Comandamento indica movimento: vieni nel mio cammino. Non è una catena, ma comunione. Domenica 10-5-26 6P episode artwork

EPISODE · May 10, 2026 · 8 MIN

Comandamento indica movimento: vieni nel mio cammino. Non è una catena, ma comunione. Domenica 10-5-26 6P

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Siamo in giorni speciali perché quest'ultimo tempo di Pasqua, tempo pasquale, ha un'insistenza che a volte non capiamo sulla presenza dello Spirito Santo, tant'è che culminerà proprio con la Pentecoste questo tempo e abbiamo bisogno proprio di cogliere il significato di questo perché è molto concreto. Vorrei partire semplicemente da quello che gli Atti degli Apostoli ci pongono davanti. Filippo, che è sceso in queste città della Samaria, predicava Cristo, ma la sua predicazione non sono soltanto parole, parole che trasformano, gesti che rialzano, che guariscono, che fanno uscire da noi gli spiriti impuri perché la genuinità del Vangelo caccia via gli altri spiriti divisivi. Questo ci dovrebbe aiutare tante volte a capire che se abbiamo gesti e parole di divisione non è lo Spirito Santo che ci guida, anzi. Quindi attraverso Filippo la notizia arriva a Gerusalemme per cui Pietro e Giovanni scendono in Samaria e pregano proprio lo Spirito Santo perché era evidente, un po' forse come la nostra situazione, abbiamo ricevuto il Battesimo ma spesso viviamo come se lo Spirito Santo non ci fosse. Se avete fatto caso sembra quasi che assomigli alla scelta della Chiesa Cattolica di fare la Cresima non insieme al Battesimo, come fa la Chiesa Orientale, ma in un secondo momento con una maggiore possibilità di decidersi per vivere dello Spirito Santo c'è questa imposizione delle mani. Dice che imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. Il gesto dice qualcosa che dovrebbe aiutarci per fare dei veri passaggi. I passaggi non sono semplicemente ce l'ho, ce l'ho, ce l’ho. I passaggi sono una volta che riceve lo Spirito e perché possa vivere di questo Spirito. Per questo credo che le parole di Gesù nel Vangelo di oggi ci possono guidare a fare veramente anche noi un passaggio perché dice Gesù che lo Spirito viene chiamato “Paraclito”. Uno potrebbe dire traducono tutto quanto dal greco perché questo termine l'hanno lasciato così? Io ho una predilezione per questo termine perché il Paraclito può essere tradotto il difensore, l'avvocato per intenderci, ma anche colui che ti esorta, colui che ti consola, quindi colui che viene dentro di te per farti sentire quello che è proprio dentro di Dio. Per questo dice che rimane presso di voi ma sarà in voi. E allora sarà sì, ma quando? Abbiamo già ricevuto lo Spirito Santo. Ogni volta che facciamo la comunione riceviamo un nuovo dono dello Spirito. Quindi la vita di fiducia nel Signore e nella sua azione passa proprio da questa parola. Una parola che facendola, ascoltandola e accogliendola nel cuore, permette allo Spirito di essere attore con noi nella vita, come Filippo. Decidersi per vivere di fede non è semplicemente adesso mi sforzo, non è questa la strada. Io lo penso perché a volte un po' come dei giocatori incalliti che sbagliamo e facciamo sempre le stesse cose, sempre uguali. Ma come si fa a cambiare? Guardate che c'è una scioltezza interiore che nasce proprio dall'ascolto di Dio che ci parla. Per questo Gesù ha questa bellissima espressione che vorrei sottolineare. Lo dice di questo piccolo brano sia all'inizio che alla fine. Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Comandamenti? Cosa vuol dire la parola comandamenti? Credo che letteralmente in questo caso significhi proprio le indicazioni che sono le mie scelte di vita e siccome vogliamo essere in sintonia con lui quello che ci indica dice aspetta lo voglio fare anch'io. Quindi non considerateli delle imposizioni, perché per imposizione uno regge per un po' poi molla. Invece l'indicazione chiama in ballo la tua libertà. Il decidersi per la comunione con il Signore passa da un'indicazione nella quale tu dici ma anche a me interessa e quindi mi muove, co-mando: io ti indico quello che è il mio cammino per questo vuol dire ti mando a fare questa cosa ma insieme a me. I comandamenti, le indicazioni del Signore sono il modo concreto per essere in comunione con Lui e quindi vivere quello che Lui stesso vive. Su questo vi invito a farlo un po' vostro, cioè a meditarlo nel cuore perché Gesù lo specifica subito dopo. Chi accoglie i miei comandi e li osserva questo qui mi ama. Mi ami se entri nel mio in sintonia con me, lasci che queste parole continuino a parlarti nel cuore. Infatti dice non soltanto mi ama ma sarà amato dal Padre mio e anch'io mi manifesterò a Lui. Il Signore si manifesta proprio in quella vita d'amore che scaturisce da questa sequela, da questo ascolto che diventa desiderio, che diventa scelta di vita. Ci aiuti il Signore a rendercene conto perché Lui infatti non è più qui come era duemila anni fa ma lo Spirito Santo sì, c'è come duemila anni fa e ancora agisce se glielo permettiamo. Ci sta invitando a usare la nostra libertà, ci indica, ci parla, continua a farlo perché ciascuno liberamente ascolti, accolga e scelga.

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