EPISODE · Jul 6, 2026 · 5 MIN
Davanti a tanti fatti più grandi di noi cerchiamo che Cristo attraversi la nostra vita. Lunedì 6-7-26 14o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Vorrei attestare un attimo qual è la situazione in cui ci troviamo, perché il Vangelo non è un raccontino, è potenza di Dio per chiunque crede. Così lo definisce un personaggio abbastanza autorevole che si chiama San Paolo, nella lettera ai Romani: Potenza di Dio per chiunque crede. Abbiamo ascoltato nel Vangelo un tratto molto particolare. Si andava da Gesù per tanti motivi, ma quest'uomo va per una causa persa: una figlia, piccola, 12 anni, morta. Visto che noi siamo qui per una situazione un po' simile, ma non riguarda soltanto Franco, riguarda tutti noi, perché o ci mettiamo nella prospettiva di Cristo o siamo soltanto dei condannati a morte, sappiatelo. La prospettiva è questa. Possiamo raccontarcela, ma c'è un fatto inesorabile: La vita si estingue a 90 anni quasi, o come il Vangelo ci dice anche in giovane età. C'è questo fatto. Se lo percepiamo solo come un fatto biologico, vabbè. Se invece capiamo che il Vangelo ci vuole mettere davanti ad un fatto importante, e cioè per quanto siamo tutti in quella prospettiva che dobbiamo passare dalla morte biologica, però vogliamo essere vivi. Vivi adesso e vivi dopo, cioè sino alla fine. E la prospettiva può essere solo quella di andare da Cristo, andare da lui. Infatti Gesù non fa una piega a questa domanda. Vieni e imponi la tua mano. Questo gli chiede, cioè intervieni tu, perché anche se è morta vive. Sì, infatti se la nostra vita è in Cristo, anche se a un certo punto ci sarà da attraversare questa porta, la porta è quella che va dalla terra al cielo, cioè il passaggio concreto e reale che la nostra vita trova pienezza, entriamo nella vita eterna: Franco è nella vita eterna. Allora, visto che mi chiedevano, ma vorremmo che fosse anche significativo, perché è stato sempre un uomo gioioso, un uomo che ha contagiato un po' il suo modo bello di vivere anche agli altri. Vi ha invitato qua, quindi sta facendo un servizio sino alla fine, o sbaglio? Cioè la prospettiva è rimetterci davanti a Gesù Cristo, perché la nostra vita ha significato innanzitutto per lui. Non abbiamo scelto noi di nascere, la nostra vita è un dono che non può essere semplicemente calcolato, è un dono misterioso e che ha a che fare con lui. Per questo vorrei anche acchiappare così un po' di striscio come ha fatto questa donna il passaggio di Gesù nella nostra vita adesso. Avete sentito? C'era una donna che soffriva da dodici anni di emorragie, anche se avevano provato a guarirla, avevano fatto peggio. Ma lei dice, passa Gesù, se anche tocco il lembo del suo mantello, che vuol dire che il suo insegnamento, il suo passaggio nella mia vita sia un passaggio che risana me, che mette me nella prospettiva della salvezza. Bene io lo voglio cogliere. E questo le succede. Gesù sente l’ha toccata, si gira verso di lei e vorrei dire chiunque sia, le dice proprio così, figlia, la tua fede ti ha salvata. Siamo in questa prospettiva. Solo se riapriamo il cuore in questa prospettiva della salvezza sentiamo che la presenza del Signore nella nostra vita è salvezza già adesso. Ed è quello che chiediamo anche oggi, che possa trovare pienezza di vita Franco, perché il Signore è il Signore della vita e se siamo venuti al mondo è proprio per entrare in questa novità di vita. Ma anche per noi ci possa essere questo toccare con la fede il mistero che stiamo vivendo, perché per ciascuno ci sia questa opportunità che si fermino semplicemente i pensieri del sangue e della carne, questo flusso di sangue che va e che ci uccide un po' alla volta, ma possa iniziare una via di salvezza, dono di fede che anche oggi il Signore ci fa.
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