EPISODE · Apr 26, 2026 · 11 MIN
Immagina una porta aperta e qualcuno ti dice: “Se vuoi, entra.” La fede inizia con un invito. Domenica 26-4-26 4P
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Gesù parla, parla ma non viene compreso, se ne accorge. Chissà quante volte avremo fatto questa esperienza. Tu parli e poi vedi che l'altro ti guarda, ma non fa bella, non parte la scintilla, non ci si intende. Continua la difficoltà, perché riconoscere vuol dire che ripartiamo da una conoscenza che ci è chiara, ma a volte non ce l'abbiamo. Allora vorrei parlare di questo guardiano di cui oggi Gesù parla. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce, perché mentre spiega che lui è la porta, lui è il buon pastore, il guardiano chi è? Come possiamo interpretare? Tante volte ci sono queste similitudini che Gesù fa che lasciano un ampio margine di vago, di scelte, di approfondimenti. Ma per capire questo vorrei proprio ripartire dal fatto che c'è una vocazione che ciascuno di noi è chiamato a vivere. Quando si parla di vocazione si pensa di solito subito ai preti, le suore, i frati, e qualcuno dice che è peggio per loro, tra parentesi, oppure gli è capitato. Ma in questo ci stiamo dimenticando la cosa veramente essenziale. Vocazione chiamata riguarda il nostro battesimo. Non so se per voi questa è una buona notizia, ma io spero proprio di sì. Perché finché non ci rendiamo conto di questa buona notizia rimaniamo nell'incomprensione. E anche il guardiano, cioè ciò che lo Spirito continua a suggerire al nostro cuore, rimane incompreso. Eppure nella parabola sembrerebbe che invece se ascolti la voce del guardiano ti introduci ad una grande libertà, perché entreranno, usciranno e troveranno Pasqualo. Questa libertà di entrare e uscire seguendo il guardiano e attraversando la porta. Perché ci tengo a sottolineare che questa vocazione comune è fondamentale per capire poi anche le vocazioni particolari. Sì, se non ci accorgiamo dell'importanza del seguire la voce dello Spirito nella nostra vita non riusciremo neanche a capire, a riconoscere, anche nelle varie fasi della vita, perché la nostra vita, a seconda dell'età e delle situazioni che vive, ha bisogno di ulteriori approfondimenti e risposte. Allora, sinché non ci accorgiamo che è proprio lo Spirito che ci introduce in questo, anche la nostra preghiera e quindi anche la nostra risposta a Dio che ci parla, preferiamo metterle sotto la categoria “formula”. Come se ci fosse una formula magica, come se ci fosse una formula matematica, chimica, anche psicologica. La conoscete la più famosa formula psicologica che potremmo vivere? Ave Maria piena… (a gran velocità!). Questa è una formula che, ripetiamo così, uno non sa neanche cosa sta dicendo, però c'è quell'accompagnamento, di per sé sarebbe una preghiera contemplativa, ma a noi ci piace quella “contempla-attiva”, nel senso che mentre facciamo le cose diciamo dell'Ave Maria, no? Tanto male non fa! ma fa bene? Allora ritorno perché non mi sono perso: Se c'è una vocazione comune a vivere attraverso lo spirito che ci introduce in Cristo, attraverso di Lui, nel rapporto con il Padre, allora potremo anche scoprire meglio le nostre vocazioni particolari. Per esempio, la vocazione matrimoniale oggi, che cos'è? Perché è una vocazione. Chiamati a vivere un amore verso Dio e verso il prossimo, in una relazione particolare che si chiama coniugale, coniuge, colui che con te porta il peso nella vita, diventa, “ah chissà, vediamo”. E ci perdiamo l'essenziale, cioè che il Signore con te e il tuo coniuge è pronto a portare il giogo. Il giogo, il peso della vita, ma non è semplicemente un peso da subire. Un peso da portare è riuscire ad attraversare situazioni, storie, condizioni con una ricchezza. Perché quello che hai sopra, quel peso lì, se passatemi, visto che siamo nelle similitudini, le tue pecorelle, se è un forziere pieno di monete d'oro, se è la gioia dell'essere con, certo che avrà un suo peso ma accompagnerà la tua vita. Se invece pensi soltanto a te stesso, si smonta qualunque cosa. La porta che Gesù si propone di essere per ciascuno di noi è l'entrare nella relazione con il Padre sentendosi come Lui, Figlio amatissimo. Ma questo sta succedendo. Riusciamo ciascuno di noi ad autenticare la nostra affiliazione nelle condizioni che stiamo vivendo, sul lavoro, nei rapporti familiari, nei rapporti con gli altri. Nel senso delle cose che stai vivendo, nella tua salute, nella tua malattia, si sta realizzando questa vocazione, perché se non capiamo questo, cosa che poi è diventata abbastanza evidente, non ci saranno neanche delle vocazioni, non ci saranno neanche le vocazioni particolari. Quando uno dice, ma preghiamo perché il Signore mandi numerosi operai nella sua messa, è come prima li hai scacciati via e adesso li stai richiamando. Sì, perché non insegnare a prendersi cura gli uni degli altri, ma insegnare ad essere egoisti è scacciare via. “Mi raccomando, ti ho dato la merendina, è solo per te, non la condividere con nessuno”, e gli altri sono tutti brutti e cattivi, ladri e briganti, oppure sono i tuoi fratelli, i tuoi amici, condividila. Insegna ad essere generoso, insegna ad essere altruista, altrimenti stai creando il prototipo dell'egoismo che arriverà il giorno giusto per metterti in una bella gatta buia, qualunque sia. Sì, perché se i genitori e i figli insegnano ad essere egoisti, a un certo punto i figli che ti avranno sul groppone si ricorderanno che cosa gli hai insegnato. È così! Allora, in tutto questo il Signore ci continua a dare una bella notizia. Buongiorno, io sono il Buon Pastore, io sono la Porta, se vuoi ti insegno come vivere la tua vocazione ad essere insieme a me, ad entrare nella stessa generosità, a fare della tua vita un dono, se vuoi tu con me. Come abbiamo ascoltato nel Salmo, anche se dovessi attraversare una valle dalle ombre di morte non temerò alcun male perché tu con me, non ci sarà situazione della vita in cui questo non accadrà, come Gesù stesso ha vissuto e come l'ha chiamata per ognuno di noi. Allora al Signore affidiamo questo nostro desiderio di imparare da Lui a vivere la nostra vocazione filiale e ad essere testimoni del Suo amore.
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Immagina una porta aperta e qualcuno ti dice: “Se vuoi, entra.” La fede inizia con un invito. Domenica 26-4-26 4P
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