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L'opinione di Davide Giacalone

Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.

Publisher-supplied feed metadata · PodParley refreshed Sep 12, 2026 · Source feed

  1. 50

    Davide Giacalone: bollo, Canada e interferenze russe

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 17 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  2. 49

    Davide Giacalone: Russia, carcere e Ilva

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 16 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  3. 48

    Davide Giacalone: petrolio, armi e firme

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 15 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  4. 47

    Davide Giacalone: bersaglio europeo e schieramenti

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 14 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  5. 46

    Davide Giacalone: apocalisse flat

    Nella rassegna stampa della domenica, Davide Giacalone smonta con la consueta ironia le grandi paure del giorno. Si parte dall'appello dei big dell'intelligenza artificiale (da Anthropic a Musk e Altman) per rallentare lo sviluppo dell'IA per timori bellici: secondo Giacalone è più una difesa delle quotazioni di borsa che un reale allarme, e cita il racconto "La vendetta del robot" di Luigi Malerba per ironizzare sulla retorica apocalittica. Si passa poi alla manovra economica, con un'analisi tagliente sull'incoerenza lessicale tra "Irpef" e "Flat Tax" che, per definizione, non possono coesistere nello stesso sistema fiscale, tra promesse di soglie fino a 60-100mila euro e una pioggia di bonus di ogni tipo. Il commento tocca infine la politica internazionale: dalle elezioni in Svezia e l'avanzata delle destre in Europa, con un riferimento alle tensioni sul Sudtirolo sollevate da un esponente di AfD, fino al braccio di ferro diplomatico tra Zelensky e Putin in vista del G20 di Miami, con Giacalone che ricorda come la Russia abbia sistematicamente respinto ogni tentativo di negoziato fin da prima dell'inizio del conflitto.

  6. 45

    Davide Giacalone: Ilva e Bonino

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 12 settembre 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Lorenzo Dardano e Massimo Lo Nigro.

  7. 44

    Davide Giacalone: responsabilità e credibilità

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 11 settembre 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Lucrezia Bernardo e Massimo Lo Nigro.

  8. 43

    Davide Giacalone: conflitti e rese

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 10 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  9. 42

    Davide Giacalone: ignoranza e fiscalità

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 9 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  10. 41

    Davide Giacalone: dal boia al ciarlatano

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 8 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  11. 40

    Davide Giacalone: fra Sassonia e Cernobbio

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 7 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  12. 39

    Davide Giacalone: fine vita e destre europee

    Nella rassegna stampa domenicale, Davide Giacalone affronta il tema del fine vita partendo dalla legge approvata in Veneto sul suicidio medicalmente assistito, prima regione italiana governata dal centrodestra a normarlo, commentando le reazioni di Letizia Moratti e del ministro Zangrillo che chiedono una legge nazionale unificata. Giacalone critica poi la retorica populista di Jordan Bardella sui migranti a Lampedusa, definendo le sue proposte semplicistiche e irrealizzabili, e contrappone l'intervento del Presidente della Repubblica sui confini come luoghi di incontro tra popoli. Chiude l'analisi con le elezioni regionali in Sassonia, dove l'AfD guida i sondaggi al 41%, riflettendo sulle differenze storiche tra le due Germanie e sul confronto tra Mario Monti e il generale Vannacci al Forum Ambrosetti, sostenendo che i paralleli col nazismo siano meno efficaci di una critica puntuale alle proposte concrete dell'estrema destra.

  13. 38

    Davide Giacalone: comizi, fallimenti e rinvii

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 5 settembre 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Lorenzo Dardano e Massimo Lo Nigro.

  14. 37

    Davide Giacalone: longevità, militari e università

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 4 settembre 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro.

  15. 36

    Davide Giacalone: moscofili e fine vita con fine politica

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 3 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  16. 35

    Davide Giacalone: guerra ibrida e giustizia orrida

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 2 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  17. 34

    Davide Giacalone: debiti e raggiri

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 1 settembre 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  18. 33

    Davide Giacalone: Islanda, prezzi e malora

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 31 agosto 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  19. 32

    Davide Giacalone: Zaia sul fine vita, Mladic, l’Onu prende tempo, Milo espulso dagli Stati Uniti

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 29 agosto 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Ludovica Marafini e Massimo Lo Nigro.

  20. 31

    Davide Giacalone: storia, libertà e gli ignoranti di Bonaccini

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 29 agosto 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Ludovica Marafini e Massimo Lo Nigro.

  21. 30

    Davide Giacalone: minacce russe e giustizia internazionale

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 28 agosto 2026, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Ludovica Marafini e Massimo Lo Nigro.

