EPISODE · May 13, 2026 · 2 MIN
Forum miopia: con l’AI si potrà prevedere l’evoluzione della vista fino a 5 anni
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Lo ha affermato l’oftalmologo inglese James E. Neffendorf, intervenuto al congresso promosso da Vincenzo Orfeo, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli, tenutosi l’8 e 9 maggio nel capoluogo campanoLa crescita di questo difetto visivo nei bambini e negli adolescenti è stata al centro della prima edizione del Forum nazionale sulla miopia. «Si tratta di una delle problematiche di riferimento dell’oftalmologia del futuro - ha ricordato Vincenzo Orfeo (nella foto) - Si prevede che nel 2050 la metà della popolazione mondiale possa diventare miope e, purtroppo, non si tratta di una previsione allarmistica, poiché ci sono segnali evidenti di un aumento della miopia nei bambini e negli adolescenti. Questo accade anche perché nella nostra società siamo sempre più portati a guardare da vicino: lo stimolo visivo ravvicinato crea una tendenza alla miopia».Orfeo ha ricordato che non siamo di fronte soltanto a un problema refrattivo, ma a una condizione che può portare a molte complicazioni. «L’occhio si allunga, la sua anatomia cambia e il rischio è che si presentino problematiche rilevanti: è un messaggio che parte dagli specialisti e che deve essere diffuso anche nella popolazione», ha detto il promotore dell’evento che nelle due giornate di lavori ha inoltre richiamato l’attenzione sugli strumenti oggi disponibili per rallentare la progressione della miopia nei più piccoli: dai trattamenti farmacologici con atropina diluita alle soluzioni ottiche dedicate.Tra i momenti centrali del congresso, la lettura magistrale di James E. Neffendorf, dal titolo “Is AI the future of ophthalmology?”, incentrata sul futuro dell’oftalmologia e sul ruolo dell’intelligenza artificiale. «L’intelligenza artificiale applicata all’oculistica non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma il modo in cui questa può trasformare concretamente il percorso del paziente - ha spiegato Neffendorf, consultant ophthalmologist and vitreoretinal surgeon con incarichi a Londra al King’s College Hospital NHS Foundation Trust e alla London Lauriston Clinic - Oggi l’AI non offre più soltanto soluzioni puntuali in singole fasi della cura, ma può aiutare a raccogliere informazioni, migliorare la qualità della consultazione e supportare il medico nell’analisi dei dati e nell’individuazione delle opzioni terapeutiche più appropriate. L’aspetto più rilevante sarà la capacità predittiva: capire come potrà evolvere la vista del paziente tra tre o cinque anni, quali rischi prevenire e quali trattamenti considerare».A cura della redazione
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