EPISODE · Feb 17, 2026 · 5 MIN
Il problema non è che ho poco, ma che dimentico chi è con noi. Martedì 17-2-26
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Proviamo a entrare in questo testo del Vangelo veramente stimolante, perché che Gesù faccia una raffica di domande così: l'avete mai viste? Sei domande consecutive, e mi verrebbe subito da domandare: ti sei mai sentita, o sentito, interrogare così da Gesù? Sei domande consecutive incalzanti, perché? La forza della parola agisce proprio così, ti ricordi o dimentichi quanto il Signore ha fatto per te? Gesù semplicemente invita i suoi discepoli a rendersi conto che, sì non hanno più che un solo pane, sì, ma hanno Lui, e questa è la dimenticanza prima su cui forse ciascuno di noi può rimettersi in gioco. Ma mi mancano tante cose, tanti problemi, tante questioni: ma dov'è il Signore nella mia vita? Quanto ha fatto il Signore per te? Non è ancora in grado di farlo, e di fare ancora di più. E qui c'è un avviso. Che lievito hai dentro? Guardatevi dal lievito dei farisei. Quali sono i pensieri che dentro di te crescono e diventano per te vita? Quali pensieri? Se facciamo un'indagine anche così, un po' nell'opinione pubblica, si fa presto a capirlo, perché basta guardare le notizie di un telegiornale e si capisce qual è l'orientamento a cui ciascuno di noi è spinto. Innanzitutto tutte le cose che non vanno. Poi ogni tanto mettono una caramellina perché non ti vada proprio tutto di traverso, ma stiamo facendo anche noi nello stesso modo. Proviamo a capire perché se il mio cuore, a motivo delle tante situazioni che non vanno, le tante ferite, se il mio cuore si indurisce, e qui c'è la domanda di Gesù, anche voi avete il cuore indurito, non capite? Il cuore indurito è quello che porta a delle relazioni in cui giudichiamo, ci giudichiamo a vicenda, in cui ci raffreddiamo, ci chiudiamo. Questa è una parola che torna anche nel finale del Vangelo (cap. 16), quando Gesù rimprovera i suoi discepoli che non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risorto, erano stati, dice, sclerocardici, duri di cuore, la sclerocardia. Il problema della durezza di cuore deriva proprio dal fatto che non abbiamo nel cuore la parola che il Signore ci dice come interprete della realtà. Quindi questo è proprio il luogo in cui possiamo chiedere a Dio di venire, di farmi grazia, cioè di insegnarmi ad avere quella compassione che Lui ha non soltanto per me, una compassione che è proprio di Dio verso ogni uomo. Questo mi aiuta a superare non soltanto la durezza di cuore per una volta, ma ogni volta. Se lo vogliamo questo è il dono dell’avere Gesù con noi: non avevano che un solo pane, è colui che è il nutrimento della nostra vita, è colui che rende il nostro cuore simile al suo.
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