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Jul 7, 2020 3 min

Cosa dice Google di te?

from Digital Trasformation Hosted by Valerio Maria Murgolo

Con l’avvento del web è diventato fondamentale avere una presenza on-line che completi il nostro profilo professionale. Oramai il curriculum vitae non esprime più il valore e le competenze delle persone, anche il mondo del recruitment si è evoluto come quello del consumer.. Oggi un head hunter, un recruiter, per prima cosa valutata la presenza on-line del candidato, analizzando anche le sue digital skill, la sua presenza on line e la reputazione. Spesso si pensa che la presenza on-line sia dei vip, di influencer, ma in realtà è ormai una sfera pubblica, in cui tutti attingiamo informazione per comprendere qual scelta effettuare. Come un consumatore sceglie il proprio brand (prodotto/servizio) navigando, informandosi, confrontandosi, leggendo blog e forum, comparando esperienze, in egual modo quando necessitiamo di un collaboratore, dipendente, partner e così discorrendo, per prima cosa digitiamo nome e cognome su Google.. Il nostro nuovo biglietto da visita diventa Google, il risultato di ricerca con il nostro nome e cognome diventano il modo in cui le persone si fanno un’impressione di chi siamo, cosa facciamo e cosa possiamo offrire. Il problema, e la conseguenza, è che sul web non siamo chi diciamo di essere ma siamo ciò che Google dice che siamo. Per questo motivo è molto importante curare molto l’aspetto on-line, perché potrebbe creare notevoli danni. Per Ego-Surfing si intende la digitazione del proprio nome e cognome direttamente sulla barra di ricerca di Google per verificare in quale delle seguenti 4 situazioni si è: 1)Positiva, quindi la ricerca all’interno della Serp restituisce un’immagine coerente, chiara e rappresentativa delle nostre competenze, di cosa sappiamo fare e cosa offriamo. Può restituire anche risultati non strettamente aderenti alla professione, ma a completamento di un quadro positivo, per esempio aver giocato anni a Basket. 2)Non esisti, quindi la serp di Google non restituisce risultati, sia per scelta, non vogliamo condividere il nostro lavoro, le nostre passioni o gli hobby, ma anche perché non ci sono altri risultati che parlano di noi. In questo caso Google non riesce a rilevare informazioni definendo chi sei e cosa fai. 3)Non ti indentifica, il motore di ricerca non riesce a trovarti perché ci sono omonimi, oppure perché ci occupiamo di molte cose contemporaneamente ma non ci siamo mai preoccupati di metterli in relazione. 4)Immagine negativa, nel caso in cui i motori di ricerca restituiscono risultati che ci danneggiano, che parlano male di noi. Sicuramente questa è la situazione peggiore, più dannosa, motivo per cui è fondamentale curare la propria immagine e gestire questo problema. Se non saremo noi a gestire la nostra comunicazione potrebbe pensarci qualcun altro a gestirla per noi, immagina scenari, illegali, in cui qualcuno può pubblicare un video in cui sei presente in una situazione particolare, se non sei attento, e nel caso non denunci, potrebbe ritorcersi per molto tempo sulla propria immagine on-line. Occorre quindi prendersi cura della propria presenza in rete definendo con precisione chi siamo e di cosa ci occupiamo come persone e come professionista, preoccupandoci sempre di verificare cosa si dice di noi on-line.

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This episode was published on July 7, 2020.

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