  22. 29

    Davide Giacalone: L'esondazione in Nepal, la proroga sconto accise, la multa a Meta USA

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 27 agosto 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  23. 28
  24. 27
  25. 26

    Davide Giacalone: Kiev, volenterosi, caro carburante

    Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L’opinione di Davide Giacalone del 25 agosto 2026, all'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Lorenzo Dardano.

  26. 25

    Davide Giacalone: Prevost, Meeting e genitori indagati

    Davide Giacalone commenta il discorso del Papa Leone XIV (Prevost) al Meeting di Rimini davanti a 25.000 fedeli, definendolo un vero "inno al multilateralismo" e un'opposizione netta al sovranismo, sottolineando come le sue parole sulle frontiere ("prima dei confini ci sono le persone") siano coraggiose viste le circostanze attuali. Nota anche la trasformazione del Meeting di Comunione e Liberazione, che da storica macchina collaterale della Democrazia Cristiana è diventata oggi una platea trasversale che non si riconosce più in un unico partito, come confermato dalle parole del presidente Davide Prosperi. Sul caso della bambina morta di difterite a Palermo, con i genitori ora indagati per omicidio colposo, Giacalone definisce l'indagine "un atto dovuto ma inutile" perché il vero problema è sistemico: nel quartiere Zen ci sarebbero decine di bambini non vaccinati senza alcun controllo effettivo da parte delle scuole o delle autorità sanitarie, un vuoto che colpisce soprattutto le aree di povertà materiale e culturale. Sul fronte migranti, riporta le dichiarazioni del ministro dell'Interno Piantedosi secondo cui il patto UE funzionerebbe (solo tre rientri effettivi in Italia su 80.000 richieste bloccate dal 2023) e critica la contraddizione del governo che vuole imporre i CPR anche alle regioni contrarie come la Toscana, mentre porta avanti il regionalismo differenziato. Chiude sull'ammissione di Putin delle difficoltà economiche russe, causate dai raid ucraini su Kiev, osservando come la fuga di migliaia di russi e le pressioni interne difficilmente porteranno a un vero cambio di regime nel breve periodo.

  27. 24

    Davide Giacalone: migranti, vaccini e risiko bancario

    Davide Giacalone commenta la svolta della premier Giorgia Meloni, che dopo anni di critiche al PD ora definisce le nuove regole del trattato di Dublino "una tutela" per gli stati di primo ingresso, sottolineando però come i numeri restino impietosi: su 18.545 sbarchi dall'inizio dell'anno, solo circa 5.500 persone sono state rimpatriate, segno che il sistema nazionale non funziona e che serve una gestione integralmente europea della materia. Ribadisce inoltre che la sospensione di Schengen dopo i fatti di Ceuta è stata "un errore inutile", perché il flusso reale dei richiedenti asilo va dall'Italia verso gli altri paesi europei e non viceversa. Sul caso della bambina morta di difterite a Palermo, Giacalone respinge le accuse della madre novax verso i medici, ribadendo con fermezza che la responsabilità della morte è di chi ha violato il diritto alla salute della minore non vaccinandola, e che non serve attendere l'autopsia per affermarlo. Sul fronte Ucraina, riporta il nuovo attacco russo sulla città natale di Zelensky con almeno 14 morti e oltre 100 feriti, colpendo un centro commerciale e un ospedale psichiatrico pediatrico, notando come l'Italia partecipi solo in videoconferenza all'incontro dei "volenterosi" a Kiev. Chiude sul risiko bancario, con il piano di Lovaglio per creare un polo da 80 miliardi tra Mps, BPM e Banca Generali, accolto con scetticismo dai mercati, e critica la posizione di Fratelli d'Italia sullo "spezzatino" bancario che dovrebbe invece essere regolato solo dalle norme antitrust.

  28. 23

    Davide Giacalone: frontiere, banche e vaccini

    In questo episodio, Davide Giacalone propone una lucidissima rassegna sui temi caldi dell'attualità politica ed economica. Al centro del dibattito, il fragile equilibrio dell'Unione Europea di fronte alla gestione dei confini e alle spinte verso la sospensione di Schengen. Lo sguardo si sposta poi sul settore creditizio e finanziario, con le complesse dinamiche del risiko bancario che vedono contrapposti interessi nazionali e strategie di mercato. Infine, una riflessione attenta sulle politiche sanitarie e sulla gestione delle campagne vaccinali, tra responsabilità istituzionale e percezione pubblica. Un'analisi critica e senza filtri per comprendere dove sta andando il Paese e l'Europa.

