Francesco Gerardi: divisione tra dormienti e risvegliati - Sileri: chissà chi ha scritto Tachipirina e vigile attesa? episode artwork

EPISODE · Dec 15, 2025 · 10 MIN

Francesco Gerardi: divisione tra dormienti e risvegliati - Sileri: chissà chi ha scritto Tachipirina e vigile attesa?

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Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 15 dicembre 2025. Interessante intervento, pubblicato lunedì, di Francesco Gerardi, responsabile dell’ufficio stampa di Forza del Popolo e direttore del Corriere del Popolo. Scrive Gerardi: Il fenomeno forse più notevole, nonché inedito, di questi tempi sta nel fatto che gran parte della conflittualità e della tensione che attraversa la nostra società sia dovuta non tanto a differenze di tipo ideologico-politico, sociale o valoriale, come avveniva in passato, ma a una divergenza molto marcata di consapevolezza tra gli individui, nel senso in cui certa spiritualità intende questa parola. È proprio il diverso grado nello stato di coscienza che porta le persone ad essere oggi in contrasto e a non capirsi tra loro, e questo non fa che accentuare il carattere alquanto “apocalittico” del tempo presente. È infatti sempre più evidente che, pur nella grande varietà dello sviluppo delle coscienze, oggi esistano fondamentalmente due distinti tipi umani: quello che ha raggiunto un certo livello di consapevolezza e che, pur con molti limiti, riesce a intravedere determinate realtà, e quello che è rimasto indietro e che vive in un mondo intriso di conformismo e di sostanziale obbedienza. Gli uni scorgono, più o meno nitidamente, le manipolazioni e gli inganni del potere, comprendendo a grandi linee il funzionamento del sistema; gli altri sono invece allineati e inconsapevoli di quanto viene loro imposto, rapportandosi con le istituzioni e le autorità come dei bambini con i genitori, non concependo nemmeno il sospetto che possano far loro del male. I primi, per brevità, possiamo chiamarli “risvegliati”, i secondi invece “dormienti”. Del resto, una certa filmografia risvegliante descrive esattamente questa situazione: il messaggio di pellicole come Matrix o The Truman Show, moderne rivisitazioni del mito della caverna, è precisamente questo. A rendere via via più evidente questa bipartizione dell’umanità, che era comunque già latente, è stata una serie di accadimenti a partire dall’11 settembre 2001, evento-sacrificio epocale in cui fu chiaro ad un’agguerrita minoranza di pensatori critici che la versione ufficiale dell’attentato non reggeva. Ma è stato soprattutto il famigerato triennio 2020-2022, con la cosiddetta pandemia, ad operare come un grande catalizzatore capace di far affiorare in superficie in modo plateale due capacità di lettura del reale che, con il precipitare della situazione politica e sociale, sono diventate incompatibili. La grande sfida che ci attende nel prossimo futuro sarà quella di accompagnare per mano verso un cambio di paradigma non traumatico la parte del Paese che non ha ancora capito, nell’interesse di tutti. Nella diretta di martedì il Presidente Andrea Colombini commenta le dichiarazioni di Pierpaolo Sileri, viceministro della salute nel governo Conte, e sottosegretario alla salute nel governo Draghi, ricordate? Quello la cui moglie vendeva apparecchiature sanitarie tra le quali i famosi respiratori… Ebbene costui ha detto di non sapere da chi è partito il famoso protocollo tachipirina e vigile attesa, e che nessuno gli aveva fatto leggere preventivamente il testo di tale protocollo. Di vigliacchi ne abbiamo visto, ma fino a questo punto raramente. Siamo al “si salvi chi può”. Mercoledì leggiamo su Aria Buona Channel che il senatore repubblicano Thomas Massie ha presentato alla Camera dei Rappresentanti un disegno di legge per richiedere l’uscita degli Stati Uniti dalla NATO, definendo l’alleanza “una reliquia della guerra fredda”. "Gli Stati Uniti devono ritirarsi dall'Alleanza e utilizzare quei soldi per proteggere il nostro Paese, non altri stati”, ha riportato il membro del Congresso. Massie afferma che la NATO è stata creata per contrastare l'URSS, crollata 30 anni fa, e che la partecipazione di Washington al blocco è costata ai contribuenti americani trilioni di dollari. Venerdì Andrea Colombini commenta la notizia che una scuola in Emilia Romagna ha bandito il nome Gesù dalle canzoni di Natale per non offendere gli altri, annunciando che al veglione dell’ultimo dell’anno, nel suo concerto ha inserito Adeste Fideles dove il nome di Gesù si dice tante volte. Se qualcuno è infastidito dal nome di Gesù, cambi paese, perché se noi andiamo in un paese islamico e diciamo che non vogliamo sentire il nome di Allah ci tagliano la mano, o qualcos’altro. Smettiamola con questa ricerca dello scontro, lasciamo perdere gli imbecilli che ci vorrebbero portare a quello. Sabato Aria Buona Channel riporta che l’Italia, insieme ad Austria, Polonia e Ungheria, è indicata dagli Stati Uniti tra i Paesi con cui Washington dovrebbe “collaborare maggiormente”, con l’obiettivo di “allontanarli” dall’Unione europea. E’ quanto si legge nella versione estesa della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, non pubblicata dalla Casa Bianca ma visionata dalla rivista Defense One, la testata specializzata in difesa. Al fine di “rendere l’Europa di nuovo grande”, gli Stati Uniti dovrebbero sostenere “partiti, movimenti e figure culturali” favorevoli alla sovranita’ nazionale e alla difesa dei “modi di vita europei tradizionali”. Defense One cita una versione classificata della National Security Strategy diffusa nei giorni scorsi. Domenica, sempre su Aria Buona Channel leggiamo che il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito il congelamento degli asset russi una "dichiarazione di guerra": “Ignorando l'Ungheria e violando la legislazione europea alla luce del giorno – ha dichiarato Orban -, i funzionari di Bruxelles stanno prendendo provvedimenti per sequestrare gli asset russi congelati. Questa è una dichiarazione di guerra. Nel frattempo, stanno chiedendo altri 135 miliardi agli Stati membri per alimentare il conflitto. L'Ungheria non intende partecipare a questo perverso schema di Bruxelles. Abbiamo bisogno di Pace, non di escalation!” Prima di concludere vi segnalo che sono aperte le iscrizioni per il settimo congresso di Forza del Popolo che si terrà il 31 gennaio 2026 a Catania. Vi invito a registrarvi collegandovi alla pagina forzadelpopolo.org. Dandovi quindi appuntamento alla prossima settimana per il consueto Punto e Virgola, ringrazio Daniela Pavino ed Eleonora Pagoaga, vi saluto e vi ringrazio per l’ascolto ricordandovi che La nostra coerenza e l’incoerenza degli altri ci porteranno ad un sicuro successo

