EPISODE · Jun 7, 2026 · 10 MIN
"Come può la fede aiutarmi concretamente nella vita?" Domenica 7-6-26 Corpus Domini
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Una bella forza dovrebbe darci oggi questa festa, perché si pone nella prospettiva del cibo che ti fa vivere. Così si definisce Gesù. C'è un “ma”: forse ce ne saranno tanti, ognuno potrebbe avere il suo. La domanda che nel Vangelo si rivolgono tra di loro, come se ne parlassimo tra di noi: Come può Costui darci la sua carne da mangiare? Per arrivare a capire questo, che pare essere il vero motivo di scandalo, partirei proprio dal testo del Deuteronomio, che è un invito. Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere per questi quarant'anni nel deserto. Poi dice qualcosa che non ci piace. Per umiliarti e metterti alla prova… vorrei provare a fare un attimo mente locale, perché il cammino della vita che facciamo non è che il Signore ci umili, non ce n'è bisogno. Sono le nostre scelte e a volte le situazioni in cui ci troviamo che evidenziano la nostra pochezza, la nostra poca capacità di risolvere i problemi. Ecco perché è così importante camminare nella fede e scoprire che cosa ti possa veramente aiutare a fare questo cammino, perché nelle prove della vita che ci sono per tutti, tu abbia l'energia per affrontarle. Per me guardare i vostri volti e sapere quante fatiche ci sono nella vita quotidiana per ciascuno vuol dire poi trovare il modo per dire questa parola ci serve. Questa parola è il vero cibo, l'alimento che ci dà l'energia per affrontare e superare, per starci dentro e saperne venire fuori, proprio perché è cibo, è energia vitale ed è la prospettiva della nostra esistenza. Cioè avendo questa forza d'amore dentro di noi, che è la presenza del Signore stesso, saremo vincitori. Cioè come si vince? In una vita come lui vive, in una vita che è amore eterno. Adesso stiamo imparando ma questa sarà la nostra condizione finale. Per questo ritorno alla domanda, ma come si fa a ricevere dentro di noi il Signore? Per noi che abbiamo fatto un po' di teologia, nel senso abbiamo fatto il catechismo sui anni che andiamo a messa, abbiamo ascoltato tante volte le parole, abbiamo come dire fatto delle categorie, fatto dei ragionamenti, tanto che potremmo anche partecipare alla messa con il pilota automatico, avete presente? Lo conoscete il pilota automatico? Tutti quanti ne abbiamo qualcuno nelle cose che facciamo. E forse il pilota automatico a messa è entri, rispondi, finita la messa. Se per caso qualcuno fuori dalla chiesa ti chiedesse, ti ricordi che Vangelo c'era oggi? Tu divaghi, sai che oggi la zia ha detto… ecco per dare un'idea, cioè il pilota automatico ti toglie la consapevolezza. Fai le cose, cose vere, buone e giuste come mangiare, dormire. Sapete le tre cose necessarie nella vita? Eh no, pappa, nanna e cacca sono quelle che, poi le altre cose vediamo come possiamo fare. Però c'è un gusto della vita, una consapevolezza che dà energia a cui il Signore ci sta chiamando. E la domanda che fanno tra sé, come può Costui darci la sua carne da mangiare, in realtà è una tentazione che sentiamo nel cuore quando, davanti alle difficoltà e alle prove, non sappiamo come fare, non troviamo l'energia, non sappiamo come la nostra fede possa essere veramente una soluzione attraverso un cammino che ci trasforma. Allora, se non abbiamo ancora ritenuto assurdo che Gesù dica che dobbiamo mangiare la sua carne, cioè che Lui è il nostro cibo, parola, eucaristia, che vuol dire vita cristiana, cioè Cristo è l'alimento della mia vita. Imparo a nutrirmi di Lui nelle situazioni quotidiane perché io abbia questa energia dentro di me. Allora, nei momenti di fatica, avvolti di buoi totale può tornare questa parola, ricordati del cammino che il Signore ha fatto con te, nelle prove della vita Lui era con te. E d'altronde ricorderete, il Vangelo di Matteo ha un'espressione sintetica, all'inizio dice che Lui è l'Emmanuele, il Dio con noi. Questa è un'espressione sintetica che dovremmo custodire nel cuore perché in certi momenti è come quando sei davanti alla porta e non trovi le chiavi, no? Sei lì, ce l'avevo, cerchi addosso, la cerchi dappertutto, non la trovi. Senza chiave non si entra: L'Emmanuele, Dio con noi, e si apre. La comunione è questo, per pane di ogni giorno, lo diciamo nel Padre nostro, dacci oggi il nostro pane quotidiano, per pane di ogni giorno custodiamo e ritroviamo continuamente la parola e l'Eucaristia. Permettetemi, se possibile, entrambe. Lui si propone così e si capisce il perché. Abbiamo proprio bisogno di essere nutriti e Lui dice io sono il cibo. In quello che dice e nel suo dono totale perché l'Eucaristia, il pane spezzato, è il sacramento della sua morte e risurrezione, del fatto che Lui sulla croce c'è veramente andato ed è veramente risorto. Quella è la sintesi. So che quando uscirete farete a gara teologica, vi scambiate le domande per vedere, adesso vediamo se abbiamo capito, ma sarà proprio la vita, forse le cadute e tutte le volte che ci rialzeremo a dirci se veramente Cristo è diventato l'alimento con cui il nostro cammino si trasforma ogni giorno da una fatica e una ferita che sembra incurabile alla gioia di essere una cosa sola con Lui ed è quello che sinteticamente abbiamo ascoltato in San Paolo oggi, vi è un solo pane, un solo cibo e noi proprio per questo siamo un solo corpo, tutti partecipiamo dell'unico pane. Non dovremo neanche più parlare di pace in casa, nel mondo, perché se è vero che questo è il nostro cibo è questo che ci dà veramente pace e unità, ci fa riscoprire nella nostra diversità membra di quest'unico corpo.
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