  29. 22

    Davide Giacalone: scalate e rimpatriate

    Davide Giacalone commenta il tentativo di Lovaglio di contrastare l'offerta di Intesa su Monte dei Paschi, osservando come lo Stato azionista, coinvolto anche nelle vicende di BPM, Unicredit e Commerzbank in Germania, si comporti più da "tifoso sugli spalti" che da vero investitore, ricordando ironicamente come Mps sia passata da un'area politica all'altra nel corso degli anni. Sul fronte migratorio, nota come alla disputa tra Italia e Germania si sia ora aggiunta anche l'Austria con il trasferimento di migranti verso l'Italia, conseguenza a suo dire della "trovata sbagliata" della sospensione di Schengen dopo Ceuta, mentre critica la lettura di Tommaso Cerno secondo cui Berlino e Parigi riesumerebbero Dublino solo per panico elettorale legato all'avanzata di AfD e Le Pen. Giacalone sottolinea la contraddizione di un dibattito pubblico che da un lato chiede il rimpatrio dei "dublinanti" e dall'altro celebra storie come quella del saltatore cubano Diaz, naturalizzato italiano dopo aver chiesto asilo politico, ribadendo che solo un'autorità europea comune potrebbe evitare questo "rimpallo" di persone tra stati. Chiude sul tema del rientro a scuola, criticando duramente il sistema dei libri di testo, un business da 800 milioni di euro l'anno che a suo giudizio dovrebbe essere sostituito da materiali forniti direttamente dalla scuola, anche in formato digitale, invece di rincorrere ogni anno la deducibilità fiscale legata all'ISEE.

  30. 21

    Davide Giacalone: rimpatri, Meta e caffè

    avide Giacalone analizza l'apertura del fronte svizzero sui rimpatri dei richiedenti asilo verso l'Italia, conseguenza a suo dire dell'errore italiano di sospendere Schengen dopo i fatti di Ceuta, ribadendo che la gestione dell'immigrazione dovrebbe passare interamente all'Unione Europea perché "non esistono emergenze che durano 30 anni". Sul processo a Meta negli Stati Uniti, dove 29 stati chiedono sanzioni fino a 1.400 miliardi di dollari per i danni ai minori causati dai social, ricorda la precedente condanna di 942 milioni di dollari nel New Mexico e sottolinea come la Casa Bianca difenda comunque l'oligopolio digitale statunitense, mentre il funzionamento della giustizia americana dimostra la solidità dello Stato di diritto. Sull'aumento del prezzo del caffè al bar (+63% dal 2002, +24% in cinque anni, con Bolzano più cara e Messina più economica), Giacalone smonta la narrazione allarmista paragonandola all'aumento del prezzo dei giornali stessi nello stesso periodo, ricordando che l'inflazione va misurata su un intero paniere di beni e non su un singolo prodotto simbolico. Chiude con ironia sulla dichiarazione di Trump secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe "territorio americano", definendola una sfida al ridicolo dato che nessuna truppa USA vi ha mai messo piede, mentre nella realtà il prezzo del gasolio è già tornato a salire vanificando gli sconti sulle accise.

  31. 20

    Davide Giacalone: sicurezza, pensioni ed errore Pd

    Davide Giacalone commenta i dati del Corriere della Sera secondo cui Roma e Milano fanno meglio di Berlino e Londra sui reati violenti, con i furti in casa scesi del 37% in dieci anni, sottolineando come questo calo venga negato sia dall'informazione che dalla stessa politica di governo, mentre cresce la percezione di insicurezza legata a reati minori ma più visibili nelle fasce giovanili. Sul fronte previdenziale, evidenzia il paradosso per cui l'Italia è il paese più vecchio d'Europa ma con la vita lavorativa più corta (33 anni secondo uno studio CNA), un sistema che regala pensioni generose a chi è già in pagamento a carico dei lavoratori di oggi, aggravato dal caso RAI dello "scivolo pensionistico" che ricorda il crac dell'INPGI, l'istituto di previdenza dei giornalisti. Sul piano politico europeo, Giacalone critica come "un errore a testata multipla" la lettera del PD e dei socialisti spagnoli contro la premier danese Frederiksen per il suo asse con Meloni sui migranti, ricordando che anche il PD ha governato con la destra populista italiana e che nessun altro paese ha seguito l'Italia nella sospensione di Schengen dopo Ceuta. Chiude sulla storia di un uomo svedese di 63 anni che ha scoperto tramite DNA di essere uno dei 15 figli di un ex membro delle SS tramite inseminazione artificiale segreta, osservando che il patrimonio genetico non determina l'identità morale di una persona, perché "i figli sono di chi li cresce".

