La cosa più difficile del Vangelo non è capire Dio. È perdonare. Perché il perdono ti fa assomigliare a Lui.  Domenica 24-5-26 Pentecoste episode artwork

EPISODE · May 24, 2026 · 10 MIN

La cosa più difficile del Vangelo non è capire Dio. È perdonare. Perché il perdono ti fa assomigliare a Lui. Domenica 24-5-26 Pentecoste

from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia

La Pentecoste è sempre una festa particolare, intanto perché non viene mai quando fa freddo, quindi questo è già... Ma la sua bellezza sta proprio nel dirci, in modi diversi, qual è il progetto di Dio. Perché chi in tanti momenti della vita non si è fermato dicendo: ma io sto capendo qual è la volontà di Dio sulla mia vita, qual è il progetto? E potremmo sentire a volte appunto lo smarrimento. Non so, sto facendo bene, non sto facendo bene? Il progetto che Dio ha è abbastanza chiaro, almeno in alcuni punti, che se li teniamo uniti ci aiutano molto. Per esempio, Gesù lo stesso giorno in cui è risorto e si presenta ai discepoli dà lo Spirito Santo e dà una missione. Intanto è lo stesso giorno, nel Vangelo di Giovanni è molto chiaro, lo stesso giorno della sua resurrezione dà lo Spirito. E qualcuno penserà, ma scusa, la prima lettura, gli Atti degli Apostoli, sono passati 50 giorni. È una contraddizione o ci sta dicendo una stessa realtà in modi diversi? E' importante tenerne conto perché altrimenti a volte andiamo un po' in confusione, in conflitto, boh, come stanno le cose? Giovanni ha questa attenzione, farci capire che il dono dello Spirito del risorto è proprio perché ogni uomo possa avere una certezza nella vita, che la missione che Gesù ha vissuto sulla terra è diventata anche poi una missione per noi, per ciascuno di noi, per ogni battezzato, secondo il suo stato di vita. Ma a tutti ha affidato una missione. Se vi volessi mettere in difficoltà vi chiederei subito qual è, no vii lascio star tranquilli… Poco. Perché la missione è proprio avendo accolto il suo Spirito, questo è proprio il dono del battesimo, già partiamo da lì, c'è questo soffio. Il soffio, spero che vi ricordi quella prima pagina del libro della Genesi, quando Dio crea l'uomo dalla terra e soffia nelle sue narici, cosa soffia? Il suo alito vitale, la sua vita. L'uomo vive della vita di Dio. E mi perdonerete, non è un fatto scientifico, sta narrando come l'esistenza dell'uomo ha a che fare con l'esistenza di Dio. Possiamo in questo riconoscere che non siamo semplicemente degli esseri viventi animali, certo, siamo tutti quanti del genere umano, animali come gli altri, ma abbiamo una particolarità, abbiamo questo soffio che ci rende sua immagine e somiglianza. Cioè se viviamo la nostra immagine e somiglianza sua, possiamo fare quello che fa Lui, cioè, questo è l'insegnamento che ci ha dato soprattutto Gesù, e qui arriverei al Vangelo. Perché Gesù dice che come Lui è stato mandato dal Padre, così ci manda, e ci manda a fare che cosa? A perdonare, perdonare i peccati. Dice mandami a fare un'altra cosa, questa è troppo difficile. No, no, no, è questo che ci caratterizza come partecipi del suo Spirito. Coloro che perdonerete saranno perdonati e coloro a cui non perdonerete, ahimè, non saranno perdonati. Uno potrebbe pensare, questo qua lo mettiamo all'inferno, questo non lo perdono. No, questo si chiama cortocircuito, non significa questo. Perdonare è proprio di Dio, Lui è così. Se vivremo anche noi questo mandato, faremo conoscere al mondo chi è Dio. Annunciare chi è Dio lo fai se partecipi alla sua azione, e Lui è colui che ama e perdona. Per questo se a qualcuno non perdoni è come se tu gli stessi negando di conoscere Dio, di fare esperienza di Dio, che perdona. Ma vorrei anche dirvi che chi chiude il cuore e non perdona si priva, priva se stesso della vita di Dio, si blocca. Allora, oggi la dinamicità dello spirito, e per questo vorrei fare anche un piccolo accenno alla prima lettura, perché diceva l'autore degli Atti degli Apostoli, pare per tradizione sappiamo che è Luca, l'autore anche del Vangelo di Luca, e lui ci propone un Gesù che per 50 giorni si manifesta ai discepoli. A volte ho pensato ma mi sarebbe piaciuto stare lì 50 giorni con Gesù a fare catechesi tutti i giorni, sai quante cose impari. Poi dico ma è un cortocircuito anche questo. Lui ormai ci ha parlato, si è donato non soltanto attraverso la parola e l'Eucaristia, ma si è donato attraverso la Chiesa che ti fa fare esperienza del suo amore e del suo perdono. Sì o no? Guardate che è questo che ci porta ad andare ancora a Messa, perché sennò avremmo finito. Se non avessimo conosciuto che Dio è colui che ti ama, che ti riaccoglie sempre, che ti perdona e che ti fa camminare con lui attraverso la Chiesa con tutte le sue imperfezioni, perché la Chiesa ha il suo Spirito ma è fatta da noi, quindi anche dai nostri peccati, allora chiedere al Signore che continui a farci dono del suo spirito, che possiamo fare esperienza del suo amore è quello che ci fa parlare la lingua materna. Veniva detto tutti quanti sentiamo parlare nella nostra lingua nativa, nativa vuol dire quella che ti ha parlato la mamma, e cosa ti diceva la mamma? Quanto sei brutto? O ti diceva amore mio? Quanto sei bello? E ti mangiava di baci? Allora, quell'amore lì è proprio quello di cui abbiamo bisogno per capire chi è Dio. Per questo diciamo che Dio è padre e madre, a somiglianza noi abbiamo dei genitori che ci hanno voluto bene con tutti i loro difetti, ma ci hanno voluto bene, ci hanno messi al mondo, e in questo dare la vita, in quel parlare una lingua diversa, che è la lingua di chi ti ama, ci hanno fatto conoscere già da piccolissimi che questa è la nostra vocazione, siamo chiamati ad essere amati da Dio in un modo totale. Per questo anche noi possiamo rinnovare oggi la nostra partecipazione allo Spirito Santo, il nostro battesimo, quello che rinnoviamo in ogni Eucarestia, in ogni appartenenza, situazioni in cui sentiamo che siamo cristiani, siamo suoi, e lui dice io sono tuo. Allora questo è quel fuoco di cui il mondo deve essere acceso, acceso da persone che credano nell'amore con cui Dio li ama e siano pronti, mandati da lui, ad esserne testimoni. Forse oggi si può rinnovare questa Pentecoste, dipende anche da noi se faremo spazio a tanto amore da parte di Dio. Il mondo lo desidera, lo attende, anche se contraddice, un po' come se fossimo dei bambini capricciosi che dobbiamo contraddire per vedere che cosa veramente sta a cuore all'altro. E il Signore anche oggi ce lo dice, tu mi stai a cuore, ciascuno di noi, per questo rinnoviamo il nostro sì all'amore con cui Dio ci ama e sentiamo che questa è la missione che anche ci affida nel mondo.

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La cosa più difficile del Vangelo non è capire Dio. È perdonare. Perché il perdono ti fa assomigliare a Lui. Domenica 24-5-26 Pentecoste

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