EPISODE · Jul 20, 2026 · 3 MIN
Ferrario: perché mi piace andare ancora in bici dagli ottici
from b2eyes today
Sono cambiate le modalità di spostamento e di visita ai negozi, ma l’agente lombardo, oggi settantunenne, con quasi cinquant’anni di esperienza nel settore e ormai in pensione, continua a visitare i clienti su due ruotePer molti rappresentanti gli spostamenti sono prevalentemente in automobile, fra traffico, parcheggi e tangenziali. Per Marco Ferrario, invece, la giornata comincia sempre in bicicletta. Lo fa dagli anni Ottanta e non ha cambiato abitudine nemmeno oggi, con una lunga carriera negli strumenti e nell’oftalmica, tra Essilor e Tokai, alle spalle. «All’inizio della mia attività lavorativa parcheggiavo la bici lontano dal negozio perché mi imbarazzava presentarmi così a un cliente - racconta a b2eyes TODAY - Ora, invece, la lascio davanti all'ingresso e spesso gli ottici mi invitano a parcheggiarla all'interno». Sono tutti punti vendita indipendenti, alcuni dei quali sensibili al progetto Eticamente, di cui Tokai è stata la prima azienda partner.Ferrario parte di primo mattino da Inverigo, località della Brianza comasca, raggiunge Milano in treno con la bicicletta e dalle stazioni di arrivo cittadine si sposta pedalando tra un appuntamento e l'altro. Quando il collegamento ferroviario non è comodo, utilizza l'automobile fino alle zone periferiche e completa gli spostamenti urbani sulle due ruote. Una modalità di lavoro che offre vantaggi pratici, evitando il traffico cittadino, la ricerca del parcheggio e i relativi costi. «Pedalare mi diverte e mi consente di arrivare dal cliente con meno stress e più carica - spiega l’agente lombardo - La bicicletta serve soprattutto a me: se poi diventa anche uno spunto per iniziare una conversazione, tanto meglio. Sebbene il punto di forza resti comunque il prodotto che propongo». Non manca però una riflessione sulla sicurezza. «Oggi Milano è molto complicata in fatto di traffico, che è diventato asfissiante, e la convivenza tra auto, furgoni parcheggiati sulle piste ciclabili, biciclette, monopattini e altri mezzi richiede particolare attenzione. Questa città non è ancora Amsterdam, purtroppo».Nel tempo è cambiato anche il modo di lavorare. I cataloghi cartacei hanno quasi completamente lasciato il posto agli strumenti digitali, mentre nello zaino trovano spazio le couvette con le lenti necessarie durante le visite ai clienti. Ferrario ha inoltre aperto su Instagram il profilo Tokai.bike, dove pubblica fotografie della bicicletta in luoghi particolari, accompagnandole a riferimenti ai centri ottici incontrati lungo il percorso e condividendo anche contenuti inviati da professionisti di diverse regioni italiane.«Fino a quando andrà avanti? Finché starò bene - conclude il professionista - L'unico limite che avverto oggi è un lieve calo dell'udito, ma per il resto continuo a divertirmi. E il lunedì, quando non lavoro, mi butto nell’altra mia grande passione: la canoa» (nella foto, Marco Ferrario e la sua bicicletta all'interno di Ottica Chierichetti a Milano). Angelo Magri
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