EPISODE · Jun 18, 2026 · 5 MIN
Il Vangelo propone il perdono come via di guarigione per chi lo dona e chance per chi lo riceve. Giovedì 18-6-26 11 o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Quello che stiamo dicendo è proprio la luce anche dell'alleluia che abbiamo cantato, cioè Cristo è risorto veramente. La nostra fiducia ha un centro, che Gesù non è stato soltanto una brava persona che ha fatto del bene a qualcuno. Poca gente, non è che abbia aiutato tantissima gente nel suo breve tratto di vita sulla terra. Lui ha dato ai suoi discepoli, e a tutti quelli che lungo i secoli sono suoi discepoli, questo dono immenso. Di imparare a riconoscere Dio Padre e avendo un Padre, ad avere anche tanti fratelli. Con questa attenzione, e oggi l'abbiamo proprio ascoltata bene, l'ascolto di quello che Gesù ci insegna, riguarda non soltanto il sapere con la testa certe cose, ma saperle con il cuore. Oggi vorrei che facessimo un attimo attenzione sul fatto che abbiamo scoperto, sappiamo che cos'è il perdono. L'amore si fa perdono, si fa per-dono. L'amore può essere costretto in qualche modo? No. Proprio perché c'è amore da parte di Dio verso ciascuno di noi, questo ci motiva a essere anche noi segni d'amore. E il modo più concreto che abbiamo per dire che amiamo qualcuno è perdonarlo. Se dico ti amo ma non ti perdono: è credibile una persona che dice così? No, se mi ami mi perdoni, se no non è vero che mi ami. Allora, provate a vedere questo cosa significa nella nostra quotidianità, perché così si capisce anche meglio perché Gesù ci consegna questa bellissima preghiera che la Chiesa ha assunto come sintesi di tutto il Vangelo. Avete presente che le sintesi sono importanti. Perché anche se non ti ricordi tantissime cose, ma ti ricordi la sintesi, ti ricordi più o meno tutto, vero? Allora, la sintesi di tutto il Vangelo sta in questo, tutti diciamo Padre, ma diciamo tutti, ma anche se siamo di nazioni diverse, la pensiamo diversa, in modo a volte partiti politici diversi, nazioni diverse, addirittura ci sono delle nazioni che si fanno guerra e tutti quanti dicono Padre nostro, è possibile una cosa del genere? Secondo me chi sta facendo delle guerre non riesce a dire il Padre nostro, non riesce, perché se riuscisse a dire Padre nostro, o dire non soltanto mio o della mia famiglia, ma anche di quelle altre persone, come faccio a fargli guerra se sono miei fratelli? Allora, in questo vi propongo di riflettere e di fare proprie queste parole, le sei domande del Padre nostro, diventano per noi veramente come la strada luminosa lungo la quale camminare tutta la nostra vita. E man mano che mettiamo in pratica, anche se stiamo facendo fatica, ma mettiamo in pratica quello che diciamo lì, scopriamo dentro il cuore che sta accadendo veramente questo, che l'amore con cui il Padre ci ama ci sta guarendo la vita dalle tante fatiche e ferite che abbiamo. L'amore è la cura, è la terapia più importante che il Signore ci ha insegnato, perché ci guarisce sia per il nostro percorso terreno, sia anche riguardo a quello che noi sappiamo perché ce l'ha detto ma ancora non lo vediamo, cioè la vita eterna. Allora, Gesù che ha affrontato tutto questo, anche il fatto che i suoi, la gente a cui voleva portare l'amore di Dio, lo ha crucifisso, sulla croce ha guarito l'umanità, come? Cosa ha detto? Padre perdonali perché non sanno quello che fanno, tant'è che dopo la sua risurrezione questa è diventata anche la nostra fiducia e la nostra forza. Chiediamo allora al Signore che queste parole si fermino nel nostro cuore, diventino luce al nostro cammino e ci aiutino a vivere sempre in quella luce che è vera comunione: il nostro pane quotidiano per tutti gli uomini.
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