Custodire ed essere custoditi - Omelia mercoledì VII settimana di Pasqua episode artwork

EPISODE · May 20, 2026 · 7 MIN

Custodire ed essere custoditi - Omelia mercoledì VII settimana di Pasqua

from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini

Abbiamo ascoltato una delle preghiere più intense di Gesù poco prima della sua passione: “Padre Santo, custodiscili nel tuo nome”. In queste parole sentiamo tutta la responsabilità e l’amore che Gesù prova per i suoi discepoli. Lui stesso dice di averli custoditi nel nome del Padre: li ha protetti, accompagnati, amati, conosciuti profondamente. Ora però questa custodia viene affidata al Padre, perché Gesù sta tornando a Lui. È commovente vedere come questa relazione di vicinanza e di amore non venga interrotta, ma consegnata nelle mani di Dio. Paolo affida la Chiesa a Dio Nella prima lettura degli Atti degli Apostoli ritroviamo la stessa dinamica. Paolo si congeda dagli anziani di Efeso: li ha fatti chiamare a Mileto e rivolge loro un lungo discorso pieno di affetto e di responsabilità. Anche lui parla di custodia: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge”. Colpisce molto il modo in cui Paolo parla della Chiesa. Non è la sua Chiesa, non appartiene agli anziani, ma è “la Chiesa di Dio”. È il gregge che Dio si è acquistato con il sangue del proprio Figlio. Questa espressione è fortissima: significa che ciascuno di noi è prezioso agli occhi di Dio, perché è stato salvato al prezzo del sangue di Cristo. Per questo siamo affidati gli uni agli altri. Paolo si è preso cura della comunità, gli anziani dovranno continuare a farlo, e anche noi siamo chiamati a custodirci reciprocamente. Ognuno è fragile, esposto ai pericoli, alla dispersione, ai “lupi rapaci” di cui parla Paolo. Per questo serve una continua opera di attenzione, protezione e amore. Una custodia fatta di vicinanza concreta Paolo racconta con semplicità come ha vissuto questa missione. Per tre anni, notte e giorno, non ha smesso di stare vicino ai fratelli, ammonendo ciascuno con lacrime. È l’immagine di un padre che accompagna i figli con dedizione e tenerezza. Non si è limitato alle parole. Ha lavorato con le sue mani, senza cercare denaro o privilegi. Ha vissuto il servizio concretamente, sostenendo i deboli e condividendo la fatica quotidiana. Anche noi conosciamo bene questa forma di custodia. La viviamo nelle nostre famiglie, con i figli, con i nipoti, specialmente quando qualcuno attraversa una difficoltà. La vera cura si esprime nella pazienza, nella presenza, nel sacrificio quotidiano. Paolo ci lascia una frase bellissima: “Si è più beati nel dare che nel ricevere”. Custodire gli altri significa proprio questo: donare noi stessi. Non soltanto parole o preghiere, pur importanti, ma tempo, energie, pazienza, sudore, vita concreta. L’amore che rimane accanto Questa custodia prende forma in tanti modi diversi. Pensiamo ai ragazzi che portano aiuti in Ucraina, mettendosi al servizio di chi soffre. Oppure alla testimonianza commovente di quel marito che continua a stare accanto alla moglie malata di Alzheimer. Anche se lei non riesce più a rispondere come prima, anche se sembra non capire, lui continua a dirle il suo amore con la presenza fedele. Le resta vicino, si prende cura di lei, aiutato anche da tante altre persone. È un’immagine bellissima di ciò che significa custodire qualcuno: amare senza pretendere nulla in cambio, restare accanto anche nella fragilità più grande. Affidati alla parola della grazia Alla fine del suo discorso Paolo dice una frase molto profonda: “Ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia”. Spesso pensiamo di “affidare” noi la Parola agli altri, ma qui scopriamo il contrario: siamo noi a essere affidati alla Parola. È la Parola di Dio che ci prende per mano, ci custodisce, ci illumina e ci sostiene. È una parola di grazia, capace di edificare la comunità. Questa forza costruisce il nostro stare insieme come Chiesa di Dio: una comunità che intreccia relazioni di cura, attenzione e amore, senza giudizio. La grazia della Parola ci ricorda che apparteniamo al Signore, che siamo consacrati a Lui e custoditi dalla sua potenza. Rinnovare il nostro impegno di carità Per questo vogliamo affidare al Signore tutta la nostra vita e le nostre famiglie. Sentiamo anche il bisogno di rinnovare il nostro impegno: essere attenti agli altri come lo fu Paolo, trovare gioia nel dare più che nel ricevere, vivere una carità concreta e quotidiana. E vogliamo restare aperti al dono dello Spirito Santo, che ci sostiene in questo paziente lavoro di amore e di custodia reciproca.

