EPISODE · Dec 4, 2024 · 18 MIN
Da Soveria Mannelli a Mileto, 100 km - «Cicloturisti in Calabria» di Roberto Giannì
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
Due viaggi paralleli in bicicletta e due diari di viaggiAutori: il primo realizzato nella primavera del 1897, il secondo dal 17 al 21 giugno del 2006.Grande sportivo ed esperto viaggiatore, Bertarelli racconta la sua incredibile impresa: percorrere in bicicletta 500 km in soli 5 giorni, da Reggio Calabria ad Eboli, con l'intenzione di far conoscere la Calabria agli italiani.Dopo più di un secolo, Roberto Giannì, urbanista napoletano e appassionato cicloturista, letto il diario di Bertarelli e osservate le splendide planimetrie ciclistiche di quel viaggio, ripercorre e racconta lo stesso itinerario.Roberto Giannì: Sulle orme di Bertarelli: Dal Cilento a Reggio CalabriaQuarto Giorno - Da Soveria Mannelli a Mileto, 100 kmTra Soveria Mannelli e Tiriolo sono 26 km di sali e scendi in un paesaggio dolcissimo.Prima di Tiriolo, ancora salite impegnative, ancora fragole nel bosco.Aveva ragione Bertarelli quando diceva che la bicicletta è come una cinepresa che consente di montare uno dopo l’altro tanti elementi che compongono il territorio che si attraversano.A Tiriolo la SS 19 si allarga su un pianoro a formare una piazza che, con straordinari belvedere, guarda da un lato verso lo Jonio e il golfo di Squillace e dall’altro verso il Tirreno e la piana di Sant’Eufemia.Uscito da Tiriolo, altro repentino cambio di scena nel paesaggio: la strada, orlata di ginestre, segue ampi tornanti immersi nella macchia mediterranea.Nei pressi del fiume Angitola, ritrovo l’Autostrada delle Calabrie e i binari della ferrovia per la Sicilia.Davanti a me intravedo la penisola di Tropea, l’acqua del mare è calma, il traffico automobilistico si è fatto più intenso.Attraverso Pizzo, dove fu giustiziato Gioacchino Murat, che si prepara animatamente alla imminente stagione balneare.Lungo la strada si nota un’attività edilizia aggressiva, d’assalto, tutta orientata a produrre nuove costruzioni che anche in questo caso appaiono già vecchie prima ancora di essere ultimate.Nessuno sembra curarsi degli antichi fabbricati, molti di grande eleganza, che in numero discreto costeggiano la statale, e vanno purtroppo in rovina.Anche qui vecchio e nuovo non riescono a trovare una sintesi conveniente e qualitativamente accettabile.L’arrivo a Vibo Valentia è faticoso.Attraversare il centro cittadino non è traumatico come a Cosenza, lungo il viale che percorse Bertarelli, diretto a Monteleone, come allora si chiamava Vibo.Ai bordi della strada si affastella purtroppo tutto il campionario delle misere funzioni delle zone di espansione speculativa ai margini dei centri urbani meridionali che ho già incontrato tante volte in questo viaggio: un commercio scomposto, costruzioni non completate, insegne pacchiane, traffico sregolato, polvere.Dormo in un B&B che ha appena aperto i battenti a Paravati, una frazione di Mileto.Case basse, donne fuori della porta di casa a prendere il fresco: qui un commento, là una risata sommessa.Ragazze e ragazzi insieme stazionano fuori di un bar con i motorini accesi.Tre ragazze più giovani, silenziose, siedono fianco a fianco sul marciapiedi, ognuna intenta a pigiare sui tasti del proprio telefonino.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Cicloturisti in Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2024/11/audiolibro-cicloturisti-in-calabria-due.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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