EPISODE · Apr 5, 2026 · 9 MIN
Dio ci lascia liberi davanti alla risurrezione: puoi vivere come se non fosse mai accaduta o lasciare che cambi tutto. Pasqua 5-4-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Abbiamo ascoltato negli Atti degli Apostoli, nella prima lettura: Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea dopo il battesimo predicato da Giovanni? Questa è una bella domanda: ma lo sapete, lo sappiamo che cosa è successo? Perché per lo più mi sembra che la nostra fatica grande nel vivere la vita quotidiana, sia nel distaccare come se fosse un pensiero che esista la resurrezione, un pensiero. Tu ce l'hai, io non ce l'ho, invece l'importanza che dà Pietro a questo fatto che è accaduto è che è una situazione nella quale o ti accorgi o vivi in questa grande inconsapevolezza che rischia di creare una voragine nella vita che risucchia tutto. Avete presente le voragini, vero? Abbiamo appena vissuto la settimana santa e il fatto veramente impressionante è che da una grande esaltazione di questo uomo che faceva un po' il taumaturgo, cioè arrivavano con tanti tipi di problemi e dopo se ne andavano a posto, risanati. Pensare che nel giro di un attimo, neanche ci fosse stato Whatsapp a quei tempi, tutto viene ribaltato, è partito un flash mob come dicono i giovani, un accordo, sono stati lì crocifiggilo, crocifiggilo e non se ne è capito più niente. Avete presente quando c'è una ruzzola un po' strana, ti inizia a girare tutto storto e sembra che sia inesorabile, vada a finire male, punto, non c'è nient'altro da dire. E guardate, il cammino che il Vangelo fa fare non soltanto ai discepoli di allora ma ai discepoli di tutti i tempi è rileggere tutta la storia alla luce di questo fatto. Perché non è indifferente che il Cristo sia risorto con la sua vera carne, col suo corpo, non è indifferente che quel sepolcro fosse vuoto. Tant'è che se qualcuno questa notte è andato alla veglia o ha letto le letture della veglia, visto che il Vangelo di Matteo lo metteva proprio in evidenza, che i farisei, i capi avevano detto: sigilliamo bene la porta, mettiamo la guardia, casomai lo rubano e poi parte una diceria che chi li ferma più questi. Non c'è mai questa morte che sigilla, a meno che quella morte non la scelga tu. Ci tengo a dire questo perché per molte persone non si salta fuori dal venerdì santo. Tutta la vita si ferma al venerdì santo, cioè alla passione e morte, come se fosse l'ultima parola. Ma mi verrebbe quasi di invitarvi oggi, registrate un audio, fatevi qualche foto, ricordatevi di che cosa sta succedendo, mettetelo in una memoria positiva da recuperare costantemente. Perché quello che adesso sapete non vada a finire nei pensieri di quel momento o al massimo in una nostalgia. Ti ricordi quando…? Perché se era vero allora non è vero anche oggi? Se Cristo è veramente risorto duemila anni fa, non continua ad essere il risorto, il vivente oggi? E questo alla tua vita che cosa dice? Perché l'amore con cui il Signore ha dato la sua vita non è sottoposto a condizione di morte adesso a meno che tu non lo scelga, tu non lo voglia. In questo vi pregherei, cercate un momento oggi, sono sicuro che ci saranno dei pranzi di ore oggi e dei pomeriggi spensierati finché uno si stanca di essersi riposato troppo, è già stanco. Ma cercate nella giornata almeno dieci minuti in cui fare proprio questa scelta di intesa. Signore, attualizziamo la Pasqua nella mia vita adesso. Dimmi Signore, dove ho messo una pietra così grossa come quella messa davanti al sepolcro che sembra dire da qui non esce niente di vivo? In che situazione ho chiuso la mia vita come fosse morta? Perché se tu ci sei e sei risorto chiami anche me a vivere una vita nuova, a risorgere con te. C'è quell'espressione che usa, l'abbiamo ascoltato nella seconda lettura. Fratelli, se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! C'è una parte che è morta, ma per la comunione che noi abbiamo con Lui c'è anche la risurrezione. Ma a meno che tu dica di no. Pensate questa cosa. Il Signore ci lascia liberi di continuare a pensarci per la morte. Ci lascia liberi. Il fatto della risurrezione è opinabile. Uno può dire: sì è risorto, ma sai io no. Perché? Perché tu no? Perché la risurrezione non tocca la tua vita? Per dire che ci lascia sempre una responsabilità personale. Mi verrebbe quasi da dire quello che succederà l'ultimo giorno della nostra vita. Io non lo so, il Signore lo sa. Ma nel frattempo che vuoi fare? Vuoi stare nella morte? Vuoi stare sulla croce senza speranza? Oggi è il segno che non c'è croce senza risurrezione. Non c'è negazione se non davanti ad un fatto che tu dici no, non lo voglio. Però a un certo punto questo fatto accade. È accaduto e accadrà. E ci interpella. Mi piacerebbe che ciascuno sentisse in quei dieci minuti oggi, ma nel corso della sua vita, crescere dentro il proprio cuore la voce che nello spirito il Signore ci continua a dire: tu con me. Tu con me. Questa è la comunione, questa è la vita nuova per essere già da questo tempo, dalla nostra quotidianità, dei figli e dei fratelli risorti con Cristo e con Lui in cammino nel regno che si è fatto vicino a noi.
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Dio ci lascia liberi davanti alla risurrezione: puoi vivere come se non fosse mai accaduta o lasciare che cambi tutto. Pasqua 5-4-26
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