nulla, ma in fondo ci siamo noi dentro la sua storia. Anche noi siamo quel mendicante che grida il proprio bisogno e desidera incontrare il Signore. Per questo, nella preghiera e nell’Eucaristia, facciamo nostro il suo grido. Davanti all’altare diciamo al Signore ciò di cui abbiamo bisogno davvero e apriamo il nostro cuore alla sua grazia.
What this episode covers
Nel percorso della Prima Lettera di Pietro ci soffermiamo su un versetto che 21 colpisce profondamente: «Se avete gustato com’è buono il Signore». Pietro parte da un’esperienza concreta, da qualcosa che abbiamo vissuto davvero. Ci invita a guardare dentro il nostro cuore e a ricordare quando abbiamo sperimentato la bontà del Signore, quando ci siamo sentiti avvicinati, aiutati, sostenuti da lui. A volte possiamo pensare che Dio sia lontano, chiuso nel cielo, disinteressato alla nostra vita. E invece Pietro ci ricorda che abbiamo fatto esperienza del contrario: abbiamo gustato la sua bontà. È proprio questo incontro che fa nascere in noi un desiderio nuovo. Come bambini appena nati desiderio riamo il nutrimento vero Pietro usa un’immagine fortissima: siamo come bambini appena nati, anzi letteralmente come neonati appena nati. Siamo all’inizio di una vita nuova e, proprio come un neonato desidera il latte della madre, così anche noi desideriamo ardentemente il genuino latte spirituale. Questo latte, nella lingua originale, è chiamato un latte “logico”, legato al Logos, alla Parola. È un nutrimento che dà senso, ragione, significato e pienezza alla vita. È un latte genuino, senza inganno, che non ci illude e non ci avvelena dopo averci attratti. È qualcosa che ci nutre davvero e ci fa crescere verso la salvezza. Ci rendiamo conto allora che basta avere gustato anche solo un poco della bontà del Signore perché in noi nasca questo desiderio. Pietro insiste: desiderate ardentemente. E ci domandiamo se il nostro cuore desidera ancora davvero oppure se siamo diventati pallidi, abitudinari, stanchi anche della fede. Possiamo venire all’Eucaristia per abitudine, pensando che sia sempre la stessa cosa. E invece il cuore che ha gustato il Signore desidera tornare ancora a quel nutrimento, perché sa che lì trova ciò che lo fa crescere verso la salvezza. Per questo veniamo all’Eucaristia: perché abbiamo gustato la bontà del Signore e desideriamo ritrovarla ancora. Una nuova identità come pietre vive Pietro continua descrivendo tutta una crescita spirituale. Ci invita ad avvicinarci a Cristo, pietra viva, per diventare anche noi pietre vive. In lui diventiamo parte di un edificio santo e siamo chiamati a offrire il nostro sacrificio spirituale. La nostra identità cambia completamente. Eravamo “non popolo” e ora siamo diventati popolo di Dio. Un tempo eravamo esclusi dalla misericordia, ora invece abbiamo ottenuto misericordia. Tutto questo nasce dall’incontro con il Signore che abbiamo gustato e che continuiamo a desiderare. L’Eucaristia è proprio questo ritorno continuo a quella sorgente di misericordia che ci ha cambiato la vita e ci ha dato un’appartenenza nuova. Il grido di Bartimeo Questo stesso desiderio attraversa anche il cuore di Bartimeo. Lui è un uomo senza possibilità: cieco, mendicante, seduto lungo la strada mentre Gesù sta già uscendo da Gerico. Sembra che abbia perso l’occasione della sua vita. Gli altri cercano di farlo tacere, lo sgridano, ma lui continua a gridare ancora più forte. Ha bisogno di Gesù e lo invoca chiamandolo per nome: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me». Questa diventa l’immagine stessa della preghiera: il grido di chi desidera la misericordia e l’incontro con il Signore. Bartimeo non ha nulla da offrire. Non ha meriti, non ha ricchezze, non ha potere. È un mendicante, l’ultimo tra gli ultimi. Eppure continua a gridare con forza, perché sa di avere bisogno di Gesù. “Che cosa vuoi che io faccia per te?” Alla fine Gesù si ferma e dice: «Chiamatelo». Ed è bellissimo sentire quelle parole: «Coraggio, ti chiama». Gesù gli rivolge una domanda sorprendente: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Anche noi ci sentiamo raggiunti da questa domanda. Che cosa desideriamo davvero? Che cosa ci sta più a cuore...
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Bramate ardentemente il latte spirituale - Omelia giovedì VIII settimana TO
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