EPISODE · Jul 23, 2026 · 5 MIN
Da dove arriva la linfa della mia vita? Rimani lì Giovedì 23-7-26 S Brigida
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
C'è una costante che avrete notato oggi nel Vangelo. La costante è rimani, rimanete. Come si fa a rimanere nel Signore? Perché forse dobbiamo trovare qualche stratagemma, no? Vi potrei dire che non basta neanche stare ore e ore in chiesa o in cappella, perché tanto se sei qua con il corpo, ma con la tua mente e con la tua volontà e i tuoi desideri sei altrove: a che serve? Allora, sia ben chiaro, io sono ben contento che la liturgia possa essere per noi questa continua operazione che la parola di Dio fa in noi per aiutarci a rimanere, cioè le sue parole sono quelle che ci potano, non sono i nostri sforzi. Magari adesso mi sforzo di fare così, e quanto dura? Dura il tempo di un elastico, sapete qual è il tempo dell'elastico? Il momento che lo tieni tirato, appena molli, poi torna. Allora, se non è lo sforzo, qual è il modo per rimanere nel Signore? Oggi Santa Brigida ne è un esempio, perché lei ha colto che nella meditazione approfondita e ripetuta della passione del Signore, vissuta nel 1300 e non nel 2000, 1300, ma la stessa cosa si può fare oggi, cioè avere a cuore come il Signore ha, al centro del suo essere, l'amore per il Padre e l'amore per gli uomini, ha trovato il modo di coniugarlo. Per questo abbiamo trovato questo piccolo brano della Lettera ai Galati come prima lettura, in cui Paolo lo dice quanto a sé, che è stato crocifisso con Cristo e che quello che vive ormai, dice, non vivo più io, ma Cristo vive in me. Vorrei dirlo anch'io. Ma che cosa deve accadere, perché si realizzi questo? Che cosa deve cambiare nella mia vita? Che la nostra volontà riconosca che nella volontà di Dio, non soltanto in teoria, ma in quella situazione concreta che ti fa morire, non in quelle che ti vanno bene, su quelle siamo tutti contenti, grazie, ma in quelle che ti fanno morire rimani lì. Rimani attaccato a Cristo. E guardate che non c'è nessuna fatica nel tralcio che sta attaccato, che gli arrivi la linfa e porti frutto. Poi ti rendi conto che sì, porti frutto come il tralcio, ma è Cristo che porta frutto in te, perché Cristo è la vite che porta a te. E questo, se volete, è quello che stiamo facendo anche oggi, volendo ascoltare la parola e ricevere l'eucaristia. La comunione con il Signore che cos'è? Se non un cercare di rimanere in Lui, perché Lui rimanga in noi e la nostra vita porti frutto. Credo che in questo senso tutte quelle tribolazioni che ci vengono dai rapporti con gli altri, anziché scartarle e scancherare (lamentarsi), ringraziare e aprire il cuore. Perché è lì che ti viene servito concretamente come Cristo, Colui che salva il mondo, possa operare nella tua vita. E in questo, perché dobbiamo dirci la verità, abbiamo bisogno però di essere anche aiutati, rigenerati continuamente. Abbiamo un Salmo oggi, Salmo 33. Rileggetelo. Questo benedire il Signore in ogni tempo è quello che ti aiuta a farlo anche quando stai sulla croce, se no non lo benedici lì, se no pensi a te stesso e ai tuoi mali. Invece quel benedire il Signore in ogni tempo, tutto il Salmo poi è un Salmo di lode, di ringraziamento, è lasciare che questa operazione che lo Spirito sta facendo, anche in quelle zone della tua vita che sembrerebbero chiuse, diventano occasione di potatura per il nostro potatore, per il Dio in agricoltura. Ci pensa Lui, ci sta pensando Lui adesso proprio lì. E credo che quando ti accorgi di questo, anziché irrigidirti, consenti, c'è un consenso interiore. Allora vedete come il ringraziamento diventa parte di questa operazione che il Signore sta compiendo nella nostra vita.
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