  32. 19

    Davide Giacalone: Schengen e Castro

    Davide Giacalone definisce "un errore grave" la scadenza del 15 agosto annunciata dal governo per riconsiderare il blocco di Schengen con la Spagna, criticando anche le tensioni con la Germania per il rimpatrio di tre migranti passati dall'Italia, che mettono alla prova la riforma del Trattato di Dublino tanto celebrata dal governo italiano. Ricorda che il boom del turismo italiano dipende proprio dalla libera circolazione garantita da Schengen, "un'enorme, straordinaria conquista di libertà e ricchezza" da non compromettere per errori politici. Sul fronte economico, commenta il dato del Sole 24 Ore secondo cui il 57% della domanda di 117.000 super tecnici resta insoddisfatta, segno del legame tra formazione e produttività, e lancia un promemoria ironico: a settembre le scuole riaprono. Sull'esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro, riportata dal Messaggero senza vittime, avanza l'ipotesi che possa non trattarsi di un semplice incidente, trattandosi di uno stabilimento che riforniva anche l'Ucraina. Chiude con una riflessione sul centenario di Fidel Castro, descritto come "un feroce dittatore" che ha tolto libertà e ricchezza a Cuba nonostante il mito rivoluzionario ancora vivo tra i nostalgici, citando l'esule Norberto Fuentes: "la Cuba di oggi cosa può festeggiare se non il compleanno di un morto?"

  33. 18

    Davide Giacalone: Confini e traditori

    Davide Giacalone commenta lo scontro tra Italia e Germania sui rimpatri dei migranti passati irregolarmente dall'Italia, ricordando di aver previsto che la riforma del Trattato di Dublino e la lista dei "paesi sicuri" non avrebbero funzionato, dato che la sicurezza va valutata caso per caso (cita l'Egitto, definito sicuro nonostante il caso Regeni). Sostiene che gli stati nazionali hanno fallito la gestione dell'immigrazione non per incapacità politica ma per mancanza di struttura, e propone una giurisdizione europea con aree extraterritoriali dove valga solo la regola comune. Sul fronte storico, in occasione dell'82° anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema con la presenza di Mattarella e Tajani, Giacalone ripercorre il ruolo di Kesselring nel terrorizzare la popolazione civile per isolare i partigiani, definendo "traditori della patria" i fascisti repubblichini e i militari della Decima MAS che collaborarono con i nazisti dopo l'armistizio di Cassibile del 1943, criticando chi come il generale Vannacci "specula sull'ignoranza" citando quel reparto senza contesto. Sull'intelligenza artificiale in musica, appoggia la scelta di RTL 102.5 di non trasmettere il brano della cantante virtuale Giselle, spiegando che l'AI può combinare note e parole ma non può creare la genialità di un Verdi o di un Gadda, mancando di vissuto ed emozione autentica. Chiude sul caso Lavitola-Ranucci, definendo l'intera vicenda "di una banalità assoluta" e ipotizzando che la vera domanda interessante sia perché un meccanismo di comunicazione "sporco" si sia improvvisamente rotto.

  34. 17

    Davide Giacalone: eclissi della razionalità

    Davide Giacalone commenta l'inchiesta del Sole 24 Ore su 7 miliardi di euro bloccati per opere contro la siccità (dighe, laghi, acquedotti), sostenendo che l'Italia è un paese che "premia la lamentazione e diffida della realizzazione", dove la burocrazia funziona come scudo di responsabilità per chi dovrebbe decidere ma non decide. Cita anche il caso delle maestre denunciate a Monza per presunte violenze sui bambini, ribadendo la sua proposta di installare sempre telecamere negli asili per tutelare sia i piccoli che il personale, come già avvenuto a Sant'Angelo Lomellina. Sul caso Ranucci-Lavitola, che occupa le prime pagine di Corriere, Messaggero e Giornale, Giacalone si dice contrario al "metodo Report" che confonde le carte della Procura con atti di giustizia, ricordando che vale sempre la presunzione di innocenza; osserva inoltre come sorprenda che qualcuno avesse ipotizzato Ranucci come possibile premier, segno di una politica ridotta a "concorso di bellezza e fascino". Sul fronte bellico, analizza il raid russo su Zaporizhzhia con missili nordcoreani che ha causato sei morti, sostenendo che la Russia ha già perso la guerra sul piano strategico nonostante non possa essere sconfitta militarmente dall'Ucraina, e che la vera leva diplomatica passerebbe per la Cina, oggi trascurata dalla Casa Bianca di Trump. Chiude sui dati del Sole 24 Ore sull'export italiano, in crescita del 9,8% a giugno, spiegando che l'Italia ha un settore competitivo che tira la crescita e un altro protetto dalla concorrenza che invece la frena.

