Il problema non è desiderare qualcosa di grande, ma voler essere grandi senza imparare a servire.   Mercoledì 27-5-26 8o episode artwork

EPISODE · May 27, 2026 · 6 MIN

Il problema non è desiderare qualcosa di grande, ma voler essere grandi senza imparare a servire. Mercoledì 27-5-26 8o

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

Io vi chiedo solo pochi istanti, però sapete che su queste letture ci sarebbe da respirare a lungo. Un po' come quando uno arriva lì nella pineta, sente il profumo, respira, sente che i polmoni proprio ringraziano. Allora, qui c'è una scuola di vita, partiamo dal Vangelo, una scuola di vita immensa. Perché la gara per essere primi di solito porta a delle pugnalate in qua in là, in vario modo. Non entro perché queste le sappiamo già, ma la gara a cui il Signore Gesù ci sta invitando, quella che è la sua vita, l'avete sentito esplicitamente, che il figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Di solito per chi vuole servire non c'è molta coda da fare, molta fila, devi aspettare chissà quanto. Avete presente? Servire è sempre possibile!  Allora la domanda è di che spirito sei, da che cosa sei motivato nelle cose? Perché Noi possiamo partire anche con i migliori auspici di metterci a servizio e poi invece vogliamo fare il nostro regno, vogliamo la nostra gloria. Qualunque sia, non mi interessa.  Qua il Signore dice attento perché ne perdi la gioia, ne perdi la pace, perdi la prospettiva. E guardate, non è che Gesù sta parlando a gente che non va mai a messa, lo sta dicendo ai dodici, all'élite, alla crème, a noi che desideriamo vivere il Vangelo e andiamo a messa tutti i giorni. Casomai uno pensi no, questo lo sta dicendo ad altri: no, a noi. Allora, riprendo dalla prima lettera di Pietro perché c'è un'espressione che secondo me è fondamentale per la vita cristiana. Perché dice così Pietro, dopo aver purificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità, già qua diamo una bella scremata, tutti i nostri pensieri ne avanzano poco, l'obbedienza alla verità mette già via un sacco di cose, ma superato questa fase, dice, per amarvi sinceramente come fratelli, vi fa pensare a qualcosa questa espressione? Per amarvi sinceramente come fratelli, è il primo comando che ci ha dato, amare i fratelli, amare il prossimo. Amare, questo è il comando che Dio ci ha dato. Ecco, per amare veramente cosa dobbiamo fare? Amatevi intensamente di vero cuore gli uni agli altri, rigenerati, non da seme corruttibile, che vuol dire da tutti i nostri pensieri, no, ma per mezzo della parola di Dio, viva ed eterna, quindi siamo al posto giusto. La parola di Dio ci dà la luce con cui vedere come stanno veramente le cose. Quando ce la raccontiamo nella nostra testa, la realtà è diversa. Allora, io questo ve lo consiglio come un testo di meditazione che purifica il cuore in tanti momenti della vita, ma quando poi ti trovi davanti al fatto che, come i discepoli, anche nella nostra vita, poi ci sono le fatiche relazionali, perché gli altri dieci si arrabbiano con Giacomo e Giovanni che hanno fatto questa richiesta, che vogliono sedersi nella gloria di Gesù a destra e a sinistra, perché si arrabbiano? Perché? Perché loro sì e io no? E io ritorno alla cosa iniziale. Se vuoi servire, partecipi nella vita del Cristo, perché lui è venuto per questo, ma servire non vuol dire avere gloria dagli altri, ma partecipare, permettetemelo, del disprezzo di Dio. Cioè, un Dio che si mette a servire, un Dio crocifisso, non è amato né rispettato. Se tu stai nella passione con lui capisci di che sto parlando, se invece cerchi la gloria non capisci, continuerai a non capire. Però non capisci neanche la vita. E non capisci perché dovremmo essere contenti a un certo punto che anche la vita si compie, semplicemente perché è finita le forze e le energie, oppure per avere il vero coronamento. Cioè che noi qui stiamo imparando ad amare, ma per arrivare veramente a partecipare dell'amore di Dio in modo pieno. Quindi è anche normale che a un certo punto passiamo le consegne alle nuove generazioni, che di solito le prendono e le mettono da parte, perché dicono vabbè, grazie, adesso però voglio scegliere io. Avete presente, l'abbiamo fatto tutti questi errori. Questo ci riguarda a tutti. A suo tempo diciamo no, adesso devo subire, ma appena possibile… Poi arriviamo noi a fare le stesse cose di prima, riprendiamo effettivamente a fare quello che anche altri hanno fatto prima e a non essere considerati dalle nuove generazioni. E sembra che la cosa rigiri sempre così. Beh, scusate la lungaggine, ma qui Gesù dice ma tu vuoi veramente partecipare della mia vita? Bere il calice che io bevo? Essere immerso, battesimo no? Essere immerso nella vita in cui io sono immerso. Perché lui è battezzato nel suo sangue, ha dato la vita. Bene, questo sarà possibile se lo vuoi. Non è detto in modo cruento come Gesù, ma a volte in modo incruento come succede nella vita fraterna. Perché nella vita fraterna chi non soffre vuol dire che sta facendo i fatti suoi. Solo chi ama e continua ad amare sta facendo proprio la volontà di Dio. E in questo abbiamo tutti grandi possibilità.

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