Abbiamo ascoltato una delle preghiere più intense di Gesù poco prima della sua passione: “Padre Santo, custodiscili nel tuo nome”. In queste parole sentiamo tutta la responsabilità e l’amore che Gesù prova per i suoi discepoli. Lui stesso dice di averli custoditi nel nome del Padre: li ha protetti, accompagnati, amati, conosciuti profondamente. Ora però questa custodia viene affidata al Padre, perché Gesù sta tornando a Lui. È commovente vedere come questa relazione di vicinanza e di amore non venga interrotta, ma consegnata nelle mani di Dio. Paolo affida la Chiesa a Dio Nella prima lettura degli Atti degli Apostoli ritroviamo la stessa dinamica. Paolo si congeda dagli anziani di Efeso: li ha fatti chiamare a Mileto e rivolge loro un lungo discorso pieno di affetto e di responsabilità. Anche lui parla di custodia: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge”. Colpisce molto il modo in cui Paolo parla della Chiesa. Non è la sua Chiesa, non appartiene agli anziani, ma è “la Chiesa di Dio”. È il gregge che Dio si è acquistato con il sangue del proprio Figlio. Questa espressione è fortissima: significa che ciascuno di noi è prezioso agli occhi di Dio, perché è stato salvato al prezzo del sangue di Cristo. Per questo siamo affidati gli uni agli altri. Paolo si è preso cura della comunità, gli anziani dovranno continuare a farlo, e anche noi siamo chiamati a custodirci reciprocamente. Ognuno è fragile, esposto ai pericoli, alla dispersione, ai “lupi rapaci” di cui parla Paolo. Per questo serve una continua opera di attenzione, protezione e amore. Una custodia fatta di vicinanza concreta Paolo racconta con semplicità come ha vissuto questa missione. Per tre anni, notte e giorno, non ha smesso di stare vicino ai fratelli, ammonendo ciascuno con lacrime. È l’immagine di un padre che accompagna i figli con dedizione e tenerezza. Non si è limitato alle parole. Ha lavorato con le sue mani, senza cercare denaro o privilegi. Ha vissuto il servizio concretamente, sostenendo i deboli e condividendo la fatica quotidiana. Anche noi conosciamo bene questa forma di custodia. La viviamo nelle nostre famiglie, con i figli, con i nipoti, specialmente quando qualcuno attraversa una difficoltà. La vera cura si esprime nella pazienza, nella presenza, nel sacrificio quotidiano. Paolo ci lascia una frase bellissima: “Si è più beati nel dare che nel ricevere”. Custodire gli altri significa proprio questo: donare noi stessi. Non soltanto parole o preghiere, pur importanti, ma tempo, energie, pazienza, sudore, vita concreta. L’amore che rimane accanto Questa custodia prende forma in tanti modi diversi. Pensiamo ai ragazzi che portano aiuti in Ucraina, mettendosi al servizio di chi soffre. Oppure alla testimonianza commovente di quel marito che continua a stare accanto alla moglie malata di Alzheimer. Anche se lei non riesce più a rispondere come prima, anche se sembra non capire, lui continua a dirle il suo amore con la presenza fedele. Le resta vicino, si prende cura di lei, aiutato anche da tante altre persone. È un’immagine bellissima di ciò che significa custodire qualcuno: amare senza pretendere nulla in cambio, restare accanto anche nella fragilità più grande. Affidati alla parola della grazia Alla fine del suo discorso Paolo dice una frase molto profonda: “Ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia”. Spesso pensiamo di “affidare” noi la Parola agli altri, ma qui scopriamo il contrario: siamo noi a essere affidati alla Parola. È la Parola di Dio che ci prende per mano, ci custodisce, ci illumina e ci sostiene. È una parola di grazia, capace di edificare la comunità. Questa forza costruisce il nostro stare insieme come Chiesa di Dio: una comunità che intreccia relazioni di cura, attenzione e amore, senza giudizio. La grazia della Parola...

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That Hoarder: Overcome Compulsive Hoarding That Hoarder Hoarding disorder is stigmatised and people who hoard feel vast amounts of shame. This podcast began life as an audio diary, an anonymous outlet for somebody with this weird condition. That Hoarder speaks about her experiences living with compulsive hoarding, she interviews therapists, academics, researchers, children of hoarders, professional organisers and influencers, and she shares insight and tips for others with the problem. Listened to by people who hoard as well as those who love them and those who work with them, Overcome Compulsive Hoarding with That Hoarder aims to shatter the stigma, share the truth and speak openly and honestly to improve lives. The Small Business Startup School – Business Notes | Financial Literacy | Retail Psychology – For Professionals & Entrepreneurs The Small Business Startup School Inc. Starting or buying a small business? While personal circumstances may vary, business patterns remain timeless. On The Small Business Startup School, we explore strategies, insights, and practical solutions to help entrepreneurs confidently navigate their journey.Hosted by Ola Williams—a retail entrepreneur, fintech founder, and financial coach with over two decades of experience—this podcast marries financial awareness and retail psychology with optimism to deliver actionable takeaways.Join us to learn, grow, and connect as we uncover the keys to business success.Let’s continue to learn together and be encouraged to keep on connecting! DIOSA. Carolina Sanper This podcast is a sacred space created by Carolina Sanper where you connect with your inner wisdom and embody your magnetic feminine power.It is the realization that the mystical realm is where you plant the seeds of your desired reality.It is a portal to your true essence: awareness, presence, and receiving with ease. Welcome home, DIOSA. 🖤 XXX Tech by SOVRYN Dr. Brian Sovryn The crossroads between technology, sensuality, and metaphysics - and the longest running anarchist podcast in the world! Brought to you by Dr. Brian Sovryn.

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