  35. 16

    Davide Giacalone: caldo, tecnologia e frontiere

    Davide Giacalone parte dal cambiamento climatico, ormai visibile nei ghiacciai italiani e nel Danubio che riemerge relitti bellici, criticando l'atteggiamento di chi si limita a lamentarsi del caldo senza affrontare i problemi strutturali, come la pulizia dei fiumi in vista di future piogge torrenziali o la dipendenza dalla tecnologia verde cinese nonostante le critiche europee alle emissioni della Cina. Cita anche il caso dell'Ilva di Taranto come esempio di un dibattito industriale rimasto bloccato tra chiusure, commissariamenti e cambi di proprietà senza mai affrontare davvero il nodo dell'inquinamento. Sul fronte migratorio, commenta l'asse tra Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen per i "return hubs", sottolineando che la collaborazione europea dovrebbe essere scontata e che l'accordo di Dublino già prevede centri di respingimento; ricorda inoltre che nel 2025 l'Italia ha registrato la maggioranza degli arrivi (oltre 66.000 su 158.000 totali in Europa) e critica i partiti sovranisti che chiedono controlli fuori dall'UE dopo aver ostacolato per anni un rafforzamento delle competenze europee in materia. Passa poi alla squalifica del partito pacifista Yabloko in Russia, voluta da Putin nonostante fosse dato solo al 14%, segno secondo Giacalone della paura che le dittature nutrono verso il proprio popolo. Chiude sull'accusa di 400 ex agenti CIA contro Trump, definito un rischio per la democrazia americana, osservando che il problema reale non è la natura autoritaria di Trump, già evidente, ma il fatto che sia stato votato dalla metà degli americani per tre elezioni consecutive.

  36. 15

    Davide Giacalone: frontiere e azzardi

    Davide Giacalone definisce "un clamoroso errore" la sospensione di Schengen decisa dal governo italiano in risposta all'afflusso di migranti a Ceuta, spiegando che quell'exclave spagnola non è nemmeno parte dell'area Schengen e che il pericolo di infiltrazioni era pari a zero. Sottolinea che nessun governo europeo, di destra o sinistra, vuole spalancare le porte all'immigrazione irregolare, ma che la soluzione razionale sarebbe creare centri di gestione europea fuori dai confini nazionali, con accordi diplomatici per i rimpatri, invece di scontri propagandistici come quello tra Meloni e Sánchez. Su Gaza, non si dice sorpreso dal rifiuto di Netanyahu al piano di Trump, poiché Israele condiziona il ritiro al disarmo di Hamas mentre quest'ultimo pretende il ritiro israeliano senza riconoscere il diritto di Israele a esistere, uno stallo che secondo lui rivela anche "l'incompetenza e l'arroganza della Casa Bianca". Passa poi al voto di Clacton in Inghilterra, definendolo una delle giornate più grottesche della democrazia britannica: Nigel Farage si è dimesso dopo lo scandalo di fondi provenienti da una criptovaluta legata a un magnate russo, lasciando la parola al voto popolare, mentre tra i 34 candidati spicca il bizzarro "Count Binface", che indossa un bidone della spazzatura in testa. Chiude ricordando la scomparsa di Livio Berruti, oro olimpico nei 200 metri a Roma 1960, e di Massimiliano Cencelli, ideatore del celebre "manuale" per la spartizione democristiana dei ruoli di potere, notando che oggi quel meccanismo di lottizzazione sopravvive anche senza più i partiti organizzati che lo generarono.

  37. 14

    Davide Giacalone: inutili miserie e vaniloqui

    Davide Giacalone boccia senza sconti la crisi diplomatica tra Italia e Spagna su Ceuta e Schengen, definendo i governi di entrambi i paesi "al di sotto di quello che serve per governare", perché hanno scelto la propaganda al posto del buon senso su un tema, il terrorismo islamista, che non ha nulla a che fare con le frontiere interne europee. Ricorda che l'Italia stessa ha regolarizzato oltre 600.000 immigrati con la legge Bossi-Fini del governo Berlusconi, criticando quindi le accuse italiane alla Spagna per la sua sanatoria di 500.000 persone come prive di memoria storica. Sul fronte economico, riporta l'allarme del presidente dell'ABI Antonio Patuelli sulla necessità di riformare il MES, sottolineando che l'Italia è l'unico paese UE a non averlo ancora ratificato per pura propaganda politica, sia da parte della maggioranza attuale che delle precedenti opposizioni. Sulle polemiche legate alla cerimonia per i 70 anni della strage di Marcinelle, in cui un sindacato belga ha voltato le spalle al presidente del Senato La Russa, Giacalone definisce il gesto esecrabile ma compiuto da "quattro gatti", invitando a non cercare sempre "il più deficiente" tra gli interlocutori per potersi indignare. Ricorda infine che quei 136 minatori italiani morti nel 1956 lavoravano in Belgio grazie a un accordo tra i due stati che scambiava manodopera con carbone, in un'epoca in cui l'Italia era un popolo di emigranti uscito da quella condizione solo abbattendo le frontiere.

