Il peccato divide. Cristo lo prende su di sé e lo rende occasione di unità. - Domenica 18-1-26 2TO episode artwork

EPISODE · Jan 18, 2026 · 8 MIN

Il peccato divide. Cristo lo prende su di sé e lo rende occasione di unità. - Domenica 18-1-26 2TO

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Non so se avete notato, ma il Vangelo di oggi ci riporta semplicemente un discorso di Giovanni Battista, tutto il Vangelo di oggi. Ma quanto è importante questo Giovanni Battista? Ed è uno che dice, io non sono, anzi non lo conosco neanche, non lo conoscevo così. Quindi è interessante, incredibile questa presenza di Giovanni Battista sul quale si erano girati proprio gli occhi di tutti pensando che fosse lui per come vestiva, per quello che mangiava, per quello che diceva e se avesse detto sono io tutti gli avrebbero creduto, più o meno tutti. Perché tanto sapete che non c'è mai l’unanimità, neanche nella Chiesa, non so se ve ne siete accorti. Non c'è questa convergenza (pareva fosse ma non è lui!), ma era molto credibile. Eppure guardate la testimonianza di Giovanni. Attenzione perché vorrei un attimo guardare a quello che dice per vedere come sia importante oggi per la nostra vita. L'attenzione di Giovanni è ad una manifestazione. Infatti, vedete, questo testo segue immediatamente la festa del Battesimo di Gesù domenica scorsa, in cui Giovanni dice, ecco, ma come tu vieni da me? Lascia fare, dobbiamo compiere ogni giustizia, ricorderete, il Vangelo di Matteo al capitolo terzo, e subito dopo questo testo che va un po' a riprendere quella epifania, quella manifestazione di Gesù attraverso lo Spirito e la voce del Padre e di nuovo ritorna in un modo un po' diverso nel Vangelo di Giovanni con questa attenzione. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato mi ha detto quello sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito è Lui. E Giovanni che fa? Dice, è Lui. Forse vi sembrerà scontato e semplice quello che vi sto dicendo, però provate a fare un attimo una botta di conti veloce. In tutti i giorni della vostra vita fino ad adesso, da quando avete coscienza, quante volte l'avete detto è Lui? Dice, non mi ricordo bene il numero. Ma una volta l'hai detto? Perché dirlo nella liturgia è facile, lo facciamo anche un po' da pecoroni, avete presente quando non sai neanche quello che stai dicendo, e ripeti. Ogni tanto faccio la prova con qualcuno, interrompo mentre dice, non so, il Credo, il Padre nostro, dico, aspetta un attimo, ecco adesso riprendi da qua. Ah, non sono mica capace. Sì perché c'era il disco, in quel momento non c'era la testa, se c'è la testa sai anche andare avanti. Allora, quello che sta succedendo adesso ha a che fare con qualche cosa di eterno e che noi in ogni celebrazione eucaristica riviviamo ma in un modo forse astratto, distratto. Allora, Giovanni dice, è Lui l'Agnello di Dio, che viene tradotto, che toglie il peccato del mondo. Il verbo sarebbe leggermente diverso, però il togliere in realtà è un prendere su di sé. Vorrei fare un esempio casalingo. “Tu hai detto, tu hai fatto…”, avete presente quei momenti. Chi sta prendendo su di sé? Stai scaricando sulle spalle dell'altro in quel momento. Non faccio riferimenti a persone specifiche, vale per tutti perché penso che accada in ogni casa, ma quando facciamo così, da chi stiamo imparando? Io penso più dall'accusatore che dal Cristo. Il Cristo è colui che prende su di sé, perché l'amore, quello che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, l'amore è quella disponibilità nel rapporto con l'altro anziché a imputare, a farsi carico. E l'Agnello di Dio, il Cristo, è indicato così perché? Certo c'è un riferimento alla Pasqua, adesso tutto ciò che ha un po' il sentore di Israele forse da fastidio, però noi siamo innestati su quel ceppo, quindi facciamoci passare gli attriti momentanei, perché il vero Israele è comunque sempre quello che è nato dal Cristo, che si è compiuto in Lui e che ha una capacità di rileggere anche tutto il precedente per l'evento Gesù Cristo. Tant'è che poi il vero Israele… qual è il vero Israele, il popolo eletto? È tutto quello che in Cristo si compie come evento di salvezza; non soltanto la cerchia degli apostoli e dei discepoli di allora, ma quello che dall'evento Cristo è successo subito dopo e in precedenza. Quindi è tutta storia di salvezza. E ritorno, l'Agnello, quello che toglie il peccato, che faceva forse riferimento all'agnello pasquale, perché in Giovanni lo sapete, c'è anche nel capitolo 19 sulla croce, dice che è successo quello che era stato detto non gli sarà spezzato alcun osso, sta parlando dell'agnello della Pasqua, è Gesù l'agnello della Pasqua, che è stato immolato perché nel popolo nessuno perisse ma tutti si salvassero. Eccoci, siamo qui per questo, perché anche oggi nel Cristo che prende su di sé il peccato del mondo, non dobbiamo dire poverino perché non avremmo capito, ma guardiamo come l'amore con cui si ama in Cristo ha la capacità di prendere su di sé e di togliere quindi, ma di prendere su di sé e di trasformare ciò che prima era motivo di divisione in un nuovo motivo di unità. Ed è particolarmente indicato questo testo perché oggi è anche il primo giorno di preghiera per l'unità dei cristiani, dal 18 al 25 gennaio è così, lo facciamo tutti gli anni, è qualcosa che Gesù ci ha detto di fare, se non credete leggete il capitolo 17 di Giovanni perché dice Ut unum sint affinché siano uno, affinché siano una cosa sola. Guardate come ha trovato attuazione in noi, non soltanto siamo divisi tutti, tra religioni, popoli, siamo divisi anche all'interno del cristianesimo, tra i cattolici, cioè la divisione ce la portiamo dentro, ecco il nostro peccato, ma, e qui c'è la forza di Cristo, ci dice portala da me così che non diventi un'accusa ma diventi un nuovo motivo per rimetterti in gioco insieme a me, amando il tuo prossimo. E forse vivendola così anche questa settimana potrà essere molto istruttiva e un'occasione di docilità al nostro cuore per imparare nuovi modi per dirgli di sì.

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