EPISODE · Apr 13, 2026 · 6 MIN
C’è un buio che non è assenza di Dio, anzi se avremo un cuore docile scende a prenderci per andare insieme oltre. Lunedì 13-4-26 2P
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
L'accostamento che abbiamo anche tra le letture è molto stimolante oggi, una preghiera nello Spirito che termina con questo terremoto, con questa presenza di Dio libera e questo discorso tra (Gesù e) Nicodemo, che è un personaggio molto particolare, compare altre volte qui nel Vangelo, ma questa è la prima volta. Va da Gesù di notte e probabilmente la notte non era un fatto delle ore del giorno, era una notte che aveva dentro. Si rende conto che questo Maestro, questo Rabbi, dice delle cose, anzi dice ne abbiamo anche parlato tra di noi, è chiaro che quello che tu fai c'entra Dio, però è nella notte, cioè è in un buio tale dentro di sé che non capisce, non sa come capire. È una questione fondamentale per la vita cristiana di tutti i tempi, perché mi sembra di poter dire anche oggi in Italia dove diciamo che la percentuale dei battezzati è molto alta, ma non sembra, cioè non basta aver ricevuto il battesimo per poi vivere una vita a secondo il battesimo, secondo lo Spirito, se uno nasce d'acqua e da spirito dice Gesù non può entrare nel regno di Dio, ma noi siamo nati d'acqua e da spirito e com'è che non ce ne accorgiamo del regno di Dio? Perché non è soltanto un fatto, perdonatemi, meccanico o semplicemente tradizionale, cioè non basta buttare dell'acqua sulla testa, acqua benedetta per carità, un battesimo lecito. Forse nella stragrande maggioranza dei casi la vita di fede che è iniziata con quell'atto lì non è che corrisponde realmente alle intenzioni di quelli che l'hanno chiesto, che forse volevano una robettina tradizionale giusto per fare la festicciola, solo che hai chiamato in ballo Dio. Poi che cosa succede nella vita di questa persona, chi lo sa! Ma a quel dono che entra nella vita di quella persona, che forse rimane anche a lungo diciamo tra le cose del garage, quelle che non vai a prendere di solito, ce l'hai lì sai che c'è però… attenzione perché in realtà se c'è qualche cosa la potrebbe sempre agganciare ed è quello che Gesù cerca di far capire come la necessità del “nascere dall’alto”. Sì nascere dall'alto, continua a non capire Nicodemo ma anche noi forse spesso non capiamo che cosa significhi nascere dall'alto, cioè permettere allo Spirito che abbiamo ricevuto ed è presente nella nostra vita di dirci anche quello che in realtà noi non vorremmo né sentire né capire. Permetterglielo vuol dire anche fare come sta facendo Pietro nella prima lettura, cioè invocarlo in quel momento in cui dobbiamo prendere delle decisioni, dobbiamo intraprendere un cammino però non sappiamo come fare allora gli diciamo guida, guida la mia vita, guida le mie scelte, guida, cioè non accontentarmi in quello che ti sto chiedendo: fai tu la strada, io ti seguo. Questo è un atto di fede che implica una grande umiltà, non solo il riconoscere che non sappiamo fino in fondo qual è la strada migliore, ma che tu me la puoi suggerire, sì, questo credo che sia la vera invocazione, guidami. È qualcosa che ritornerà spesso, lo vedremo negli Atti degli apostoli che leggeremo prolungatamente in questo tempo insieme a brani del Vangelo nei quali lo Spirito verrà anche a stanare le nostre indecisioni, le nostre preclusioni e forse anche le nostre fughe, quelle per cui in realtà io sto andando da un'altra parte Signore. Allora forse quello che all'inizio era buio nella docilità del cuore diventerà come luce, come dice il Salmo 139(138), per te le tenebre sono come luce e tu vedi bene anche nelle mie tenebre e mi dai anche la capacità di vedere nelle mie tenebre se avrò quel cuore docile che tu stai cercando di risvegliare.
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C’è un buio che non è assenza di Dio, anzi se avremo un cuore docile scende a prenderci per andare insieme oltre. Lunedì 13-4-26 2P
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