  38. 13
  39. 12

    Davide Giacalone: Covid, Prevost e Crans

    Davide Giacalone commenta lo scontro tra Conte e Meloni sulla commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, spiegando che queste commissioni raramente producono risultati condivisi e finiscono divise tra mozioni di maggioranza e minoranza. Ribadisce che la realtà dei fatti racconta un successo: l'umanità è uscita dalla pandemia più velocemente che in ogni altra epoca storica grazie alla collaborazione scientifica internazionale, e in Italia la campagna vaccinale guidata dal generale Figliuolo ha funzionato come un orologio, un giudizio che estende anche al caso Fauci negli Stati Uniti, difeso dalle accuse di oltraggio al Congresso. Passa poi alle parole di Papa Leone (Prevost) ad Assisi sul pericoloso intreccio tra religione e nazionalismo, un monito che secondo Giacalone riguarda direttamente chi, come Putin, usa la fede per giustificare violenza e rivendicazioni territoriali. Sul rogo di Crans-Montana, critica i titoli dei giornali che parlano di "vergogna Svizzera" per la decisione della Procura di Sion di respingere la costituzione di parte civile dell'Italia, sottolineando che confondere un paese con una procura giudiziaria è segno di ignoranza del diritto, tanto più che l'Italia ha già presentato ricorso. Chiude ricordando Francesco Guccini, scomparso, di cui apprezza soprattutto le canzoni sentimentali come "Autogrill" e "Il vecchio e il bambino", smentendo le etichette politiche postume e criticando i "coccodrilli" giornalistici preparati in anticipo dai quotidiani.

  40. 11

    Davide Giacalone: Bipolarismo decomposto e imbroglio maturità

    Davide Giacalone parte dal caso Delmastro, definito marginale, per concentrarsi su quanto accaduto in Parlamento sui fondi europei per energia e difesa: il ministro Giorgetti ha confermato che l'Italia userà la clausola di salvaguardia UE, mentre una parte della destra resta ostile ai fondi SAFE e la sinistra vota mozioni contro le spese per la difesa nonostante avesse condiviso in passato la linea di sostegno all'Ucraina. Questa contraddizione, secondo Giacalone, rivela il "bipolarismo decomposto" italiano: uno schema in cui gli schieramenti puntano solo alla conquista del potere restando poi impotenti una volta ottenuto. Sulla legge elettorale, giudica una presa in giro il dibattito su preferenze e alternanza di genere, perché con capilista bloccati il vero nodo resta il premio di maggioranza, già oggetto di un ricorso pendente in Cassazione che rischia di arrivare alla Corte Costituzionale. Infine attacca l'esame di maturità, definendolo una truffa che certifica con 100 e lode studenti che ai test Invalsi ottengono risultati peggiori, soprattutto al Sud; propone di abolirlo, togliere il valore legale del titolo di studio e spostare la vera selezione all'ingresso dell'università. Chiude con una riflessione sul caldo record, invitando a smettere di limitarsi a raccontare le temperature e a prendere sul serio il cambiamento climatico.

  41. 10

    Davide Giacalone: Frontiere, scuole e ebrei assaltati

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa sul vertice europeo dedicato ai migranti, definendolo un buco nell’acqua e spiegando che il vero tema non è essere “più duri” o “più umani”, ma costruire centri di smistamento fuori dall’UE con regole e diritto chiari. A partire dal dibattito italiano sulle classi con alunni stranieri, porta i numeri: nel 2025-26 gli studenti di origine straniera sono il 14,7% nelle primarie, il 13,7% nelle secondarie di primo grado e il 9% nelle superiori, con risultati Invalsi spesso migliori dove la loro presenza è più alta. Sul fronte economico, critica l’ennesima proroga del taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio, misura che secondo lui diventa una “coazione a ripetere” scollegata dal reale andamento del petrolio e afferma che la politica dovrebbe sempre indicare il costo delle promesse, come chiede la petizione “Quanto mi costa”. In chiusura, commenta l’assalto antisemita ai ragazzi italiani in Bulgaria e il presunto “disgelo” tra Conte e Schlein, ricordando che finora 5 Stelle e PD non hanno condiviso nemmeno una mozione parlamentare e che la sinistra resta priva di un programma comune credibile.

