EPISODE · Dec 31, 2015 · 34 MIN
Come creare un’azienda vitivinicola nella tenuta di famiglia e finire sul Guardian – con Camilla Rossi Chauvenet di Massimago
from Wine Hub · host Wine Hub
Per il vino italiano si parla spesso di sfida dell’innovazione mentre è assai più raro trovare degli esempi di innovazione, di startup del vino, di giovani alla guida delle aziende del settore. Nell’ultima puntata dell’anno a Wine Internet Marketing Podcast parliamo con Camilla Rossi-Chauvenet di Massimago che The Guardian ha segnalato tra le aziende più innovative del Valpolicella. Ci racconta il suo modo di creare un’azienda vitivinicola nella tenuta di famiglia.Ho pensato a un Amarone più verticale di quello che siamo abituati a conoscere. Ma la mia sfida è comunicare che la campagna è sexy e trasformare la cantina in luogo di ritrovo. Io per prima avevo considerato la campagna noiosa, e quindi per prima mi ero resa conto che era difficilissimo comunicare, anche banalmente ai miei amici o alle persone che conoscevo, che il mio era un lavoro bellissimo e che la cantina è un posto da vivere. Questa cosa si può fare solo coinvolgendo le persone, spingendole a provare un’esperienza fisica.Camilla Camilla Rossi-Chauvenet MassimagoMassimago su The GuardianPuoi ascoltare l’intervista audio, cliccando in alto in questo articolo. Qui sotto c’è la completa trascrizione.Bentrovati, dunque. Si dice spesso che una delle sfide del vino è di innovare, di essere giovane, di saper parlare ai giovani. Per questo, oggi, credo che a Wine Internet Marketing abbiamo proprio la persona giusta. Perché oggi parliamo con Camilla Rossi-Chauvenet di Massimago, che anche il Guardian ha segnalato tra le aziende più innovative del Valpolicella.Benvenuta, Camilla.Camilla: Grazie, grazie!Stefano: Ciao Camilla. Allora, dico due cose di te, che leggo, insomma, sei nata a Verona nel 1984, quindi sei giovanissima, hai studiato Scienze e tecnologie agrarie a Padova, al Politécnico di Madrid e all’École nationale supérieure agronomique di Montpellier. Poi hai trasformato la tenuta di famiglia, appunto, in Valpolicella, in un’azienda vinicola nel 2003… è corretto? Quando avevi solo 20 anni?Camilla: Sì. Corretto, corretto.Stefano: Allora, intanto Camilla… ti ho sentito raccontarti, presentarti come “una contadina in una famiglia di avvocati”, è così, giusto?Camilla: Sì, è così. Nella mia famiglia sono quasi tutti astemi, quindi il mondo del vino era molto lontano…Stefano: Astemi, addirittura!Camilla: Sì, sì. Poi adesso tutti si sono un po’ lasciati trasportare e quindi in questo momento stanno facendo un corso di sommelier, e quindi li ho convertiti, sono riuscita a convertirli! Però anch’io, anche la mia storia inizia quando avevo 18 anni, proprio grazie ad un corso di sommelier, quindi ho frequentato l’AIS e un po’ per curiosità, ero fanatica, proprio di profumi, quindi non vedevo l’ora di poter capire qualcosa in più sul vino, e il corso di sommelier, poi, è stata la porta che si è spalancata e mi ha trascinata poi nel mondo del vino. Quindi, sai, a 18 anni, quando non sai bene poi cosa sarà della tua vita, il fatto di fare un corso così, per me è stato veramente molto affascinante, e poi mi ha aiutato anche nella scelta dell’università, quindi dove avrei studiato e che cosa avrei fatto poi nella vita.Stefano: Quindi, a 18 anni avevi già in mente il vino, in quel periodo lì, dopo il corso di sommelier...
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