EPISODE · Dec 21, 2025 · 10 MIN
Domenica 21-12-25 4Avv Accogliere qualcuno nella propria vita significa accettare di non possederlo. È vero per Dio e per ogni relazione.
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Questi ultimi giorni dell'Avvento ci propongono un'immagine che non è proprio consueta quella degli angeli ma vorrei tradurlo anche per la nostra esperienza. Angelo vuol dire annuncio, annunciatore e abbiamo due scenari oggi dove si parla di annunci. C'è il profeta Isaia che va a parlare al re d'Israele a portargli una parola da parte di Dio, chiedi un segno. E dall'altra parte c'è Giuseppe che ha ricevuto un certo tipo di annuncio, Maria è incinta e dentro di sé quest'annuncio ha creato del turbamento, io non so stato, ma mi piace pensare che da una parte Acaz sta facendo i conti con le sue idee, i suoi progetti, cioè avete presente quando abbiamo un'idea, un progetto, arriva qualcuno e ci cambia la condizione, la situazione per cui ci scombina e lì che fai? Sei rigido secondo i tuoi progetti di prima e quindi triti tutto e tutti perché si deve fare come dici tu, oppure? Acaz lo fa anche nel rapporto con Dio, chiedi un segno del Signore, non voglio tentare il Signore, traduco, si mette in mezzo al Signore, mi cambia un'altra volta le cose, ho già pensato di fare così, se poi il Signore mi dice una cosa che io non voglio? questo è un pensierino che ogni tanto viene, al che anche la preghiera inizia a vacillare perché la preghiera non è altro che quella relazione, quel dialogo che stabiliamo con Dio e se pensi che il Signore possa avere una volontà diversa dalla tua, anche la preghiera vacilla. Mi piace pensare che l'impazienza di Isaia sia soltanto un po' una scossa, avete sentito il testo è un po' garbato, non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, adesso volete stancare anche quella di Dio? E il Signore, il suo segno lo darà. Dall'altra penso a Giuseppe, viene definito uomo giusto, non si parla di molti uomini giusti; uomo giusto perché considera l'amore che ha per Maria e l'amore che ha per la legge, per Dio, la legge dice davanti a questi situazioni bisogna denunciare e dentro di lui c'è un turbamento. D'altra parte come fai a non rimanere turbato quando la persona a cui hai deciso di donare tutta la tua vita ti appare in una luce diversa, la vedi con degli occhi con cui non eri abituato e questo turbamento non dura un istante, è un turbamento che forse dura qualche giorno e sta considerando nel suo cuore cosa fare, come fare. Se siamo attenti la preghiera che può accompagnare tanti istanti o momenti più prolungati della nostra vita è una preghiera con cui cerchiamo di attingere a quello che il Signore dice, al Vangelo, alla buona notizia, all'annuncio, è il nostro interlocutore, Dio ci parla e ci parla perché il nostro cuore possa trovare la strada da seguire, la luce alla quale muovere i passi. In questa prospettiva Giuseppe meditava, pregava finché ci dice il Vangelo che un angelo lo invita a non temere di accogliere e questo mi fa subito grattare un attimo la pelata, non temere di accogliere, sembra quasi una contraddizione perché accogliere, tu accogli sempre un altro che è un mistero immenso, chiunque sia, chi accogli nella tua vita sappi che non è prodotto tuo, non lo gestisci tu, non è un oggetto, accogliere nella vita è aprirsi a Dio, quindi non temere di accogliere, sì, è possibile soltanto se tu ti ripensi continuamente accolto da Dio, in quanto sei accolto da Lui puoi accogliere qualunque cosa, ma se stacchi questa parte, se perdi la tua relazione nella quale sei accolto come farai? Come troverai luce ed energia per accogliere? Allora in questa dichiarazione, anche Giuseppe inizia un lavoro interiore diverso, non mi sembra che ci siano tante parole di Giuseppe, ma ci sono dei fatti chiari, fatti, scelte, sì perché nel momento in cui inizi a sentire che c'è una scelta da parte di Dio, il bambino che nasce da lei viene da Spirito Santo, accogli il mistero dello Spirito che generosamente si fa presente nella storia degli uomini e di Dio, che diventa storia di salvezza. Allora davanti a questo c'è la scelta di Giuseppe, la scelta di accogliere Dio che si fa presente, quel Dio che lui conosce nella parola, nell'insegnamento, in ciò che gli è stato trasmesso, inizia ad essere la concretezza della sua vita e io questo spero e auguro a ciascuno di farlo come esperienza: di non lasciare semplicemente nel mondo delle idee o delle leggi o delle regole la vita cristiana, ma che sia veramente la luce che ti coniuga la realtà nella quale tu sei immerso e facendo scelte dalla fede riconosci la presenza di Dio. In questo veramente Giuseppe si dimostra uomo giusto. È sempre un mistero l'accoglienza, dicevo prima, accogliere la fecondità di Dio nella nostra vita e aprirsi alla novità continua. Lo penso anche da prete ma lo penso per ogni famiglia perché la fertilità a un certo punto finisce ma io spero che non finisca mai la fecondità. La forza dell'essere, generosamente attivi fino all'ultimo dei nostri giorni, fino a quella tarda età che ti porta a scegliere anche dove sembra che ci siano delle contraddizioni, scegliere di dare la vita perché nella vita dell'altro tu riconosci la vita di Dio. Credo che questo sia il vero modo con cui ciascuno di noi possa entrare adesso in questo mistero del Natale, ma ogni giorno nel mistero di Dio che fedelmente si rende presente e generoso nella tua storia. In questa apertura scopriamo come la sua fedeltà è pronta a stupirti ancora ma anche a darti nuovi sorrisi, nuove luci da poter accendere nella storia del mondo.
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Domenica 21-12-25 4Avv Accogliere qualcuno nella propria vita significa accettare di non possederlo. È vero per Dio e per ogni relazione.
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