EPISODE · Jun 30, 2026 · 4 MIN
Compagno nel cammino nelle tempeste della vita ci suggerisce come viverle. Martedì 30-6-26 13o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Abbiamo una parola potente oggi che possiamo accogliere e credo che possa aiutarci a reimpostare un po' lo sguardo sulla realtà, sulla vita che viviamo, perché l'evento sconvolgente che manifesta la nostra sfiducia nel momento in cui ci sono delle prove nella vita è proprio questo. Siamo nella vita e a un certo punto ci si rende conto che, come dicono i discepoli sulla banca, siamo perduti, cioè non abbiamo la capacità di affrontare quello che succede perché ci sembra che ciò che succede è la fine, sconvolge tutto. Non abbiamo futuro? La grande domanda è questa, ma la morte è l'ultima parola sulla storia degli uomini? Pare che in questa situazione Gesù c'è, ma dorme. Che sonno è quello di Gesù? Perché il Signore non interviene secondo i nostri pensieri e desideri e progetti? Perché? L'intervento di Gesù credo che risponda molto più profondamente di quanto non ci potessimo mai aspettare. Il suo intervento è di colui che sorge dal sonno, è il risorto, il vivente e tutti da Lui iniziamo a vedere, a capire qual è l'esito della nostra vita. Dov'è Giuliano? È nella vita, non c'è sconvolgimento che davanti a Lui sia di più. Lui mette a tacere il vento e il mare, è questa domanda che i discepoli si fanno, è una domanda che viene rivolta a chi? Se non a chi vuole attraverso il Vangelo stare nella vita, guardare la vita con gli occhi del Vangelo, chi è mai costui che perfino i venti e il mare gli obbediscono? Che vuol dire che davanti alla nostra impotenza per tutto quello che succede nella vita e che quindi saremo perduti, c'è colui che invece di questo è il Signore, è il Signore che vince, vince in un modo in cui noi non riusciamo a realizzare ancora, perché se lo realizzassimo la nostra vita di tutti i giorni sarebbe abitata da Lui. L'amore con cui il Signore ci ama non è nell'eventualità in cui forse avremo bisogno, no, abbiamo bisogno. Siamo perduti, è la nostra condizione da quando siamo nati, andiamo in una vita in cui c'è questa certezza, affronteremo vicende fino alla morte che dicono che noi non riusciamo, ma Lui è lì sulla barca con noi, con i discepoli di tutti i tempi, Lui si ridesta e ci ridesta. Abbiamo proprio bisogno di lasciarci prendere per mano. Oggi la nostra fede può ricevere questa luce, questa consolazione che fa di questo momento di passaggio un momento e un'occasione di vita nuova, di una luce che brilla dentro i nostri cuori e che nessuno potrà mai spegnere. Questo è un dono che il Signore ci fa, quindi la nostra speranza oggi non è semplicemente che non ci siano più sofferenze, tribolazioni, ma Lui con noi in tutto quello che succede, come è stato penso agli ultimi quattro anni, ma come sempre sarà, è il Signore che cammina con noi, è Lui la meta della nostra vita, ma è anche il compagno della nostra vita, un vero compagno di viaggio.
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