EPISODE · Aug 11, 2026 · 12 MIN
Davide Giacalone: caldo, tecnologia e frontiere
from L'opinione di Davide Giacalone · host RTL 102.5
Davide Giacalone parte dal cambiamento climatico, ormai visibile nei ghiacciai italiani e nel Danubio che riemerge relitti bellici, criticando l'atteggiamento di chi si limita a lamentarsi del caldo senza affrontare i problemi strutturali, come la pulizia dei fiumi in vista di future piogge torrenziali o la dipendenza dalla tecnologia verde cinese nonostante le critiche europee alle emissioni della Cina. Cita anche il caso dell'Ilva di Taranto come esempio di un dibattito industriale rimasto bloccato tra chiusure, commissariamenti e cambi di proprietà senza mai affrontare davvero il nodo dell'inquinamento. Sul fronte migratorio, commenta l'asse tra Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen per i "return hubs", sottolineando che la collaborazione europea dovrebbe essere scontata e che l'accordo di Dublino già prevede centri di respingimento; ricorda inoltre che nel 2025 l'Italia ha registrato la maggioranza degli arrivi (oltre 66.000 su 158.000 totali in Europa) e critica i partiti sovranisti che chiedono controlli fuori dall'UE dopo aver ostacolato per anni un rafforzamento delle competenze europee in materia. Passa poi alla squalifica del partito pacifista Yabloko in Russia, voluta da Putin nonostante fosse dato solo al 14%, segno secondo Giacalone della paura che le dittature nutrono verso il proprio popolo. Chiude sull'accusa di 400 ex agenti CIA contro Trump, definito un rischio per la democrazia americana, osservando che il problema reale non è la natura autoritaria di Trump, già evidente, ma il fatto che sia stato votato dalla metà degli americani per tre elezioni consecutive.
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