EPISODE · May 20, 2026 · 6 MIN
il discernimento cristiano parte non da ciò che ci fa sentire superiori, ma da ciò che rende possibile l’amore. Mercoledì 20-5-2026 7P
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Continua la preghiera di Gesù. Possa essere anche un motivo di ispirazione, di preghiera per noi. Per Paolo sicuramente lo è stato, perché non so se avete visto, ma anche il discorso di Paolo è un discorso che è preghiera. Tant'è che la gente se ne commuove, ha un atteggiamento di abbandono pieno nella volontà di Dio, sapendo quello che gli sta per accadere, anche se non ne ha chiarezza. Sa che lo attendono catene, prigione, e dice non vedrò più il vostro volto. Però questo non diventa semplicemente un motivo di dolore, ma di preghiera. Perché dice ho vegliato tre anni su di voi, ho cercato di dirvi tutta la verità. Allora la preghiera è questa grande fiducia nel rapporto con Dio che tutto ciò che facciamo lui lo può portare a frutto nella vita delle persone. Lo può ravvivare come fosse una generosità, un vigore che anche gli altri possano accogliere. Avvisa che ci saranno lupi rapaci, ma potrei dire forse non c'è stata neanche un'epoca nella vita degli uomini senza lupi rapaci. E non accontentiamoci di dire facilmente, di capi di Stato che in questo momento stanno facendo le loro guerre di proprio interesse. Quelli sono molto evidenti, ma a volte i lupi rapaci sono i motivi di divisione dentro le nostre case, dentro le nostre comunità. E di questo dobbiamo averne avvertenza, perché ciò che divide sia messo da parte. La preghiera di Gesù è una preghiera che tende, vuole instaurare nel cuore dei discepoli la stessa cosa. Lui dona a se stesso, perché tutti siamo, dalla verità dell'amore di Gesù, motivati a fare lo stesso. Usa il termine siano consacrati nella verità, la tua parola è verità. Quindi l'amore con cui lui parla possa essere il motivo per cui ciascuno di noi nel cuore può fare quel discernimento per dire questo divide, meglio toglierlo, questo ci mette in comunione, scegliamo questa strada. Quindi c'è un percorso di verità a cui ciascuno di noi può aderire, può sceglierlo. Allora, se di questo siamo non solo consapevoli in teoria, ma desiderosi in pratica, allora la parola di verità diventerà la nostra parola. E non abbiamo bisogno di citare perché l'altro sia convinto di quello che sto dicendo. Si tratta di vivere quella parola, anche se tante volte questa parola ha una ferita, una fatica, proprio nell'io, cioè nell'orgoglio. Piuttosto, come ha fatto Gesù, che ha consacrato se stesso, cioè ha consegnato se stesso, perché tutti imparassimo proprio dalla verità dell'amore che lui ha per il Padre, il Padre per lui, che il dono della vita non l'ha fatto come rinuncia, l'ha fatto come generosità. E credo che forse questo avrebbe bisogno di essere messo in chiaro anche in tanti rapporti faticosi, che non si tratta di affermare se stessi e il proprio orgoglio, ma c'è una verità che vale di più. Per questo Gesù dice consacrali nella verità, cioè che ci sia veramente quello spirito d'amore che agiva nella sua vita, che possa agire anche nella nostra, come suoi discepoli per cui scegliamo, più che di aver ragione, la verità che ha la capacità di farci essere uniti insieme. Allora si capisce perché Gesù non prega perché il Padre li tolga dal mondo, ma perché li custodisca dal maligno. Perché finché siamo in questo mondo le prove ci saranno, ma se avremo certezza dell'amore questa è la custodia dal maligno. L'amore ha una forza maggiore rispetto a quell’io che si vuole affermare. Chiediamolo al Signore con umiltà e con costanza perché anche nella nostra vita possa regnare la sua verità.
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il discernimento cristiano parte non da ciò che ci fa sentire superiori, ma da ciò che rende possibile l’amore. Mercoledì 20-5-2026 7P
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