  42. 9

    Davide Giacalone: immigrazione, percezione e sinistrati

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa sul vertice europeo straordinario sui migranti, sostenendo che l'unica proposta seria sarebbe creare centri di smistamento realmente extraterritoriali, mentre bolla come pura propaganda molte delle iniziative annunciate, incluso il modello del centro in Albania che, applicando il diritto italiano, non cambia nulla rispetto a farlo a Brindisi. Analizza poi lo scontro Spagna-Italia sul caso Ceuta, definendo la crisi una conseguenza della volontà politica del governo marocchino e smontando punto per punto le accuse mosse al governo spagnolo su respingimenti, sanatorie e gestione dei minori non accompagnati, ricordando anche che il vero crollo degli sbarchi in Italia risale al 2016-2017 con l'accordo Minniti-Gentiloni. Nella seconda parte commenta un sondaggio su Repubblica secondo cui la percezione dell'inflazione cambierebbe in base al voto politico, criticando duramente il concetto di "percepito" come strumento di manipolazione dell'opinione pubblica, perché i dati economici, sostiene, sono uguali per tutti indipendentemente dalle simpatie politiche. Chiude sulle tensioni nel Campo Largo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte riguardo a primarie, programma comune e aiuti militari all'Ucraina, ricordando la coerenza di Giorgia Meloni su questo tema fin dal governo Draghi e criticando chi oggi cambia posizione senza ammetterlo apertamente.

  43. 8

    Davide Giacalone: migranti, studenti e sinistra in Ucraina

    In questa puntata de “L’opinione di Davide Giacalone” si parte dal vertice europeo sui migranti e dal caso Ceuta, definito la più grande operazione di rimpatrio immediato mai vista in Europa, gestita da un governo di sinistra e usata come esempio per smontare le letture ideologiche e il fallimento del cosiddetto “modello Albania”. Giacalone denuncia il ruolo della propaganda e dei video falsi nel drogare l’opinione pubblica, poi sposta il focus sugli alloggi per studenti: il vero problema italiano, sostiene, è una visione povera dell’università, pensata come costo e non come business competitivo e meritocratico, a differenza di quanto accade nei campus internazionali. Chiude con le posizioni di Giuseppe Conte su Ucraina e primarie del “campo largo”, criticando l’idea di decidere ai gazebo la linea su un tema cruciale come l’aiuto militare a Kiev e definendola una forma di trasformismo che insegue il vento più favorevole invece di scegliere una posizione responsabile e coerente.

  44. 7

    Davide Giacalone: AI Act e masochisti a Ceuta

    La rassegna parte dall’AI Act, la nuova regolazione europea sull’intelligenza artificiale: più trasparenza su chatbot e contenuti falsi, etichette obbligatorie e un inevitabile braccio di ferro con i colossi del digitale. L’Unione Europea rafforza il suo ruolo di regolatore del mondo online, imponendo che l’utente sappia quando parla con un sistema artificiale e quando guarda immagini o video generati dall’AI, anche sui siti considerati più affidabili. In parallelo il Sole 24 Ore racconta Big Tech, tra fatturati in forte crescita e utili operativi miliardari, ma anche con enormi investimenti sull’intelligenza artificiale che non hanno ancora prodotto ritorni reali. È un settore che concentra potere economico e tecnologico, motivo per cui regole chiare diventano decisive per evitare che l’innovazione si trasformi in strumento di distorsione o dipendenza. Sullo sfondo, l’Europa prepara un vertice straordinario sui migranti, con Ceuta ancora al centro delle tensioni e lo scontro politico su Schengen. Tra richieste di chiusura delle frontiere e accuse di ignoranza o opportunismo, il nodo resta quello di come gestire i confini e l’immigrazione senza ridurre tutto a un’emergenza continua, ma inserendolo in una strategia comune e duratura.

  45. 6
  46. 5

    Davide Giacalone: Ceuta, pil e sventagliate

    La giornata si apre con Ceuta e con l’ennesima polemica sull’immigrazione, raccontata ancora una volta come emergenza. Ma il punto, come osservato nella rassegna, è che si tratta di un fenomeno strutturale, da affrontare con strumenti politici e diplomatici, non con slogan o chiusure simboliche. Sul fronte economico, il PIL italiano cresce più delle attese, ma il dato positivo non basta a risolvere i problemi di fondo: produttività, salari e distanza dal resto d’Europa restano questioni aperte. Anche qui, il rischio è quello di usare i numeri solo per fare propaganda, invece che per capire dove intervenire davvero. Infine, il Quirinale richiama i partiti a non perdere di vista i problemi dei cittadini e a non piegare le regole ai casi singoli. Un invito alla responsabilità che vale per la politica, per l’economia e per il modo in cui si raccontano i fatti.