Episode metadata supplied by the publisher feed · Published Dec 15, 2025

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Salve a tutti e benvenuti al Punto e Virgola del 15 dicembre 2025. Interessante intervento, pubblicato lunedì, di Francesco Gerardi, responsabile dell’ufficio stampa di Forza del Popolo e direttore del Corriere del Popolo. Scrive Gerardi: Il fenomeno forse più notevole, nonché inedito, di questi tempi sta nel fatto che gran parte della conflittualità e della tensione che attraversa la nostra società sia dovuta non tanto a differenze di tipo ideologico-politico, sociale o valoriale, come avveniva in passato, ma a una divergenza molto marcata di consapevolezza tra gli individui, nel senso in cui certa spiritualità intende questa parola. È proprio il diverso grado nello stato di coscienza che porta le persone ad essere oggi in contrasto e a non capirsi tra loro, e questo non fa che accentuare il carattere alquanto “apocalittico” del tempo presente. È infatti sempre più evidente che, pur nella grande varietà dello sviluppo delle coscienze, oggi esistano fondamentalmente due distinti tipi umani: quello che ha raggiunto un certo livello di consapevolezza e che, pur con molti limiti, riesce a intravedere determinate realtà, e quello che è rimasto indietro e che vive in un mondo intriso di conformismo e di sostanziale obbedienza. Gli uni scorgono, più o meno nitidamente, le manipolazioni e gli inganni del potere, comprendendo a grandi linee il funzionamento del sistema; gli altri sono invece allineati e inconsapevoli di quanto viene loro imposto, rapportandosi con le istituzioni e le autorità come dei bambini con i genitori, non concependo nemmeno il sospetto che possano far loro del male. I primi, per brevità, possiamo chiamarli “risvegliati”, i secondi invece “dormienti”. Del resto, una certa filmografia risvegliante descrive esattamente questa situazione: il messaggio di pellicole come Matrix o The Truman Show, moderne rivisitazioni del mito della caverna, è precisamente questo. A rendere via via più evidente questa bipartizione dell’umanità, che era comunque già latente, è stata una serie di accadimenti a partire dall’11 settembre 2001, evento-sacrificio epocale in cui fu chiaro ad un’agguerrita minoranza di pensatori critici che la versione ufficiale dell’attentato non reggeva. Ma è stato soprattutto il famigerato triennio 2020-2022, con la cosiddetta pandemia, ad operare come un grande catalizzatore capace di far affiorare in superficie in modo plateale due capacità di lettura del reale che, con il precipitare della situazione politica e sociale, sono diventate incompatibili. La grande sfida che ci attende nel prossimo futuro sarà quella di accompagnare per mano verso un cambio di paradigma non traumatico la parte del Paese che non ha ancora capito, nell’interesse di tutti. Nella diretta di martedì il Presidente Andrea Colombini commenta le dichiarazioni di Pierpaolo Sileri, viceministro della salute nel governo Conte, e sottosegretario alla salute nel governo Draghi, ricordate? Quello la cui moglie vendeva apparecchiature sanitarie tra le quali i famosi respiratori… Ebbene costui ha detto di non sapere da chi è partito il famoso protocollo tachipirina e vigile attesa, e che nessuno gli aveva fatto leggere preventivamente il testo di tale protocollo. Di vigliacchi ne abbiamo visto, ma fino a questo punto raramente. Siamo al “si salvi chi può”. Mercoledì leggiamo su Aria Buona Channel che il senatore repubblicano Thomas Massie ha presentato alla Camera dei Rappresentanti un disegno di legge per richiedere l’uscita degli Stati Uniti dalla NATO, definendo l’alleanza “una reliquia della guerra fredda”. "Gli Stati Uniti devono ritirarsi dall'Alleanza e utilizzare quei soldi per proteggere il nostro Paese, non altri stati”, ha riportato il membro del Congresso. Massie afferma che la NATO è stata creata per contrastare l'URSS, crollata 30 anni fa, e che la partecipazione di Washington al blocco è costata ai contribuenti americani trilioni di dollari. Venerdì Andrea Colombini commenta la notizia che una scuola in Emilia Rom

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