C’è una luce che non accusa,
non umilia, semplicemente illumina. In quella luce sii te stesso, libero finalmente.Mercoledì 15-4-26 2P episode artwork

EPISODE · Apr 15, 2026 · 7 MIN

C’è una luce che non accusa,
non umilia, semplicemente illumina. In quella luce sii te stesso, libero finalmente.Mercoledì 15-4-26 2P

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Dall'insegnamento a Nicodemo, che già in questo capitolo terzo di Giovanni ci sta accompagnando da un paio di giorni, si capisce sempre più che c'è un'intenzione di insegnamento per ogni uomo. Intanto sul perché è venuto il Figlio di Dio, che non è venuto per giudicare, per condannare. Non so, però mi sembra già una bella notizia. Siamo convinti che sia così? Cioè, la fiducia che Gesù è il Salvatore, è venuto come luce perché non restassimo nelle nostre tenebre, a meno che noi non vogliamo starci nelle nostre tenebre, e allora è un problema. Spero di essermi spiegato. Poi ci sarebbe anche da tradurre un termine, “faulà”, che secondo me è molto rivelativo, perché viene tradotto con “malvagie”, le loro opere erano malvagie, per questo non volevano venire alla luce. In realtà non dice malvagie, faulà vuol dire che erano inconsistenti, è come se ci fosse del buio e io vi dicessi che ho dei lunghi capelli neri, sono alto un metro e novanta… c'è la luce e dici, guarda, si vede che non è così. Più o meno è questo, l'inconsistenza la vedi se c'è la luce. Allora lui è venuto a portare luce. noi che cosa preferiamo? Stare tra lusco e brusco si dice a Bologna, con quella poca luce che non si vede bene come stanno le cose, per cui andiamo avanti, ma come vai avanti? Per me questo testo dovrebbe farci innanzitutto il regalo della gioia, cioè nel momento in cui viene come luce, noi dovremmo già sentire la gioia che cresce, perché finalmente mette un po' di chiaro anche nella mia vita. Perché se ci sono delle cose che non vanno bene, nella luce le chiariamo e ci fa grazia, se pensi che non si è venuto a giudicarti, se pensi che la luce è un dono per te, se non ti vuoi difendere le tue zone di confort negativo, quelle dove siamo molto contenti di dire che non va bene niente, le nostre zone di lamentela, strani compiacimenti che a volte abbiamo, non mi capisce nessuno, parli bene e dopo ti capisco. Allora, la forza del convincimento è bella perché non c'è bisogno di fare nessuna apologia, nessuna difesa, semplicemente luce, lasciamo fare a questa luce, ed è una luce che manifesta la verità, cioè ci manifesta anche in che rapporto stiamo con il Signore. Oggi mi piace pensare che Lui sia venuto così: non è venuto per condannare, è venuto per renderci liberi, per questo continua a venire. pensate che folli saremmo ad andare a messa pensando che viene a giudicare i nostri peccati. Uno non va più a messa, fatti i fatti tuoi, stiamo ognuno a casa sua, ma nel momento in cui iniziamo a credere e a sentire che il suo venire è per la nostra salvezza, allora dice no, io voglio andarci, e infatti lo dice chi crede in Lui non è condannato, ma condannato da chi? Non da Lui, la condanna sono tutti quei pensieri che a volte abbiamo o pensieri che gli altri potrebbero avere su di noi. quella è una condanna che rimane se non accogliamo il Cristo, rimaniamo in questi cortocircuiti, chi non crede è condannato a stare lì, ma chi crede è libero da tutto questo. Allora la sua venuta è questa bella notizia. Per cui anche oggi il nostro sentire che siamo venuti a messa anche con la nostra pochezza ma con il desiderio del suo venire da Signore che è una verità, è una luce che viene a rallegrarci, a purificarci ma a donarci se stesso. Per renderci partecipi di sé. Quando siamo così dovremo sentire una grande pace, non c'è paura di dover avere dei meriti per rientrare in questa salvezza perché nessuno si salva da solo, ma possiamo avere se volete tra le due il merito di dire so che solo con te la mia vita ha senso, son qua, vieni, e questo credo che sia il vero desiderio che ci purifica. Allora questa verità che si sta un po' alla volta rivelando perché il discorso di Gesù sta andando sempre più in profondità, portiamola a casa come un'opportunità, un ambito di salvezza che mi sta interpellando. Ma io sto rispondendo? mi sto lasciando prendere per mano e guidare, accompagnare a vedere la vita in un altro modo? oppure preferisco rimanere nelle mie idee, in quelle tenebre, in quell'inconsistenza che poi farò fatica a difendere?

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