EPISODE · Apr 19, 2026 · 19 MIN
La diversificazione energetica della Cina la rende autonoma
from Oriente Press · host I Bastioni di Orione
La diversificazione energetica che, paragonando i dati sull’origine delle tecniche di produzione per l’approvvigionamento cinese degli ultimi dieci anni, pare riuscito o almeno abbia intrapreso la direzione per rendere meno inquinato il pianeta e contemporaneamente evitare conseguenze recessive derivanti dalla assurda guerra scatenata dall’Internazionale nera.Approfondiamo con Sabrina Moles questo sviluppo importante che potrebbe porre lo sviluppo cinese, obiettivo maggiore della guerra di Trump, fuori dal raggio d’azione delle conseguenze del conflitto stesso che invece si ritorcono contro i paesi ancora alleati degli Usa, perché abbiamo letto un suo articolo comparso su “Valigia Blu” molto interessante a partire dal discorso energetico. (https://www.valigiablu.it/guerra-iran-crisi-energetica-petrolio-cina-green/).Un aspetto interessante è che, con i risultati della ricerca avanzata in campo di energia verde, il risultato registra la tecnologia cinese come monopolista pure in questo ambito, in particolare per i sistemi più semplici e dunque facilmente diffondibili nel Sud del Mondo: infatti la Cina ha fatto grandi passi avanti nel controllo africano. Inoltre si creano dinamiche che la rendono partner più affidabile ed equilibrato rispetto ai dazi trumpiani.Un po’ l’unico ambito in cui può contare su risorse meno potenti è nel mercato dei chip; ma proprio in questa direzione vanno lette le aperture di dialogo con il Kuomintang e il soft power con cui ora si sta affrontando il problema di Taiwan. E tutto questo coinvolge la grande corsa allo sviluppo della Intelligenza Artificiale più efficiente e meno energivora: efficientamento tecnologico e creazione di alternative sono anche frutti di un’economia pianificata.I target di crescita dell’ultimo Piano di marzo scorso permangono ma ora sono meno stringenti; in un’alternanza di pubblico e privato che eviti scossoni all’economia; allo stesso modo ci sono equilibri tra istituzioni locali e Pechino che creano contrasti interni anche nelle direttive energetiche dal centro alla periferia: in genere risolte con le aree di sperimentazione. Ciò che risulta difficile è capire quanto sia davvero incentivata la ricerca e l’industria da parte dello stato cinese.
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