EPISODE · Jun 9, 2026 · 3 MIN
Il sale e la luce hanno una cosa in comune: esistono per gli altri. Martedì 9-6-26 10o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Una caratteristica che mi piace cogliere oggi dal Vangelo è che non soltanto Gesù non fa un'esortazione siate sale, siate luce. No, dice siete. Lo siamo. E la domanda è: lo siamo? Di per sé lo siamo. Che cosa può aiutarci ad esserlo? Che cosa ci può veramente risvegliare il fatto che lo siamo? È che il sale e la luce non sono per sé stessi. Mi spiego. Il sale serve per insaporire, per conservare, serve nella giusta quantità per rendere adatto ciò che salerà. E la luce, il suo splendore lo rivela appunto quando illumina qualcosa e ne manifesta i colori, ne manifesta la bellezza che altrimenti rimane invisibile. Come a dire che anche i cristiani non è che sono belli in sé, buoni in sé, no, è proprio nel dono di sé che manifestano la loro migliore qualità. Nel dono di sé. Non per niente Gesù ci ha detto di amare, amare Dio, amare il prossimo. Cioè del mettere se stessi in una prospettiva di dono. E questo fa parte proprio peculiare di quella vita cristiana che impara da Cristo. Cioè il modo proprio di Cristo nel rendersi salvatore del mondo è che si unisce a situazioni di peccato, di finitezza, di morte e le vivifica. Quindi quello che possiamo chiedere al Signore è proprio questo, proprio perché Lui ci dice che siamo già così, di credere quello che Lui sta facendo in noi per essere veramente chi siamo. Perché questo renderà la vita lieta non soltanto per chi ci accoglierà, ma anche la nostra vita si allieterà, perché manifesterà la sua natura che è proprio quella di essere a immagine di Cristo: dono.
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