EPISODE · Apr 7, 2026 · 2 MIN
E' il Signore di tutti - Martedì di Pasqua a Galeazza
from Il podcast di don Andres Bergamini · host Andres Bergamini
Due volti davanti al Risorto: intimità e distanza In queste letture mi colpisce profondamente il contrasto tra i protagonisti: da una parte Maria, che ha avuto con Gesù un rapporto strettissimo, intimo, quasi sponsale; dall’altra i Giudei di cui parla Pietro negli Atti, coloro che, in qualche modo, hanno contribuito alla sua crocifissione. Due poli opposti, quasi “antipodi”: chi ama e cerca, e chi ha rifiutato e deve ancora comprendere. Eppure, proprio qui emerge il cuore del messaggio: per entrambi Gesù è il Signore, è il Cristo. Sia Maria sia coloro che ascoltano Pietro sono chiamati a ritrovarlo, a incontrarlo di nuovo, a riconoscerlo. Questo mi fa comprendere che non esiste una categoria esclusa: sia chi è vicino da sempre, sia chi arriva “all’ultima ora” è chiamato allo stesso incontro decisivo. Una ricerca che accomuna tutti Maria cerca Gesù nel pianto, con un amore ferito e fedele. I Giudei, invece, arrivano a cercarlo dopo essere stati “trafitti nel cuore” dalla parola di Pietro: «Che cosa dobbiamo fare?». Sono percorsi diversi, ma entrambi autentici. Da una parte c’è una ricerca affettiva, personale, piena di amore; dall’altra una ricerca che nasce dalla conversione, dal riconoscimento del proprio errore. Ma entrambe conducono nella stessa direzione: verso l’incontro con il Risorto. Questo mi fa pensare che non esiste un solo modo di arrivare a Cristo. C’è chi lo cerca da sempre e chi lo scopre dopo aver sbagliato. Ma ciò che conta è lasciarsi mettere in cammino. Il protagonista è Dio Padre Riflettendo su entrambe le letture, mi sembra sempre più chiaro che il vero protagonista è Dio Padre. È Lui che ha costituito Gesù come Signore e Cristo. È Lui che lo dona a tutti, senza esclusioni. Le parole di Pietro lo sottolineano con forza: la promessa è “per voi, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani”. Questa apertura universale mi colpisce: nessuno è fuori dalla chiamata, nessuno è troppo distante. Allora capisco che Gesù non appartiene a un gruppo ristretto, ma è dato a tutti. Ognuno può riconoscerlo, accoglierlo, abbracciarlo come proprio Signore. “Non mi trattenere”: un amore che si apre Nel Vangelo, il dialogo tra Gesù e Maria raggiunge un momento decisivo quando lui le dice: «Non mi trattenere». Questo invito non è un rifiuto, ma un passaggio. Gesù orienta Maria verso il Padre: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». In queste parole si compie qualcosa di straordinario: il Padre di Gesù diventa il Padre di tutti. Qui vedo un altro grande “miracolo”: non solo l’incontro personale con il Risorto, ma la nascita di una fraternità nuova. Non siamo più individui isolati, ma fratelli, uniti dallo stesso Padre. Una fraternità che supera ogni distanza Se Gesù è il Signore di tutti, allora tutti possiamo riconoscerci come fratelli, anche se siamo lontani tra noi per storia, esperienza o condizione. Maria e i Giudei rappresentano proprio questa distanza: l’intimità e l’estraneità, la fedeltà e l’errore. Eppure entrambi vengono raggiunti dallo stesso annuncio e dalla stessa possibilità di salvezza. Questo mi sembra il cuore del messaggio pasquale di oggi: Dio ha donato Gesù a tutti, e in Lui possiamo ritrovarci uniti. La risurrezione non solo ci restituisce il Signore, ma ci consegna anche gli uni agli altri come fratelli.
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Due volti davanti al Risorto: intimità e distanza In queste letture mi colpisce profondamente il contrasto tra i protagonisti: da una parte Maria, che ha avuto con Gesù un rapporto strettissimo, intimo, quasi sponsale; dall’altra i Giudei di cui parla Pietro negli Atti, coloro che, in qualche modo, hanno contribuito alla sua crocifissione. Due poli opposti, quasi “antipodi”: chi ama e cerca, e chi ha rifiutato e deve ancora comprendere. Eppure, proprio qui emerge il cuore del messaggio: per entrambi Gesù è il Signore, è il Cristo. Sia Maria sia coloro che ascoltano Pietro sono chiamati a ritrovarlo, a incontrarlo di nuovo, a riconoscerlo. Questo mi fa comprendere che non esiste una categoria esclusa: sia chi è vicino da sempre, sia chi arriva “all’ultima ora” è chiamato allo stesso incontro decisivo. Una ricerca che accomuna tutti Maria cerca Gesù nel pianto, con un amore ferito e fedele. I Giudei, invece, arrivano a cercarlo dopo essere stati “trafitti nel cuore” dalla parola di Pietro: «Che cosa dobbiamo fare?». Sono percorsi diversi, ma entrambi autentici. Da una parte c’è una ricerca affettiva, personale, piena di amore; dall’altra una ricerca che nasce dalla conversione, dal riconoscimento del proprio errore. Ma entrambe conducono nella stessa direzione: verso l’incontro con il Risorto. Questo mi fa pensare che non esiste un solo modo di arrivare a Cristo. C’è chi lo cerca da sempre e chi lo scopre dopo aver sbagliato. Ma ciò che conta è lasciarsi mettere in cammino. Il protagonista è Dio Padre Riflettendo su entrambe le letture, mi sembra sempre più chiaro che il vero protagonista è Dio Padre. È Lui che ha costituito Gesù come Signore e Cristo. È Lui che lo dona a tutti, senza esclusioni. Le parole di Pietro lo sottolineano con forza: la promessa è “per voi, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani”. Questa apertura universale mi colpisce: nessuno è fuori dalla chiamata, nessuno è troppo distante. Allora capisco che Gesù non appartiene a un gruppo ristretto, ma è dato a tutti. Ognuno può riconoscerlo, accoglierlo, abbracciarlo come proprio Signore. “Non mi trattenere”: un amore che si apre Nel Vangelo, il dialogo tra Gesù e Maria raggiunge un momento decisivo quando lui le dice: «Non mi trattenere». Questo invito non è un rifiuto, ma un passaggio. Gesù orienta Maria verso il Padre: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». In queste parole si compie qualcosa di straordinario: il Padre di Gesù diventa il Padre di tutti. Qui vedo un altro grande “miracolo”: non solo l’incontro personale con il Risorto, ma la nascita di una fraternità nuova. Non siamo più individui isolati, ma fratelli, uniti dallo stesso Padre. Una fraternità che supera ogni distanza Se Gesù è il Signore di tutti, allora tutti possiamo riconoscerci come fratelli, anche se siamo lontani tra noi per storia, esperienza o condizione. Maria e i Giudei rappresentano proprio questa distanza: l’intimità e l’estraneità, la fedeltà e l’errore. Eppure entrambi vengono raggiunti dallo stesso annuncio e dalla stessa possibilità di salvezza. Questo mi sembra il cuore del messaggio pasquale di oggi: Dio ha donato Gesù a tutti, e in Lui possiamo ritrovarci uniti. La risurrezione non solo ci restituisce il Signore, ma ci consegna anche gli uni agli altri come fratelli.
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E' il Signore di tutti - Martedì di Pasqua a Galeazza
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