  47. 4

    Davide Giacalone: AI e tossicodipendenti scarcerati

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa sul decreto italiano di recepimento dell’AI Act, spiegando che il vero nodo non è il “Grande Fratello” ma chi può autorizzare l’uso di sistemi invasivi come il riconoscimento facciale: secondo lui l’autorizzazione deve spettare a un giudice, non al pubblico ministero che dirige le indagini. Si sposta poi sul fronte internazionale, dove la partecipazione diretta dell’Arabia Saudita ai raid contro l’Iran segnala un allargamento del conflitto nel Golfo e una crescente sfiducia verso la protezione statunitense. In tema di giustizia, commenta la nuova legge sulle tossicodipendenze che prevede pene domiciliari per oltre 10.000 detenuti, ricordando come da decenni si sostenga che i tossicodipendenti vadano curati in comunità e non in cella, ma avverte che senza strutture adeguate e trasparenza verso i cittadini il rischio è solo una retorica “svuota carceri”. In chiusura, Giacalone analizza il nuovo affondo di Beppe Grillo contro il Movimento 5 Stelle, paragonando l’evoluzione del movimento alla parabola di Masaniello e osservando come la politica abbia inevitabilmente “mangiato” il progetto originario, ora nelle mani di Giuseppe Conte.

  48. 3

    Davide Giacalone: Safe e funerali Usa

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa sul dibattito italiano attorno ai fondi SAFE per la difesa, chiarendo che non si tratta di spese aggiuntive ma di risorse già previste, con la sola scelta se finanziarle sul mercato o tramite fondi europei meno costosi per i contribuenti. Collega poi questo tema alle divisioni politiche interne sull’asse occidentale e sulla guerra in Ucraina, ricordando come la politica estera resti il vero discrimine tra i diversi schieramenti. A livello internazionale, commenta l’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump, Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu in occasione dei funerali del senatore Graham, sottolineando come l’asse Russia–Cina–Iran renda oggi l’Ucraina ancora più centrale nelle strategie USA. In chiusura, analizza il calo di Tesla e il ruolo di Elon Musk, criticando le bolle finanziarie e la visione di un futuro in cui pochi controllano l’intelligenza artificiale mentre il resto del mondo vive di “reddito di sudditanza”.

  49. 2

    Davide Giacalone: illusioni, crimini e acciaio

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa sul decreto carburanti, criticando il taglio solo sul gasolio e il continuo gioco politico tra maggioranza e opposizione sul tema di tasse, deficit e spesa pubblica. Passa poi ai No Tav in Val di Susa, dove chiede di non limitarsi alle condanne ma di processare subito i responsabili e di velocizzare i lavori dell’alta velocità, fermi da troppo tempo. Nella seconda parte affronta il caso ex Ilva, che definisce l’ennesimo esempio di una normativa caotica e ingestibile, e chiude sulla nazionale di calcio, tra il caso Pirlo, le influenze russe e il caos attorno alla scelta del commissario tecnico.

  50. 1

    Davide Giacalone: violenti, fondamentalisti e Colle

    Davide Giacalone apre la rassegna stampa commentando i violenti scontri in Val di Susa, con 124 agenti feriti, 436 antagonisti identificati e danni ingenti. Sottolinea che il punto non è la gara a chi condanna di più, ma la necessità di portare subito davanti a un giudice chi ha partecipato alle devastazioni, perché la risposta dello Stato deve essere rapida e dentro le regole del diritto. Il secondo tema è l’attentato al Pride di Berlino, compiuto da un fondamentalista islamista. Giacalone invita a non confondere l’Islam con il terrorismo e a non consegnare ai fanatici l’identità di una religione o di una causa politica, perché questo alimenta solo nuovi equivoci e nuove tensioni. Si passa poi al dibattito politico italiano sull’ipotesi di Giorgia Meloni al Quirinale. Giacalone chiarisce che il tema non è la liceità costituzionale, ma l’opportunità politica: il problema vero riguarda il sistema elettorale e il premio di maggioranza, che non dovrebbe diventare uno strumento per alterare gli equilibri previsti dalla Costituzione. In chiusura, spazio al caso Pirlo e agli sponsor russi. Giacalone critica l’idea che basti dire di aver rispettato la legge per essere a posto, spiegando che certe scelte possono essere formalmente lecite ma comunque politicamente rilevanti, soprattutto nel contesto delle sanzioni contro la Russia per l’aggressione all’Ucraina.

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