EPISODE · May 28, 2026 · 5 MIN
La fede non è avere tutte le risposte, è continuare a chiamare Gesù anche quando gli altri ti dicono che non serve. Giovedì 28-5-26 8o
from Santi: dalla tribolazione alla vittoria · host Stefano Savoia
Oggi il maestro teologo è un cieco, cieco non vedente, ma sappiamo che la cecità non riguarda semplicemente gli occhi, ma gli occhi del cuore, cioè cosa vede il tuo cuore, la tua intelligenza, il centro della tua persona, che cosa vede? Perché se non riesce a vedere come accade per quest'uomo, giace lungo la strada, nel cammino della vita giace, è fermo lì. D'altronde chi non vede come fa ad andare se nessuno gli indica la strada? Però questa è anche la condizione dell'umanità nel momento in cui pensa di sapere e ripetutamente cade e si fa male. Dopo che ti sei fatto male un po' di volte stai fermo. Quelli che vengono chiamati i blocchi interiori, è bloccato interiormente, cosa possiamo fare? Beh, io dico che questo è veramente un teologo oggi perché fa una professione di fede, e la fa mentre tutti gli dicono taci, che è la cosa ancora più difficile, perché avessi il sostegno degli altri, l'aiuto, allora tu dici, anche se sono un po' incerto, ma gli altri mi aiutano. No, gli altri addirittura gli danno contro. Taci. Però, come le vere comprensioni che abbiamo nella fede, anche se qualcuno cerca di farci tacere, non possiamo tacere. Perché nel momento in cui la tua speranza, il Dio della speranza che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo sia con tutti voi, ricordate la preghiera iniziale di oggi nella messa, cioè la speranza ti fa vedere ciò che è invisibile. Però è veramente un motore interiore che ti spinge, tant'è che nel momento in cui continui a gridare e a fare quella professione di fede riconoscendo in Gesù il figlio di Davide, cioè il Messia atteso, Gesù si ferma, chiamatelo, e lui butta via tutto pur di andargli incontro. E anche su questo, secondo me, dovremmo fare verifica, perché a volte non siamo capaci di buttare via niente, neanche le robe ormai inutilizzabili. Allora lui il suo mantello, che vuol dire forse l'unica cosa che aveva, il mantello era quello che ti serviva anche per coprirti alla notte, ma vabbè, è anche il segno della sapienza il mantello, però è pronto a buttare via la sua sapienza pur di andare incontro a Gesù che gli fa una sola domanda, cosa vuoi che io faccia per te? Come ti giochi questo Jolly? Lui ha capito una cosa soltanto, che è il bisogno di vedere, vedere che senso ha la sua vita, vedere che scelte fare. Non so se oggi ci avete pensato, stamattina, ma io cosa desidero veramente? cosa vedo come direzione della mia vita? l'opportunità, e che cosa sono pronto a mettere in gioco per andare in questa direzione? perché questo il Signore lo vede come un atto di fede. La tua fede ti ha salvato, è certo che il Signore ci salva, ma ci salva in base alla fede che abbiamo, se non abbiamo fede anche i doni che ci fa noi li lasciamo cadere. Penso a come tante volte anche il dono di essere un'umanità che potrebbe camminare insieme per un bene comune venga messo da parte perché ci sono altri interessi, e noi per interessi particolari siamo pronti a fare dei danni immensi, anche i capi di Stato oggi hanno delle grandi responsabilità in questo senso. Però noi dovremmo continuare a pregare proprio perché a un certo punto anche i più ciechi facciano un atto di fede e vedano. Tant'è che Gesù non gli dice neanche seguimi, è lui che a un certo punto si rende conto e lo segue, subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada, adesso vede davvero. Allora proprio per fare delle scelte di fede luminose proviamo a ripartire dalla luce che il Signore ha messo già nella nostra vita per farla diventare un atto di fede, non contro gli altri, non perché ho ragione io, no, un atto di fede perché davvero la luce del Signore sia guida ai nostri pensieri, parole, opere e sappiamo veramente viverla nella prospettiva in cui ce la dà, come quell'opportunità di creare nuove strade nelle quali camminare insieme.
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La fede non è avere tutte le risposte, è continuare a chiamare Gesù anche quando gli altri ti dicono che non serve. Giovedì 28-5-26 8o
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